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Immobili riqualificati con bonus edilizi: quasi uno su due deve aggiornare la rendita catastale

I controlli fiscali sugli immobili che hanno usufruito dei bonus edilizi nel 2025 hanno evidenziato una situazione di rilievo: quasi la metà delle unità immobiliari verificate necessita di un aggiornamento della rendita catastale. Questo dato, riportato nel Documento di finanza pubblica approvato dal Consiglio dei ministri il 22 aprile, conferma l’importanza della campagna di compliance avviata dall’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di completare entro il 2028 la regolarizzazione delle variazioni catastali legate agli interventi agevolati.

Quando è obbligatorio aggiornare la rendita catastale?
L’aggiornamento della rendita catastale diventa obbligatorio quando i lavori effettuati con i bonus edilizi modificano caratteristiche dell’immobile che ne influenzano la redditività. Interventi come l’efficienza energetica, il miglioramento strutturale, il recupero edilizio, l’installazione di impianti fotovoltaici o colonnine di ricarica possono modificare la consistenza, la categoria, la destinazione, il livello di finitura o le dotazioni dell’immobile. In questi casi, è necessario procedere con la variazione catastale per adeguare la rendita alla nuova situazione.

La campagna di controlli e le comunicazioni ai contribuenti
La campagna di compliance è iniziata nel 2023, quando il Governo ha sottolineato che i controlli sul Superbonus devono includere anche la verifica delle variazioni catastali conseguenti agli interventi edilizi. Con la Legge di Bilancio 2024, è stato previsto un controllo mirato per accertare la presentazione delle dichiarazioni di variazione.

Nel 2025, l’Agenzia delle Entrate ha inviato circa 15.300 comunicazioni ai proprietari di immobili che avevano usufruito dei bonus edilizi, invitandoli a verificare se gli interventi realizzati avessero determinato la necessità di aggiornare la rendita o il classamento catastale. Le comunicazioni sono state suddivise in due tranche: ad aprile per circa 3.300 unità immobiliari delle categorie F (immobili in corso di costruzione o senza rendita catastale), e a ottobre per altre 12.000 unità appartenenti alle altre categorie.

I numeri della verifica nel 2025
Dalle verifiche effettuate su circa 3.500 immobili, è emerso che 1.550 unità necessitano ancora la regolarizzazione catastale, pari al 44,3% del totale controllato. Altri 1.050 immobili risultano già regolarizzati, mentre per 900 unità è stata accertata l’assenza dell’obbligo dichiarativo.

L’effetto compliance: aumento delle dichiarazioni spontanee
La campagna di controlli ha stimolato un aumento significativo delle dichiarazioni spontanee di variazione catastale, con circa 70.000 dichiarazioni presentate nel 2025, pari a un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Questo dato dimostra l’efficacia delle comunicazioni inviate dall’Agenzia delle Entrate nel favorire la regolarizzazione spontanea da parte dei contribuenti.

Il ruolo del Sistema Integrato del Territorio (SIT)
Fondamentale nel processo di verifica è il Sistema Integrato del Territorio (SIT), la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che integra e georeferenzia le informazioni catastali con quelle di pubblicità immobiliare. Il SIT permette di incrociare i dati tecnici con le informazioni sugli interventi agevolati, facilitando l’individuazione degli immobili che richiedono l’aggiornamento catastale.

Obiettivi futuri
L’obiettivo finale è completare l’aggiornamento dei valori catastali per tutti gli immobili interessati da interventi di efficienza energetica o miglioramento strutturale finanziati, in tutto o in parte, con fondi pubblici entro la fine del 2028. Questa regolarizzazione è fondamentale per garantire una corretta tassazione e una trasparenza fiscale coerente con gli interventi realizzati.

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