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Efficienza energetica degli edifici pubblici: dalla Manovra 2027 arrivano 1,6 miliardi per scuole, ospedali e università

Un piano triennale di investimenti per ridurre i consumi energetici del patrimonio immobiliare pubblico italiano. Dal 2028 al 2030 previsti contributi fino al 100% delle spese ammesse, con l’obbligo di garantire un miglioramento delle prestazioni energetiche di almeno il 30%. La gestione delle risorse sarà affidata al GSE.

La riqualificazione energetica degli edifici pubblici entra tra le priorità della Manovra finanziaria 2027, che prevede uno stanziamento complessivo di 1,6 miliardi di euro per migliorare l’efficienza di scuole, ospedali, università, centri di ricerca e impianti sportivi.

L’obiettivo è intervenire su una parte significativa del patrimonio edilizio pubblico italiano, spesso caratterizzato da strutture datate, impianti energivori e costi di gestione elevati, promuovendo interventi capaci di ridurre i consumi e migliorare il comfort degli ambienti.

Le risorse saranno distribuite nel triennio 2028-2030, con 600 milioni di euro previsti per il primo anno e 500 milioni per ciascuno dei due successivi. Il programma, contenuto nell’articolo 80 del disegno di legge di Bilancio 2027, introduce un sistema di incentivi che potrà coprire integralmente le spese ammissibili, a condizione che gli interventi garantiscano una riduzione di almeno il 30% del fabbisogno di energia primaria dell’edificio.

Come saranno distribuiti gli 1,6 miliardi di euro
La parte più consistente dei finanziamenti sarà destinata alle scuole e alle strutture sanitarie pubbliche, che assorbiranno complessivamente 1,25 miliardi di euro, pari a oltre il 78% delle risorse disponibili.

Per gli edifici scolastici pubblici sono previsti 650 milioni di euro, suddivisi in 150 milioni nel 2028 e 250 milioni per ciascuno degli anni 2029 e 2030. L’investimento punta a migliorare le prestazioni energetiche degli istituti, contribuendo a rendere gli ambienti scolastici più efficienti e confortevoli durante tutto l’anno.

Alle strutture sanitarie pubbliche, compresi gli ospedali, saranno invece destinati 600 milioni di euro, ripartiti in tre quote annuali da 200 milioni. Si tratta di edifici particolarmente complessi sotto il profilo energetico, dove il funzionamento continuo degli impianti di climatizzazione, ventilazione e produzione di acqua calda determina consumi significativi.

Ulteriori 200 milioni di euro saranno riservati nel 2028 al sistema universitario, della ricerca e dell’alta formazione. In particolare, 130 milioni andranno alle università statali, 55 milioni agli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e 15 milioni alle istituzioni statali dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM).

Completano il quadro 150 milioni di euro per gli impianti natatori e le strutture dedicate agli sport del ghiaccio, con una disponibilità di 50 milioni annui dal 2028 al 2030. Una scelta che interessa infrastrutture sportive caratterizzate da elevati fabbisogni energetici, soprattutto per il riscaldamento dell’acqua, la climatizzazione degli ambienti e la refrigerazione.

Il requisito fondamentale: ridurre del 30% il fabbisogno di energia primaria
Uno degli aspetti centrali della misura riguarda il risultato energetico richiesto per accedere ai contributi.

Il finanziamento non sarà infatti legato esclusivamente alla realizzazione di opere di riqualificazione, ma al raggiungimento di un obiettivo misurabile: ridurre di almeno il 30% il fabbisogno di energia primaria dell’edificio interessato.

Il principio introduce una logica orientata alle prestazioni, nella quale gli interventi dovranno dimostrare un miglioramento concreto dell’efficienza energetica.

In termini progettuali, il risultato potrebbe essere perseguito attraverso una combinazione di soluzioni, come il miglioramento dell’isolamento dell’involucro edilizio, la sostituzione degli impianti di climatizzazione obsoleti, l’adozione di pompe di calore, l’ottimizzazione dei sistemi di regolazione e controllo e l’integrazione di tecnologie alimentate da fonti rinnovabili.

Tuttavia, il disegno di legge non individua ancora le singole tipologie di interventi ammissibili. Saranno i successivi decreti attuativi a chiarire quali tecnologie potranno beneficiare degli incentivi, come dovrà essere calcolata la riduzione dei consumi e quali documenti saranno necessari per dimostrare il raggiungimento degli obiettivi.

Il ruolo del GSE e il collegamento con il Conto Termico 3.0
La gestione operativa dei finanziamenti sarà affidata al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che avrà il compito di concedere i contributi secondo le modalità definite dai provvedimenti ministeriali.

La Relazione illustrativa della Manovra 2027 richiama il meccanismo del Conto Termico, lo strumento nazionale di incentivazione dedicato agli interventi di efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Il riferimento normativo è l’articolo 28 del decreto legislativo 28/2011, alla base anche del Conto Termico 3.0, disciplinato dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025.

