Prezzario nazionale dei lavori pubblici: come funzionerà e cosa cambierà nel 2026
A partire da giugno 2026, il panorama degli appalti pubblici in Italia sarà rivoluzionato dall’introduzione del Prezzario nazionale dei lavori pubblici, uno strumento normativo e tecnico destinato a diventare punto di riferimento per la definizione dei costi di prodotti, attrezzature e lavorazioni nei contratti pubblici.
Una nuova cornice per i prezzi delle opere pubbliche
Previsto dalla Legge di Bilancio 2026, il Prezzario nazionale sarà adottato tramite decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, e su parere della Conferenza Unificata, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, quindi entro giugno 2026.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il nuovo prezzario non sostituirà i prezzari regionali o speciali, ma ne guiderà l’elaborazione, offrendo un riferimento tecnico omogeneo a livello nazionale per prevenire disomogeneità e incongruenze.
Obiettivi e funzioni del Prezzario nazionale
Il nuovo strumento ha tre finalità principali:
– Monitorare i costi delle opere pubbliche sull’intero territorio italiano;
– Favorire equilibrio contrattuale e sostenibilità economica nel medio-lungo periodo;
– Coordinare la definizione dei prezzari regionali e di quelli speciali previsti dal Codice dei Contratti (art. 41, c. 13 del D.Lgs. 36/2023).
Sarà aggiornato annualmente, in coerenza con l’Allegato I.14 del Codice dei contratti, per riflettere le variazioni di mercato, evitando ritardi nei listini.
Soglie territoriali e obbligo di motivazione
Il prezzario nazionale indicherà anche le soglie di variazione territoriali dei prezzi, modulabili in base al contesto locale, alla natura dell’appalto e alle condizioni esecutive. Regioni, Province autonome e stazioni appaltanti che intendano discostarsene dovranno motivare esplicitamente tali differenze al momento dell’adozione dei propri listini.
Nasce l’Osservatorio nazionale dei prezzari
Per garantire efficacia e controllo sul sistema dei prezzi, presso il MIT viene istituito l’Osservatorio per il monitoraggio dei prezzari delle opere pubbliche. Le sue funzioni includono:
– raccolta e analisi dei dati su prezzi e lavorazioni;
– promozione di metodologie uniformi per la costruzione dei listini;
– verifica, anche a campione, dell’applicazione dei prezzi nei contratti sopra i 100 milioni di euro.
L’Osservatorio potrà anche fornire pareri di congruità economica non vincolanti sui PFTE (Progetti di Fattibilità Tecnica ed Economica), utili per la selezione delle opere da finanziare con fondi statali o UE.
La struttura sarà composta da massimo 10 esperti, con una spesa autorizzata di 600.000 euro annui per compensi e convenzioni con università e istituti.
Prezzi aggiornati e tutela del lavoro
Il prezzario nazionale servirà anche come parametro per il controllo dell’anomalia delle offerte. In particolare, il costo del lavoro – tutelato dall’art. 41, comma 14 del Codice – dovrà sempre essere separato dal ribasso d’asta e indicato chiaramente.
Ogni prezzo sarà scomposto in:
– Costi diretti: materiali, trasporti, manodopera;
– Spese generali (13-17%);
– Utile d’impresa (10%).
L’uso di tariffe non aggiornate espone le PA a contenziosi e ricorsi per incongruità economica. Per evitarli, è consigliabile l’impiego di software di computo metrico online, sempre aggiornati.
Nuovo meccanismo di revisione prezzi
Una delle innovazioni più rilevanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 è il meccanismo di aggiornamento automatico dei prezzi per appalti basati su offerte presentate entro il 30 giugno 2023. Per questi contratti, il SAL (Stato Avanzamento Lavori) sarà aggiornato usando i prezzari regionali o speciali, anche in deroga alle clausole contrattuali.
I rimborsi previsti sono:
– 90% per offerte presentate entro il 31 dicembre 2021;
– 80% per offerte presentate tra il 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2023.
Obblighi finanziari e clausola di invarianza
Le stazioni appaltanti dovranno effettuare una ricognizione dettagliata degli interventi finanziati e assicurare la copertura degli eventuali maggiori oneri derivanti dalla revisione prezzi. In caso di esaurimento fondi, scatta l’obbligo di reintegro attraverso economie di progetto o rimodulazioni della programmazione.
Tutto ciò dovrà avvenire senza nuovi oneri per la finanza pubblica, come previsto dalla clausola di invarianza finanziaria (comma 494).
Con l’introduzione del Prezzario nazionale dei lavori pubblici, il legislatore mira a garantire trasparenza, omogeneità e sostenibilità economica nella gestione delle opere pubbliche italiane. Si tratta di una riforma strutturale che intende porre fine a pratiche disomogenee e rischiose, rafforzando il presidio tecnico ed economico a tutela della spesa pubblica e dell’equità contrattuale.

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