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  • The Milan-based studio has collaborated with the Fendi Maison to design an architecture that disappears into the landscape, placing itself in open dialogue with the surrounding nature.

    A raised garden conceived to mend a long-standing rift in the terrain and recreate the hillside of the site...
    The Milan-based studio has collaborated with the Fendi Maison to design an architecture that disappears into the landscape, placing itself in open dialogue with the surrounding nature.

    A raised garden conceived to mend a long-standing rift in the terrain and recreate the hillside of the site in which it is located. This is what the new Fendi production building in Bagno a Ripoli (FI) looks like, whose design concept was conceived and developed by the Milan-based Piuarch studio and subsequently continued and coordinated by Fendi's Architecture Department.

    A complex of about 14,000 square metres rising in the Tuscan countryside, conceived around a high standard of landscaping and advanced energy efficiency, the brainchild of the Maison that seeks to combine the excellence of its product with the creation of an architectural landmark having significant aesthetic and environmental value.

    Piuarch interprets this concept in a project that becomes an integral part of its surroundings rather than a mere graft.

    Starting from an innovative approach, the firm designed a building that stretches horizontally over a single level to create a free form driven by the needs of the production process. The practicality of the spaces thus becomes the conceptual principle of the site plan, which combines different functions, merging them into fluid pathways that run horizontally through it.

    A sort of backbone connecting the spaces, with transparent walls, also visually unites the different uses while encouraging people to move around and socialise.

    The complex will house management and administrative offices, a restaurant, a production warehouse, workshops and a school for haute leather goods, with the intent of fully expressing the exceptional quality and high standards of the luxury brand.

    The project concept, defined in the initial phase together with landscape architect Antonio Perazzi, aims to define the conditions for a renewed visual collaboration between architecture and environment. The characteristics of the site, impacted by the logic of relying on the brick industry and the quarry once functioning on the lot, required restoration work and prompted the idea of interpreting the construction of the production complex as an opportunity to establish positive land management dynamics. "Working with Piuarch is always very stimulating: it is easy to get on the same wavelength straight away, building together a project that respects ecological and aesthetic themes, capable of designing cultured and refined landscapes." Antonio Perazzi, landscape architect.

    The architecture thus establishes an open dialogue with its natural surroundings: the building, apparently underground owing to the landscaping choice of creating a continuous and extensive green roof, becomes an integrated ecological system that recreates the contours of the land to restore the shape of the original hillside.

    A vast roof garden that fulfils not only an environmental but also a social and community role, becoming a user-friendly space and a venue for employees to socialise.

    The green roof, hollowed out by patios that disrupt its continuity and light up the interior spaces, thus stands out as a hallmark of the project. A feature that brings the identity and role of the new production site to the surrounding area, with which it establishes an unprecedented system of counterbalances: ventilation and natural light, use of materials that evoke the colours of the location, transparent external and internal walls, all ensure a visual and physical, almost osmotic exchange between the artificial and natural environments, between the interior and exterior.

    From the green roof, to the courtyards, to the industrial park surrounding it, the idea was to transform the entire site into a new and extended garden, also with the purpose of improving the quality of the working spaces, to reinforce the priority of the client's work: a commitment to increasing responsibility towards the environment and society.
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  • LA NUOVA SEDE S.PELLEGRINO
    Il Gruppo S.Pellegrino annuncia la loro proposta per la nuova casa di S. Pellegrino nel cuore di Bergamo,un’autentica estensione della razionale e funzionale architettura dell’impianto esistente, dove l’acqua naturale minerale viene imbottigliata dal 1899.

    Localizzato...
    LA NUOVA SEDE S.PELLEGRINO
    Il Gruppo S.Pellegrino annuncia la loro proposta per la nuova casa di S. Pellegrino nel cuore di Bergamo,un’autentica estensione della razionale e funzionale architettura dell’impianto esistente, dove l’acqua naturale minerale viene imbottigliata dal 1899.

