Conto Termico 3.0 verso la riapertura: possibile ripartenza il 13 aprile dopo lo stop per boom di domande
Si avvicina la possibile riapertura del Conto Termico 3.0, uno degli strumenti chiave per sostenere la transizione energetica in Italia. Dopo la sospensione cautelativa delle scorse settimane, il portale gestito dal GSE potrebbe tornare operativo dal 13 aprile 2026. L’indicazione, ancora non ufficiale, è stata fornita dall’amministratore delegato Vinicio Mosè Vigilante durante un intervento pubblico a Trieste.
La riapertura segnerebbe la fine di una fase di verifica straordinaria avviata dopo un avvio ben oltre le aspettative, con richieste che hanno rapidamente superato i limiti di spesa annuali previsti.
Boom di domande e stop precauzionale
Il Conto Termico 3.0 era entrato in funzione il 2 febbraio 2026 tramite il PortalTermico, la piattaforma digitale del GSE per la gestione degli incentivi. In appena un mese, però, il sistema ha registrato numeri record: al 3 marzo le richieste avevano raggiunto circa 1,3 miliardi di euro.
Un dato che ha superato nettamente la dotazione annua fissata dal decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, pari a 900 milioni di euro:
– 500 milioni destinati ai privati (di cui 150 milioni alle imprese)
– 400 milioni per Pubbliche Amministrazioni e terzo settore
Di fronte a questa impennata, il GSE ha deciso di sospendere temporaneamente l’accesso al portale per evitare il rischio di sforamento del budget e garantire la sostenibilità finanziaria del meccanismo.
Secondo la viceministra Vannia Gava, le oltre 2.200 richieste ricevute evidenziano un forte interesse soprattutto da parte dei piccoli Comuni. In particolare, ha inciso la possibilità di ottenere finanziamenti fino al 100% per interventi su edifici pubblici come scuole e municipi, che rappresentano circa l’85% delle domande.
Piccoli Comuni protagonisti
Il boom di richieste sembra dunque legato soprattutto agli enti locali di dimensioni ridotte, che hanno colto l’opportunità di riqualificare il patrimonio edilizio pubblico senza gravare sui bilanci comunali.
Questa dinamica potrebbe aver saturato in tempi record il plafond dedicato alla Pubblica Amministrazione, lasciando invece ancora margini — almeno teorici — per i soggetti privati e le imprese. Tuttavia, in assenza di dati ufficiali aggiornati, si tratta di una valutazione ancora preliminare.
Cos’è e come funziona il Conto Termico 3.0
Il Conto Termico 3.0 rappresenta l’evoluzione del precedente sistema di incentivi del 2016 e disciplina il sostegno agli interventi di:
– efficienza energetica negli edifici
– produzione di energia termica da fonti rinnovabili
Il quadro normativo è definito dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025, entrato in vigore il 25 dicembre dello stesso anno.
Tra i soggetti beneficiari rientrano:
– Pubbliche Amministrazioni
– soggetti privati
– enti del terzo settore
– comunità energetiche rinnovabili e configurazioni di autoconsumo
Gli incentivi possono arrivare fino al 65% delle spese sostenute, ma salgono al 100% per interventi su edifici pubblici in piccoli Comuni o strutture strategiche come scuole e ospedali.
Le principali novità
Rispetto alla versione precedente, il Conto Termico 3.0 introduce alcune innovazioni rilevanti:
– equiparazione del terzo settore alla Pubblica Amministrazione
– aggiornamento dei massimali di spesa in base ai nuovi prezzi di mercato
– estensione degli incentivi per l’efficienza energetica anche agli edifici non residenziali privati
Tra gli interventi finanziabili rientrano:
– isolamento termico e sostituzione infissi
– installazione di pompe di calore e sistemi ibridi
– impianti solari termici e fotovoltaici (in combinazione con altri interventi)
– building automation e sistemi di gestione energetica
– infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici
Un iter lungo e complesso
L’attuale versione del Conto Termico è il risultato di un percorso normativo articolato. Dopo una fase di consultazione pubblica avviata nel 2024 e diversi passaggi istituzionali, il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025.
L’entrata in vigore, fissata al 25 dicembre 2025, ha preceduto di poco l’apertura del portale a febbraio 2026. Tuttavia, l’entusiasmo iniziale ha generato un effetto inatteso: un afflusso di domande tale da costringere il sistema a una pausa tecnica dopo appena un mese.
Verso la riapertura
La possibile riattivazione del portale il 13 aprile rappresenta ora un passaggio cruciale. Il GSE è impegnato a verificare la compatibilità delle richieste già presentate con i limiti di spesa e a ridefinire l’operatività del sistema.
Se confermata, la riapertura potrebbe segnare una seconda fase del Conto Termico 3.0, potenzialmente caratterizzata da maggiore selettività o da nuove modalità di gestione delle domande.
In attesa di comunicazioni ufficiali, resta alta l’attenzione di amministrazioni locali, imprese e cittadini: il Conto Termico si conferma uno degli strumenti più rilevanti — e ora anche più richiesti — per sostenere la transizione energetica del Paese.

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