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  • Lapitec per una dimora storica nel centro di Verona

    Il progetto di ristrutturazione porta la firma di Michele Perlini e mostra in cucina le qualità della pietra sinterizzata.

    A pochi passi dall’Arena di Verona si trova Phil House, appartamento di 280 mq sottoposto nel 2022 a un intervento di...
    Lapitec per una dimora storica nel centro di Verona

    Il progetto di ristrutturazione porta la firma di Michele Perlini e mostra in cucina le qualità della pietra sinterizzata.

    A pochi passi dall’Arena di Verona si trova Phil House, appartamento di 280 mq sottoposto nel 2022 a un intervento di interior ed efficientamento energetico condotto nel rispetto del suo pregio storico, tutelato da vincolo paesaggistico e monumentale. Le caratteristiche della residenza costituiscono ancora oggi il punto focale del progetto: una pavimentazione in seminato riveste in modo uniforme tutti gli ambienti giorno, mentre il soffitto è ligneo, a cassettoni, e le pareti presentano alla sommità affreschi, oggi valorizzati da un’illuminazione indiretta di carattere museale.
    “Tra le necessità del committente vi era quella di migliorare dal punto di vista delle prestazioni termiche ed energetiche i locali” dichiara Michele Perlini, architetto “Non potendo tuttavia intervenire sull’involucro abbiamo optato all’interno per una scatola in calcio silicato che al contempo isolasse l’ambiente e impedisse la formazione di muffe. In questo modo abbiamo ingentilito e uniformato gli spazi, senza inficiarne il carattere”.
    Su questo involucro neutro si dislocano, come su una tela bianca, elementi d’arredo geometrici realizzati su disegno, da pareti attrezzate retroilluminate in rovere, a librerie, armadiature e il divano d’ispirazione orientale.
    Segue la scelta anche la cucina, a vista sul soggiorno e composta da tre volumi asimmetrici neri inseriti sartorialmente nello spazio. La zona lavaggio e cottura, quella di preparazione e l’ultima, di stoccaggio, sono pensate per ottimizzare il flusso di lavoro e consentire un’esperienza di lavoro fluida e armoniosa.
    La matrice stilistica della stanza è nata a partire dalla scelta del top: due lastre di grandi dimensioni in Lapitec Nero Assoluto Velluto, dallo spessore di 12 mm e reso unico da una micro-granulosità di superficie che risulta quasi setosa al tatto. Il materiale, unico sul mercato e prodotto in Italia, è stato scelto dall’architetto per le sue prestazioni tecniche e la natura ecologica: Lapitec è infatti una pietra sinterizzata priva di pori, facile da pulire e ideale per il contatto con i cibi. Ultra-resistente e potenzialmente eterna, è priva di silice cristallina e può essere re-inserita nel processo produttivo in caso di smaltimento.
    La zona notte della casa, composta da due camere con rispettivi bagni e uno studio, si sviluppa su stanze più piccole, intime: la pavimentazione in parquet a spina di pesce dialoga con quinte in legno che separano solo idealmente l’area benessere, con un approccio progettuale che rievoca le tendenze dell’ospitalità di lusso.
    Non manca infine la componente tecnologica: l’ingresso principale avviene direttamente da un ascensore privato e un impianto di ventilazione meccanica controllata gestisce dal punto di vista termico e igrometrico l’ambiente, oltre a compiere una costante attività di purificazione dell’aria.
    “La natura è la fonte d’ispirazione del nostro lavoro” dichiara Michele Perlini, “Non c’è niente di meglio di un progetto che parte dalla natura e ad essa ritorna”.

    www.lapitec.com



    DATA SHEET

    Nome progetto: Phil House
    Località: Verona
    Anno di completamento: 2022
    Superficie lorda: 280 mq
    Architetto: Michele Perlini – www.arcstudioperlini.com