    Localizzato nella valle Brembana fra il fiume Brembo e i piedi delle Alpi, la nostra proposta abbraccia e migliora l’architettura esistente formando un elegante cornice che permetterà ai visitatori di sperimentare il potere e la purezza delle natura alpina circostante.

    Il design si sviluppa intorno a un celebre elemento architettonico: l’arco. Il semplice e chiaro tratto dell’espandersi e contrarsi degli archi attraverso il campus, creando una moltitudine di spazi ed esperienze. I visitatori e i dipendenti camminano attraverso volte maestose, tunnel coperti, arcate e pergolati verdi che incorniciano la storia e l’eredità del brand. La serialità dell’architettura rivelerà parti delle montagne circostanti dalle cime innevate al fiume che scorre ai piedi delle montagne. Al centro del campus, una gigante biopsia geologica mostrerà il viaggio trentennale che deve percorrere l’acqua per acquisire i minerali e raggiungere la purezza che rende così unica l’acqua S. Pellegrino. Il nuovo Campus S. Pellegrino apparirà disciplinato ma allo stesso tempo fluido, scuro ma trasparente, unificante ma diversificato, classico ma contemporaneo. Celebrando sia la tradizione che l’evoluzione l’architettura del nuovo campus riflette i valori S. Pellegrino Terme così come i valori fondanti del Gruppo Sanpellegrino: Purezza, Trasparenza e Naturalità.

    Dichiarazione dell'architetto:

    “Formato dalla curve sinuose del fiume Brembo e alle pendenze delle montagne circostanti, la nostra proposta per il nuovo Campus S. Pellegrino eredita la sua struttura narrativa dai paesaggi della valle Brembana. Come un’equivalente acquatica di una cantina di vini, le arcate che si susseguono espandendo e contraendo l’ambiente creano una cornice narrativa per la purezza e la trasparenza dell’acqua minerale, in un ambiente caratterizzato dalla luminosità, apertura e trasparenza.
    L’architettura degli elementi artificiali è avvolta e potenziata delle forze della natura, attingendo dalla razionalità ritmica dal patrimonio industriale, eliminando la tradizionale segregazione fra fronte e retro, creando una continuità tra produzione e consumo, preparazione e godimento.” Bjarke Ingels, Founding Partner, BIG

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  • Open 336 - primo palazzo Net Carbon Zero a Milano

    Inaugurato il 28 settembre a Milano il primo palazzo Net Carbon Zero. Si chiama Open 336, dal civico dove è posizionato in viale Sarca, nel quartiere Bicocca, ed è il primo edificio milanese che cattura anidride carbonica e rilascia ossigeno....
    Open 336 - primo palazzo Net Carbon Zero a Milano

    Inaugurato il 28 settembre a Milano il primo palazzo Net Carbon Zero. Si chiama Open 336, dal civico dove è posizionato in viale Sarca, nel quartiere Bicocca, ed è il primo edificio milanese che cattura anidride carbonica e rilascia ossigeno. Progettato dallo studio di architettura Park Associati per la società di investimento americana Barings Real Estate, rappresenta un modello per la città sostenibile del futuro.

    Il nuovo edificio per uffici in viale Sarca a Milano è una declinazione contemporanea degli archetipi architettonici del contesto e si inserisce in continuità con lo sviluppo del quartiere Bicocca, ex area industriale a nord-est della città, di cui l’edificio assorbe la gamma di cromie nella struttura di facciata.

    Il volume si costruisce come un rettangolo, piano terra e ultimo piano interessati da svuotamenti che lo rendono permeabile equiparando entrambi i fronti dell’edificio. Al quarto e ultimo piano un terrazzo interrompe la sequenza regolare dei piani, aprendo la vista verso sud e verso la città. Il fronte dell’edificio nella sua parte più stretta, si inclina in un prospetto che guarda la città e il flusso dalla metropolitana, accogliendo utenti e visitatori in un perimetro aperto e spazioso.

