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Decreto PNRR 2026: le novità per il settore delle costruzioni

È entrato in vigore il 20 febbraio 2026 il D.L. 19/2026, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento rappresenta un tassello decisivo per centrare i target europei entro il 2026 e introduce misure di forte impatto per il comparto delle costruzioni, dall’edilizia alle infrastrutture strategiche.

Semplificazioni procedurali, nuova liquidità per le imprese ferroviarie, investimenti nel settore idrico e incentivi per la transizione energetica delineano un quadro che punta a coniugare accelerazione amministrativa e sostenibilità finanziaria.

Conferenza di Servizi Accelerata: ora è strutturale e telematica
Cuore delle semplificazioni è la stabilizzazione della Conferenza di servizi decisoria in forma accelerata. L’art. 5 del decreto interviene sulla Legge 241/1990, rendendo strutturale uno strumento nato in via emergenziale con il Decreto-Legge 76/2020.

La modifica all’art. 14-bis introduce il nuovo comma 7-bis, che consente all’amministrazione procedente di indire direttamente la conferenza con tempi dimezzati:
– 30 giorni per le determinazioni delle amministrazioni coinvolte (45 giorni per enti preposti a tutela ambientale, paesaggistica, beni culturali o salute);
– silenzio-assenso in caso di mancata partecipazione o dissenso non motivato;
– riunione telematica entro 15 giorni dalla scadenza per la determinazione conclusiva;
– obbligo, in caso di dissenso, di indicare prescrizioni e misure mitigatrici con quantificazione dei costi, nel rispetto dei principi di proporzionalità e sostenibilità finanziaria.

Per il settore edilizio e infrastrutturale si tratta di un passaggio chiave: la certezza dei tempi diventa elemento strutturale, con un impatto diretto sulla programmazione dei cantieri e sulla bancabilità dei progetti.

Nuovi fondi PNRR per Agrivoltaico, CER e Biometano
Il decreto rafforza la leva finanziaria per la transizione energetica, intervenendo sugli investimenti PNRR dedicati a:
– impianti di biometano;
– impianti agrivoltaici;
– comunità energetiche rinnovabili (CER) e autoconsumo collettivo.

I programmi di sovvenzione, affidati al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), prevedono contributi in conto capitale. Le modalità operative saranno definite tramite accordi con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Entro 45 giorni dalla convenzione, il GSE adotterà regole su:
– avanzamento fisico e finanziario;
– criteri di scorrimento delle graduatorie;
– rendicontazione delle spese;
– tempistiche di erogazione.

Gli impianti dovranno entrare in esercizio entro 24 mesi dalla comunicazione degli accordi di concessione, che dovranno essere sottoscritti entro il 30 giugno 2026. Centrale il rispetto del principio DNSH (“non arrecare danno significativo”) e il divieto di cumulo con altri incentivi UE sugli stessi costi.

Installatori FER: modulo unico digitale e formazione obbligatoria
L’art. 12 del decreto introduce una modulistica standard e un modulo unico digitale interoperabile per la trasmissione telematica degli attestati alle Camere di Commercio entro 10 giorni dalla fine del corso.

Il sistema consentirà il caricamento automatico delle qualifiche professionali nelle visure camerali, riducendo gli oneri burocratici per le imprese.

Viene inoltre stabilita una durata minima obbligatoria di 24 ore per i corsi di aggiornamento degli installatori di impianti a fonti rinnovabili (FER), rafforzando la qualità professionale in un settore in forte espansione.

Infrastrutture ferroviarie: anticipo fino al 10% sulle riserve
Per garantire continuità ai cantieri ferroviari PNRR, il decreto autorizza Rete Ferroviaria Italiana (RFI S.p.A.) a erogare, fino al 30 marzo 2026, un anticipo fino al 10% delle riserve già iscritte in contabilità dalle imprese appaltatrici.
L’anticipo è subordinato a garanzia bancaria o assicurativa; le imprese hanno 270 giorni per sottoporre le riserve al Collegio Consultivo Tecnico. Contestualmente vengono ampliati i poteri di esproprio per aree destinate a riambientalizzazione e gestione delle terre e rocce da scavo.

Un miliardo per il settore idrico: nasce lo strumento finanziario nazionale
Il decreto istituisce lo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (SFNIISSI), con una dotazione di 1 miliardo di euro, destinato prioritariamente agli interventi del Piano nazionale e ai territori colpiti da eventi alluvionali. La gestione è affidata a Invitalia, che entro 90 giorni dovrà definire criteri di accesso, privilegiando progetti con co-finanziamenti privati o partenariati pubblico-privati (PPP). Le risorse potranno essere erogate come contributi a fondo perduto o in conto interessi.

Edilizia universitaria: via libera più rapido ai cantieri
Per accelerare la realizzazione di nuovi posti letto per studenti, il decreto proroga il Commissario straordinario fino al 2029 e introduce una deroga urbanistica significativa: se l’intervento è già previsto dagli strumenti urbanistici generali, non è necessaria l’approvazione preventiva di piani attuativi.
Sarà sufficiente il permesso di costruire convenzionato, riducendo sensibilmente i tempi di avvio dei lavori.

Bonifiche e aree interne: autorizzazioni valide per l’intero progetto
Le autorizzazioni acquisite in conferenza di servizi per interventi di bonifica restano efficaci per tutta la durata del progetto approvato, evitando blocchi legati a scadenze intermedie. La disciplina viene estesa anche ai progetti finanziati dal Piano nazionale complementare (PNC).
Sono inoltre stanziati 90 milioni di euro tra 2026 e 2027 per infrastrutture pubbliche nei Comuni delle aree interne a rischio sismico.

Un decreto ponte verso il 2026
Il D.L. 19/2026 si configura come un decreto-ponte: accelera le procedure, consolida strumenti emergenziali e rafforza la leva finanziaria per sostenere un settore cruciale per la crescita e la transizione ecologica.
Per il comparto delle costruzioni, la sfida ora è doppia: rispettare i tempi stringenti imposti dal PNRR e garantire, al contempo, qualità progettuale e sostenibilità ambientale, in un quadro regolatorio che punta sempre più su digitalizzazione, certezza dei tempi e responsabilizzazione degli operatori.

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