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Fondo idrico, al via il bando da 1 miliardo: investimenti su reti, sicurezza e digitalizzazione

Dal 6 al 28 maggio 2026 sarà possibile presentare domanda per accedere alle sovvenzioni previste dallo SFNIISSI, il nuovo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico. Il bando, promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del PNRR, mette a disposizione una dotazione complessiva di 1 miliardo di euro per finanziare opere strategiche dedicate alla modernizzazione delle infrastrutture idriche italiane.

L’iniziativa rientra nella Missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dedicata alla “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, e punta a sostenere interventi in grado di aumentare la sicurezza delle reti, migliorare l’efficienza dell’utilizzo della risorsa idrica, rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici e ridurre le perdite attraverso tecnologie digitali avanzate.

Cos’è lo SFNIISSI
Lo SFNIISSI nasce come strumento finanziario nazionale destinato a sostenere gli investimenti nel comparto idrico e a favorire la realizzazione di infrastrutture moderne, sicure ed efficienti. L’obiettivo è colmare il divario di redditività che spesso rallenta gli investimenti nel settore, migliorando la sostenibilità economico-finanziaria dei progetti e facilitandone la bancabilità.

Lo strumento è stato istituito dall’articolo 24 del DL 19/2026, convertito nella Legge 50/2026, in attuazione della Decisione ECOFIN del 27 novembre 2025 che ha inserito nel PNRR l’Investimento 4.5 dedicato alle infrastrutture idriche.

A gestire operativamente il fondo sarà Invitalia, che curerà ricezione delle domande, valutazione dei progetti, concessione delle sovvenzioni e monitoraggio degli interventi finanziati.

Un miliardo di euro per il settore idrico
La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a 1 miliardo di euro, finanziato attraverso le risorse del programma Next Generation EU – Italia.

Una quota minima del 40% delle risorse territorialmente allocabili sarà destinata alle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per la seconda linea di intervento, dedicata ai progetti di particolare complessità o impatto strategico inseriti nell’Allegato IV del DL 77/2021, sono riservati fino a 300 milioni di euro. Le eventuali risorse residue potranno essere riallocate sulla prima linea di intervento.

Chi può partecipare
Possono accedere al bando imprese e soggetti pubblici operanti nel settore della gestione delle risorse idriche su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla dimensione aziendale.

Tra i requisiti richiesti figurano:
iscrizione al Registro delle imprese;
regolarità contributiva;
assenza di procedure concorsuali liquidatorie;
disponibilità di concessione di derivazione idrica o riconoscimento dell’utenza di prelievo;
accreditamento presso ARERA come gestori del servizio idrico integrato.

Per gli interventi previsti nell’Allegato IV del DL 77/2021 potranno partecipare anche enti pubblici non economici, purché garantiscano il rispetto dei cronoprogrammi di realizzazione. Il bando consente inoltre la partecipazione in forma aggregata, attraverso reti o partenariati tra gestori, con l’obiettivo di favorire processi di razionalizzazione e integrazione del servizio idrico.

Le due linee di intervento
Il fondo finanzia due differenti categorie di progetti.

Linea 1: interventi del PNIISSI
Riguarda gli interventi inseriti nel Piano Nazionale degli Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI), purché non già integralmente finanziati da precedenti assegnazioni ministeriali.
Per ciascuna proposta il contributo massimo concedibile non potrà superare i 100 milioni di euro.

Linea 2: opere strategiche ad alta complessità
Comprende interventi caratterizzati da elevata complessità tecnica o forte impatto strategico, inseriti nell’Allegato IV del DL 77/2021.
La dotazione disponibile per questa linea è pari a 300 milioni di euro.

Cosa finanzia il fondo
Gli investimenti ammissibili dovranno contribuire a:
migliorare l’efficienza dell’uso della risorsa idrica;
aumentare la sicurezza delle opere strutturali;
rafforzare la resilienza delle infrastrutture ai cambiamenti climatici;
ridurre le perdite di rete attraverso sistemi di digitalizzazione e monitoraggio intelligente.

Saranno invece esclusi gli investimenti legati ai combustibili fossili, la costruzione di nuove dighe e gli interventi incompatibili con la normativa europea sulle acque.

Tutti i progetti dovranno rispettare il principio DNSH (“Do No Significant Harm”) previsto dal PNRR.

Contributi a fondo perduto fino al 90%
Le agevolazioni saranno concesse esclusivamente sotto forma di contributi a fondo perduto.
Nel dettaglio:
– fino al 90% dei costi ammissibili per interventi di efficientamento, sicurezza e resilienza;
– fino all’85% per i progetti finalizzati alla riduzione delle perdite tramite digitalizzazione.
La restante quota dovrà essere coperta con risorse proprie dai beneficiari.

Spese ammissibili
Oltre ai lavori e alle forniture, il fondo coprirà anche spese tecniche quali:
progettazione;
verifica e validazione;
direzione lavori;
coordinamento della sicurezza;
collaudo tecnico-amministrativo.

Le spese dovranno essere tracciabili, documentate e coerenti con il quadro normativo del PNRR e del Codice dei contratti pubblici.

Come presentare domanda
Le domande dovranno essere inoltrate esclusivamente online attraverso la piattaforma SFNIISSI gestita da Invitalia.
La fase di accreditamento è già attiva dal 29 aprile 2026. Per accedere è necessario utilizzare SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, oltre a una PEC attiva.
Le richieste potranno essere inviate dalle ore 12 del 6 maggio 2026 fino alle ore 12 del 28 maggio 2026.
Le richieste di chiarimento potranno essere presentate entro il 19 maggio, mentre le risposte saranno pubblicate entro il 22 maggio sul portale dedicato.

Valutazione e graduatoria
Le domande saranno valutate da una Commissione attraverso una procedura comparativa con graduatoria finale.
Il punteggio massimo attribuibile sarà pari a 100 punti e terrà conto di diversi criteri, tra cui:
strategicità dell’intervento;
maturità progettuale;
sostenibilità economico-finanziaria;
coerenza con la pianificazione idrica nazionale.

La Commissione potrà richiedere integrazioni documentali, che dovranno essere trasmesse entro cinque giorni lavorativi.

Al termine della procedura saranno pubblicate le graduatorie e assegnate le sovvenzioni nei limiti delle risorse disponibili.

Un’occasione strategica per modernizzare le reti
Il nuovo bando rappresenta uno dei più consistenti interventi pubblici dedicati al settore idrico negli ultimi anni. L’obiettivo è accelerare la modernizzazione delle infrastrutture italiane, contrastare la dispersione idrica e rendere il sistema più resiliente rispetto agli effetti della crisi climatica.

Per i gestori del servizio idrico e per gli enti pubblici coinvolti, si apre dunque una finestra decisiva per intercettare risorse strategiche e avviare investimenti destinati a incidere sulla qualità e sulla sicurezza della gestione dell’acqua nel lungo periodo.

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