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Riforma delle professioni: alla Camera oltre 40 proposte di modifica su competenze, compensi e responsabilità

Il disegno di legge delega entra nel vivo dell’esame parlamentare. Tra le novità in discussione, nuove regole sulle competenze professionali, maggiore autonomia degli Ordini e compensi obbligatori per i tirocinanti.

Prosegue alla Camera dei Deputati l’iter della riforma degli ordinamenti professionali, con oltre 40 proposte di modifica al disegno di legge delega A.C. 3068, attualmente all’esame della Commissione Giustizia. Il provvedimento interessa 15 professioni regolamentate e circa 699mila iscritti agli Albi, tra cui architetti, ingegneri, geometri e periti.

Dopo l’approvazione del Senato dello scorso 3 agosto, il confronto parlamentare si concentra su alcuni aspetti fondamentali per il futuro delle professioni tecniche: competenze, responsabilità, equo compenso, tirocinio e formazione continua.

Uno dei temi centrali riguarda la distinzione tra attività libere e competenze riservate. Alcuni emendamenti propongono di tutelare maggiormente le attività attribuite dalla legge a specifiche categorie professionali, anche quando non esiste una riserva esclusiva. Si punta inoltre a definire con maggiore precisione gli atti professionali e le relative responsabilità.

Sul fronte della responsabilità professionale, tra le proposte figura l’estensione da cinque a dieci anni del termine di prescrizione, insieme a nuove disposizioni sulla responsabilità solidale e sulle coperture assicurative.

Novità anche per i compensi professionali: alcuni emendamenti prevedono che siano direttamente i Consigli nazionali, anziché i Ministeri vigilanti, a stabilire i parametri utilizzati per le liquidazioni giudiziali e l’applicazione dell’equo compenso.

Particolare attenzione è riservata ai giovani professionisti. Una proposta prevede infatti l’introduzione di un compenso obbligatorio per i tirocinanti dopo i primi sei mesi, mentre altre modifiche riguardano la possibilità di svolgere il tirocinio durante il percorso universitario.

Tra gli argomenti in discussione rientrano anche la formazione sull’intelligenza artificiale, la previdenza delle società di ingegneria e una maggiore autonomia degli Ordini professionali nella definizione delle regole per gli iscritti.

La riforma resta comunque in fase di discussione e le modifiche proposte dovranno essere esaminate dal Parlamento. Una volta approvata definitivamente la legge delega, il Governo avrà 24 mesi per adottare i decreti legislativi attuativi.

Un passaggio importante per il futuro delle professioni tecniche italiane, chiamate a confrontarsi con nuove responsabilità, trasformazioni tecnologiche e una ridefinizione delle proprie competenze.

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