Geotermia, il MASE accelera: nuove semplificazioni per impianti in edifici e imprese
Un passo deciso verso la transizione energetica e la semplificazione normativa. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica introduce nuove regole per gli impianti geotermici a bassa entalpia, con l’obiettivo di favorirne la diffusione in ambito civile e industriale, riducendo al contempo gli oneri burocratici.
Il nuovo decreto aggiorna il quadro normativo esistente, intervenendo in particolare sulle procedure autorizzative e sulle specifiche tecniche per le sonde geotermiche a circuito chiuso, una tecnologia sempre più centrale nel processo di decarbonizzazione dei consumi energetici.
Un quadro normativo più semplice e uniforme
Il provvedimento nasce dall’esigenza di superare la frammentazione normativa tra le diverse regioni italiane, offrendo regole più chiare e uniformi su tutto il territorio nazionale.
“Con questo decreto rendiamo più semplice e veloce l’installazione degli impianti geotermici”, ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “Riduciamo gli oneri amministrativi e favoriamo una tecnologia pulita, efficiente e ancora sottoutilizzata”.
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia che punta alla neutralità tecnologica e al rafforzamento della sicurezza energetica del Paese.
Attività libera e PAS: cosa cambia
Uno degli elementi chiave del decreto è la ridefinizione delle soglie per l’installazione degli impianti, distinguendo in modo più netto tra attività libera e Procedura Abilitativa Semplificata (PAS).
– Attività libera:
impianti con sonde orizzontali fino a 2 metri o verticali fino a 80 metri, con potenza inferiore a 50 kW.
– PAS (Procedura Abilitativa Semplificata):
impianti con sonde orizzontali fino a 3 metri o verticali fino a 250 metri, con potenza inferiore a 500 kW.
L’innalzamento delle soglie amplia il numero di interventi realizzabili con iter semplificati, rappresentando un incentivo concreto per progettisti e imprese.
Dove si applicano le semplificazioni
Le nuove regole riguardano in particolare gli impianti a servizio di edifici esistenti, purché non comportino modifiche strutturali, cambi di destinazione d’uso o aumenti volumetrici.
Per le nuove costruzioni, invece, gli impianti devono essere integrati nel titolo edilizio complessivo.
Un chiarimento rilevante riguarda l’esclusione degli impianti a circuito chiuso dalla disciplina mineraria: vengono infatti definiti come piccole utilizzazioni locali, semplificando ulteriormente il loro inquadramento giuridico.
Le nuove prescrizioni tecniche
Accanto alla semplificazione amministrativa, il decreto introduce anche indicazioni tecniche più precise per garantire sicurezza e sostenibilità:
– distanza minima di 4 metri dai confini per le sonde verticali
– obbligo di test di risposta termica (TRT) o indagini geologiche per impianti tra 50 e 500 kW
– utilizzo di materiali e fluidi a basso impatto ambientale
– divieto di inibitori della corrosione
Le operazioni di perforazione dovranno essere supervisionate da professionisti qualificati, mentre l’installazione sarà affidata a operatori specializzati.
Registri regionali e digitalizzazione
Il decreto introduce anche nuovi strumenti di monitoraggio e controllo:
– obbligo per Regioni e Province autonome di istituire registri telematici entro 180 giorni
– utilizzo della piattaforma SUER per la trasmissione dei dati
– controlli a campione e sistemi cartografici georeferenziati
Le tempistiche sono stringenti:
– 5 giorni per comunicare l’entrata in esercizio (attività libera)
– 30 giorni prima e dopo i lavori per gli impianti in PAS
Circuito aperto: normativa rinviata
Il provvedimento si concentra esclusivamente sugli impianti a circuito chiuso. La regolamentazione delle soluzioni a circuito aperto sarà oggetto di un decreto successivo, vista la maggiore complessità tecnica e ambientale, soprattutto per quanto riguarda la tutela delle falde acquifere.
Un tassello nella transizione energetica
Con l’entrata in vigore prevista il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto sostituirà quello del 30 settembre 2022.
Si tratta di un intervento che mira a sbloccare il potenziale della geotermia a bassa entalpia in Italia, una risorsa ancora poco sfruttata ma strategica per ridurre le emissioni e i consumi energetici degli edifici.
In un contesto di crescente attenzione alla sostenibilità e alla sicurezza energetica, la semplificazione normativa rappresenta un passaggio cruciale per trasformare la geotermia in una soluzione diffusa e accessibile.

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