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Rinnovabili, entra in vigore il FER X definitivo: 23 miliardi per 37,15 GW di nuova capacità

Il nuovo regime incentiva fotovoltaico, eolico, idroelettrico e impianti alimentati dai gas residuati dai processi di depurazione. Per gli impianti sopra 1 MW previsti meccanismi competitivi e contratti per differenza a 20 anni. Dal 25 agosto 2026 è possibile chiedere al GSE la qualifica preliminare.

Entra nella fase operativa il FER X definitivo, il nuovo regime italiano di sostegno alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il decreto, pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) ed entrato in vigore il 7 agosto 2026, mette in campo un quadro di aiuti dal valore stimato di 23 miliardi di euro e punta a favorire l’installazione di un massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile.

Il provvedimento interessa le tecnologie considerate ormai prossime alla competitività di mercato: solare fotovoltaico, eolico, idroelettrico e impianti per il trattamento dei gas residuati dai processi di depurazione. L’obiettivo è accelerare gli investimenti garantendo agli operatori maggiore prevedibilità dei ricavi e, contemporaneamente, limitando il costo degli incentivi per il sistema quando i prezzi dell’elettricità risultano elevati.

Il decreto firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin arriva dopo il controllo della Corte dei conti e il via libera della Commissione europea al regime di aiuti di Stato. Bruxelles ha infatti giudicato la misura compatibile con il mercato interno e coerente con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione della dipendenza dalle importazioni energetiche.

37,15 GW di nuova potenza
La dimensione del programma è significativa. Il FER X definitivo prevede l’assegnazione di un contingente massimo di 37,15 GW, una quantità equivalente a circa il 48% dell’attuale capacità rinnovabile installata in Italia.

Di questi, 10 GW sono destinati agli impianti con potenza fino a 1 MW, mentre 27,15 GW riguardano gli impianti di dimensioni superiori, per i quali l’accesso al sostegno passa attraverso procedure competitive gestite dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Per le gare, i contingenti indicativi sono ripartiti tra 16,5 GW di eolico, 10 GW di fotovoltaico, 630 MW di idroelettrico e 20 MW destinati agli impianti alimentati dai gas residuati dai processi di depurazione.

La dotazione complessiva di 23 miliardi non rappresenta tuttavia necessariamente la spesa che verrà effettivamente sostenuta. La cifra è calcolata sulla base di determinate previsioni sull’andamento dei prezzi dell’elettricità: se i prezzi di mercato saranno superiori alle stime, il sostegno netto potrà risultare sensibilmente più basso.

Come funzionano gli incentivi
Uno degli elementi centrali del FER X definitivo è il ricorso ai contratti per differenza bidirezionali (CfD), destinati a rimanere in vigore per 20 anni.

Il principio è quello di stabilizzare i ricavi degli impianti attorno a un prezzo di esercizio. Quando il prezzo dell’energia sul mercato è inferiore a quello riconosciuto dal meccanismo, viene corrisposta al produttore la differenza. Quando invece il prezzo di mercato supera il valore di esercizio, il meccanismo si inverte e sarà il produttore a restituire la differenza.

Il sistema svolge quindi una duplice funzione: da un lato riduce il rischio legato alle oscillazioni del mercato e rende più prevedibili i flussi di cassa dei nuovi progetti; dall’altro evita che gli incentivi si trasformino in extra-profitti qualora i prezzi dell’elettricità raggiungano livelli particolarmente elevati.

Per gli impianti di maggiori dimensioni, gli aiuti vengono assegnati attraverso procedure competitive trasparenti e non discriminatorie, nelle quali gli operatori presentano un’offerta relativa al prezzo necessario per realizzare il progetto.

Per solare ed eolico sopra 1 MW sono inoltre previsti criteri di preselezione collegati alla normativa europea sull’industria a zero emissioni nette. Si tratta di un aspetto rilevante perché inserisce il sostegno alla produzione rinnovabile in una politica industriale più ampia, nella quale assumono peso anche la resilienza delle catene di approvvigionamento e gli obiettivi del Net-Zero Industry Act.

