Appalti pubblici, dal 1° luglio scattano i controlli digitali di ANAC sui tempi delle gare: oltre 160 giorni obbligatorio il piano di riorganizzazione
Il nuovo sistema monitora l’efficienza delle stazioni appaltanti attraverso i dati della BDNCP. Previsti monitoraggi semestrali, premi per chi conclude le procedure entro 115 giorni e sanzioni per chi non rispetta gli obblighi.
Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il nuovo sistema digitale predisposto da ANAC per monitorare i tempi di conclusione delle procedure di affidamento degli appalti pubblici. L’obiettivo è misurare in modo uniforme l’efficienza decisionale delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza qualificate, introducendo un indicatore destinato a incidere direttamente sul sistema di qualificazione delle amministrazioni.
La novità discende dalle modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 209/2024, il cosiddetto Correttivo al Codice dei contratti pubblici, che ha inserito un nuovo parametro di valutazione basato sul tempo medio che intercorre tra la scadenza del termine per la presentazione delle offerte e la stipula del contratto.
Come funziona il monitoraggio
Il sistema informatico sviluppato da ANAC calcolerà automaticamente il tempo medio di conclusione delle gare utilizzando i dati presenti nella Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP). Saranno considerate esclusivamente le procedure aperte pubblicate dal 1° gennaio 2025, mentre restano esclusi gli accordi quadro e le convenzioni.
Per la prima applicazione saranno analizzate le procedure pubblicate tra il 1° gennaio 2025 e il 30 giugno 2026. I risultati saranno disponibili dal 1° luglio 2026 all’interno della piattaforma dedicata al sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti.
Successivamente il monitoraggio avrà cadenza semestrale: una prima rilevazione al 30 giugno di ogni anno, consultabile dal 1° luglio, e una seconda al 31 dicembre, disponibile dal 1° gennaio dell’anno successivo.
La soglia dei 160 giorni
L’elemento più rilevante del nuovo sistema riguarda la soglia di 160 giorni.
Se il tempo medio necessario per concludere le procedure supera questo limite, la stazione appaltante o la centrale di committenza sarà obbligata a trasmettere ad ANAC un piano di riorganizzazione.
Il documento dovrà individuare le cause dei ritardi, indicare le misure organizzative previste per migliorare le performance e fissare gli obiettivi temporali per riportare il tempo medio al di sotto della soglia prevista. Tra gli interventi richiesti figurano il rafforzamento delle competenze del personale, la riorganizzazione degli uffici e un maggiore ricorso agli strumenti digitali.
Nel piano dovrà inoltre essere indicata la data entro la quale l’amministrazione prevede di rientrare nei parametri stabiliti. Il sistema registrerà automaticamente la trasmissione del documento, garantendone la completa tracciabilità.
Per la prima rilevazione il termine per l’invio del piano è fissato al 31 agosto 2026, ossia entro due mesi dalla data di riferimento del monitoraggio.
Qualora il superamento della soglia riguardi sia il settore dei lavori sia quello dei servizi e delle forniture, dovranno essere predisposti due distinti piani di riorganizzazione.
Incentivi per le amministrazioni più efficienti
Oltre alla soglia dei 160 giorni, il sistema introduce anche un parametro premiale.
Le amministrazioni che riusciranno a mantenere il tempo medio delle procedure entro 115 giorni potranno ottenere il punteggio aggiuntivo previsto dal sistema di qualificazione. L’attribuzione del beneficio avverrà automaticamente sulla base dei dati rilevati dalla piattaforma ANAC.
In questo modo il legislatore punta non solo a individuare le situazioni di inefficienza, ma anche a valorizzare le amministrazioni più virtuose attraverso un sistema di valutazione oggettivo e completamente digitalizzato.
Sistema integrato con la BDNCP
La nuova piattaforma sarà alimentata direttamente dai dati della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, eliminando la necessità di inserimenti manuali.
Le amministrazioni potranno consultare il valore dell’efficienza decisionale, verificare le informazioni utilizzate per il calcolo e scaricare un file Excel contenente il dettaglio delle procedure considerate, con l’elenco dei CIG, le date di pubblicazione, la tipologia di gara e le modalità di affidamento.
ANAC ha inoltre pubblicato un modello Excel per la predisposizione del piano di riorganizzazione e un documento operativo con le istruzioni per l’utilizzo del nuovo sistema, le modalità di caricamento della documentazione e il calendario degli adempimenti.
Possibili conseguenze in caso di inadempimento
L’Autorità sottolinea che la digitalizzazione del monitoraggio punta a garantire uniformità di valutazione, maggiore trasparenza e riduzione degli oneri amministrativi.
La mancata trasmissione del piano di riorganizzazione o l’omessa adozione delle misure previste costituiscono, inoltre, gravi violazioni ai sensi dell’articolo 63, comma 11, del Codice dei contratti pubblici.
Con questo nuovo meccanismo ANAC rafforza il controllo sulle performance delle stazioni appaltanti, trasformando i tempi di conclusione delle gare in un indicatore misurabile e verificabile. L’obiettivo è favorire procedure più rapide, migliorare la capacità amministrativa e accelerare l’attuazione degli investimenti pubblici attraverso un sistema di monitoraggio continuo basato sui dati.

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