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Servizi tecnici, segnali di ripresa a febbraio ma il mercato resta ai minimi pre-PNRR

Il mercato italiano dei servizi tecnici prova a rimettersi in movimento, ma la ripartenza appare ancora fragile e lontana dai livelli raggiunti durante la stagione di espansione trainata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I dati diffusi dall’Osservatorio OICE/Informatel mostrano infatti un quadro caratterizzato da segnali contrastanti: una ripresa congiunturale nel mese di febbraio, ma un primo bimestre complessivamente debole e su livelli simili a quelli registrati prima della fase di boom degli investimenti pubblici.

Il rimbalzo di febbraio
Nel mese di febbraio 2026 il valore complessivo della domanda di servizi tecnici ha raggiunto 132,5 milioni di euro. Di questi, 106,3 milioni riguardano gare per servizi di ingegneria e architettura, mentre 26,2 milioni sono legati alla progettazione esecutiva inserita negli appalti integrati.

Il dato rappresenta un netto recupero rispetto a gennaio, con una crescita del 104,8%, ma non è sufficiente a cambiare il quadro generale dell’avvio d’anno. Nei primi due mesi del 2026 il mercato complessivo si ferma infatti a 197,2 milioni di euro, segnando una flessione del 29,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 e riportando i volumi su livelli comparabili con quelli del 2019, cioè prima dell’ondata di investimenti pubblici legata al PNRR.

La dinamica suggerisce che il comparto stia attraversando una fase di normalizzazione dopo anni di espansione straordinaria, ma con una domanda che non ha ancora trovato un nuovo equilibrio strutturale.

Appalti integrati protagonisti della ripresa
A sostenere il recupero di febbraio sono soprattutto gli appalti integrati, che negli ultimi mesi hanno assunto un ruolo sempre più centrale nella filiera delle opere pubbliche.

Nel solo mese di febbraio sono stati pubblicati 79 bandi, con un valore complessivo dei lavori superiore a un miliardo di euro e una quota di 26,2 milioni destinata alla progettazione. Nel primo bimestre dell’anno il valore dei servizi tecnici inclusi negli appalti integrati raggiunge così 37,9 milioni di euro, registrando un aumento del 419,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Anche i bandi relativi alla progettazione “pura” mostrano un miglioramento, crescendo a febbraio del 230,9% rispetto a gennaio. Nel bimestre il valore complessivo arriva a 58 milioni di euro, in aumento del 55,5% su base annua.

Tuttavia la crescita appare fortemente concentrata in pochi affidamenti di grande dimensione, un elemento che non consente di parlare di una ripresa diffusa del mercato.

I settori più dinamici
Analizzando i diversi ambiti di intervento, il comparto dell’edilizia si conferma il principale motore della domanda, con 96 gare e 43,2 milioni di euro nel primo bimestre.

Seguono:
Strade e autostrade con 37,8 milioni di euro
Edilizia sanitaria con 26,3 milioni di euro, in crescita del 50,1% rispetto al 2025
Edilizia scolastica con 11,1 milioni di euro, in aumento del 6,9% ma con una riduzione del 22,5% nel numero delle gare

Il segmento sanitario è trainato da alcuni interventi di grande rilievo, tra cui la progettazione del nuovo ospedale Santa Corona di Pietra Ligure del valore di 12,7 milioni di euro, oltre agli interventi sugli ospedali San Paolo e Niguarda di Milano e alla riqualificazione del San Giacomo di Roma.

Questi dati confermano un mercato che tende a premiare progetti di dimensione maggiore e complessità tecnica più elevata, spesso legati a programmi di riqualificazione infrastrutturale o sanitaria.

La geografia delle gare
Dal punto di vista territoriale, la Lombardia si conferma la regione più attiva con 47 gare e un valore complessivo di 28,8 milioni di euro.

Per valore seguono Campania, Lazio e Liguria, mentre Sicilia e Veneto si distinguono per numero di procedure pubblicate.

A livello di macro-aree:
– il Nord-Ovest guida la classifica con 80 gare e 51,2 milioni di euro
– il Mezzogiorno è secondo per numero di bandi
– il Centro occupa la seconda posizione per valore economico complessivo

Tra le stazioni appaltanti, i Comuni rimangono i soggetti più attivi con 108 gare nel bimestre, mentre per valore economico prevalgono concessionarie e privati sovvenzionati, che concentrano 82,2 milioni di euro.

Il crollo degli accordi quadro
Uno degli indicatori più significativi della fase di rallentamento è la drastica riduzione degli accordi quadro, strumento che negli ultimi anni aveva sostenuto una parte rilevante della domanda di servizi tecnici.

Nel primo bimestre del 2026 il valore degli accordi quadro scende infatti a 28,8 milioni di euro, contro i 199 milioni dello stesso periodo del 2025, con un crollo dell’85,5%.

Nel solo mese di febbraio gli accordi quadro sono 14, pari al 9,8% del totale dei bandi e al 17,4% del valore complessivo, per un importo di 18,5 milioni di euro. Il loro peso economico risulta quindi molto più ridotto rispetto agli anni recenti.

PPP in crescita ma insufficiente
Un segnale positivo arriva dal Partenariato Pubblico-Privato (PPP). Nei primi due mesi del 2026 il valore complessivo degli interventi raggiunge 2,3 miliardi di euro, con una crescita del 382% rispetto al 2025.

A trainare questo andamento sono soprattutto le gare su proposta del promotore, che salgono a 97 nel bimestre, con incrementi del 340,9% nel numero e del 376,1% nel valore. Crescono anche gli avvisi per la ricerca di promotori e le concessioni di costruzione e gestione.

Nonostante la vitalità di questo segmento, il PPP non riesce ancora a compensare la debolezza del mercato tradizionale dei servizi tecnici.

Più gare sopra soglia UE, ma di valore minore
Sul piano europeo il quadro resta ambivalente. A febbraio l’Italia ha pubblicato 69 bandi sopra soglia sulla GUUE, con una crescita del 72,5% su gennaio e del 19% rispetto a febbraio 2025.

Nel complesso del bimestre le gare sopra soglia sono 109, ma il loro valore economico cala del 50,1%, fermandosi a 129,5 milioni di euro. Il mercato appare quindi più attivo sul piano quantitativo, ma con importi medi significativamente più bassi.

Le richieste di OICE
Di fronte a questo scenario, il presidente dell’OICE Giorgio Lupoi ha richiamato l’attenzione su alcune criticità strutturali del settore.

Tra le principali richieste avanzate dall’associazione:
aggiornamento dei parametri tariffari, fermi da circa dieci anni e non più adeguati alla complessità delle prestazioni richieste oggi
– introduzione dell’anticipazione obbligatoria dei compensi anche per i servizi tecnici, sul modello di quanto già previsto per i lavori
maggiore trasparenza e concorrenza nelle procedure di affidamento

Secondo OICE, questi interventi sono necessari per garantire sostenibilità economica e qualità delle prestazioni professionali, in un contesto in cui il mercato appare ancora in fase di riassestamento dopo la stagione di forte espansione legata agli investimenti straordinari.

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