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Facility Parco Agrisolare: il nuovo bando MASAF 2025 accelera la transizione energetica in agricoltura

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha ufficializzato con il Decreto Ministeriale n. 681806 del 17 dicembre 2025 una nuova iniziativa strategica nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): la misura M2C1 – Investimento 4, denominata “Facility Parco Agrisolare”.

Con una dotazione finanziaria di 789 milioni di euro, il bando punta a sostenere l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici produttivi in ambito agricolo, zootecnico e agroindustriale, promuovendo l’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili, l’efficienza energetica e il raggiungimento degli obiettivi climatici europei, senza impattare sul consumo di nuovo suolo.

Obiettivi e risorse del programma
La misura si inserisce in continuità con la precedente edizione del “Parco Agrisolare”, ma introduce importanti novità in materia di criteri di selezione, qualità progettuale e riequilibrio territoriale. L’obiettivo principale è la modernizzazione del patrimonio edilizio delle imprese agricole attraverso:
– l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici esistenti;
– interventi di efficientamento energetico;
– riduzione dei costi energetici;
– contributo agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNRR.

Almeno il 40% delle risorse sarà destinato alle regioni del Mezzogiorno, mentre oltre 470 milioni andranno alle imprese della produzione agricola primaria. Il restante verrà suddiviso tra aziende della trasformazione agroalimentare e altri soggetti previsti dal decreto.

Chi può partecipare
Il bando si rivolge a un ampio spettro di beneficiari:
– imprenditori agricoli, singoli o societari;
– imprese agroindustriali;
– cooperative agricole e consorzi;
– soggetti aggregati come ATI, RTI, reti d’impresa e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) di natura agricola.

Progetti ammissibili: dal fotovoltaico all’efficienza energetica
Gli interventi devono rispettare i criteri del D.M. 19 aprile 2023 n. 211444. In particolare, per le aziende agricole è richiesto che l’energia prodotta sia destinata all’autoconsumo, fatta eccezione per le deroghe previste. L’autoproduzione non deve superare il fabbisogno energetico medio annuo dell’azienda.

Oltre all’installazione dei pannelli, il programma finanzia interventi complementari come:
– rimozione e smaltimento di amianto o eternit;
– isolamento termico dei tetti;
– sistemi di aerazione;
– accumulo energetico;
– colonnine di ricarica per la mobilità sostenibile;
– acquisto di attrezzature, software e licenze;
– spese tecniche e di consulenza.

Il costo massimo ammissibile per i pannelli è di 1.500 euro/kWp.

Contributi a fondo perduto: intensità e condizioni
Il contributo viene concesso a fondo perduto, con percentuali diverse in base al settore e alla potenza dell’impianto:
– fino all’80% per impianti tra 6 e 200 kWp nella trasformazione di prodotti agricoli;
– 65% per impianti fino a 500 kWp;
– 50% per impianti fino a 1.000 kWp.

Per altri soggetti, come chi trasforma prodotti agricoli in non agricoli, l’aliquota base è del 30%, incrementabile in base alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione in zone assistite.

Criteri di priorità e vincoli ambientali
Priorità sarà data a:
– progetti che non hanno già beneficiato del Parco Agrisolare M2C1-2.2;
– soggetti aderenti alla Rete Agricola di Qualità.

Tutti i progetti devono rispettare i principi del DNSH (Do No Significant Harm), evitando qualsiasi coinvolgimento con fonti fossili o attività ad alta emissione.

Tempistiche e gestione
Le domande potranno essere presentate secondo modalità che verranno definite da prossimi Avvisi pubblici. La gestione sarà affidata al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che curerà l’istruttoria, il monitoraggio e la verifica dei requisiti.
I progetti dovranno essere completati entro 18 mesi dalla concessione del contributo.

Un’opportunità concreta per il settore agricolo
La nuova edizione del Parco Agrisolare rappresenta un tassello fondamentale per la transizione ecologica del comparto primario italiano. L’iniziativa punta a coniugare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e competitività, offrendo alle imprese agricole un’occasione concreta per modernizzare le proprie strutture e contribuire agli obiettivi climatici dell’Unione Europea.

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