Per gli impianti fino a 1 MW, invece, l’accesso al regime può avvenire direttamente, senza partecipare alle procedure competitive, con un prezzo di esercizio determinato secondo il quadro previsto dal decreto.

Un tassello per gli obiettivi italiani al 2030
Nella valutazione che ha accompagnato il via libera al regime, la Commissione europea ha sottolineato il contributo atteso della misura al percorso italiano di decarbonizzazione.

Il FER X dovrebbe sostenere l’aumento della produzione elettrica rinnovabile, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi nazionali al 2030 e, più in generale, alle strategie europee del Clean Industrial Deal e del REPowerEU.

La vicepresidente esecutiva della Commissione europea per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha evidenziato come il regime italiano permetta di sostenere diverse tecnologie, dall’eolico onshore al fotovoltaico fino all’idroelettrico, contribuendo nello stesso tempo a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

La misura assume dunque un ruolo che va oltre l’incentivazione di singoli impianti. La crescita delle rinnovabili è infatti legata anche alla sicurezza energetica nazionale e alla capacità del sistema elettrico italiano di ridurre progressivamente l’esposizione alle oscillazioni internazionali dei prezzi delle fonti fossili.

Il GSE pubblica le regole operative
Con il decreto direttoriale del 7 agosto 2026, il MASE ha approvato anche le Regole Operative del FER X definitivo, predisposte per disciplinare concretamente l’accesso al meccanismo.

Le regole definiscono in particolare modalità e tempistiche per la presentazione delle richieste e per il riconoscimento della qualifica preliminare, passaggio fondamentale per gli operatori interessati alle procedure competitive.

Il nuovo regime garantisce così continuità rispetto al FER X transitorio, ma introduce una struttura destinata a operare su una scala sensibilmente maggiore.

Per gli impianti con potenza superiore a 1 MW, infatti, la partecipazione alle gare sarà subordinata al conseguimento della qualifica preliminare e alla successiva presentazione della manifestazione di interesse.

Dal 25 agosto le domande per la qualifica preliminare
Il calendario entra nel vivo proprio dal 25 agosto 2026. Da questa data gli operatori possono presentare al GSE la richiesta di qualifica preliminare attraverso il Portale FER-X Definitivo.

La prima scadenza importante è fissata al 30 settembre 2026: le richieste presentate entro questa data potranno essere istruite in tempo utile per consentire agli operatori, in caso di esito positivo, di partecipare alla prima procedura competitiva.

Il GSE ha precisato che il rispetto dei tempi è garantito salvo eventuali sospensioni del procedimento dovute, ad esempio, alla necessità di integrazioni documentali, a preavvisi di rigetto o ad altre circostanze non imputabili al Gestore.

L’avvio delle qualifiche preliminari rappresenta dunque il passaggio dalla costruzione normativa alla concreta selezione dei progetti. Ulteriori dettagli relativi alle procedure competitive saranno definiti attraverso i successivi aggiornamenti delle Regole Operative.

La sfida ora è trasformare i gigawatt in cantieri
Con il FER X definitivo l’Italia dispone di uno dei principali strumenti destinati ad accompagnare la crescita delle rinnovabili nei prossimi anni. I 37,15 GW potenzialmente incentivabili delineano una scala d’intervento considerevole, ma il risultato effettivo dipenderà dalla capacità di trasformare rapidamente contingenti e procedure in nuovi impianti connessi alla rete.

Il meccanismo dei contratti per differenza prova a intervenire su uno degli ostacoli economici principali: l’incertezza dei ricavi di lungo periodo. Rimangono però determinanti altre variabili, dalla velocità delle autorizzazioni alla disponibilità delle connessioni, fino allo sviluppo delle reti e dei sistemi di accumulo necessari per gestire quote sempre maggiori di produzione intermittente.

Per questo il vero banco di prova del FER X non sarà soltanto il successo delle prime gare, ma la distanza temporale tra l’assegnazione degli incentivi e l’entrata in esercizio degli impianti.

Con l’apertura, il 25 agosto, delle richieste di qualifica preliminare, quella verifica comincia ora.

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