Venerdì, 10 Luglio 2020 16:43

Accessori per una migliore costruzione

Leipfinger

Più libertà: Leipfinger-Bader amplia la gamma di accessori per i professionisti delle costruzioni

Soluzioni in mattoni e sistemi da un'unica fonte: al fine di evitare metodi di costruzione misti, semplificare i processi di lavoro e ottenere rapidi progressi di costruzione, le opere in laterizio Leipfinger-Bader (Vatersdorf) offrono una gamma completa di accessori.

Fino ad ora, questo andava dagli strumenti per la lavorazione della muratura - come miscelatori, slitte o cuscinetti di malta - ai mattoni di livellamento o agli elementi del bordo del soffitto come prodotti supplementari. Ora le murature stanno ampliando la loro gamma con tre ulteriori innovazioni pratiche: casseforme innovative per l'isolamento delle colonne, cassonetti per avvolgibili e sistemi di ventilazione offriranno ai professionisti dell'edilizia una libertà ancora maggiore in termini di design ed esecuzione tecnica. In combinazione con mattoni Unipor altamente termoisolanti, viene creata una muratura di qualità omogenea.
Da ora in poi, i nuovi accessori completeranno la vasta gamma di mattoni in muratura per la costruzione di edifici in mattoni della Bassa Baviera, Leipfinger-Bader. Non solo facilitano il lavoro di muratura in cantiere: durante la fase di utilizzo dell'edificio, i residenti beneficiano anche dei numerosi vantaggi fisici dei nuovi sistemi di accessori, come l'alto isolamento acustico e termico.

Efficiente e unico
Se l'uso dei pilastri è necessario da un punto di vista strutturale, i progettisti sono ben informati con la nuova "cassaforma per isolamento a colonna LB". Accelerano notevolmente la costruzione della casa, poiché i complessi lavori di taglio e incollaggio non sono più necessari a causa dell'isolamento integrato. Inoltre, la cassaforma isolante per colonna è realizzata in mattoni e può essere riempita a pavimento con cemento, quindi non è necessaria una cassaforma aggiuntiva. Ciò consente di risparmiare tempo per i processori e di trarre vantaggio da semplici passaggi di lavoro meno inclini agli errori rispetto al processo originale. “Con il suo materiale unico e schiumato, la cassaforma isolante per colonna garantisce un'elevata stabilità con un peso ridotto. Indipendentemente dal tempo, rimane dimensionalmente stabile e asciutto ", spiega Thomas Bader, amministratore delegato di Leipfinger-Bader. "Il prodotto è anche riciclabile, il che è confermato dal certificato di sicurezza per lo smaltimento."

Cassonetto per avvolgibile con ventilazione integrata
Nel frattempo, il nuovo sistema di serrande avvolgibili di Leipfinger-Bader stabilisce standard elevati in termini di isolamento acustico e termico. Un altro grande vantaggio: raggiunge facilmente la classe di resistenza RC2 raccomandata dalla polizia. L'Institute for Window Technology (ift Rosenheim) lo certifica in un corrispondente certificato di collaudo secondo la norma EN 1627: 2011-05. Se lo si desidera, è possibile installare persiane, persiane e schermi tessili con zanzariere. In combinazione con il nuovo sistema di ventilazione "Novarius RK" LB, i cassonetti per tapparelle assicurano un clima ambiente sano e ben temperato. Questo prodotto accessorio è inoltre caratterizzato da una particolarità: è "invisibile" dall'esterno, poiché è stato progettato per l'installazione diretta in cassonetti per avvolgibili. Inoltre, il sistema di ventilazione ha un punteggio grazie alla sua semplice installazione e funzionamento. Tutte le impostazioni possono essere effettuate con un solo interruttore: dalla semplice accensione e spegnimento, alla selezione di cinque diversi livelli di potenza e umidità, fino alla determinazione della temperatura. La massima capacità di ventilazione corrisponde a un massimo di 50 metri cubi di aria all'ora con un livello sonoro di soli 3,1 decibel. Ciò rende "Novarius RK" un'unità di ventilazione particolarmente silenziosa che, con un consumo energetico di 1,9 watt, richiede solo circa la metà dell'energia rispetto ad altri sistemi con valori di prestazione comparabili.

