Bonus colonnine elettriche 2026, contributo fino all’80%: domande aperte, come richiedere fino a 8.000 euro
È operativo il Bonus colonnine domestiche 2026. L’incentivo copre fino all’80% delle spese sostenute per acquistare e installare infrastrutture di ricarica per auto elettriche. Il contributo può arrivare a 1.500 euro per i privati e a 8.000 euro per i condomìni. Per il 2026 sono disponibili 15 milioni di euro.
L’agevolazione destinata a chi acquista e installa infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici a uso privato.
Lo sportello è aperto dalle ore 12 del 22 settembre 2026 e le richieste potranno essere presentate fino alle ore 12 del 31 gennaio 2027. La misura è promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e gestita da Invitalia.
Bonus colonnine 2026: a disposizione 15 milioni di euro
Per le installazioni effettuate nel 2026 la dotazione finanziaria ammonta a 15 milioni di euro.
La misura non si fermerà però all’anno in corso. Il programma prevede infatti risorse anche per gli anni successivi: 15 milioni di euro per ciascuna annualità dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030.
Complessivamente il programma dedicato alle colonnine domestiche dispone di 68 milioni di euro fino al 2030.
Chi può richiedere il Bonus colonnine
L’agevolazione è rivolta a persone fisiche residenti in Italia e condomìni.
Nel caso delle persone fisiche, la colonnina o wall box deve essere destinata esclusivamente all’uso privato e non può essere accessibile al pubblico. L’infrastruttura deve inoltre essere installata in Italia e in un’area nella piena disponibilità del beneficiario.
Per i condomìni, invece, l’installazione deve riguardare le parti comuni dell’edificio ed essere destinata all’utilizzo collettivo da parte dei condòmini.
La misura è dunque pensata per gli utenti domestici: non rientrano tra i beneficiari imprese, società e titolari di ditte individuali.
Quali installazioni sono ammesse nel 2026
Per accedere allo sportello 2026, l’installazione dell’infrastruttura di ricarica deve essere stata completata nel periodo compreso tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026.
Per le annualità dal 2027 al 2029 saranno invece ammesse le installazioni completate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno di riferimento, mentre per il 2030 il periodo agevolabile andrà dal 1° gennaio al 31 marzo.
Un aspetto da tenere presente è che non è sufficiente acquistare una wall box o una colonnina: per beneficiare del contributo l’infrastruttura deve essere acquistata e installata nel rispetto delle condizioni previste dalla misura.
Bonus colonnine: quali requisiti deve avere la wall box
Non tutte le infrastrutture di ricarica possono automaticamente accedere all’incentivo.
Le colonnine e le wall box devono essere nuove di fabbrica, installate sul territorio nazionale e realizzate a regola d’arte. L’impianto deve inoltre essere accompagnato dalla relativa dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008.
Per il 2026 le infrastrutture devono rispettare i requisiti minimi stabiliti dalla deliberazione ARERA 541/2020/R/eel e successive modifiche ed essere incluse nell’elenco ufficiale dei dispositivi di ricarica domestica pubblicato dal GSE, nella versione vigente al momento della presentazione della domanda.
Prima di procedere con l’acquisto è quindi opportuno verificare che il modello scelto possieda i requisiti previsti dall’incentivo.
Quali spese sono coperte dal contributo dell’80%
Il Bonus colonnine non riguarda soltanto il prezzo della wall box. Tra le spese che possono rientrare nell’agevolazione figurano:
– acquisto e posa delle infrastrutture di ricarica;
– installazione delle colonnine o wall box;
– impianti elettrici e opere edili strettamente necessarie all’installazione;
– dispositivi e impianti per il monitoraggio, il controllo e la gestione della ricarica;
– progettazione, direzione dei lavori, sicurezza e collaudi;
– connessione alla rete elettrica attraverso l’attivazione di un nuovo POD.
Le spese devono rispettare le modalità previste dalla disciplina dell’incentivo.
Restano invece fuori, tra le altre, le spese per terreni e immobili, autorizzazioni edilizie, costi di esercizio dell’infrastruttura e consulenze diverse dalle prestazioni tecniche espressamente ammesse.
Il contributo non può inoltre essere cumulato, sulle stesse spese, con altre agevolazioni nei casi previsti dalla disciplina della misura.
Quanto si può ottenere: alcuni esempi
Il meccanismo è relativamente semplice: il contributo copre l’80% della spesa ammissibile, ma non può superare il tetto previsto per la categoria del beneficiario.
Per esempio, un privato che sostiene 1.000 euro di spese ammissibili può ottenere fino a 800 euro. Con una spesa di 1.500 euro, il contributo teorico sale a 1.200 euro.
Se invece la spesa raggiunge 2.000 euro, l’80% corrisponderebbe a 1.600 euro, ma il contributo effettivamente riconoscibile non può superare 1.500 euro, che rappresentano il limite per le persone fisiche.
Per i condomìni il principio è lo stesso, ma il tetto massimo dell’agevolazione sale a 8.000 euro.
Come presentare la domanda per il Bonus colonnine 2026
La richiesta deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia, soggetto che gestisce l’agevolazione per conto del Mimit.
Per accedere all’area personale è possibile utilizzare SPID, Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS). Una volta effettuato l’accesso, occorre selezionare il “Bonus colonnine domestiche” e compilare la domanda seguendo la procedura indicata.
Per presentare la richiesta è inoltre necessario disporre di un indirizzo PEC attivo.
Non sono ammesse domande presentate attraverso modalità differenti dalla procedura telematica prevista da Invitalia.
Domande fino al 31 gennaio 2027
Lo sportello è dunque già operativo: le domande possono essere presentate dalle ore 12 del 22 settembre 2026 e il termine indicato per la chiusura è fissato alle ore 12 del 31 gennaio 2027.
L’incentivo punta ad accompagnare la diffusione della mobilità elettrica intervenendo su uno dei nodi principali per chi utilizza un’auto a batteria: la possibilità di ricaricare il veicolo direttamente a casa o negli spazi comuni del proprio condominio.
Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, la misura ha inoltre una ricaduta sulla filiera produttiva nazionale: il Mimit indica che il 54% delle infrastrutture di ricarica di nuova generazione installate in Italia è prodotto nel Paese.
Per requisiti, documentazione e presentazione della richiesta è possibile consultare la pagina ufficiale del Bonus colonnine domestiche del Mimit e il portale di Invitalia.

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