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Piano Casa 2026: 100mila alloggi in 10 anni per rispondere all’emergenza abitativa

Il Governo italiano si prepara a lanciare un ambizioso Piano Casa con l’obiettivo di costruire 100mila nuovi alloggi a prezzi calmierati nel prossimo decennio. Lo ha annunciato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di inizio anno. Il progetto, ancora in attesa del varo ufficiale, mira a dare una risposta strutturale a una crisi abitativa che interessa oltre 1,5 milioni di famiglie.

Salvini: “Entro il 6 febbraio il tavolo tecnico operativo”
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha dichiarato di voler convocare il tavolo tecnico per l’avvio operativo del Piano prima del 6 febbraio 2026. “Spero di definire tutto nei prossimi 15-20 giorni”, ha affermato, lasciando intendere che l’approvazione del DPCM attuativo è ormai imminente.

Una strategia pubblico-privata su scala nazionale
Il Piano Casa Italia, come delineato tra il 2023 e il 2025, si configura come una strategia mista pubblico-privata: rigenerazione urbana, recupero di immobili dismessi, uso dell’invenduto, edilizia sociale, cohousing e nuovi modelli abitativi. L’obiettivo è costruire una filiera integrata che coinvolga enti locali, cooperative, fondi privati, Terzo Settore e operatori pubblici.

La Legge di Bilancio 2026 ha già introdotto strumenti mirati: alloggi in locazione per giovani, genitori separati e anziani, anche tramite formule innovative come il rent to buy o la permuta immobiliare. Il tutto all’interno di un modello flessibile e integrato nei tessuti urbani.

Le risorse: tra Manovra e Piano Clima
Il Piano Casa parte con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro (Manovra 2024) e prevede un plafond complessivo di 660 milioni tra il 2027 e il 2030. Ulteriori fondi potrebbero arrivare dal Piano Sociale per il Clima (2027-2032), estendendo il perimetro finanziario e rafforzando la componente green del progetto.

Governance e attuazione: il nodo dei decreti
La trasformazione del Piano in realtà concreta passerà da un decreto della Presidenza del Consiglio (DPCM) e da una serie di provvedimenti attuativi che definiranno criteri, governance e riparto territoriale. Tra le misure previste:
recupero e riconversione di patrimonio esistente;
edilizia sociale integrata con servizi e spazi collettivi;
progetti pilota con cronoprogrammi rigorosi;
partenariati pubblico-privati a lungo termine.

L’Europa si muove: il Piano Casa UE
Il Piano italiano si inserisce in un contesto europeo sempre più attento alla questione abitativa. A dicembre 2025 la Commissione europea ha lanciato il primo “Piano UE per l’edilizia abitativa accessibile”, stimando un fabbisogno di oltre 650.000 nuove abitazioni all’anno e 150 miliardi di euro di investimenti per colmare il divario.

La strategia europea mira a snellire le procedure urbanistiche, promuovere la produttività nei cantieri e rivedere le regole sugli aiuti di Stato, mobilitando anche BEI e investitori privati.

Una sfida strutturale
Secondo Confindustria Assoimmobiliare, il fabbisogno italiano è stimato in circa 153 miliardi di euro annui. In questo quadro, il Piano Casa non risolverà da solo l’intero deficit abitativo, ma potrà incidere in modo significativo se sostenuto da una strategia di lungo periodo, modelli finanziari solidi e una governance multilivello.

La prossima scadenza è già fissata: entro febbraio 2026 il tavolo tecnico definirà la fase operativa. Da quel momento, inizierà la vera sfida: trasformare l’idea in cantieri, e i cantieri in case accessibili per migliaia di famiglie italiane.

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