Fotovoltaico per le imprese del Sud: richiesto meno di un quarto dei fondi disponibili, tutte le domande saranno esaminate
Le imprese del Mezzogiorno hanno richiesto meno di un quarto delle risorse stanziate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per incentivare l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle aree industriali. Alla chiusura del bando, infatti, le richieste di contributo ammontano a poco più di 59 milioni di euro, a fronte di una dotazione complessiva di 262 milioni.
Un dato che consente al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) di avviare l’istruttoria di tutte le domande presentate, senza dover escludere alcun progetto per esaurimento delle risorse.
Domande per 59,1 milioni su 262 disponibili
Lo sportello per la presentazione delle istanze si è chiuso il 3 luglio 2026. Complessivamente sono state trasmesse 566 domande di agevolazione, per un valore di 59.124.497 euro, pari a circa il 22,6% della dotazione finanziaria disponibile.
Con il Decreto direttoriale n. 239 dell’8 luglio 2026, il MASE ha approvato l’elenco delle domande che accederanno alla fase istruttoria. Considerato che le richieste coprono solo una parte delle risorse disponibili, tutte le istanze validamente presentate saranno sottoposte alle verifiche del GSE.
Un bando per rafforzare l’autonomia energetica delle imprese
L’iniziativa rientra nell’Azione 2.2.1 “Sviluppo della produzione di energia elettrica da FER” del Programma nazionale Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 ed è stata attuata con il Decreto direttoriale n. 424 del 30 ottobre 2025.
Il bando sostiene gli investimenti delle imprese destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, finanziando in particolare:
– impianti fotovoltaici;
– impianti termo-fotovoltaici;
– sistemi di accumulo abbinati agli impianti, ove previsti.
Gli interventi dovranno essere realizzati nelle aree industriali, produttive o artigianali dei Comuni con oltre 5.000 abitanti situati in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L’obiettivo della misura è favorire la diffusione delle energie rinnovabili nel tessuto produttivo del Mezzogiorno, riducendo la dipendenza energetica delle imprese e migliorandone la competitività.
Domande prorogate fino a luglio
Il termine per la presentazione delle domande era inizialmente fissato al 3 marzo 2026, ma il Ministero aveva disposto una proroga fino al 3 luglio per consentire una maggiore partecipazione delle imprese interessate.
Nonostante l’estensione dei termini, le richieste si sono fermate ben al di sotto delle risorse disponibili, lasciando inutilizzata oltre il 77% della dotazione finanziaria.
L’ordine di istruttoria non determina l’accesso ai fondi
L’elenco approvato dal MASE riporta, per ciascuna domanda, la denominazione dell’impresa, il codice identificativo dell’istanza, i punteggi assegnati secondo i criteri previsti dal bando, il punteggio complessivo, la data e l’ora di presentazione e il costo dell’investimento.
In questa fase, tuttavia, la posizione in graduatoria non incide sulla possibilità di ottenere il contributo. Poiché le risorse disponibili superano ampiamente quelle richieste, nessun progetto sarà escluso per mancanza di fondi.
Al via le verifiche del GSE
Si apre ora la fase istruttoria affidata al GSE, che dovrà verificare:
– la completezza della documentazione presentata;
– l’ammissibilità dell’impresa e del progetto;
– la conformità degli interventi ai requisiti previsti dal bando;
– le spese effettivamente ammissibili;
– il calcolo dell’agevolazione concedibile;
– le verifiche antimafia per le richieste superiori a 150 mila euro.
Solo al termine di queste verifiche sarà possibile stabilire quali progetti potranno beneficiare del contributo e per quale importo.
L’accesso all’istruttoria non equivale all’ammissione
La pubblicazione dell’elenco delle domande non rappresenta infatti un’ammissione automatica al finanziamento. Nel corso dell’istruttoria il GSE potrà escludere le istanze che non rispettano i requisiti previsti dalla misura, ridurre le spese considerate ammissibili oppure rideterminare l’importo del contributo.
L’effettiva concessione delle agevolazioni avverrà soltanto dopo la conclusione delle verifiche amministrative e tecniche, sulla base della conformità dei progetti e delle spese riconosciute.
Un segnale da interpretare
Il limitato ricorso al bando apre una riflessione sull’effettiva capacità della misura di intercettare la domanda di investimenti delle imprese del Sud. Se da un lato la disponibilità residua di risorse elimina il rischio di esclusioni per carenza di fondi, dall’altro il livello di partecipazione potrebbe indicare la presenza di ostacoli legati alla complessità delle procedure, ai tempi di realizzazione degli interventi o alla capacità delle imprese di sostenere gli investimenti richiesti.
La fase istruttoria consentirà ora di verificare quanti dei 566 progetti presentati risulteranno effettivamente finanziabili e quale quota delle risorse stanziate sarà concretamente impiegata per accelerare la transizione energetica del sistema produttivo del Mezzogiorno.

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