    Photo credit: Alberto Sinigaglia

    CUCINA

    Top cucina: Nero Assoluto, Velluto, 12 mm
    Rubinetto: Dornbracht
    Elettrodomestici: Gaggenau

    SUPPLIERS

    Pareteattrezzata, libreria, armadi, divano, tavolo: sudisegno
    Illuminazionesoffitto: Infinito – Davide Groppi
    Pavimentazione zona notte: Mafi
    Contatti stampa
    Ufficio stampa – DesignFever
    corso Monforte 16, 20122 Milano - Italy
    info@design-fever.com– www.design-fever.com

    Lapitec S.p.A.
    Via Bassanese 6, 31050 Vedelago (TV) – Italy
    Tel. +39 0423 70 38 11
    info@lapitec.com - www.lapitec.com

    FB: @Lapitec.official / IG: @lapitec_official / IN: @Lapitec SPA
    P: Lapitec S.p.A. / YT: Lapitec


    Cos’è il Lapitec

    Frutto di un processo produttivo coperto da 25 brevetti, Lapitec è un materiale per architettura, interior e product design, realizzato con una miscela di minerali 100% naturali senza resine, inchiostri o derivati del petrolio. È interamente privo di silice cristallina grazie all’impiego di Biorite® - una componente minerale brevettata dall’azienda - che lo rende sicuro e ancor più sostenibile, ed è disponibile in lastre di grandi dimensioni con tre possibili spessori (12, 20 e 30 mm), in 16 nuance e 7 finiture superficiali. Lapitec è una pietra sinterizzata “a tutta massa”: esterno e interno sono infatti identici, senza smalto e stampa digitale sulla superficie; una caratteristica che gli consente di essere lavorato in tutto il suo spessore, con costanza di aspetto e performance. Privo di porosità sulla superficie, è poi resistente a sbalzi termici, gelo e alte temperature, raggi UV, graffi, prodotti chimici e può essere impiegato a diretto contatto con l’acqua. Le sue elevate performance, unite a una composizione green e ai formati XXL, consentono una grande versatilità di impiego, per facciate ventilate e coperture, superfici orizzontali e verticali sia indoor sia outdoor, rivestimento piscine e di ambienti yacht, top di cucine o tavoli.


    Sull’azienda

    Lapitec nasce in Veneto nel 1989 dall’idea imprenditoriale del Cav. Marcello Toncelli, dopo oltre vent’anni di ricerca scientifica, test e certificazioni, ed è oggi presente in oltre 70 paesi nel mondo con un materiale 100% Made in Italy, bello ed esclusivo oltre che dalla vocazione sostenibile, sia nelle materie prime impiegate sia nelle differenti fasi del processo produttivo.
    La partnership tecnologica con la capogruppo Breton, azienda leader mondiale nella produzione di impianti per la lavorazione dei materiali lapidei e degli agglomerati naturali, ne garantisce la sicurezza della filiera produttiva, dando vita a un prodotto dalle qualità performanti uniche.
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  • Burj Binghatti Jacob & Co Residences: l'edificio residenziale più alto al mondo

    Un'impresa innovativa a livello globale: così è stato annunciato il progetto per un nuovo edificio residenziale che batterà la Torre di Central Park a New York in altezza. L'idea proviene dalla collaborazione di uno...
    Burj Binghatti Jacob & Co Residences: l'edificio residenziale più alto al mondo

    Un'impresa innovativa a livello globale: così è stato annunciato il progetto per un nuovo edificio residenziale che batterà la Torre di Central Park a New York in altezza. L'idea proviene dalla collaborazione di uno dei più grandi progettisti del settore immobiliare, Binghatti, e il brand di gioielleria di lusso Jacob & Co.

    L'edificio di lusso sarà costruito a Business Bay nei pressi di Downtown Dubai e ospiterà più di 100 piani, di cui l'ultimo sarà sede di un esclusivo club privato, dotato di piscine e un'ampia area lounge.

    La punta dell'edificio presenterà una forma che ricorda una corona, incastonata di diamanti che risplenderanno una volta colpiti dalla luce del sole.