"Come azienda familiare con molti anni di esperienza nel settore delle costruzioni, le esigenze del mercato sono importanti per noi. Di conseguenza, sviluppiamo costantemente la nostra gamma di mattoni. Con le nuove soluzioni accessorie, ora possiamo offrire ai nostri clienti la soluzione giusta per il loro progetto da un'unica fonte", spiega Thomas Bader. Inoltre, l'ampliamento della gamma di case di efficienza KfW rende ancora più semplice l'implementazione, fino allo standard di efficienza energetica KfW 40plus.

Pianificatori e professionisti della muratura possono trovare maggiori informazioni sulle nuove soluzioni accessorie di Leipfinger-Bader sul sito Web della muratura.

 

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Decreto semplificazioni

Con il Decreto Semplificazioni vengono apportate delle modifiche al Testo Unico Edilizia, al fine di semplificare e accelerare le procedure edilizie, riducendo anche gli oneri a carico di imprese e di cittadini, assicurando in questo modo il recupero e la qualificazione del patrimonio edilizio esistente e promuovendo lo sviluppo di processi di rigenerazione urbana.

Nell'ambito delle demolizioni e ricostruzioni di edifici il nuovo articolo 2-bis, comma 1-ter afferma che:

"In ogni caso di intervento che preveda la demolizione e ricostruzione di edifici, anche qualora le dimensioni del lotto di pertinenza non consentano la modifica dell’area di sedime ai fini del rispetto delle distanze minime tra gli edifici e dai confini, la ricostruzione è comunque consentita nell’osservanza delle distanze legittimamente preesistenti. Gli incentivi volumetrici eventualmente riconosciuti per l’intervento possono essere realizzati con ampliamenti fuori sagoma e con il superamento dell’altezza massima dell’edificio demolito, sempre nel rispetto delle distanze legittimamente preesistenti."

Questo significa che mentre ad oggi in caso di ricostruzione post demolizione si può agire in due modi, rispettare le distanze preesistenti, tuttavia conservando l'aria di sedime, il volume e l'altezza della costruzione originaria, oppure “spostare” l'edificio, aumentare volume o altezza, rispettando le prescrizioni sulle distanze vigenti al momento della nuova costruzione; con il nuovo decreto si ottiene una maggiore libertà di modificare nella ricostruzione volumi e dimensioni della sagoma mantenendo le prescrizioni preesistenti.
Di conseguenza, sull'articolo 3, comma 1 lettera d, il DL modifica la definizione di interventi di ristrutturazione edilizia, includendovi “gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico. L’intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana.”

Un'altra modifica interessante è la possibilità di modificare i prospetti degli edifici in maniera più semplice e rapida, classificando tali interventi come opere di manutenzione straordinaria. Questo nel caso in cui tali modifiche risultino indispensabili a garantire l'agibilità o l'accessibilità delle unità immobiliari. Differentemente le modifiche in facciata non legate ad agibilità o accessibilità si qualificano come ristrutturazione edilizia.

Il DL Semplificazioni inoltre, prevede la possibilità di chiedere la proroga della validità dei titoli edilizi, prima che siano decorsi i termini per l’inizio (un anno dal rilascio del titolo) o per la fine dei lavori (tre anni dal rilascio del titolo). Questo significa che il privato può chiedere una proroga dei titoli edilizi attraverso una semplice comunicazione allo sportello unico comunale prima della scadenza dei termini.
Ad oggi tutte le modifiche apportate al Testo Unico Edilizia dal Decreto Semplificazioni sono in corso di revisione presso il Ministero delle Infrastrutture.

 

A cura di Ing. Alessia Salomone - Edilsocialnetwork

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Sismabonus

Il sismabonus è la detrazione fiscale IRPEF valida fino al 31 dicembre 2021. Ovvero è un'agevolazione che consente ai contribuenti di ottenere detrazioni fiscali al 110% delle spese sostenute per qualsiasi intervento strutturale. Tuttavia, non vi è nessuna premialità legata al miglioramento della classe sismica.

L'Associazione Ingegneria Sismica Italiana (ISI), a tal proposito ha evidenziato le sue perplessità circa numerosi aspetti legati al decreto di legge sul tema.

