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Conto Termico 3.0: portale riaperto e risorse rimodulate per il 2026

Dopo una sospensione che aveva sollevato non poche preoccupazioni tra operatori e amministrazioni, il Conto Termico 3.0 torna operativo. Il portale del Gestore dei Servizi Energetici è stato riaperto per la presentazione delle domande, ma con un perimetro più ristretto: sarà infatti possibile accedere agli incentivi esclusivamente tramite procedura di accesso diretto. Resta invece chiusa la modalità di prenotazione, finora riservata alle Pubbliche Amministrazioni.

La riattivazione della piattaforma arriva insieme a una revisione significativa della gestione delle risorse. Con il decreto direttoriale n. 72 del 10 aprile 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha deciso di mantenere invariato il tetto complessivo annuo di 900 milioni di euro, ma di redistribuirlo in maniera paritaria tra comparto pubblico e soggetti privati. Per il 2026, quindi, saranno disponibili 450 milioni di euro per le Pubbliche Amministrazioni e altrettanti per imprese, cittadini ed enti del terzo settore.

La decisione nasce da un dato difficilmente ignorabile: nelle prime settimane di apertura del portale, avvenuta il 2 febbraio, le richieste hanno superato ogni previsione. Già al 3 marzo, il volume delle istanze aveva raggiunto circa 1,3 miliardi di euro, ben oltre la dotazione disponibile. In totale, oltre 2.200 domande, con una partecipazione particolarmente intensa da parte dei piccoli Comuni. Proprio questi ultimi hanno sfruttato in modo massiccio la possibilità di ottenere finanziamenti fino al 100% per interventi su edifici pubblici, soprattutto scuole e sedi istituzionali. Come ha evidenziato la viceministra Vannia Gava, questa tipologia di interventi ha rappresentato la grande maggioranza delle richieste presentate.

La sospensione del portale, annunciata il 3 marzo, era stata una scelta prudenziale da parte del GSE per consentire la verifica delle domande già pervenute e garantire la sostenibilità degli impegni finanziari. Un passaggio necessario, anche alla luce del fatto che il plafond del Conto Termico, negli anni precedenti, non era mai stato completamente utilizzato.

Con la riapertura, oltre alla nuova distribuzione delle risorse, arrivano anche alcuni correttivi operativi. È stata prevista, ad esempio, una proroga per le istanze che non erano state presentate entro i termini a causa della sospensione. Inoltre, all’interno del portale è ora disponibile una funzione dedicata alle imprese per la richiesta di una valutazione preliminare, pensata per orientare meglio i soggetti interessati prima dell’invio formale della domanda. Nei prossimi giorni sono attese ulteriori indicazioni tramite FAQ ufficiali, mentre dal 15 aprile sarà pubblicato il catalogo degli apparecchi prequalificati, uno strumento destinato a semplificare e velocizzare le procedure.

Il Conto Termico 3.0, introdotto con il decreto del 7 agosto 2025, rappresenta l’evoluzione del precedente sistema di incentivi del 2016 e si inserisce nel più ampio quadro delle politiche per la transizione energetica. L’obiettivo è sostenere interventi di piccola scala per la riqualificazione energetica degli edifici e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Rispetto alla versione precedente, il nuovo schema amplia la platea dei beneficiari, includendo in modo più strutturato anche gli enti del terzo settore e le configurazioni di autoconsumo collettivo, oltre a estendere alcune tipologie di interventi anche agli edifici non residenziali privati.

Sul piano degli incentivi, il meccanismo continua a prevedere contributi che possono arrivare fino al 65% delle spese sostenute, con punte del 100% in specifici casi legati al patrimonio pubblico, in particolare nei piccoli comuni e per strutture strategiche come scuole e ospedali.

La forte domanda registrata nei primi mesi del 2026 conferma il crescente interesse verso strumenti di sostegno alla riqualificazione energetica, in un contesto in cui l’efficienza degli edifici e l’uso di fonti rinnovabili rappresentano leve fondamentali per la riduzione dei consumi e delle emissioni. La sfida, per i prossimi mesi, sarà trovare un equilibrio tra accesso agli incentivi, sostenibilità delle risorse e capacità amministrativa di gestire un numero sempre più elevato di richieste.

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