    Il disegno della facciata può essere considerato un riassunto e un'interpretazione degli elementi morfologici degli edifici circostanti. Con l’uso ripartito di lesene e marcapiani in fibrocemento colorato nella sfumatura arancio-rosata che ricorda il mattone, il fronte appare linearmente ritmato sia orizzontalmente che verticalmente, in equilibrio tra aperture in vetro a tutto o doppio piano e telaio strutturale in facciata. Gli uffici, in gran parte open-space, usufruiscono delle grandi aperture verso l’esterno, offrendo una vista telescopica verso tutti i fronti ai loro occupanti.

    La hall, uno spazio vetrato molto ampio e luminoso, circondato dal verde, si trova nello spazio porticato che collega i due lati lunghi dell’edificio; può ospitare una o più reception ed è pensata come un ambiente in equilibrio e continuità con l’esterno dell’edificio, grazie al colore e ai materiali usati, sospesi tra high-tech e citazioni post-industriali.

    Photo credits: Park Associati
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  • Milano | Sella Nuova – Aggiornamento SeiMilano: fine luglio 2022

    Aggiornamento fotografico di fine luglio 2022 dal cantiere di SeiMilano in costruzione nel distretto di Sella Nuova in via Bisceglie e via dei Calchi Taeggi, in prossimità della Stazione M1 Bisceglie. Sempre nel grande progetto...
    Milano | Sella Nuova – Aggiornamento SeiMilano: fine luglio 2022

    Aggiornamento fotografico di fine luglio 2022 dal cantiere di SeiMilano in costruzione nel distretto di Sella Nuova in via Bisceglie e via dei Calchi Taeggi, in prossimità della Stazione M1 Bisceglie. Sempre nel grande progetto del nuovo quartiere sarà ricavato un nuovo grande parco pubblico che coprirà una vasta area del complesso, sino al confine comunale con Cesano Boscone.

    l progetto, a firma dello studio Studio Mario Cucinella Architects (MCA), prevede la realizzazione di circa 1000 residenze, in edilizia libera e convenzionata, 30.000 mq di uffici e circa 10.000 mq di funzioni commerciali. Il nuovo parco pubblico di oltre 16 ettari, sarà progettato dal paesaggista Michel Desvigne. Lo sviluppo è frutto della partnership tra Borio Mangiarotti e Värde Partners.

    Qui di seguito alcune immagini dell’area di Park West, il comparto terziario in fase di realizzazione nella parte Nord-Est del complesso, dove la via Bisceglie si incrocia con via dei Calchi Taeggi in direzione della stazione della M1 Bisceglie. Il progetto è sempre di MCA, mentre la proprietà in questo caso è di Dea Capital Real Estate SGR, che ha selezionato Dils e Jll in qualità di broker.