    Photo credits: Burj Binghatti Jacob & Co Residences
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  • CapitaSpring è la torre-oasi verde progettata dallo studio danese BIG e Carlo Ratti Associati a Singapore

    Fedele ai principi fondanti della Biofilia, la nuova opera verticale con i suoi 280 metri di altezza e 51 piani, è conclusa dopo quattro anni di intenso lavoro e un bando internazionale che...
    CapitaSpring è la torre-oasi verde progettata dallo studio danese BIG e Carlo Ratti Associati a Singapore

    Fedele ai principi fondanti della Biofilia, la nuova opera verticale con i suoi 280 metri di altezza e 51 piani, è conclusa dopo quattro anni di intenso lavoro e un bando internazionale che ha permesso a Bjarke Ingels e Carlo Ratti la costruzione.

    Un complesso residenziale che comprende spazi di lavoro e commerciali, ristoranti e aree pubbliche resi più belli e vivibili grazie alla co-esistenza con piante tropicali e alberi dal diverso fogliame (a seconda della posizione rispetto alla luce naturale che filtra dall’esterno).
    Una vegetazione progettata ad arte che ossigena lo spazio urbano, donando bellezza e serenità.

    Le facciate, caratterizzate da linee ortogonali, interrotte dall’innesto di plastiche dismorfie somiglianti a finestre ogivali all’altezza del tetto, del core e della base, permettono di scorgere la ricca vegetazione presente all’interno dell’edificio: ben 80.000 piante di 150 diverse specie, con una percentuale di copertura verde del 140% della superficie totale di ben 93.000 metri quadrati.
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  • La torre botanica di Stefano Boeri e Diller Scofidio + Renfro per Pirelli 39

    Una “Torre Botanica” che cambia colore in ogni stagione, formata da piante e alberi in grado di “assorbire” lo smog e produrre ossigeno. Un grattacielo che sembra una sorta di evoluzione di Bosco verticale.
    È pronto a...
    La torre botanica di Stefano Boeri e Diller Scofidio + Renfro per Pirelli 39

    Una “Torre Botanica” che cambia colore in ogni stagione, formata da piante e alberi in grado di “assorbire” lo smog e produrre ossigeno. Un grattacielo che sembra una sorta di evoluzione di Bosco verticale.
    È pronto a cambiare “pelle” il Pirellino di Milano: il complesso di edifici di via Pirelli acquistati nel 2019 da Coima per 175 milioni di euro. I rendering mostrano il nuovo Pirellino per gli uffici, la Torre Botanica per gli appartamenti e il Ponte Serra come spazio verde e pubblico.

    La rigenerazione urbana pensata dai due studi di architettura reinterpreta il Pirellino, che non sarà demolito, ma rinnovato in chiave di innovazione sostenibile. L’edificio a ponte su via Gioia diventerà un hub al servizio della città, uno spazio aperto per eventi, mostre d’arte e di design, esposizioni e punti wellness come la High Line e diventerà un’estensione della Biblioteca degli Alberi. La Torre Botanica riprenderà dunque il concetto di Bosco Verticale, “ma con i canoni dei classici giardini all’italiana”, ha spiegato Stefano Boeri. La nuova torre avrà 1.700 metri quadri di vegetazione, distribuita sui piani in modo che le fioriture cambino i colori dell’edificio al variare delle stagioni. Il ‘bosco’ assorbirà 14 tonnellate di Co2 e produrrà nove tonnellate di ossigeno l’anno, al pari di un bosco di 10 mila metri quadrati. Se il progetto avrà il via libera definitivo di Palazzo Marino, i cantieri dureranno 4 anni, fino al 2026.
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  • Aermec Ad
  • Progetto Casa Amato

    Casa Amato nasce per il centro storico di Molfetta, città balneare della Puglia. Il progetto è partito dalla rivalutazione degli spazi appartenenti a strutture antiche che sono stati reinterpretati in chiave contemporanea. Si tratta nello specifico dell’unione di due case a...
    Progetto Casa Amato