I nuovi 1,6 miliardi rappresentano però uno stanziamento specifico, destinato alle categorie di edifici pubblici individuate dalla Manovra, e non devono essere confusi con le risorse ordinarie del meccanismo incentivante.

La misura prevede una copertura fino al 100% delle spese ammesse, un elemento particolarmente rilevante per le amministrazioni pubbliche che intendono avviare interventi di riqualificazione senza dover sostenere direttamente l’intero investimento.

Resta comunque necessario attendere i decreti attuativi per conoscere nel dettaglio le condizioni di accesso, gli eventuali limiti di spesa e le procedure di erogazione.

Scuole più efficienti e maggiore attenzione al comfort estivo
Tra gli obiettivi del programma assume particolare rilievo il miglioramento delle condizioni ambientali negli edifici scolastici.

L’aumento delle temperature estive e la presenza di strutture poco isolate hanno reso sempre più importante il tema del comfort termico nelle aule, soprattutto durante gli ultimi mesi dell’anno scolastico.

In occasione della presentazione della Manovra 2027, il Governo ha richiamato la possibilità di investire nell’installazione di climatizzatori e pompe di calore per migliorare le condizioni degli ambienti destinati alla didattica.

L’articolo 80, tuttavia, non prevede una specifica riserva di finanziamenti per queste apparecchiature e non contiene un elenco delle tecnologie incentivabili.

La loro eventuale ammissibilità dipenderà quindi dalle disposizioni attuative e dalla capacità degli interventi di contribuire al miglioramento energetico richiesto.

Il nuovo programma si distingue inoltre dal precedente contributo di 20 milioni di euro previsto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per il raffrescamento degli ambienti scolastici. Quest’ultima misura era destinata all’acquisto e all’installazione di apparecchi e dispositivi, mentre gli incentivi della Manovra 2027 sono subordinati al raggiungimento di una precisa prestazione energetica.

Decreti attuativi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge
Per rendere operativo il programma sarà necessario un successivo intervento normativo.

Il disegno di legge prevede che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), definisca entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge le modalità di applicazione degli incentivi.

I decreti dovranno stabilire i criteri di assegnazione delle risorse, i requisiti tecnici degli interventi, le procedure per la presentazione delle richieste e i sistemi di verifica delle prestazioni energetiche.

Dovranno inoltre disciplinare il monitoraggio della spesa e le modalità attraverso cui il GSE potrà gestire l’erogazione dei contributi.

Le risorse saranno inizialmente iscritte nel bilancio del MASE e successivamente trasferite al GSE, che fungerà da soggetto gestore del programma.

Risorse nazionali, non fondi PNRR
Un elemento importante riguarda l’origine dei finanziamenti.

Gli 1,6 miliardi previsti dalla Manovra 2027 provengono dal bilancio dello Stato e non costituiscono fondi europei né risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il disegno di legge collega gli investimenti alla richiesta italiana di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal Regolamento europeo 2024/1263, richiamando la raccomandazione della Commissione europea dell’8 ottobre 2026.

Il meccanismo è finalizzato a consentire maggiori margini di spesa pubblica nazionale per investimenti nella sicurezza energetica, senza prevedere trasferimenti diretti di risorse da parte dell’Unione europea.

La relazione tecnica quantifica gli oneri complessivi in 600 milioni di euro nel 2028 e 500 milioni annui nel biennio successivo.

Un’opportunità per la modernizzazione del patrimonio pubblico
Il programma delineato dalla Manovra 2027 potrebbe rappresentare un importante strumento per accelerare la trasformazione energetica del patrimonio edilizio pubblico italiano.

Oltre alla riduzione dei consumi, gli interventi potranno contribuire a contenere i costi di gestione degli immobili, migliorare le condizioni di utilizzo degli spazi e favorire l’adozione di tecnologie più efficienti.

La scelta di destinare una quota rilevante delle risorse a scuole e ospedali evidenzia l’attenzione verso edifici che svolgono funzioni essenziali per la collettività e che, proprio per la loro intensità di utilizzo, possono trarre benefici significativi dalla riqualificazione energetica.

Per progettisti, professionisti dell’efficienza energetica, imprese e pubbliche amministrazioni si apre dunque una prospettiva di intervento che richiederà competenze tecniche, capacità di programmazione e un’attenta valutazione delle prestazioni degli edifici.

La sfida sarà trasformare le risorse stanziate in interventi realmente efficaci, capaci di produrre risparmi energetici verificabili e benefici duraturi per le comunità.

L’effettiva portata della misura dipenderà però dall’approvazione definitiva della legge di Bilancio e dalla successiva definizione delle regole operative, passaggi indispensabili per tradurre il programma finanziario in cantieri e risultati concreti.

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