Per quanto riguarda la premialità legata al miglioramento sismico, scomparendo questa scompare la base del calcolo dell’esposizione economica dello Stato dopo un evento sismico, rendendo antieconomico intervenire in maniera efficace e performante. Inoltre l’eliminazione della classificazione costituisce un grave passo indietro nella sensibilizzazione e crescita della consapevolezza da parte della società nei confronti del rischio sismico.
Per quanto riguarda la scadenza del 31 dicembre 2021, l'ISI la definisce come un grosso impedimento, in quanto esclude dall'agevolazione i lavori sui condomini. Questo perchè non vi saranno le dovute tempistiche per avviare nei condomini l’iter decisionale, progettuale, autorizzativo e per effettuare i lavori spendendo di fatto gli importi che si vuole portare in detrazione.
Tale decreto inoltre, aggiunge una ulteriore asseverazione in capo al professionista. Questi, oltre a dover sottoscrivere una congruità nel rispetto delle norme vigenti ai sensi del DPR380/2001 e una sulla classificazione ai sensi dell’allegato B del DM58/2017, dovrà anche aggiungere una sulla congruità di spesa che si sceglie di portare in detrazione.
Infine, l'Associazione si pone l'importante quesito su ciò che accadrà dal 1°gennaio 2022, dal momento che anche il Sismabonus originario andrebbe a decadere, andando ad ipotizzare tre scenari:
• Tutto ritorna al bonus ristrutturazione (o a nessun bonus): ciò renderebbe di fatto inutile questa finestra temporale di poco più di un anno in cui solo pochissimi interventi potranno venire realizzati.
• Viene prorogato il SismaBonus nella sua versione “standard” (70-85%): scenario auspicabile in quanto il mercato stava cominciando a superare lo scoglio iniziale e il volano aveva cominciato a mettersi in moto. In questa prospettiva i pochi mesi del 110% risulterebbero “solo” una confusione intermedia.
• Viene prorogato il SuperBonus al 110%: così si annullerebbe di fatto la premialità e la possibilità da parte dello Stato di decidere in quale maniera contribuire economicamente dopo un evento sismico.

L'associazione conclude queste sue considerazioni osservando come questa potenziale opportunità per un balzo in avanti si sia invece trasformata in un passo indietro.

 

A cura di Ing. Alessia Salomone, Edilsocialnetwork

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Lavori ediliziaTale sentenza nasce da un avvenuto infortunio mortale durante i lavori di manutenzione di un condominio di Perugia nel 2018. I congiunti del defunto chiesero la condanna al direttore dei lavori e il risarcimento dei danni subito dagli attori in conseguenza al decesso. In tale occasione il giudice di primo grado e la Corte d'Appello di Perugia rigettarono la domanda in quanto non si poteva ritenere il direttore dei lavori responsabile del decesso in quanto questi non aveva mai assunto alcun impegno di controllo delle attività di cantiere e di responsabile della sicurezza dei lavori.

La Cassazione ha dunque confermato le conclusioni raggiunte dal Tribunale territoriale e dalla Corte d'Appello, dichiarando il direttore dei lavori assolto da ogni responsabilità risarcitoria nei confronti dei congiunti del lavoratore deceduto. Il direttore dei lavori ha difatti l'obbligo di vigilare affinché i lavori siano eseguiti in maniera conforme al progetto, al capitola e alla normativa vigente. Questi può essere ritenuto responsabile degli infortuni e dei difetti d'opera derivanti da vizi professionali solo se regolarmente incaricato dal committente, oppure nel caso in cui con il suo operato eserciti ingerenza nello svolgimento dei lavori eseguiti dalla ditta appaltatrice.

 

a cura di Ing. Alessia Salomone

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SAIE

SAIE 2020: BolognaFiere 14 -17 OTTOBRE 2020
La Fiera delle Costruzioni. Progettazione, edilizia, impianti
 
SAIE 2020 è confermata: ecco le linee guida per la sicurezza.
 
SAIE – La Fiera delle Costruzioni. Progettazione, edilizia, impianti - (BolognaFiere 14 – 17 ottobre 2020) è confermata ed è pronta per la ripartenza.
 
