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Pnrr, via libera al nuovo decreto: semplificazioni e innovazioni digitali in arrivo

Carta d’identità valida 50 anni per gli over 70, tessera elettorale digitale, nuove misure antifrode sull’Isee: tutte le novità del provvedimento

Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), segnando una tappa cruciale verso la fase finale del programma che si concluderà a dicembre 2026. Il provvedimento introduce un pacchetto di semplificazioni normative e innovazioni digitali che spaziano dall’amministrazione pubblica ai servizi per i cittadini, puntando a snellire le procedure e rafforzare i controlli.

Carta d’identità “a vita” per gli over 70
Una delle novità più simboliche riguarda la carta d’identità elettronica, che dal 30 luglio 2026, per chi ha almeno 70 anni, sarà valida per 50 anni. Il documento potrà essere usato anche per l’espatrio. Gli interessati potranno comunque richiederne il rinnovo dopo dieci anni, qualora necessario per motivi legati all’autenticazione digitale.

Tessera elettorale digitale nel portafoglio IT-Wallet
Il decreto prevede anche l’introduzione graduale della tessera elettorale digitale, collegata all’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR). I dettagli tecnici verranno stabiliti con uno o più decreti del Ministero dell’Interno, e la tessera potrà confluire nel portafoglio digitale italiano (IT-Wallet). Sarà utilizzabile digitalmente o, in alternativa, in formato analogico solo presso il seggio elettorale.

Isee: semplificazioni e lotta alle frodi
Le pubbliche amministrazioni che erogano prestazioni sociali agevolate — come scuole, università e comuni — potranno acquisire direttamente dall’INPS, tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, le informazioni necessarie sull’Isee. Una misura che punta a velocizzare l’iter burocratico e prevenire dichiarazioni false.

Proroghe e monitoraggi: Pnrr operativo fino al 2029
Per garantire una gestione efficace fino al completamento del Pnrr, il governo ha deciso di prorogare al 31 dicembre 2029 le unità di missione e le strutture dirigenziali coinvolte, compreso il Nucleo Pnrr Stato-Regioni. Una misura analoga è stata adottata per la figura del Commissario straordinario responsabile dell’attuazione dei posti letto universitari.

Sistema Regis: aggiornamenti mensili obbligatori
Un’altra novità riguarda il sistema informatico ‘ReGiS’, cuore del monitoraggio Pnrr. Ogni mese, entro il giorno 10, i soggetti attuatori dovranno aggiornare il cronoprogramma procedurale e finanziario degli interventi, segnalando l’eventuale insorgenza di criticità o ritardi.

Università: assunzioni più snelle per i giovani ricercatori
In tema di diritto allo studio, il decreto prevede l’alleggerimento dei vincoli di bilancio per l’assunzione di giovani ricercatori e un accesso più semplice agli strumenti di sostegno economico per gli studenti universitari. Misure ritenute fondamentali per migliorare la qualità dell’offerta accademica e attrarre nuovi talenti.

Stop alla norma “salva-imprenditori”
Non è invece passata la cosiddetta norma “salva-imprenditori”, che avrebbe avuto l’effetto di limitare le responsabilità in caso di contenziosi per lavoro sottopagato. Già stralciata in passato, la misura è stata nuovamente espunta dal testo, pare anche in seguito a rilievi da parte del Quirinale.

Magistrati fuori ruolo: nuove restrizioni
Il decreto introduce infine paletti più rigidi per il collocamento fuori ruolo dei magistrati. Sarà possibile solo dopo sei anni di esercizio effettivo delle funzioni giudiziarie e con almeno tre anni di “rientro in ruolo” per chi ha già ricoperto incarichi esterni per più di cinque anni. Resta in vigore il limite massimo di 200 magistrati ordinari fuori ruolo.

Decreto PNRR: accelerazioni, incentivi e nuove risorse per opere pubbliche, energia e territori fragili
Il nuovo Decreto PNRR, approvato dal Consiglio dei Ministri, punta a imprimere una forte accelerazione alla messa a terra degli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rimuovendo ostacoli burocratici e introducendo strumenti finanziari e normativi per facilitare l’attuazione di opere infrastrutturali, progetti di sostenibilità energetica e interventi per la coesione territoriale. Tra le misure principali spiccano l’introduzione del silenzio-assenso automatizzato nella conferenza di servizi, un pacchetto di semplificazioni per lo student housing e la transizione energetica, e la creazione dello “Strumento finanziario nazionale” da 1 miliardo di euro per la sicurezza del settore idrico. Vengono inoltre destinati 90 milioni di euro alle aree interne per interventi su strade e infrastrutture esposte a rischio sismico, mentre si prevede la possibilità per RFI di espropriare aree utili alla gestione delle terre da scavo nei cantieri ferroviari. Le misure includono infine la rimodulazione dei programmi su agrivoltaico e comunità energetiche, ora sotto la regia operativa del GSE, con incentivi legati a stringenti tempi di esecuzione.

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