    Casa Amato nasce per il centro storico di Molfetta, città balneare della Puglia. Il progetto è partito dalla rivalutazione degli spazi appartenenti a strutture antiche che sono stati reinterpretati in chiave contemporanea. Si tratta nello specifico dell’unione di due case a torre nel cuore di Molfetta, completamente rinnovate. Questa realizzazione architettonica è partita con un corposo adeguamento e consolidamento strutturale che ha portato alla creazione di una casa su tre livelli e ad un’organizzazione funzionale degli interni. Il tutto è contraddistinto da uno stile moderno, adeguato ai più recenti e tecnologici impianti di altissima efficienza, alimentati con energia prodotta da fonti rinnovabili. Casa Amato si caratterizza in particolar modo per la sua modernità ed essenzialità, tratto evidenziato dall’installazione di porte filo muro tutt’altezza Ermetika, le Absolute Swing, che permettono di creare una casa contemporanea dotata di ogni comfort.

    PERIODO DI REALIZZAZIONE
    2020-2022

    LOCATION
    Molfetta [Italia]

    PROGETTISTA
    Roberto Ruta Architetto + Ermetika (fornitura materiali)


    PHOTO CREDITS
    Roberto Ruta Architetto
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  • La realizzazione di Palazzo Naviglio

    Il progetto iniziato nel 2018 vede le facciate libere dalle impalcature.

    Situato in zona San Cristoforo, prevedeva la realizzazione di uno nuovo complesso immobiliare chiamato Palazzo Naviglio costituito da 75 appartamenti caratterizzati da elevati...
    La realizzazione di Palazzo Naviglio

    Il progetto iniziato nel 2018 vede le facciate libere dalle impalcature.

    Situato in zona San Cristoforo, prevedeva la realizzazione di uno nuovo complesso immobiliare chiamato Palazzo Naviglio costituito da 75 appartamenti caratterizzati da elevati standard abitativi ed energetici. Il nuovo edificio residenziale si sviluppa su un’area di circa 4500 metri quadrati ed è costituto da un fabbricato articolato in due corpi scale di 12 piani ciascuno identificati con i nomi “Garden” e “City” messi in comunicazione al piano terreno tramite una reception e aree di servizi comuni.

    La struttura presenta uno scheletro verticale in calcestruzzo armato con solette piene in cemento armato in opera ordite su ampie luci, consentendo quindi la massima flessibilità della distribuzione interna degli alloggi. Palazzo Naviglio risulta un edificio ad alta sostenibilità ambientale; le facciate hanno materiali altamente eco-sostenibili è stata. In particolare, l’uso d’intonaco “Mangia Smog”, ha un’azione basata su un principio fotocatalitico in grado di abbattere gli inquinanti presenti nell’aria ed il bambù come rivestimento ad impatto zero. Questa tecnologia è stata usata anche per la realizzazione della pavimentazione da esterno.
    La progettazione del complesso ha previsto l’installazione di un impianto Geotermico a circuito aperto, con pompe di calore ad alta efficienza, un impianto fotovoltaico in copertura (piana e non visibile dall’esterno) a supporto dei consumi elettrici condominiali, un impianto di riutilizzo delle acque piovane per irrigazione del giardino comune, un impianto di compostaggio e sistema di presse verticali per la gestione smart dei rifiuti (auto-produzione di compost a partir dei rifiuti organici per verde condominiale e riduzione volume plastica e carta).

    SCE Project è stata coinvolta nel coordinamento della progettazione integrata in BIM (architettonica, strutturale, impiantistica e sicurezza) del Palazzo Naviglio in fase preliminare, definitiva ed esecutiva, nella Direzione Lavori Generale e Direzione Lavori delle Strutture.
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  • C + S Architects: facciata in mosaico di vetro per complesso residenziale di Milano

    Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini hanno completato due torri e una piazza pubblica in uno dei più grandi complessi residenziali d'Europa: Cascina Merlata a Milano.