Le fiere e i congressi potranno ripartire dal 15 luglio 2020, come definito dall’ultimo DPCM dell’11/6 u.s. e successivamente alle linee guida stabilite dalla Conferenza delle Regioni.
 
Per tutelare la nostra community di espositori e visitatori, SAIE ha predisposto insieme a BolognaFiere una serie di linee guida che consentono di partecipare in sicurezza alla fiera e garantire un corretto svolgimento della manifestazione.
 
Il protocollo di sicurezza SAIE SAFE FAIR è disponibile qui.
 
SAIE sarà il primo appuntamento fieristico autunnale per l’intera filiera delle costruzioni: una concreta occasione per contribuire alla ripresa e ripartire di slancio con le attività di business e networking che sono l’aspetto distintivo della manifestazione

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CodiceLa Corte di Cassazione ha ribadito l'autonomia strutturale tra contratto di appalto e contratto di subappalto e chiarito che le parti del contratto di subappalto possono stabilire condizioni, modalità e clausole diverse da quelle del contratto principale.

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi in merito all'autonomia strutturale tra contratto di appalto e contratto di subappalto.

Nel caso di specie, con riferimento ad un contratto di subappalto che era stato stipulato dall'appaltatore di un'opera pubblica, l'Ord. C. Cass. civ. 17/03/2020, n. 7401 ha ribadito che:
- esso costituisce un contratto strutturalmente distinto da quello principale e
- in quanto concluso tra soggetti entrambi privati, rimane sottoposto alla normativa del codice civile ed al contenuto negoziale che le parti hanno inteso conferirgli;
- ad esso non sono applicabili, se non attraverso eventuali richiami pattizi, le disposizioni d'impronta marcatamente pubblicistica tipiche dell'appalto di opere pubbliche.

Infatti, nel contratto di subappalto non si trasfondono automaticamente i patti e le condizioni dell'appalto, trattandosi di contratti che conservano la rispettiva autonomia, con la conseguenza che le parti del primo possono ben regolare il rapporto in modo difforme dal secondo, stabilendo condizioni, modalità e clausole diverse da quelle che nel contratto principale trovano applicazione in attuazione della normativa in tema di appalti pubblici.

Si ricorda che, in tema di appalti pubblici, il subappalto è disciplinato dall'art. 105, del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50

 

Fonte: Bollettino Online di Legislazione Tecnica
www.legislazionetecnica.it

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RudereIl TAR individua gli elementi idonei a provare la consistenza iniziale del manufatto crollato o demolito, includendovi le risultanze catastali e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Nel caso di specie si trattava di un intervento di demo-ricostruzione di un magazzino diroccato in base all’art. 2, della L.R. Liguria 03/11/2009, n. 49, comma 1, lett. b) sul piano casa che consente, a determinate condizioni, interventi di demolizione e ricostruzione di fabbricati anche in deroga ai piani urbanistici comunali. Il TAR Liguria 11/06/2020, n. 364 ha interpretato tale disposizione ritenendola sostanzialmente analoga a quella dell’art. 3, D.P.R. 380/2001, comma 1, lett. d), nel testo modificato dall’art. 30 del D.L. 69/2013, conv. dalla L. 98/2013, che ricomprende fra gli interventi di ristrutturazione anche quelli “volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza”.

Al riguardo è stato chiarito che, mentre in precedenza la riedificazione di un rudere era qualificata come nuova costruzione, la novella legislativa del 2013 ha allargato il concetto di ristrutturazione all’ipotesi di edificio che non esiste più, ma di cui si rinvengono resti sul territorio e di cui si può ricostruire la consistenza originaria attraverso una dettagliata indagine tecnica. Tale indagine deve basarsi su dati certi ed obiettivi che:
- consentano di delineare, con un sufficiente grado di sicurezza, gli elementi essenziali dell’edificio diruto;
- forniscano una chiara testimonianza del manufatto sul territorio e permettano di individuarne in maniera attendibile la pregressa effettiva consistenza (volumetria, altezza, struttura complessiva, etc.).