    Si tratta di 3 edifici a destinazione terziario/commerciale più un parcheggio interrato:
    TOWER A (16 piani – 16.506mq)
    TOWER B (10 piani – 10.989mq)
    TOWER C (7 piani – 7.260 mq)
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  • A maggio si è conclusa la prima parte del grande progetto, su cui la Politecnica Ingegneria ed Architettura lavora da oltre dieci anni, con BEHNISCH ARCHITEKTEN. Si tratta della costruzione di un nuovo greendistrict a Ravenna. Uno spazio fatto da uffici amministrativi, aree verdi e passerelle,...
    A maggio si è conclusa la prima parte del grande progetto, su cui la Politecnica Ingegneria ed Architettura lavora da oltre dieci anni, con BEHNISCH ARCHITEKTEN. Si tratta della costruzione di un nuovo greendistrict a Ravenna. Uno spazio fatto da uffici amministrativi, aree verdi e passerelle, progetto di riqualificazione di un'area degradata della città. Gli spazi e le facciate interior del nuovo centro amministrativo del Comune di Ravenna sono stati progettati in continuità tra le aree di lavoro e le outdoors, per una totale integrazione tra architecture e landscape. Il termine del lavoro si prevede tra pochi mesi e, quando sarà completato anche il secondo edificio per i laboratori Arpae Emilia-Romagna, il quartiere si aprirà al pubblico con nuovi spazi e strutture per il community. Il sito per i nuovi laboratori e uffici amministrativi dell'ARPA Emilia Romagna e per la nuova sede amministrativa del Comune di Ravenna si trova nella periferia ovest di Ravenna in un interessante contesto urbano, immerso nella natura. In questa situazione complessa e fuori dai confini della città principale, in un'area di transizione tra la città e la campagna circostante, il ruolo dei due nuovi edifici è quello di valorizzare e fondersi con il paesaggio che li circonda, piuttosto che con le aree edificate e le loro restrizioni funzionali. Gli edifici si svilupperanno su tre piani fuori terra, in forma di due ali al centro, e al centro ci sarà una tripla costruzione che comprende un atrio su cui si affacciano sia i tre piani di uffici e laboratori (ARPA) da un lato, sia gli uffici dei vari dipartimenti, dei dirigenti e dei progettisti e quelli aperti al pubblico (gli uffici comunali) dall'altro. "Modularità" e la "flessibilità" dei sistemi impiantistici sono stati i punti cardini del progetto dove le hall d'ingresso all'interno di ogni edificio, con i loro aspetti mantenuti liberi da qualsiasi altro piano o angolo interno (utilizzando un sistema di pianerottoli e attraversamenti sospesi), sono state progettate per fungere da veri e propri polmoni dell'edificio consentendo sia l'accumulo di calore che il trattamento delle masse d'aria così accumulate fornendo una regolazione naturale sia della temperatura che dell'umidità. L'idea progettuale è che durante i mesi estivi, la caduta dell'acqua che compone le ampie superfici delle pareti d'acqua rinfresca l'aria, consentendole di assorbire l'umidità dall'ambiente per condensazione, mentre nei mesi invernali, l'acqua fornisce all'aria riscaldata dell'ingresso l'umidità necessaria. Per lo studio di ingegneria e architettura Politecnica, l'edificio ha rappresentato una stimolante opportunità per l'applicazione di concetti progettuali avanzati, seguendo una cultura tecnologica e ambientale "sostenibile" sia dal punto di vista tecnico che economico.
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  • Zambon opera di ingegneria e architettura

    Lo stabilimento della Zambon di Vicenza, realtà imprenditoriale italiana che da 107 anni opera nell’industria chimica e farmaceutica, è stato riqualificato dai tecnici ed ingegneri di Exenet. Ma oltre ad essere un'opera di alta ingegneria, include anche...
    Zambon opera di ingegneria e architettura

    Lo stabilimento della Zambon di Vicenza, realtà imprenditoriale italiana che da 107 anni opera nell’industria chimica e farmaceutica, è stato riqualificato dai tecnici ed ingegneri di Exenet. Ma oltre ad essere un'opera di alta ingegneria, include anche un'opera di architettura firmata dagli architetti Michele De Lucchi e Carlo Ratti.

    Lo spazio si chiama Z-Life e nasce nella OpenZone Science Oxygne Business della struttura. La realizzazione dell’edificio è un’importante tappa del piano di sviluppo di OpenZone. Due architetti di fama internazionale, Michele De Lucchi e Carlo Ratti, hanno realizzato l’edificio partendo da tre obiettivi: 1. Creare spazi per far star bene le persone, in modo che possano esprimere il meglio di sé e vincere sfide impensabili. 2. Sviluppare una relazione positiva con l’ambiente e la natura, rispettandone l’equilibrio. 3. Valorizzare un modo di lavorare all’insegna dell’innovazione aperta e della condivisione senza barriere, fondamentale nel settore della salute per raggiungere grandi traguardi a beneficio dei pazienti, anche grazie alle nuove tecnologie. Non a caso Z-LIFE nasce all’interno di OpenZone, campus dedicato alla salute che ospita - oltre a Zambon - 25 organizzazioni tra le quali imprese biotech, farmaceutiche e di terapie geniche avanzate di prim’ordine riconosciute a livello internazionale.