    Hanno progettato una piazza in...
    C + S Architects: facciata in mosaico di vetro per complesso residenziale di Milano

    Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini hanno completato due torri e una piazza pubblica in uno dei più grandi complessi residenziali d'Europa: Cascina Merlata a Milano.

    Hanno progettato una piazza in continuità materica e cromatica con le torri, che sottolinea l'importanza della condivisione dello spazio collettivo come punto chiave per rafforzare l'identità della comunità. La piazza è uno spazio pubblico libero, durevole, aperto, accessibile a tutti (compresi gli ipovedenti). Realizzata in pietra bianca di Prun, la piazza è punteggiata da una serie di panchine circolari, che sono state posizionate per prevenire l'intrusione delle auto.

    Ai lati della piazza ci sono le due torri (alte 14 e 12 metri) che definiscono lo spazio e sembrano essere state generate dallo stesso volume, diviso in due dallo spazio pubblico. Il piano terra di entrambe le torri ospita l'ingresso e gli spazi di servizio, come deposito biciclette, sala comune, palestra, lavanderia e ripostiglio per la raccolta differenziata. Le torri, tutte vendute in tempi record subito dopo l'avvio del cantiere, sono realizzate in classe energetica A e forniscono a pavimento un sistema di teleriscaldamento e teleraffrescamento geotermico, uno per la ventilazione meccanica controllata e gli impianti fotovoltaici, al fine di ridurre emissioni e consumi.
    Le torri, piegate, modellate e orientate per far sì che tutti gli appartamenti potessero godere della vista del verde circostante, hanno un diverso trattamento materico sui fronti: i prospetti sono progettati da finestre a tutta altezza, che sono rivestite con la stessa pietra bianca della piazza fino al primo livello, mentre all'esterno, verso il villaggio, sono rifiniti con un rivestimento più scuro, cromaticamente corrispondente agli edifici circostanti.
    Dal secondo piano il rivestimento delle torri diventa un mosaico di vetro, richiamando alcune finiture dei maestri dell'architettura italiana, e a significare che la città è definita da preziosi interni urbani da abitare.
    Ogni materiale è stato scelto anche per la sua durata e riciclabilità nel tempo. (C+S crede fermamente nelle potenzialità di uno spazio pubblico libero e ben progettato, capace di essere attivato dalle persone, dai loro ricordi, dai loro sogni e dalle loro esperienze che contribuiranno a creare ricordi e identità future).

    Crediti foto: Alessandra Bello
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  • Tra tecnologia e versatilità: le pergole bioclimatiche Gibus

    Al Salone del Mobile 2022, Gibus ha presentato le pergole bioclimatiche con copertura retrattile Velvet e Velvet Plus, due soluzioni che uniscono estetica, tecnologia e versatilità.
    Con i modelli Velvet, si potrà optare per una...
    Tra tecnologia e versatilità: le pergole bioclimatiche Gibus

    Al Salone del Mobile 2022, Gibus ha presentato le pergole bioclimatiche con copertura retrattile Velvet e Velvet Plus, due soluzioni che uniscono estetica, tecnologia e versatilità.
    Con i modelli Velvet, si potrà optare per una copertura completamente chiusa, orientata oppure impacchettata: le lame che costituiscono quest’ultima possono infatti essere posizionate a zero gradi, quindi in orizzontale, per avere un ombreggiamento completo nonché la massima protezione dagli agenti atmosferici; è però possibile anche orientarle fino a 85°, in verticale dunque, per creare al di sotto della pergola un microclima ideale permettendo a luce e aria di diffondersi nella quantità desiderata; infine, una volta inclinate, le lame possono essere anche impacchettate, per beneficiare di una totale luminosità e godere dell’infinita bellezza del cielo.
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  • Scultura panoramica in Alto Adige del progettista Stefano Peluso

