Milleproroghe: nuova proroga per l’adeguamento antincendio nei luoghi della cultura, scadenza fissata al 2026
Estesa la platea dei soggetti coinvolti: obbligatorio il Piano di Limitazione dei Danni per la tutela del patrimonio culturale nelle emergenze
Con il decreto Milleproroghe (D.L. n. 200 del 31 dicembre 2025), slittano ancora i termini per la messa a norma antincendio nei luoghi della cultura. La nuova scadenza è fissata al 31 dicembre 2026, prorogando un iter già segnato da numerosi rinvii. Il differimento interessa non solo i musei e gli immobili ministeriali, ma si estende ora anche a biblioteche, archivi, aree archeologiche e complessi monumentali gestiti da Regioni, Province e Comuni, purché sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali.
Adeguamento esteso agli enti locali
La proroga amplia in modo sostanziale il perimetro degli obblighi. Oltre agli edifici utilizzati dai Ministeri, la misura include gli istituti culturali degli enti territoriali, come musei civici e archivi storici comunali, che rientrano nel regime di tutela previsto dal D.Lgs. 42/2004. Questi soggetti avranno tempo fino alla fine del 2026 per completare non solo gli interventi materiali, ma anche l’intero iter tecnico-amministrativo legato alla prevenzione incendi, dal progetto alle certificazioni finali.
Il Piano di Limitazione dei Danni (PLD) diventa obbligatorio
Tra le novità più rilevanti introdotte dal Milleproroghe vi è l’esplicito inserimento del Piano di Limitazione dei Danni (PLD) tra gli adempimenti necessari per ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI). Il PLD non si limita a integrare i piani di emergenza per l’evacuazione delle persone, ma mira a proteggere il patrimonio culturale – sia mobile che immobile – durante eventi critici come incendi, alluvioni o terremoti. Si tratta di uno strumento operativo che definisce le priorità d’intervento e le procedure da seguire per minimizzare i danni, agendo in coordinamento con i piani di sicurezza esistenti.
Un percorso lungo e segnato da ritardi
Il nuovo rinvio segue una serie di proroghe iniziate con la scadenza originaria del 31 dicembre 2022, poi posticipata prima al 2023 e successivamente al 2024. Già nel 2019, il Ministero della Cultura aveva avviato un programma straordinario per la sicurezza dei luoghi della cultura, con 109 milioni di euro destinati a 314 siti. Tuttavia, l’attuazione degli interventi ha subito rallentamenti, rendendo necessaria un’ulteriore finestra temporale.
2026: più tempo, ma anche più responsabilità
Se da un lato la nuova scadenza offre un margine operativo più ampio per le amministrazioni coinvolte, dall’altro rende più stringenti le responsabilità: entro il 31 dicembre 2026 dovranno essere completati tutti gli interventi previsti, compresa l’adozione del PLD. Il rinvio, quindi, non è solo una concessione di tempo, ma anche un momento di chiarificazione degli obblighi, con l’obiettivo di rafforzare la protezione dei beni culturali italiani in uno scenario di rischio sempre più complesso.

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