Decreto Requisiti Minimi: da oggi nuove regole per progettisti e imprese
Dal 3 giugno 2026 entrano ufficialmente in vigore le nuove disposizioni introdotte dal Decreto Ministeriale 28 ottobre 2025, che aggiorna il quadro normativo nazionale in materia di prestazione energetica degli edifici. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 283 del 5 dicembre 2025, il provvedimento modifica il DM 26 giugno 2015 sui requisiti minimi, introducendo criteri più rigorosi per nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti e interventi di riqualificazione energetica.
L’obiettivo è allineare la normativa italiana alle più recenti direttive europee sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD III e IV) e accelerare il percorso verso un patrimonio edilizio più efficiente, sostenibile e decarbonizzato.
Un impatto trasversale su progettazione e costruzione
Il decreto, firmato dai ministri Gilberto Pichetto Fratin, Matteo Salvini, Orazio Schillaci e Guido Crosetto, interviene in modo organico sul sistema delle regole che disciplinano la progettazione energetica degli edifici. Le novità riguardano sia gli edifici di nuova costruzione sia quelli esistenti e coinvolgono l’intera filiera edilizia: progettisti, imprese, produttori di materiali e impiantisti dovranno adeguarsi a nuovi parametri tecnici e a obblighi più stringenti.
Secondo Angelo Artale, direttore generale di Finco, il provvedimento rappresenta un tassello importante anche in vista delle future politiche abitative. «Il Piano Casa deve vedere come protagonisti anche i prodotti, i servizi e i componenti orientati all’efficienza energetica e alla sostenibilità , senza limitarsi alla sola dimensione edilizia», ha dichiarato.
Involucro edilizio: attenzione ai ponti termici
Tra le innovazioni più rilevanti figura l’introduzione della trattazione esplicita dei ponti termici nell’edificio di riferimento, un aspetto finora affrontato in maniera meno dettagliata. Il decreto mette a disposizione specifiche tabelle di trasmittanza termica lineica (Ψ) per le principali configurazioni costruttive, tra cui attacchi dei balconi, spalle e davanzali dei serramenti, architravi e cassonetti.
I valori sono differenziati in base alla zona climatica e alla posizione dell’isolamento, che potrà essere esterno, interno oppure collocato in intercapedine. L’obiettivo è ridurre le dispersioni energetiche e migliorare la qualità complessiva dell’involucro.
Contestualmente vengono aggiornati i limiti di trasmittanza termica per pareti opache, coperture, pavimenti e serramenti, con soglie generalmente più severe rispetto a quelle previste dal decreto del 2015.
Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello, inoltre, la verifica energetica dovrà considerare la trasmittanza comprensiva dei ponti termici, calcolata come media ponderata sulle superfici interessate dagli interventi.
Coperture riflettenti e strategie passive contro il caldo
Un’altra novità riguarda la climatizzazione estiva. Il decreto introduce l’obbligo di valutare, attraverso un’analisi costi-benefici, l’impiego di materiali ad alta riflettanza solare per le coperture, le cosiddette “cool roof”.
Le nuove soglie prevedono un indice minimo di riflettanza pari a 0,65 per le coperture piane e 0,30 per quelle a falde. In alternativa, potranno essere adottate altre soluzioni di climatizzazione passiva, comprese le coperture verdi, purché in grado di garantire prestazioni equivalenti nel contenimento del surriscaldamento estivo.
Obbligatori i sistemi BACS negli edifici non residenziali
Sul fronte impiantistico, il decreto rafforza il ruolo dell’automazione energetica introducendo l’obbligo di installare sistemi BACS (Building Automation and Control Systems) di classe B o superiore, conformi alla norma UNI EN ISO 52120-1.
L’obbligo riguarda gli edifici non residenziali di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazione importante di primo livello. Le nuove regole si estendono anche agli edifici esistenti non residenziali dotati di impianti termici con potenza superiore a 290 kW, che dovranno adeguarsi entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto, purché l’intervento risulti tecnicamente fattibile e presenti un tempo di ritorno economico inferiore a sei anni.
L’obiettivo è migliorare il monitoraggio e la gestione dei consumi energetici, favorendo una conduzione più efficiente degli impianti.
Mobilità elettrica: più infrastrutture di ricarica
Importanti novità anche per la diffusione della mobilità elettrica. Il decreto introduce nuovi obblighi relativi alle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, differenziati in base alla destinazione d’uso degli edifici e alla tipologia di parcheggio.
Negli edifici residenziali con oltre dieci posti auto sarà obbligatoria la predisposizione delle canalizzazioni necessarie per l’installazione futura dei punti di ricarica.
Per gli edifici non residenziali, sia di nuova costruzione sia interessati da ristrutturazioni importanti, vengono invece previsti obblighi diretti di installazione delle colonnine, con requisiti proporzionati al numero di posti auto disponibili e differenziati tra parcheggi pubblici e privati.
Una svolta per il settore delle costruzioni
L’entrata in vigore del nuovo Decreto Requisiti Minimi segna un passaggio significativo nel percorso di trasformazione energetica del patrimonio edilizio italiano. Le nuove disposizioni impongono standard più elevati per involucro e impianti, rafforzano il ruolo delle tecnologie intelligenti e accelerano l’integrazione tra edilizia, sostenibilità e mobilità elettrica.
Per progettisti e imprese si apre una fase di aggiornamento tecnico e operativo che richiederà competenze sempre più specialistiche, ma che rappresenta anche un’opportunità per valorizzare soluzioni innovative e ad alte prestazioni energetiche in un mercato orientato alla decarbonizzazione e agli obiettivi climatici europei.

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