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Via ai cantieri ma stop alle truffe

Il Consiglio dei Ministri, lo scorso venerdì, ha deciso che, per quanto riguarda i Crediti Bonus edilizi, i professionisti avranno a disposizione massimo tre cessioni. Le cessioni successive alla prima saranno riservate soltanto a favore di banche, intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario o imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia. Se da un lato, però, il Governo è stato più clemente nelle possibilità di cessione crediti, dall'altro ha rigidamente determinato quali saranno le sanzioni a cui i professionisti e i tecnici abilitati andranno incontro in caso di tentata truffa.


Infatti, per coloro che dichiarano informazioni false o per chi attesta falsamente la congruità delle spese, oppure per chi omette informazioni tecniche riguardanti l'esecuzione dei progetti, sono previste sanzioni importanti come la reclusione da 2 a 5 anni o multe da 50.000 a 100.000 euro. La pena potrebbe aumentare ulteriormente se il fatto è commesso al fine di conseguire un profitto per sé o per altri. Infine, se i crediti sono assoggettati a sequestro penale, dopo il dissequestro possono essere utilizzati con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione, aumentati di un periodo pari alla durata del sequestro, fermo restando il rispetto del limite annuale per l'utilizzo previsto dalle specifiche disposizioni di legge. Decisione chiara e severa quella presa dal Governo per superare il limite di un solo passaggio alle cessioni dei crediti, deciso con il Decreto sostegni-ter. Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ha motivato la decisone del Governo con queste parole: Sul superbonus pene più severe per chi truffa su cessioni del credito e asseverazioni, ma torna la possibilità di cedere il credito fino a tre volte: fermiamo le truffe, non i cantieri. La scrittura della norma originaria permetteva le cessioni multiple dei crediti senza un controllo che permettesse di individuare subito le operazioni sospette con la preoccupante conseguenza di nuove e continue frodi da parte dei richiedenti dei crediti. Per questa ragione il Governo è intervenuto aumentando le possibilità di richiesta dei crediti ma migliorando il sistema di controllo e il sistema punitivo.

Il meccanismo di controllo che verrà attuato per monitorare le cessioni dei crediti prevede che i crediti derivanti da sconto in fattura o cessione del credito non potranno formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell'opzione all'Agenzia delle Entrate. Per questo motivo i crediti saranno accompagnati da un codice identificativo univoco, da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni. Le modalità attuative della cessione e tracciabilità del credito d'imposta saranno definite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate.

Si è scelta una strada intermedia per riavviare il settore dell'edilizia e per dare il via alla circolazione dei crediti garantendo un sistema basato sulla legalità attraverso la responsabilità penale per i professionisti che falsificano le asseverazioni. Anche se il meccanismo di controllo adottato comporterà un allungamento dei tempi di lavoro da parte dell'Amministrazione finanziaria in questo modo ci saranno più certezze e meno frodi fiscali nelle cronache nazionali.

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