    Come si legge dal sito ufficiale, Michele De Lucchi ha curato la progettazione architettonica partendo dal recupero del precedente edificio industriale. All’interno di Z-LIFE non ci sono pareti, perché una struttura aperta permette la continua adattabilità alle nuove esigenze di un ufficio contemporaneo. Le pareti a perimetro in vetro esaltano la vocazione di spazi aperti e luminosi. I piani sono collegati visivamente da grandi aperture nei solai, per garantire la totale vivibilità degli spazi e percepire l’attività che c’è all’interno. I nuovi uffici di Zambon sono stati progettati come ponte tra interno ed esterno, in continuità tra ciò che è dentro e ciò che è fuori. A curare l’interior design dell’edificio, è stato lo studio Carlo Ratti Associati, sfruttando il concetto di luce nella visione di un design "biofilico", ovvero che risponda al bisogno dell'uomo di un contatto ravvicinato con gli elementi della natura. L'ufficio è dotato di Led Sun-like, i quali permettono di riprodurre molto fedelmente lo spettro della luce naturale del sole e il verde entra sulle scrivanie e negli spazi di lavoro. Il risultato finale è un annullamento della percezione del confine tra esterno ed interno, per dare maggiore benessere a chi vive gli spazi dell'Ufficio del Sole.
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  •   Condiviso da Staff ESN
    La Torre Tito Speri (Milano) progettata da Nemesi Architects

    Lo studio Nemesi Architects, capitanato dall'architetto Michele Molè, ha progettato una torre sostenibile “Dome for Womb” per il concorso ristretto promosso da Reale Immobili che funge da "new office" via Tito Speri a Milano. Il team...
    La Torre Tito Speri (Milano) progettata da Nemesi Architects

    Lo studio Nemesi Architects, capitanato dall'architetto Michele Molè, ha progettato una torre sostenibile “Dome for Womb” per il concorso ristretto promosso da Reale Immobili che funge da "new office" via Tito Speri a Milano. Il team di architetti sono partiti "pensando diversamente" cioè ponendosi la domanda: Quale è il vero senso del progettare una torre ad uffici oggi? Da qui nasce tutto lo studio per la progettazione che la Reale Immobili ha commissionato. Una sfida architettonica e di design assolutamente vinta. Dalla scheda tecnica si evince che l’obiettivo di Nemesi studio è stato quello di creare uno spazio in cui fosse piacevole vivere prima che lavorare, che potesse rappresentare nella forma la dimensione ibrida che esiste tra casa e lavoro. Il progetto incarna una radicale revisione della tipologia a torre. L'idea è di non lavorare più in un edificio di difesa, chiuso, introflesso; ma al contrario lavorare in uno spazio aperto, in dialogo con il contesto urbano e parte viva del paesaggio. Da qui il nome del progetto, che traccia al contempo l’immagine di un grembo materno (Womb), che accogliere le comunità e l’ambiente circostante, e un Duomo (Dome), con la sua iconicità e tensione verticale come il Duomo di Milano.