A tal fine sono stati considerati idonei a provare le dimensioni e le caratteristiche dell'edificio da ripristinare i seguenti documenti:
- la visura catastale;
- la mappa catastale;
- i rilievi fotografici del rudere nei quali siano visibili alcuni elementi dell’originario fabbricato (nel caso di specie, seppur rovinate a terra, erano visibili tre delle quattro colonne in cemento armato e le tegole del tetto);
- le fotografie storiche che, anche se a lunga distanza, consentano comunque di tratteggiarne la sagoma;
- le aerofotogrammetrie nelle quali risulti riconoscibile il tetto e le sue caratteristiche;
- la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà dei precedenti proprietari attestante le dimensioni del fabbricato precedente.

In proposito il TAR ha ritenuto irrilevanti le deduzioni della difesa civica secondo cui le risultanze catastali e la dichiarazione sostitutiva sarebbero totalmente sfornite di qualsivoglia valore probatorio. Infatti, se è vero che l’accatastamento fa stato solo ai fini fiscali, tuttavia, dati, planimetrie e mappe catastali possono comunque costituire un elemento di prova in ordine alla situazione degli immobili, specialmente se, come nella specie, si inseriscano in modo coerente nel materiale probatorio acquisito agli atti. Parimenti, in materia di dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, la giurisprudenza ha chiarito che le stesse, seppur non sufficienti, da sole, a costituire piena prova, possono comunque assumere valore indiziario, contribuendo a formare un quadro complessivo di elementi concordanti.

 

Fonte: Bollettino Online di Legislazione Tecnica
www.legislazionetecnica.it

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Casa smart

Otto milioni di italiani in case con problemi strutturali o di umidità, uno su dieci in abitazioni con inquinamento acustico. Con il Covid-19 arriva la rivoluzione del concetto di casa: gli spazi cambiano e c’è più attenzione alla salubrità degli ambienti interni per tutelare la salute. Nascono una nuova cultura del costruire e una nuova filosofia dell’abitare, protagoniste di SAIE, la fiera delle costruzioni

La pandemia del Covid-19 ha portato al ripensamento di numerosi aspetti della vita quotidiana. Tra questi anche il modo di concepire la casa - spesso trasformata in vero e proprio luogo di lavoro -, i suoi spazi e le sue caratteristiche strutturali. Progettazione e costruzione degli spazi domestici devono rispondere a esigenze diverse, basate su nuovi stili di vita ma anche sulla tutela della salute e sul comfort abitativo, non sempre garantiti nelle abitazioni attuali. Basti pensare che, secondo la fotografia di SAIE - la fiera delle costruzioni organizzata da Senaf che si terrà a BolognaFiere dal 14 al 17 ottobre 2020 - su base dati Istat , nel 2018 quasi otto milioni di cittadini (13,2% della popolazione) vivevano in una casa con problemi strutturali o di umidità, con Calabria (22,4%), Sardegna (21,9%) e Lazio (20%) in testa. Più sicure, invece, le abitazioni in Valle d’Aosta (6,7%), Molise (8,3%) e Lombardia (9,6%).

La ripartenza della filiera edile passa quindi inevitabilmente dalla nuova filosofia dell’abitare, che riguarda sia gli interni che gli esterni, e da un nuovo modo di progettare e costruire, basato sull’integrazione edificio-impianto. Gli spazi come balconi, terrazze e porticati, sia di pertinenza diretta che condominiali, diventano fondamentali per recuperare spazio da adibire a nuove funzioni. Per quanto riguarda gli affacci esterni è interessante notare che nel 2018 erano ancora 2.750.000 le famiglie (10,7%) che non ne avevano nemmeno uno. Per quanto riguarda gli spazi interni, le esigenze abitative emergenti, legate anche alle recenti esperienze sanitarie, potranno portare a case con una diversa separazione degli ambienti, con più bagni e con una sorta di ingresso/filtro dove potersi cambiare non appena entrati. Ma oltre a ciò, diventa fondamentale anche salvaguardare la salubrità degli ambienti domestici: ovvero progettare e costruire pensando al benessere fisico e psicologico di chi li abita e prestando attenzione alla pulizia dell’aria, alla qualità dell’acqua, alla qualità degli impianti di riscaldamento e condizionamento fino all’isolamento termico ed acustico. Proprio l’inquinamento acustico rappresenta un problema per tanti italiani: secondo i dati Istat, nel 2018 il 10,9% dei cittadini viveva in abitazioni con rumore dai vicini o dalla strada. Complicazione che si fa ancora più evidente in Campania (14,8%), Piemonte (13,9%) e Lazio (13,8%), mentre è meno diffusa in Molise (solo il 3,2%), nella Provincia Autonoma di Trento (3,6%) e in Valle d’Aosta (3,6%). Problemi strutturali, di umidità e di inquinamento acustico possono rendere gli ambienti indoor pericolosi e insalubri, specialmente in un momento storico in cui la casa è diventata anche un ambiente di lavoro. Lo smart working, già implementato da tante aziende negli anni passati, vedrà infatti un sicuro aumento nei prossimi anni: con l’emergenza sanitaria in corso lo hanno sperimentato 8 milioni di italiani, contro i circa 570mila del 2019 .