    Stefano Peluso ha realizzato un’opera iconica nel centro di Bressanone, in Alto Adige, che prolunga l'altezza di una residenza del 2008, ampliandola con due appartamenti aggiuntivi. Si tratta di un volume regolare in legno e vetro...
    Scultura panoramica in Alto Adige del progettista Stefano Peluso

    Stefano Peluso ha realizzato un’opera iconica nel centro di Bressanone, in Alto Adige, che prolunga l'altezza di una residenza del 2008, ampliandola con due appartamenti aggiuntivi. Si tratta di un volume regolare in legno e vetro con vista mozzafiato sulla Valle Isarco grazie alle grandi finestre in vetro e alla posizione dell’edificio. Al piano interrato troviamo un giardino-terrazza di circa 150 mq, a cui si affiancano le due terrazze schermate da listellature in legno che hanno la funzione di paravento. Il legno è il materiale più utilizzato sia nel volume del prefabbricato che come materiale per il rivestimento delle facciate. Gli elementi frangi-sole esterni ed i rivestimenti esterni sono in larice verniciato di colore nero, mentre le controsoffittature e rivestimenti interni in sono in legno di larice e di rovere naturale. L’edificio è ben integrato nel contesto abitativo preesistente si tratta, infatti, di un intervento di aumento di volumetria di un edificio esistente, quindi un classico esempio di “costruire sul costruito”, spiega il progettista. L’opera è il risultato di un’operazione di continuo dialogo con il contesto fonte d'ispiraizione nell'ideazione di tutte le geometrie.
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  • Un'oasi domestica paradisiaca realizzata da Barreca & La Varra

    Lo Studio di architettura Barreca & La Varra hanno progettato un'oasi domestica nel cuore della città di Milano. Il progetto prevede ambienti interni in continuità spaziale e materica con il giardino e organizza su tre piani gli...
    Un'oasi domestica paradisiaca realizzata da Barreca & La Varra

    Lo Studio di architettura Barreca & La Varra hanno progettato un'oasi domestica nel cuore della città di Milano. Il progetto prevede ambienti interni in continuità spaziale e materica con il giardino e organizza su tre piani gli ambienti della casa: la zona giorno al piano terra in diretto collegamento con l’esterno, la zona notte al piano superiore e ambienti di servizio al piano interrato. A garantire la continuità tra interno ed esterno sono i materiali impiegati insieme alle scelte architettoniche che donano un'immagine omogenea a tutto l'edificio. Lo Studio ha realizzato anche l'arredo interno dalla boiserie a listelli in legno del soggiorno, agli arredi delle camere da letto, alle cucine (quella di servizio sui toni del grigio, anch’essa aperta al giardino tramite una grande finestra, a quella a isola aperta sul soggiorno). Le vetrate regalano viste panoramiche sul giardino e confrort energetico in equilibrio con l'ambiente circostante. Nicchie scavate nella parete rivestita in gres accolgono varie opere d’arte e completano tutto il design con un tocco di alta classe. La casa si può definire sostenibile in quanto è dotata di un sistema domotico integrato e ha pannelli fotovoltaici in copertura.
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  • Lo studio di architettura e ingegneria Bioedil, ha realizzato un innovativo polo residenziale esempio di Progettazione architettonica in zona Saxa Rubra (Roma).

    In un contesto di pregio naturalistico urbanizzato, lo studio Bioedil si è occupato di un importante progetto di rigenerazione urbana....
    Lo studio di architettura e ingegneria Bioedil, ha realizzato un innovativo polo residenziale esempio di Progettazione architettonica in zona Saxa Rubra (Roma).

    In un contesto di pregio naturalistico urbanizzato, lo studio Bioedil si è occupato di un importante progetto di rigenerazione urbana. Una riqualificazione e valorizzazione di una parte di un complesso immobiliare edificato in una zona urbana con diverse aziende di piccole e grandi dimensioni dove si trova anche il centro radiotelevisivo della Rai.

