Piano Casa, via libera definitivo del Senato: approvata la legge per aumentare gli alloggi a prezzi accessibili
Il Piano Casa è legge. Con 106 voti favorevoli, 62 contrari e 2 astensioni, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del Decreto-Legge 66/2026, confermando la fiducia al Governo e dando il via libera alle misure urgenti destinate ad aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili.
Il provvedimento, già approvato dalla Camera dei Deputati il 23 giugno, punta a rafforzare le politiche abitative attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica (ERP), edilizia sociale ed edilizia integrata, con l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda di alloggi da parte delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Un Piano fondato sul recupero del patrimonio esistente
Il testo definitivo conferma l’impianto originario del Piano Casa Italia, privilegiando il recupero del patrimonio immobiliare pubblico, il riuso degli edifici inutilizzati e il rilancio dell’housing sociale attraverso il Fondo Housing Coesione. Un ruolo centrale è riservato anche ai programmi di edilizia integrata, che prevedono il coinvolgimento di investitori privati per ampliare l’offerta abitativa convenzionata.
Durante l’esame parlamentare sono state introdotte diverse modifiche che ampliano la platea dei beneficiari e precisano alcuni aspetti operativi del decreto.
Più tutele per lavoratori fuori sede, studenti e persone con disabilità
Tra le principali novità figura l’estensione dei destinatari degli interventi. Il Piano riconosce infatti in modo esplicito le esigenze abitative dei lavoratori fuori sede, sia del settore pubblico sia di quello privato, con particolare attenzione al personale della scuola, della sanità, delle Forze di polizia, dei Vigili del fuoco e delle Forze armate.
Il Parlamento ha inoltre previsto una corsia preferenziale per le persone con disabilità permanente grave e per i nuclei familiari che convivono con un familiare affetto da disabilità grave nell’accesso al Fondo di garanzia per la prima casa.
Sul fronte del diritto allo studio arriva anche un incremento di 8,5 milioni di euro per il 2026 destinato al fondo che sostiene le spese di locazione degli studenti universitari fuori sede.
Cambiano le regole per il riscatto degli alloggi ERP
Importanti modifiche riguardano anche il riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il nuovo testo conferma il diritto di opzione all’acquisto per gli assegnatari in regola con i pagamenti e privi di altre abitazioni di proprietà.
La destinazione dei proventi derivanti dalla vendita degli immobili sarà invece disciplinata da un successivo provvedimento, rinviando così una delle questioni più discusse durante l’iter parlamentare.
Edilizia integrata, più spazio ai privati
Uno dei capitoli più innovativi del provvedimento riguarda i programmi di edilizia integrata. La legge stabilisce che anche soggetti privati potranno promuovere programmi infrastrutturali, purché dimostrino adeguata solidità economica e finanziaria, esperienza nel settore e assumano l’impegno a mantenere la destinazione convenzionata degli immobili per tutta la durata del vincolo previsto.
Viene inoltre introdotta la definizione di “contesto territoriale”, individuato come l’ambito fisicamente continuo o funzionalmente unitario entro cui si sviluppano gli interventi.
Tra il 5% e il 15% della superficie utile complessiva potrà essere destinata a funzioni complementari come start-up, microimprese, coworking, commercio di prossimità, artigianato urbano e servizi di quartiere, tutti regolati da convenzioni a canone calmierato. Una misura che mira a favorire la nascita di quartieri più vivibili e integrati, nei quali l’offerta abitativa sia accompagnata da servizi di prossimità.
Difesa e patrimonio pubblico
Il testo approvato introduce inoltre disposizioni specifiche per gli alloggi di servizio dell’Arma dei Carabinieri, interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e misure per il potenziamento degli immobili del Ministero della Difesa destinati alle esigenze operative delle Forze armate e della Guardia di Finanza.
Resta fuori il fondo “Patrimonio Casa”
Tra gli elementi esclusi dalla versione definitiva della legge figura il cosiddetto “Patrimonio Casa”, il veicolo finanziario che avrebbe dovuto essere istituito presso Cassa Depositi e Prestiti per convogliare fino a 1,2 miliardi di euro delle risorse del PNRR verso l’housing sociale e l’edilizia residenziale pubblica.
L’emendamento, presentato durante l’esame alla Camera, è stato successivamente ritirato. Il progetto prevedeva un miliardo di euro destinato all’efficientamento energetico degli alloggi sociali e 200 milioni per il rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica, subordinatamente all’approvazione europea della revisione del PNRR.
Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la misura dovrebbe essere riproposta in un successivo decreto.
Le prospettive
Con l’approvazione definitiva del Parlamento, il Piano Casa entra ora nella fase attuativa. La sfida sarà trasformare le nuove disposizioni in interventi concreti e rapidi, in grado di aumentare realmente l’offerta di abitazioni accessibili in un mercato caratterizzato da prezzi elevati, scarsità di alloggi disponibili e crescente domanda da parte di giovani, famiglie, studenti e lavoratori.
Molto dipenderà dalla capacità di coordinamento tra Stato, Regioni, Comuni e operatori privati, oltre che dall’individuazione delle risorse necessarie per sostenere gli investimenti previsti nei prossimi anni.

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