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Ricerca e innovazione, oltre 505 milioni di euro per il Sud: incentivi anche per smart building, edilizia sostenibile ed energia

Dal 7 ottobre 2026 è aperto lo sportello per accedere alle agevolazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La misura finanzia progetti di ricerca e sviluppo da 1 a 5 milioni di euro in sette regioni del Mezzogiorno, con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Opportunità anche per le imprese che investono in materiali innovativi, tecnologie digitali ed efficientamento energetico.

Nuove risorse per sostenere l’innovazione tecnologica e rafforzare la competitività delle imprese del Mezzogiorno. Dal 7 ottobre 2026 è possibile presentare domanda per accedere ai 505,8 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso la misura Scoperta imprenditoriale II, destinata a finanziare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

L’iniziativa interessa sette regioni italiane – Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia – e rappresenta un’opportunità anche per il comparto delle costruzioni, chiamato ad affrontare le sfide della transizione energetica, della digitalizzazione e della sostenibilità ambientale.
Dagli edifici intelligenti ai materiali ecocompatibili, dalle reti energetiche avanzate ai sistemi di monitoraggio ambientale, il programma punta a favorire lo sviluppo di soluzioni tecnologiche capaci di innovare prodotti, processi produttivi e servizi.

Innovazione tecnologica e costruzioni: gli ambiti finanziabili
Istituita con il decreto ministeriale del 19 maggio 2026 e disciplinata dal provvedimento attuativo del 6 agosto, la misura sostiene investimenti che introducano avanzamenti tecnologici significativi, escludendo le semplici modifiche di routine o gli aggiornamenti periodici di prodotti e processi già esistenti.
Particolare attenzione è rivolta alle tecnologie abilitanti, tra cui intelligenza artificiale, materiali avanzati e nanotecnologie, sistemi evoluti di produzione, fotonica, micro e nanoelettronica, tecnologie delle scienze della vita, connettività e sicurezza digitale.
Per il settore dell’architettura, dell’edilizia e dell’impiantistica, le opportunità riguardano numerosi ambiti di ricerca.
Tra questi figurano lo sviluppo di smart building, sistemi intelligenti per la gestione energetica degli edifici, soluzioni per l’efficientamento dei consumi e tecnologie per integrare le fonti rinnovabili nelle infrastrutture costruite.
Rientrano inoltre nelle traiettorie di innovazione i materiali da costruzione avanzati ed ecocompatibili, i biomateriali, i prodotti di origine biologica, i processi produttivi ad alta efficienza e le tecnologie per la gestione sostenibile delle risorse.
Un ulteriore ambito di interesse riguarda la rigenerazione ambientale, attraverso progetti dedicati alla bonifica dei siti contaminati, al trattamento delle acque e dei rifiuti e alla prevenzione dei rischi ambientali.
Spazio anche alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico, un settore nel quale l’impiego di sensori intelligenti, sistemi digitali e tecnologie di monitoraggio può aprire nuove prospettive per la tutela e la manutenzione dei beni storici.
Ogni progetto dovrà essere riconducibile a una sola area tematica della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, pur potendo integrare differenti traiettorie tecnologiche appartenenti alla stessa area.

Chi può accedere ai finanziamenti
La misura si rivolge principalmente alle imprese industriali, artigiane, agroindustriali con attività prevalentemente industriale e ai centri di ricerca.
Possono partecipare ai progetti congiunti, in qualità di co-proponenti, anche organismi di ricerca, imprese agricole e aziende che forniscono servizi ausiliari alle attività industriali.
Per accedere agli incentivi, le imprese devono operare in regime di contabilità ordinaria, avere almeno due bilanci approvati e rispettare i requisiti previsti dalla normativa, compresi quelli relativi alla regolarità contributiva e, ove applicabile, alla copertura assicurativa contro i rischi catastrofali.
Il 60% delle risorse complessive è riservato ai progetti presentati da piccole e medie imprese e reti di imprese, con un quarto di questa quota destinato specificamente alle micro e piccole realtà produttive.
Le grandi imprese potranno beneficiare delle agevolazioni esclusivamente partecipando a progetti congiunti nei quali sia presente almeno una PMI.
Sono previste due modalità di partecipazione: la prima consente di presentare progetti in collaborazione tra un massimo di tre soggetti, con almeno una PMI coinvolta e una partecipazione minima del 10% ai costi ammissibili per ciascun proponente.
La seconda permette alle PMI e alle piccole imprese a media capitalizzazione, con non più di 499 dipendenti, di presentare progetti individuali, a condizione che almeno il 10% dei costi ammissibili sia destinato a servizi di ricerca, consulenze specialistiche o attività di ricerca contrattuale affidate a soggetti esterni e indipendenti.