    Lo studio ha voluto conferire alla Torre un aspetto ibrido tra la funzione di ufficio e quella residenziale. Una nuova tipologia a cavallo tra le due dimensioni che conservi l’intimità attraverso la forma concava, e con il ricco paesaggio terrazzato. Il senso è riuscire a inseririre in un quartiere residenziale un edificio anche d'ufficio ma che possa avere anche aspetti domestici favorendone l'inserimento nel quartiere. Questa ibridazione tra tipologie potrebbe inoltre rappresentare il presupposto per immaginare anche una funzione mista a residenze ed uffici nel possibile utilizzo futuro della Torre.
    Il progetto verte su strategie di sostenibilità integrata dove il tema della sostenibilità ha condizionato tutta l’impostazione del progetto. Il risultato è stato un edificio che lasci un'impornta ecologica costruito su principi di architettura bioclimatica, fortemente biofila basato sulla stretta relazione tra Uomo-Natura-Ambiente. La sostenibilità ambientale ha guidato tutte le scelte progettuali architettonico-impiantistiche volte alla massima passività dell’edificio, alla scelta e gestione di tutti i materiali impiegati dalla costruzione fino alle finiture, alla gestione delle acque, alla valorizzazione del verde outdoor e indoor, alla riciclabilità e all’economia circolare (verifiche di beneficio solare sulle facciate opache, verifiche di composizione-emissività-manutenibilità-durabilità-dismmissibilità dei materiali impiegati), come si legge dalla scheda tecnica del progetto presentata dallo studio Nemesi. Dal punto di vista della sostenibilità tecnologica ed energetica sono state messe a sistema tutte le scelte che potessero ottimizzare la disponibilità di fonti rinnovabili disponibili, e al tempo stesso rappresentare il meglio della tecnologia e della automazione oggi sul mercato per la realizzazione di un edificio ad alta sensitività scientifica.
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  • Susanna Tradati è entrata nel gruppo
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  • La Torre Tito Speri (Milano) progettata da Nemesi Architects

    Lo studio Nemesi Architects, capitanato dall'architetto Michele Molè, ha progettato una torre sostenibile “Dome for Womb” per il concorso ristretto promosso da Reale Immobili che funge da "new office" via Tito Speri a Milano. Il team...
    La Torre Tito Speri (Milano) progettata da Nemesi Architects

    Lo studio Nemesi Architects, capitanato dall'architetto Michele Molè, ha progettato una torre sostenibile “Dome for Womb” per il concorso ristretto promosso da Reale Immobili che funge da "new office" via Tito Speri a Milano. Il team di architetti sono partiti "pensando diversamente" cioè ponendosi la domanda: Quale è il vero senso del progettare una torre ad uffici oggi? Da qui nasce tutto lo studio per la progettazione che la Reale Immobili ha commissionato. Una sfida architettonica e di design assolutamente vinta. Dalla scheda tecnica si evince che l’obiettivo di Nemesi studio è stato quello di creare uno spazio in cui fosse piacevole vivere prima che lavorare, che potesse rappresentare nella forma la dimensione ibrida che esiste tra casa e lavoro. Il progetto incarna una radicale revisione della tipologia a torre. L'idea è di non lavorare più in un edificio di difesa, chiuso, introflesso; ma al contrario lavorare in uno spazio aperto, in dialogo con il contesto urbano e parte viva del paesaggio. Da qui il nome del progetto, che traccia al contempo l’immagine di un grembo materno (Womb), che accogliere le comunità e l’ambiente circostante, e un Duomo (Dome), con la sua iconicità e tensione verticale come il Duomo di Milano.

    Lo studio ha voluto conferire alla Torre un aspetto ibrido tra la funzione di ufficio e quella residenziale. Una nuova tipologia a cavallo tra le due dimensioni che conservi l’intimità attraverso la forma concava, e con il ricco paesaggio terrazzato. Il senso è riuscire a inseririre in un quartiere residenziale un edificio anche d'ufficio ma che possa avere anche aspetti domestici favorendone l'inserimento nel quartiere. Questa ibridazione tra tipologie potrebbe inoltre rappresentare il presupposto per immaginare anche una funzione mista a residenze ed uffici nel possibile utilizzo futuro della Torre.
    Il progetto verte su strategie di sostenibilità integrata dove il tema della sostenibilità ha condizionato tutta l’impostazione del progetto. Il risultato è stato un edificio che lasci un'impornta ecologica costruito su principi di architettura bioclimatica, fortemente biofila basato sulla stretta relazione tra Uomo-Natura-Ambiente. La sostenibilità ambientale ha guidato tutte le scelte progettuali architettonico-impiantistiche volte alla massima passività dell’edificio, alla scelta e gestione di tutti i materiali impiegati dalla costruzione fino alle finiture, alla gestione delle acque, alla valorizzazione del verde outdoor e indoor, alla riciclabilità e all’economia circolare (verifiche di beneficio solare sulle facciate opache, verifiche di composizione-emissività-manutenibilità-durabilità-dismmissibilità dei materiali impiegati), come si legge dalla scheda tecnica del progetto presentata dallo studio Nemesi. Dal punto di vista della sostenibilità tecnologica ed energetica sono state messe a sistema tutte le scelte che potessero ottimizzare la disponibilità di fonti rinnovabili disponibili, e al tempo stesso rappresentare il meglio della tecnologia e della automazione oggi sul mercato per la realizzazione di un edificio ad alta sensitività scientifica.
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  • Park Associati presenta la nuova sede di Accenture per Milanofiori Sviluppo