    Si tratta di un intervento di demolizione e ricostruzione, con un nuovo e unico edificio al posto dei quattro esistenti. Fra gli obiettivi del progetto: aumentare la sicurezza dell’edificato dal punto di vista della risposta agli eventi sismici; migliorare la qualità ambientale ed architettonica dello spazio insediato; promuovere le tecniche più avanzate di bioedilizia e di contenimento dei consumi energetici; promuovere lo sviluppo del verde urbano con l’adozione di superfici permeabili e la realizzazione di interventi per il recupero delle acque piovane. Non meno del 30% del fabbisogno energetico dell’edificio sarà assicurato da fonti di energia rinnovabile.
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  • Bioedilizia: Complesso Residenziale ad opera di Isotex Blocchi e Solai in legno

    L'azienda Isotex Blocchi e Solai in legno ha completato la costruzione di un nuovo complesso residenziale a Anguillara Sabazia (RM), sul lago di Bracciano. Il progetto prevede la costruzione di due ville...
    Bioedilizia: Complesso Residenziale ad opera di Isotex Blocchi e Solai in legno

    L'azienda Isotex Blocchi e Solai in legno ha completato la costruzione di un nuovo complesso residenziale a Anguillara Sabazia (RM), sul lago di Bracciano. Il progetto prevede la costruzione di due ville indipendenti e unite da una tettoia comune. Per gli edifici è stato scelto il blocco cassero HDIII 38/14 con inserto isolante ecosostenibile Neopor BMBcert di BASF e Solaio Isotex di copertura S39. Si tratta di un'opera di bioedilizia che sfrutta materiali di architettura sostenibili per migliorare la qualità della costruzione e il benessere di chi la abita. Infatti, l'opera è l'esempio di come scegliendo prodotti di qualità e innovativi si possano ottenere numerosi benefici come: l'isolamento termico-acustico, la sicurezza antisismica, la resistenza al fuoco, il risparmio energetico (Classe energetica A4 - NZEB), la sostenibilità e l'economia circolare.
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  • Regenerative High-Rise il grattacielo in legno modulare anti-demolizione

    Il grattacielo in legno Regenerative High-Rise ha vinto la menzione d’Onore nel concorso eVolo 2022 ed è il primo grattacielo in legno modulare concepito per non essere mai demolito. Si tratta di un concept realizzato dai...
    Regenerative High-Rise il grattacielo in legno modulare anti-demolizione

    Il grattacielo in legno Regenerative High-Rise ha vinto la menzione d’Onore nel concorso eVolo 2022 ed è il primo grattacielo in legno modulare concepito per non essere mai demolito. Si tratta di un concept realizzato dai colossi dell’ingegneria e del Real Estate, Haptic Green e Ramboll. Gli autori di quest'idea hanno pensato di realizzare l'opera nella stazione della metropolitana Grønland di Oslo un sito dal potenziale unico, dove la metropolitana incontra il fiume sovrastante e il suo adiacente percorso ciclabile e fluviale. La nuova torre diventa quindi un collegamento verticale di queste reti di trasporto esistenti e in via di sviluppo, in particolare l'uso crescente delle vie d'acqua della città per i traghetti elettrici. La torre è una sfida dei rifiuti nell'industria delle costruzioni. La soluzione strutturale si basa sul concetto di "hard floor / soft floor", in cui la sovrastruttura della torre comprende un pavimento rigido permanente ogni tre livelli e un volume flessibile libero al di sopra. L'idea alla base della filosofia "hard floor / soft floor" è quella di allontanarsi dalle tradizionali strutture statiche e di creare una nuova tipologia di urbanistica verticale dal design rigenerativo nel suo nucleo, garantendo così una flessibilità futura per i cambiamenti. I piani rigidi sono concepiti come costruzioni composite in legno che utilizzano elementi di telaio in acciaio riciclato e piani in legno lamellare (CLT). Il sistema di supporto dei carichi verticali e laterali è costituito da una combinazione di colonne composite in acciaio lamellare e da un nucleo centrale in calcestruzzo prefabbricato. I volumi del "pavimento morbido" saranno riempiti con componenti abitativi modulari plug-and-play che possono includere strutture elementari ed elementi volumetrici completi prefiniti. I sistemi MEP "hard floor" includeranno riscaldamento, raffreddamento e ventilazione, che saranno elementi prefabbricati plug-and-play. Un obiettivo chiave per i sistemi ingegneristici del grattacielo rigenerativo è l'attenzione alla gestione delle emissioni di carbonio nel ciclo di vita. Il telaio strutturale principale è concepito come una struttura in legno-composito, che sfrutta i vantaggi offerti dal calcestruzzo prefabbricato verde, dall'acciaio riciclato e dal legno per ridurre e sequestrare il carbonio nella struttura.
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  • ELASTICOFarm e Bplan progettano L’edificio che scende le scale