Secondo il Direttore Tecnico di SAIE, l’Architetto Michele Ottomanelli, Docente al Politecnico di Milano, “Il ripensamento dello spazio domestico si fonda su quattro aspetti: flessibilità, sostenibilità, salubrità e tecnologia. Flessibilità vuol dire implementare soluzioni tipologiche abitative più coerenti con le mutate esigenze funzionali, anche dal punto di vista del design degli interni, per permettere attraverso l’uso di soluzioni di arredo mobili (ad esempio pareti manovrabili ed elementi multifunzionali), la creazione di zone di privacy per chi lavora o studia.
Dopo gli ultimi decenni in cui open space e ambienti unici erano diventati irrinunciabili, le persone avvertono la necessità di separare, anche solo temporaneamente, spazi comuni e privati.

Sostenibilità vuol dire continuare nel percorso di riduzione degli sprechi energetici attraverso una sempre maggiore attenzione alla qualità del sistema edificio/impianto, a quella dell’involucro, dei serramenti e dei sistemi tecnologici.
Insieme alla riqualificazione delle filiere di produzione dei prodotti da costruzione che dovranno sempre di più guardare agli aspetti sistemici ambientali. Garantire salubrità, benessere e comfort riducendo gli sprechi energetici è infatti una delle sfide dell’edilizia del presente e del futuro di cui si parlerà molto a SAIE.
Tecnologia, declinata nell’ambito della progettazione, vuol dire puntare sempre di più sulla digitalizzazione, sul BIM, sulle piattaforme condivise e sulla realtà virtuale e aumentata. Questi aspetti portano ad un radicale cambiamento delle possibilità di controllo del processo di progettazione, di gestione del cantiere, di gestione della manutenzione immobiliare. Infine, è la tecnologia relativa alle connessioni digitali collegate ai nuovi modi di abitare e di gestire funzioni e impianti che si sintetizza nel concetto di Smart Home e Smart Building.
Tutti questi elementi stanno trasformando la filosofia dell’abitare, che non può prescindere da una nuova cultura del progettare e del costruire.”
    
Alla nuova cultura del costruire saranno dedicate numerose iniziative speciali di SAIE. Due, in particolar modo, saranno incentrate sul tema della salubrità: la Piazza Edificio e Salubrità e la Piazza Impianti e Salubrità, dove gli addetti ai lavori potranno confrontarsi tra loro, esporre e conoscere tutte le soluzioni, le tecnologie e i materiali più innovativi.

La Piazza Edificio e Salubrità metterà al centro proprio la tutela della salute e il miglioramento del comfort di chi vive e lavora all’interno degli spazi chiusi, con un ampio spazio dedicato ai relativi obblighi normativi. Protagonisti dell’iniziativa speciale saranno, in particolare, i sistemi di isolamento termico e acustico, l’illuminazione artificiale e il rapporto con la luce naturale, i sistemi di oscuramento, le vernici bio, e i materiali sostenibili che non rilasciano sostanze volatili. La Piazza Impianti e Salubrità sposterà l’accento sulle aziende di impianti che desiderano mostrare prodotti e soluzioni di eccellenza per la salubrità e il comfort degli edifici: dai sistemi in grado di garantire un microclima interno ottimale, una buona qualità dell’aria e dell’acqua alle soluzioni per un corretto ricambio dell’aria e la riduzione di umidità e CO2 fino a tutti i prodotti più silenziosi ed efficienti anche in materia di risparmio energetico. Le due piazze saranno organizzate con una formula di dimostrazione interattiva che prevede un’area espositiva dedicata che consentirà ai professionisti in visita di interpretare e valutare le ultime tendenze del mercato, workshop e speech all’interno della Piazza per raccontare prodotti e case history di progetti di successo e le presentazioni di prodotti innovativi attraverso totem descrittivi delle tecnologie e plastici di progetti.