    Il team dello studio di progettazione Park Associati ha portato a termine la realizzazione dell’edificio Accenture People Hub progettato per Milanofiori Sviluppo (Gruppo Brioschi Sviluppo Immobiliare).

    Il progetto si...
    Park Associati presenta la nuova sede di Accenture per Milanofiori Sviluppo

    Il team dello studio di progettazione Park Associati ha portato a termine la realizzazione dell’edificio Accenture People Hub progettato per Milanofiori Sviluppo (Gruppo Brioschi Sviluppo Immobiliare).

    Il progetto si presenta come una una sorta di prua intermaente fatta di lama di vetro e acciaio, una sorta di prua che punta verso Nord-Ovest, fulcro generatore compositivo dell’edificio e punto da cui si dipartono i due fronti del complesso.

    E' un opera imponente e di notevole fascino che va a completare la cosiddetta “scogliera” di edifici che fanno da corona allo sviluppo urbano di Milanofiori ad Assiago. L'edificio è composto da quindici piani fuori terra e da circa 31.500 mq di superficie e si colloca su una piastra al di sotto della quale vi sono i due piani interrati di parcheggio.

    L’esposizione al sole a sud-ovest è mitigata dalle cuspidi vetrate poichè hanno un lato trasparente e uno serigrafatoche e scandiscono tutta la facciata. Il corpo esposto verso l’autostrada è il più esteso per dimensioni, mentre il fronte più corto dell’edificio, esposto a nord verso il bosco, ottiene la massima trasparenza grazie alla facciata a vetrata continua. La superficie uniforme della vetrata viene interrotta dalla presenza continua di elementi verticali e da linee orizzontali marcapiano. Con la scelta delle vetrate, il contatto con lo spazio naturale esterno è più diretto e permette una maggiore permeabilità e intensità nel rapporto con l’ambiente circostante.

    Luogo di connessione tra la piazza esterna, il bosco e l’interno dell’edificio è la hall di ingresso raggiungibile attraverso una serie di sequenze spaziali che dal livello sopraelevato portano a un passaggio porticato a doppia altezza. La continuità tra interno ed esterno dell’edificio rende la hall una piazza coperta, in grado di convogliare tutti i flussi del complesso, oltre a gran parte delle funzioni comuni come l'area formazione, le foyer e la caffetteria.

    La nuova piazza sopraelevata che si apre all’ingresso dell’edificio, situata nei pressi della stazione della metropolitana, crea uno spazio geometrico che permette la connessione con tutti gli edifici circostanti. Proprio verso la stazione, si sviluppa un basamento al piano terra e al piano primo che, tramite una facciata più materica e introversa ha la funzione di proteggere dal rumore le zone training e le sale meeting che vi sono ospitate.

    Gli uffici, che si trovano ai piani superiori e che ospitano fino a 3.800 persone, sono caratterizzati da una moltidutine di spazi diversi tra loro per ampiezza e destinazione. All’ultimo piano, c'è uno sky-bar che offre momenti di relax e vista mozzafiato del panorama.
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  • Italprofili Ad
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  • Simone Cellitti è entrata nel gruppo
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  • Federica Seregni è entrata nel gruppo
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  • Eduardo Pardo è entrata nel gruppo
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