Casa, la UE accelera sulle ristrutturazioni: al via la call “Better Homes Partnerships”
Bruxelles cerca progetti concreti per rendere le riqualificazioni energetiche più rapide, accessibili e replicabili. Domande entro il 21 agosto 2026.
La qualità dell’abitare, l’efficienza energetica e la sostenibilità economica delle abitazioni sono al centro della nuova strategia europea per la casa. Per trasformare questi obiettivi in interventi concreti, la Commissione europea ha lanciato la call for expressions of interest “Better Homes Partnerships”, un’iniziativa che punta a individuare partenariati e modelli di collaborazione già sperimentati, in grado di accelerare la riqualificazione del patrimonio residenziale in tutta l’Unione.
L’invito è rivolto a un’ampia platea di soggetti: autorità pubbliche, proprietari e gestori di immobili, operatori privati, istituzioni finanziarie, organizzazioni della società civile e consorzi multi-stakeholder. L’obiettivo è raccogliere esperienze capaci di integrare competenze tecniche, amministrative e finanziarie per sviluppare soluzioni facilmente trasferibili e adattabili ai diversi contesti nazionali e locali.
Ristrutturazioni più veloci e sostenibili
La call si inserisce nel percorso delineato dal Piano Casa europeo e rappresenta uno degli strumenti operativi destinati a favorire la diffusione di interventi di riqualificazione energetica su larga scala.
La Commissione intende valorizzare progetti già avviati o sufficientemente maturi, in grado di dimostrare risultati concreti e offrire modelli replicabili. L’obiettivo è ridurre i tempi degli interventi, migliorare la qualità degli edifici e contenere i costi sia delle ristrutturazioni sia della gestione degli immobili.
Quattro aree strategiche
Le proposte dovranno concentrarsi su quattro ambiti ritenuti prioritari.
Il primo riguarda la flessibilità della domanda energetica negli edifici, attraverso interventi che consentano di ottimizzare i consumi senza ridurre il comfort abitativo. Tra le soluzioni rientrano isolamento termico, pompe di calore, impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e tecnologie per la gestione intelligente dei carichi.
Il secondo filone punta alla semplificazione delle ristrutturazioni. Oltre agli aspetti economici, infatti, uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla complessità delle procedure amministrative. Bruxelles guarda quindi a modelli organizzativi capaci di coordinare diagnosi energetiche, progettazione, autorizzazioni, finanziamenti e cantieri, riducendo tempi e adempimenti.
Il terzo ambito riguarda gli strumenti finanziari innovativi, con l’obiettivo di mobilitare capitali pubblici e privati, facilitare l’accesso al credito e ridurre il rischio degli investimenti per condomini, edilizia sociale e patrimonio residenziale.
Infine, la call promuove la diffusione di soluzioni efficienti per riscaldamento e raffrescamento, considerate decisive per abbattere consumi energetici, emissioni e costi in bolletta, contribuendo al tempo stesso alla riduzione della dipendenza dalle fonti fossili.
I criteri di selezione
La Commissione europea valuterà le candidature sulla base di alcuni elementi chiave: concretezza progettuale, coinvolgimento degli stakeholder, capacità di essere replicate su scala più ampia e contributo al miglioramento dell’accessibilità abitativa.
L’interesse è rivolto soprattutto a iniziative che abbiano già dimostrato una reale capacità di attuazione e che possano essere estese ad altri territori, adattandosi a differenti contesti normativi e amministrativi.
Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 21 agosto 2026.
Un tassello del Piano Casa europeo
Le Better Homes Partnerships rappresentano uno degli strumenti operativi del Piano Casa europeo, presentato dalla Commissione nel dicembre 2025 come prima strategia organica dedicata all’abitare accessibile.
Tra gli obiettivi del Piano figurano il recupero del patrimonio edilizio esistente, la promozione dell’edilizia sostenibile, la semplificazione delle procedure urbanistiche e la mobilitazione di nuovi investimenti per l’edilizia sociale.
Secondo Bruxelles, sono già stati mobilitati 43 miliardi di euro a sostegno del settore abitativo, risorse che la Commissione intende rafforzare attraverso una piattaforma paneuropea sviluppata insieme alla Banca europea per gli investimenti e ad altri partner finanziari.
Il collegamento con l’Affordable Housing Act
L’iniziativa si inserisce anche nel percorso che porterà all’Affordable Housing Act, il futuro quadro normativo europeo dedicato all’accessibilità abitativa, e nel Citizen’s Energy Package, il pacchetto di misure volto a ridurre il peso delle bollette energetiche per le famiglie.
La logica è quella di affrontare il tema della casa in modo integrato: edifici più efficienti significano minori consumi, costi di gestione più contenuti e una riduzione della vulnerabilità energetica delle famiglie. In questo contesto, le Better Homes Partnerships avranno il compito di individuare le esperienze più efficaci da trasformare in modelli di riferimento per le future politiche europee.
Italia: il Piano Casa è all’esame del Senato
Parallelamente, anche l’Italia è impegnata sul fronte dell’abitare accessibile. Il DL 66/2026, dedicato al Piano Casa nazionale, è attualmente all’esame del Senato dopo il via libera della Camera.
Il provvedimento punta ad aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili attraverso il recupero del patrimonio pubblico e sociale esistente, la valorizzazione degli immobili inutilizzati e il coinvolgimento di investimenti pubblici e privati. L’obiettivo indicato dal Governo è rendere disponibili circa 100 mila nuovi alloggi nell’arco di dieci anni, in linea con molte delle direttrici individuate dalla strategia europea.
Con la call Better Homes Partnerships, Bruxelles compie ora un passo operativo verso l’attuazione del Piano Casa europeo, cercando esperienze già consolidate che possano diventare esempi replicabili per accelerare la transizione energetica degli edifici e rendere il diritto a un’abitazione di qualità più accessibile in tutta l’Unione.

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