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Edilizia scolastica, 103 milioni per gli interventi urgenti: domande entro il 23 ottobre

Con il DM 173/2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito mette a disposizione oltre 103 milioni di euro per la sicurezza e la riqualificazione degli edifici scolastici pubblici. Contributi fino a un milione di euro per progetto. Gli enti locali hanno tempo fino alle 23.59 del 23 ottobre 2026 per presentare le candidature.

Nuove risorse per la messa in sicurezza delle scuole italiane. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, attraverso il decreto ministeriale n. 173 del 2026, ha previsto un finanziamento di 103,43 milioni di euro destinato agli interventi urgenti e indifferibili sugli edifici scolastici pubblici. Le risorse provengono dalla quota dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale, riferita alle annualità 2023 e 2024.
La misura, che interessa il periodo 2026-2029, punta a migliorare le condizioni di sicurezza, agibilità e funzionalità delle strutture scolastiche, intervenendo sulle situazioni di maggiore criticità e contribuendo a ridurre i divari territoriali.
A fronte di una disponibilità complessiva di 114,49 milioni di euro, l’Avviso pubblico destina agli interventi 103,43 milioni, suddivisi in tre quote di pari importo per le aree geografiche del Nord, del Centro-Isole e del Sud. Una ripartizione che intende garantire una distribuzione territoriale delle risorse, con graduatorie distinte per ciascuna macroarea.

Chi può accedere ai finanziamenti
Il bando si rivolge agli enti locali proprietari degli immobili scolastici pubblici o competenti per la loro gestione. Comuni, Province e Città metropolitane, in possesso dei requisiti previsti, possono quindi candidare interventi finalizzati a risolvere criticità strutturali e situazioni che compromettono la sicurezza degli edifici.
Ogni ente può presentare una sola candidatura, riferita a un unico edificio scolastico e a una sola tipologia di intervento. Nel caso in cui l’immobile appartenga a un altro soggetto pubblico, sarà necessario acquisire preventivamente il nulla osta del proprietario.
Il contributo massimo concedibile è fissato in un milione di euro per ciascun intervento. È ammessa anche la partecipazione finanziaria dell’ente beneficiario, purché il cofinanziamento con risorse proprie sia inferiore al 50% dell’importo complessivo del quadro economico.
Resta invece esclusa la possibilità di ottenere ulteriori finanziamenti pubblici per la medesima finalità, al fine di evitare sovrapposizioni nell’utilizzo delle risorse.

Dagli interventi antisismici alla rimozione dell’amianto: le opere ammesse
Il programma finanzia lavori caratterizzati da urgenza e indifferibilità, con particolare attenzione alla prevenzione dei rischi e al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Tra gli interventi ammissibili rientrano quelli necessari a fronteggiare i danni provocati da terremoti e calamità naturali, le opere di miglioramento e adeguamento antisismico, la messa in sicurezza di solai e controsoffitti e gli interventi indispensabili per ripristinare l’agibilità degli immobili.
Sono inoltre finanziabili le operazioni di rimozione dell’amianto, una problematica che continua a richiedere interventi specifici in parte del patrimonio edilizio pubblico.
L’obiettivo è consentire agli enti locali di affrontare situazioni che possono compromettere il regolare svolgimento delle attività didattiche, intervenendo prioritariamente sulle condizioni di rischio.

Progetti già definiti e documentazione obbligatoria
L’accesso ai contributi è subordinato al rispetto di precisi requisiti tecnici e amministrativi.
In particolare, al momento della candidatura l’ente deve disporre del Documento di indirizzo alla progettazione (DIP) già approvato. Qualora siano stati predisposti livelli progettuali successivi, anche questi devono risultare formalmente approvati.
Un ulteriore requisito riguarda l’iscrizione dell’immobile nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. L’edificio oggetto dell’intervento deve essere registrato con stato «attivo» oppure «non agibile».
Per quanto riguarda i costi, sono ammissibili le spese previste nel quadro economico del progetto finanziato, nei limiti stabiliti dall’Avviso.
Non possono invece essere finanziate le spese per l’acquisto di arredi fissi o mobili, i traslochi, le pulizie, i trasferimenti, l’affitto di locali o immobili e l’acquisto o il noleggio di strutture temporanee.
Si tratta di limitazioni che concentrano il sostegno economico sulle opere edilizie e sulle attività direttamente collegate alla realizzazione degli interventi ammessi.

