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Analisi Abitare Co. sui dati pubblicati dall’Osservatorio Mercato Immobiliare (OMI) – Agenzia delle Entrate sulle otto città metropolitane

Continua il trend positivo del mercato immobiliare residenziale in Italia:
nel I trimestre 2026 crescono sia le compravendite (+4,4%) sia le locazioni (+0,3%).
Prezzi in crescita per l’acquisto (+4,3%) e per l’affitto (+2,3%).

• Compravendite: crescita in tutte le città metropolitane, eccetto Firenze (-2,9%). Tra le altre città, gli aumenti maggiori si registrano a Torino + 9,2%, Genova +8,7% e Milano +7,1%. Positive anche Palermo +6,6%, Napoli +5,3%, Roma +5,1% e Bologna +3,4%.
• Prezzi acquisto: Torino prima tra le città metropolitane con una crescita +7,1%. Seguono Genova (+4,8%), Bologna (+4,2%), Firenze (+3,3%), Napoli e Palermo (+3,2%), Roma (+2,1%) e Milano (+1%).
Milano (5.750 €/mq) e Firenze (4.750 €/mq) sono le città metropolitane con i prezzi medi più elevati.
• Prezzi Locazioni: Genova è la città con la crescita maggiore dei prezzi (+6,4%). Seguono Palermo (+4,6%), Roma (+2,7%), Torino (+2,3%) e Napoli (+0,6). Segno negativo per Bologna (-2,4%), Firenze (-1,9%) e Milano (-1,5%). La città meneghina si conferma la più cara, con un canone medio annuo al mq di 266 euro (circa 1.550 euro al mese per un appartamento di 70mq).

Anche nel primo trimestre del 2026, la casa rimane al centro dei desideri degli italiani. Secondo l’analisi di Abitare Co. – società di intermediazione e servizi immobiliari specializzata in nuove costruzioni – basata sui dati dell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate e su dati interni, nei primi tre mesi del 2026 le compravendite residenziali sono aumentate del +4,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (179.654 transazioni), con Torino in testa per crescita tra le città metropolitane (+9,2%). Nello stesso periodo, sono aumentate leggermente anche le locazioni di abitazioni (+0,3%, con 262.248 contratti). Positivo anche il dato delle compravendite di nuove abitazioni: il dato nazionale del primo trimestre 2026 segna un aumento del 14,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sul fronte dei prezzi medi, in Italia si registra un incremento del +4,3% per le compravendite (2.200 €/mq), con Torino (+7,1%), e del +2,3% per le locazioni (175 € al mq/anno), con Genova (+6,4%).

Città metropolitane: il confronto
Compravendite, Torino prima per crescita, segno negativo per Firenze; Milano e Firenze le più care.
I valori delle compravendite crescono in quasi tutte le principali città metropolitane, eccetto Firenze che ha segnato -2,9% con 1.035 transazioni. Tra le altre città, gli aumenti maggiori si registrano a Torino (9,2% e 3.913 transazioni), Genova (+8,7% e 2.344 transazioni) e Milano (+7,1% e 5.896 transazioni). Positive anche Palermo (+6,6% e 1.748 transazioni), Napoli (+5,3% e 2.087 transazioni), Roma (+5,1% e 8.961 transazioni) e Bologna (+3,4% e 1.403 transazioni).

Per acquistare una casa, i prezzi volano a Torino
Se le compravendite tornano a crescere, anche i prezzi di acquisto raccontano un mercato in evoluzione. Secondo i dati elaborati da Abitare Co., nel primo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 4,3% a livello nazionale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A guidare la classifica è Torino, con una crescita del 7,1% e un valore medio di 2.250 euro al mq. Seguono Genova (+4,8%, 2.200 €/mq) e Bologna (+4,2%, 3.750 €/mq), Firenze (+3,3%, 4.750 €/mq), Napoli (+3,2%, 3.200 €/mq), Palermo (+3,2%, 1.600 €/mq) e Roma (+2,1%, 3.880 €/mq). Milano (+1%), pur registrando l’aumento più contenuto tra le principali città italiane, si conferma il mercato con i prezzi medi più elevati (5.750 €/mq)

Locazioni, segno positivo per Roma e Milano
Per quanto riguarda invece gli affitti, i dati disponibili si riferiscono esclusivamente a Roma e Milano. In questo segmento, Roma registra una crescita del 7,4% (14.096 abitazioni locate), confermando un andamento positivo anche sul fronte degli affitti, mentre Milano segna un incremento dell’1% (15.225 abitazioni locate). I dati evidenziano una domanda ancora dinamica nei due principali mercati urbani italiani, in un contesto in cui la locazione continua a essere sostenuta da esigenze abitative diversificate e dalla mobilità lavorativa.

Prezzi degli affitti: Genova guida la crescita. Milano e Firenze le città metropolitane più care.
Anche il mercato delle locazioni conferma una fase di forte dinamismo. Nel primo trimestre 2026 i canoni di affitto risultano a livello nazionale in aumento del 2,3%, ma non in tutte le città metropolitane. A guidare la crescita è Genova con +6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono Palermo (+4,6%), Roma (+2,7%), Torino (+2,3%) e Napoli (+0,6). Registrano segno negativo invece Bologna (-2,4%), Firenze (-1,9%) e Milano (-1,5%). Sul fronte dei prezzi, però, la città meneghina si conferma la più cara, con un canone medio annuo al mq è di 266 euro, che corrisponde a circa 1.550 euro al mese per un appartamento di 70mq. Sul podio, insieme a Milano, anche Firenze (250 € al mq/anno) e Roma (222 € al mq/anno). Seguono Bologna (200 € al mq/anno), Napoli (180 € al mq/anno), Torino (152 € al mq/anno), Genova (127 € al mq/anno). Chiude Palermo con 116 € al mq/anno.

“Il mercato residenziale italiano sta dimostrando una resilienza strutturale significativa nonostante le incertezze globali. A sostenerlo è un equilibrio ancora fortemente sbilanciato tra domanda e offerta: da un lato una domanda abitativa solida – sostenuta dal ritorno dei mutui, dalla fiducia delle famiglie e dall’interesse degli investitori anche internazionali – dall’altro una scarsità cronica di prodotto, aggravata dalla limitata nuova costruzione e dalla riduzione dello stock disponibile – ha dichiarato Giuseppe Crupi, CEO di Abitare Co In questo contesto, anche una crescita economica modesta ma stabile, insieme al progressivo miglioramento delle condizioni finanziarie, contribuisce a mantenere dinamico il mercato. Il risultato è un settore non in fase di espansione euforica, ma caratterizzato da fondamentali robusti che ne supportano la tenuta nel medio periodo.”

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