Investimenti da 1 a 5 milioni di euro
Per ottenere il sostegno economico, i progetti devono prevedere spese ammissibili comprese tra un minimo di un milione e un massimo di cinque milioni di euro.
La durata delle attività deve essere compresa tra 18 e 36 mesi, con possibilità di una proroga motivata fino a sei mesi.
Gli interventi dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e comunque entro tre mesi dal decreto di concessione delle agevolazioni.
Un aspetto rilevante riguarda la localizzazione degli investimenti: le attività di ricerca e sviluppo devono essere realizzate presso unità locali situate in una delle sette regioni ammesse, mentre la sede legale dell’impresa può trovarsi anche altrove.
Questo significa che possono partecipare anche aziende con sede fuori dal Mezzogiorno, purché sviluppino concretamente il progetto nei territori interessati dal programma.

Personale, attrezzature e consulenze: le spese ammesse
Il finanziamento copre diverse categorie di costi direttamente connessi alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Sono ammissibili le spese per ricercatori, tecnici e personale ausiliario impiegato nei progetti, così come quelle relative a strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, limitatamente alla quota di utilizzo effettivamente riconducibile alle attività finanziate.
Possono inoltre essere sostenuti i costi per consulenze specialistiche, ricerca contrattuale, acquisizione di brevetti, licenze, know-how e risultati di ricerca, oltre alle spese per materiali, prototipi e prodotti pilota secondo le condizioni previste dal decreto.
Per spese generali e materiali è previsto un calcolo forfettario pari al 20% dei costi ammissibili relativi a personale, attrezzature e servizi.
Un elemento di particolare interesse per il mondo della progettazione riguarda il possibile coinvolgimento di architetti, ingegneri e consulenti tecnici specializzati.
Pur non essendo destinatari diretti della misura in quanto liberi professionisti, questi soggetti possono essere incaricati dalle imprese beneficiarie per svolgere attività di ricerca e progettazione strettamente funzionali allo sviluppo di nuove tecnologie.
Le prestazioni devono essere documentate attraverso contratti che individuino il progetto finanziato, le attività richieste, la durata, l’impegno previsto, i risultati attesi e il compenso.
Restano escluse le normali attività professionali e la progettazione ordinaria di interventi edilizi: l’obiettivo della misura è sostenere l’innovazione tecnologica, non finanziare direttamente la costruzione o la ristrutturazione di immobili.

Contributi a fondo perduto fino al 40% per le piccole imprese
Il sistema di agevolazioni combina un finanziamento a tasso agevolato e un contributo diretto alla spesa, con percentuali differenziate in funzione della dimensione aziendale. Per le imprese, le agevolazioni prevedono un finanziamento a tasso agevolato pari al 40% delle spese ammissibili, al quale si aggiunge un contributo diretto a fondo perduto, la cui percentuale varia in base alla dimensione aziendale. In particolare, le piccole imprese possono beneficiare di un contributo pari al 40% delle spese ammissibili, le medie imprese del 35% e le grandi imprese del 30%. Il finanziamento agevolato resta invece fissato al 40% per tutte le categorie, nel rispetto dei limiti massimi di intensità di aiuto previsti dalla normativa europea.

Le percentuali sono soggette ai limiti massimi di intensità di aiuto previsti dalla normativa europea.
Il finanziamento potrà avere una durata compresa tra uno e otto anni, oltre a un eventuale periodo di preammortamento non superiore a tre anni. Il tasso applicato sarà pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data della concessione.
Per gli organismi di ricerca è previsto esclusivamente un contributo diretto, pari al 60% dei costi relativi alla ricerca industriale e al 40% di quelli riguardanti lo sviluppo sperimentale.

Domande già aperte dal 7 ottobre: come partecipare
Lo sportello per la presentazione delle istanze è operativo da ieri, mercoledì 7 ottobre 2026, attraverso la piattaforma informatica del Fondo per la crescita sostenibile.
Le domande possono essere trasmesse nei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 10.00 e le 18.00.
La procedura di compilazione guidata era già stata resa disponibile dal 24 settembre, consentendo alle imprese interessate di predisporre in anticipo la documentazione necessaria.
Non è prevista una data di chiusura prestabilita: lo sportello resterà aperto fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Una leva per la trasformazione sostenibile del settore edilizio
Per il comparto delle costruzioni, la nuova misura rappresenta un’occasione per accelerare il passaggio verso modelli produttivi più innovativi, digitalizzati e sostenibili.
L’integrazione tra ricerca industriale, materiali di nuova generazione, automazione e tecnologie energetiche può infatti contribuire a sviluppare sistemi edilizi più efficienti, processi costruttivi a minore impatto ambientale e strumenti avanzati per la gestione degli edifici.
In un territorio come il Mezzogiorno, caratterizzato da un patrimonio edilizio e culturale di grande valore e da importanti potenzialità nel campo delle energie rinnovabili, il programma può favorire nuove collaborazioni tra imprese, centri di ricerca e professionisti specializzati.
La sfida sarà trasformare le risorse disponibili in progetti capaci di generare innovazione concreta, superando la dimensione sperimentale per arrivare a soluzioni applicabili al mercato.
Con oltre mezzo miliardo di euro a disposizione e lo sportello già aperto, Scoperta imprenditoriale II si propone come uno degli strumenti di sostegno alla ricerca e sviluppo nel Sud Italia, offrendo anche alla filiera dell’edilizia l’opportunità di investire nelle tecnologie che potranno definire il futuro dell’ambiente costruito.

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