    In una zona residenziale di Jesolo vede il realizzarsi di un edificio residenziale e commerciale progettato dallo studio ELASTICOFarm e Bplan Studio, completato nel 2021. L'edificio è riconosciuto come Le bâtiment descendant...
    ELASTICOFarm e Bplan progettano L’edificio che scende le scale

    In una zona residenziale di Jesolo vede il realizzarsi di un edificio residenziale e commerciale progettato dallo studio ELASTICOFarm e Bplan Studio, completato nel 2021. L'edificio è riconosciuto come Le bâtiment descendant l’escalier e cioè L’edificio che scende le scale per la sua caratteristica principale data proprio dalle scale. Lo studio guidato da Stefano Pujatti dà vita a un’opera di grande impatto che spicca nel tessuto urbano per affermare una nuova, dinamica centralità urbana senza modificarla o deturparla ma nel pieno rispetto dell'ambiente circostante.

    L'edificio si trova a pochi metri dal litorale emergendo dal tessuto urbano con le sue forme e le sue altezze. La struttura si dvide nettamente tra l'anima commerciale e quella residenziale, composta da otto piani, distinte da un “piano fantasma” sulla copertura. Si tratta di uno spazio aperto, separato dalla strada, pensato come luogo di socialità e accoglienza dei cittadini anche di passaggio. Questo spazio, che estende idealmente l’idea di spazio pubblico all’interno dell’edificio, è caratterizzato da una soluzione strutturale esuberante che permette ai piani superiori di svincolarsi dal tessuto urbano. I piani residenziali, sospesi e disposti a arco di cerchio, sono sorretti da una serie di pilastri in acciaio. Il tutto gode della massima esposizione al sole, di ampie terrazze e vista verso la grande laguna veneziana, con le Dolomiti a fare da sfondo. Aree comuni e private si alternano su tutti i piani residenziali e commerciali, realizzando ballatoi che caratterizzano il lato nord dell’edificio. La vista dell'edificio regala un’immagine dinamica e fatta di contrasti, non solo di spazi ma anche di colori e materia che giocano un ruolo importante in tutta l'opera architettonica.

    "Le bâtiment descendant l’escalier" è frutto di un progetto di ricerca e sperimentazione, l'intervento urbano mette in evidenza la sfida accolta, che come hanno definito i progettisti “gioca l’ambiguo ruolo di rispondere alle esigenze degli investitori proprio mentre critica e rivisita un programma funzionale e spaziale per cercare nuove potenzialità e promuovere un modo diverso di rapportarsi con l’ambiente urbano, con quello naturale e con i suoi abitanti”. La qualità e l'unicità del progetto stanno nella capacità di sfruttare la posizione e la tipologia edilizia per dare vita a un’architettura in cui si instaura un rapporto tra spazi privati, spazi condivisi e dimensione pubblica. Ed è proprio lo spazio condiviso che, in quest'architettura, diventa protagonista di una vincente sperimentazione.
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