Domande entro il 23 ottobre: procedura esclusivamente online
La scadenza per partecipare è fissata alle ore 23.59 del 23 ottobre 2026.
Le candidature devono essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma informatica dedicata, raggiungibile all’indirizzo ottopermille.indire.it.
La procedura prevede la compilazione della domanda online, la generazione del riepilogo in formato PDF e la successiva sottoscrizione digitale del documento, in formato P7M, da parte del legale rappresentante dell’ente. Il file firmato dovrà quindi essere caricato nuovamente sulla piattaforma per completare la trasmissione.
Per il criterio relativo al numero degli studenti è richiesta anche un’apposita dichiarazione sottoscritta digitalmente dal dirigente scolastico.
Particolare attenzione dovrà essere riservata alla correttezza e alla completezza della documentazione. L’Avviso non prevede il soccorso istruttorio, escludendo quindi la possibilità di sanare successivamente omissioni, errori o carenze documentali.
Non saranno inoltre accettate candidature presentate con modalità differenti da quelle previste, né integrazioni trasmesse oltre il termine stabilito.

Come saranno erogati i contributi
Le domande saranno valutate attraverso graduatorie distinte per le tre macroaree geografiche, fino all’esaurimento delle rispettive disponibilità finanziarie.
Per gli enti ammessi, l’erogazione delle somme avverrà progressivamente, in relazione all’avanzamento degli interventi.
Il meccanismo prevede una prima quota del 25%, erogabile come anticipazione su richiesta oppure al raggiungimento del 20% dei lavori. Un ulteriore 40% sarà riconosciuto al raggiungimento del 60% dell’avanzamento, mentre il successivo 25% verrà corrisposto al 90%.
Il saldo finale del 10% sarà liquidato soltanto dopo il collaudo o il rilascio del certificato di regolare esecuzione e l’approvazione della contabilità finale.
La suddivisione in più tranche collega dunque il trasferimento delle risorse all’effettiva realizzazione delle opere e alla verifica degli adempimenti previsti.

Tempi di realizzazione: 36 mesi per concludere i lavori
L’ammissione al finanziamento comporta ulteriori obblighi per gli enti beneficiari.
Le amministrazioni dovranno acquisire tutte le autorizzazioni necessarie, assicurare la verifica e la validazione dei progetti e procedere all’affidamento delle prestazioni soltanto dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive, secondo le disposizioni dell’Avviso.
Sono inoltre previsti termini precisi per la conclusione degli interventi: 36 mesi per completare i lavori e 42 mesi per ultimare la rendicontazione.
Il rispetto delle scadenze e degli obblighi amministrativi rappresenta quindi un elemento centrale nella gestione del contributo, dalla fase di candidatura fino alla chiusura dell’intervento.

Un’opportunità per migliorare la sicurezza delle scuole
Il nuovo stanziamento rappresenta un canale di finanziamento per gli enti locali chiamati a gestire edifici scolastici che necessitano di interventi non rinviabili.
La disponibilità di contributi fino a un milione di euro può consentire di affrontare criticità strutturali, problemi di agibilità e situazioni di rischio che richiedono risposte tempestive.
L’effettiva capacità di utilizzare le risorse dipenderà tuttavia anche dal livello di preparazione progettuale delle amministrazioni, dalla completezza delle candidature e dal rispetto delle procedure.
Con la scadenza del 23 ottobre ormai vicina, gli enti interessati sono chiamati a verificare rapidamente il possesso dei requisiti e a completare gli adempimenti necessari.
La sfida sarà trasformare le risorse disponibili in cantieri e interventi concretamente realizzati, contribuendo a garantire ambienti scolastici più sicuri e adeguati alle esigenze di studenti, docenti e personale.

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