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Professioni tecniche in allarme: Conto Termico 3.0 e Ruolo esperti assicurativi catastrofali mettono a rischio competenze e garanzie

Le professioni tecniche regolamentate in Italia si trovano oggi di fronte a una seria minaccia che potrebbe compromettere il sistema di competenze e tutele costruito nel tempo dalla normativa a tutela dell’interesse pubblico. A lanciare l’allarme sono i principali sindacati e associazioni di categoria, che contestano due recenti provvedimenti: le nuove regole del Conto Termico 3.0 e l’introduzione del Ruolo degli esperti assicurativi catastrofali.

Questi due interventi, pur riguardando ambiti disciplinari diversi, condividono una stessa impostazione di fondo che rischia di creare percorsi paralleli rispetto agli Ordini professionali, penalizzando i tecnici iscritti agli albi e abbassando gli standard di qualità e sicurezza per i cittadini.

Conto Termico 3.0: esclusione degli ingegneri e architetti dalle diagnosi energetiche incentivabili
Il Conto Termico 3.0, tra i principali strumenti di incentivazione per la transizione energetica, impone che per alcune categorie di intervento la diagnosi energetica sia redatta esclusivamente da figure certificate secondo norme tecniche “volontarie”, come gli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) e le Energy Service Company (ESCo). Di fatto, questo esclude gli ingegneri, architetti e altri professionisti abilitati per legge, che pur possedendo tutte le competenze necessarie, vedono le loro diagnosi non riconosciute ai fini dell’incentivo.

Questa esclusione crea un danno diretto alle professioni tecniche tradizionali, favorendo certificazioni private esterne e distorcendo il mercato. Si svaluta così il titolo di studio e l’abilitazione professionale, fondamentali per garantire competenza e responsabilità.

Ruolo degli esperti assicurativi catastrofali: una nuova esclusività a scapito dei tecnici abilitati
Un’altra criticità riguarda il nuovo Ruolo degli esperti assicurativi catastrofali, previsto dalla Legge 59/2026, che attribuisce a questi soggetti l’esclusiva per la valutazione dei danni agli immobili colpiti da calamità naturali. L’iscrizione all’elenco istituito presso CONSAP diventa obbligatoria, con sanzioni penali per chi operi senza.

Tale attività, storicamente svolta dai professionisti tecnici abilitati (ingegneri, architetti, geometri), rischia ora di essere monopolizzata da un nuovo albo, obbligando i tecnici a iscriversi per poter continuare a operare, con conseguente indebolimento del loro ruolo e delle garanzie offerte.

Una minaccia per la qualità e la sicurezza dei servizi tecnici
I sindacati e le associazioni di categoria sottolineano come la creazione di questi percorsi paralleli agli ordini professionali rappresenti un pericolo per la qualità dei servizi offerti e per la tutela dei cittadini. La formazione continua obbligatoria, il codice deontologico, la copertura assicurativa e la responsabilità professionale sono tutele essenziali che rischiano di essere bypassate, con effetti negativi sulla sicurezza degli interventi, dalla riqualificazione energetica alla gestione delle emergenze.

In gioco non c’è solo il futuro delle professioni tecniche, ma la tenuta di un sistema cruciale per settori strategici come la transizione energetica, la sicurezza degli edifici e la ricostruzione post calamità.

Appello per un confronto urgente e costruttivo
Fondazione Inarcassa, Confprofessioni, Confedertecnica, Aidia, Ala Assoarchitetti & Ingegneri, Federarchitetti, Federazione Nazionale Asso Ingegneri Architetti, Fidaf, Inarsind, ANTEC e Singeop hanno chiesto formalmente l’avvio di un dialogo con le istituzioni e le forze politiche per rivedere e correggere le criticità emerse, riaffermando la centralità delle professioni tecniche regolamentate nel rispetto della normativa primaria e dell’interesse generale.

Solo così sarà possibile garantire competenza, sicurezza e responsabilità in settori chiave per lo sviluppo sostenibile e la protezione del patrimonio immobiliare e del territorio italiano.

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