L’appuntamento di Bologna di SAIE rappresenta un’occasione unica per favorire la ripartenza e lo sviluppo dell’intero comparto edile. Fondata sui tre capisaldi del costruire - progettazione, edilizia e impianti - la fiera delle costruzioni metterà in primo piano l’innovazione, proponendo soluzioni concrete per le esigenze dei professionisti e di tutti gli operatori in un format con al centro il cantiere, il sistema delle costruzioni e le sue eccellenze. A SAIE avranno ampio spazio sia la parte espositiva che i momenti formativi, oltre a workshop e convegni sulle prospettive future del settore.

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Nuovi materiali ediliziaUtilizzare gli scarti dell’industria siderurgica e del cemento per ‘immagazzinare’ anidride carbonica e, contemporaneamente, produrre materiali di qualità e a basso costo da impiegare in edilizia e nella cantieristica stradale. È questa una delle nuove frontiere della ricerca ENEA nel campo della separazione, riutilizzo e confinamento della CO2 (CCUS - carbon capture, utilization and storage), che sarà testata nell’impianto pilota ZECOMIX presso il Centro ENEA Casaccia (Roma). Anche grazie a queste attività ZECOMIX è stato inserito come infrastruttura di ricerca nel progetto europeo ‘ECCSELERATE’, finanziato con circa 3,5 milioni dall’Unione europea nell’ambito del programma Horizon2020. Oltre a ENEA, gli altri partner italiani del progetto sono Sotacarbo, Università di Bologna - Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei Materiali - e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) che coordina il nodo italiano della rete europea di laboratori specializzati in ricerca su cattura e sequestro di CO2 (CCS).

“L’obiettivo è di rendere il processo di decarbonizzazione di industrie come acciaierie e cementifici economicamente vantaggioso e circolare. I loro scarti non andranno più a finire in discarica ma serviranno a catturare la CO2 prodotta. E una volta esaurita la loro capacità di stoccare anidride carbonica, questi ‘nuovi’ materiali saranno reimmessi nei processi industriali stessi per la produzione di cemento e di acciaio, o utilizzati come inerti per fondi stradali”, spiega Stefano Stendardo, ricercatore ENEA del Laboratorio di Ingegneria dei processi e dei sistemi per l’energia.

Tra i settori di interesse c’è l’industria siderurgica che potrebbe trasformare le sue scorie in materie prime riutilizzabili per la produzione di cemento, calcestruzzo e malte oppure per manufatti, sottofondi e manti stradali. Con notevoli vantaggi sia a livello ambientale che economico, perché vengono utilizzati scarti di produzione, ma anche per la qualità dei nuovi materiali che mostrano caratteristiche chimiche e fisiche migliorate fatti reagire con la CO2”.

“Ci aspettiamo i risultati più promettenti dagli scarti siderurgici. La sola produzione di acciaio da ciclo integrale, escludendo la fase iniziale di produzione di ghisa, genera ogni anno, a livello mondiale, circa 126 milioni di tonnellate di scorie che, con le nostre tecnologie, potrebbero stoccare da 6 a 9 milioni di tonnellate di CO2 e produrre nuova materia prima”, sottolinea Stendardo.

Ma gli ambiti di applicazione non finiscono qui. La cattura e il sequestro della CO2 tramite carbonatazione potrebbero infatti essere impiegate anche nel trattamento di altri tipi di scarti come le ceneri e le scorie prodotte dalla combustione di carbone e dalla termovalorizzazione di rifiuti urbani e i residui di costruzioni e demolizioni.

Scarti industriali a parte, nell’infrastruttura ZECOMIX si studieranno anche altre possibilità di riuso dell’anidride carbonica come ad esempio e la produzione di combustibili come metanolo e kerosene. Inizialmente le emissioni provenienti dalle centrali elettriche a combustibili fossili, gli scarichi di cementifici e di altre fabbriche potrebbero essere la principale sorgente di CO2. In prospettiva, potrebbe essere impiegata anche la CO2 catturata dall’atmosfera stessa (la cosiddetta ‘Direct Air Capture’) o quella naturale per produrre ‘combustibili da carbonio non-fossile’, come già sperimentato in Islanda.

Secondo i dati dell’International Energy Agency (IEA), oggi le infrastrutture CCS catturano in tutto il mondo oltre 35 milioni di tonnellate CO2 l’anno, equivalenti alle emissioni annuali dell’Irlanda. Nel prossimo decennio, la IEA ritiene necessario aumentare di 20 volte i tassi annuali di cattura di CO2 dalle centrali elettriche e dalle industrie.

Prestazione energeticaPubblicato il D. Leg.vo 10/06/2020, n. 48 che recepisce la Direttiva 844/2018/UE in materia di prestazione energetica nell’edilizia. Nel Decreto: obbligo di inserire la data del sopralluogo nell’Attestato di prestazione energetica, nuovi requisiti per l’integrazione negli edifici delle infrastrutture per i veicoli elettrici e altre rilevanti novità.

È stato pubblicato nella G.U. 10/06/2020, n. 146, il D. Leg.vo 10/06/2020, n. 48 che attua la Direttiva 30/05/2018, n. 844 (vedi Nuove norme UE sulla prestazione energetica nell’edilizia (Dir. 2018/844)) e apporta significative modifiche al D. Leg.vo 192/2005 al fine di promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici.

Tra le numerose modifiche si segnalano in questa sede le disposizioni che riguardano alcuni aspetti ritenuti di particolare interesse (per altre indicazioni generali vedi anche Prestazione energetica nell’edilizia: schema del Decreto attuativo della Dir. 844/2018/UE).

DEFINIZIONI - Il D. Leg.vo 48/2020 interviene sulle definizioni prevedendo, tra l’altro, che:
- per impianto termico deve intendersi l’impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate;
- per sistema tecnico per l'edilizia deve intendersi l’apparecchiatura tecnica di un edificio o di un’unità immobiliare per il riscaldamento o il raffrescamento di ambienti, la ventilazione, la produzione di acqua calda sanitaria, l’illuminazione integrata, l’automazione e il controllo, la produzione di energia in loco o una combinazione degli stessi, compresi i sistemi che sfruttano energie da fonti rinnovabili. Un sistema tecnico può essere suddiviso in più sottosistemi.

REQUISITI, RICARICA DEI VEICOLI - Viene modificato l’art. 4 del D. Leg.vo 192/2005 per introdurre nuovi obblighi finalizzati all’integrazione negli edifici delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. Tali obblighi riguardano, a determinate condizioni, gli edifici residenziali e non residenziali di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazioni importanti, e consistono nell’installazione sia di un numero minimo di punti di ricarica, sia di infrastrutture di canalizzazione che consentano l’installazione successiva di ulteriori punti di ricarica.

EDIFICI COLLABENTI - Nel D. Leg.vo 48/2020 è inoltre prevista espressamente l’esclusione dal campo di applicazione del D. Leg.vo 192/2005 degli edifici dichiarati inagibili o collabenti.

APE, RELAZIONE TECNICA - Si segnala infine che il nuovo provvedimento stabilisce che:

- l’Attestato di prestazione energetica - APE deve obbligatoriamente contenere anche la data del sopralluogo obbligatorio e del relativo verbale sottoscritto dal proprietario dell’immobile o un suo delegato (modifica all’art. 6, D. Leg.vo 192/2005);

- la valutazione di fattibilità tecnica, ambientale ed economica per l'inserimento di sistemi alternativi ad alta efficienza nei nuovi edifici e negli edifici soggetti a ristrutturazione importante deve obbligatoriamente essere effettuata in fase di progettazione (modifica all’art. 8, D. Leg.vo 192/2005).

 

Fonte: Bollettino Online di Legislazione Tecnica
www.legislazionetecnica.it

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