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Nuovi CAM Edilizia: certificazione delle competenze e centralità del progettista sostenibile

Il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) è oggi un requisito obbligatorio in tutte le gare del settore edilizio pubblico. Un quadro normativo articolato, che richiede professionisti esperti e competenze certificate. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 281 del 3 dicembre 2025, il Decreto di aggiornamento dei CAM Edilizia emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è entrato in vigore il 2 febbraio 2026, segnando un passaggio cruciale per la qualità del progetto pubblico.

Ne ha parlato l’arch. Anna Carulli, Presidente nazionale di INBAR – Istituto Nazionale di Bioarchitettura.

Decreto CAM Edilizia 2025: il riconoscimento formale e premiante delle competenze
Il nuovo decreto rafforza in modo evidente il ruolo del progettista negli appalti pubblici verdi. Secondo Carulli, il cambiamento più significativo rispetto ai CAM 2022 è il riconoscimento formale e premiante delle competenze professionali, in particolare nell’ambito della progettazione sostenibile.

Il decreto struttura con maggiore chiarezza i criteri di premialità legati:
– alle esperienze pregresse dimostrabili in edilizia sostenibile (§ 2.6.1);
– alle competenze tecniche certificate (§ 2.6.2).

Non si tratta più soltanto di rispettare requisiti minimi, ma di valorizzare soluzioni progettuali capaci di migliorare le prestazioni ambientali complessive dell’intervento: uso di materiali riciclati, valutazione del ciclo di vita dell’edificio, analisi dei costi lungo l’intero ciclo di vita.

Strumenti come il Life Cycle Assessment (LCA) e il Life Cycle Costing (LCC) diventano centrali e, soprattutto, strutturalmente riconosciuti nel sistema dei punteggi. Se in passato alcune stazioni appaltanti avevano già introdotto valutazioni sull’impronta ecologica e relazioni di sostenibilità, oggi tali strumenti trovano una collocazione organica e coerente nel testo normativo.

L’obiettivo è duplice: garantire maggiore qualità progettuale e verificare in modo più solido le competenze del progettista, del team e persino della manodopera coinvolta.

Certificazione delle competenze: un punto di svolta
La vera novità epocale, sottolinea Carulli, è il riconoscimento della certificazione delle competenze rilasciata da un organismo accreditato e riconosciuto da ACCREDIA, ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024.

La certificazione attesta:
– conoscenze tecniche;
– abilità operative;
– responsabilità;
– autonomia nella gestione di processi complessi legati alla sostenibilità e all’economia circolare.

Si introduce così una selezione qualitativa fondata sul merito. Per la pubblica amministrazione – spesso anello debole della filiera – si tratta di una sfida rilevante, ma anche di un’opportunità per costruire una nuova cultura del progetto pubblico.

Abilitazione e iscrizione all’albo: cosa cambia
Il § 1.3.4 stabilisce che progettazione e direzione lavori debbano essere affidate a soggetti abilitati all’esercizio della professione. Ma è necessaria anche l’iscrizione all’albo?

Secondo l’interpretazione più aggiornata, sì. Con l’allineamento ai requisiti di ACCREDIA, la certificazione delle competenze richiede l’iscrizione a un Albo, Ordine o Collegio professionale, oltre ad almeno cinque anni di esperienza recente nella progettazione sostenibile.

Non si tratta di irrigidire il sistema, ma di garantire standard uniformi e qualificati negli appalti pubblici. La recente Circolare ACCREDIA n. 38/2025 ha chiarito il ruolo degli organismi di certificazione e degli schemi applicabili, confermando un sistema aperto e concorrenziale, privo di monopoli.

Esperto CAM: ambiti di specializzazione
Il CAM Edilizia è il riferimento principale, ma la certificazione si estende anche ad altri settori strategici:
– Settore Edilizia – CAM Edilizia
– Settore Infrastrutture – CAM Strade
– Settore Verde pubblico – CAM Verde Pubblico

Questa articolazione consente percorsi di specializzazione mirati: ingegneri focalizzati sulle infrastrutture, architetti paesaggisti e agronomi sul verde pubblico, ingegneri ambientali sulla sostenibilità integrata.

Un sistema che premia la specializzazione senza frammentare il quadro normativo, offrendo anche percorsi integrati per chi desidera una visione completa dei processi di progettazione sostenibile.

Come viene valutata la competenza tecnica
La valutazione si basa su:
– curriculum professionale;
– esperienze documentate (almeno cinque anni);
– eventuale applicazione di protocolli volontari di sostenibilità;
– certificazione secondo UNI EN ISO/IEC 17024.

I bandi legati al PNRR hanno rappresentato negli ultimi anni un importante banco di prova per molti professionisti, contribuendo alla diffusione di competenze avanzate nel settore.

Relazione CAM di progetto: funzione e responsabilità
La relazione CAM è oggi una clausola contrattuale obbligatoria nell’affidamento dei servizi di progettazione. Non è più una semplice linea guida, ma una procedura di verifica strutturata che accompagna l’intervento dalla fase di fattibilità fino alla realizzazione.

Il documento:
– descrive il contesto tecnico;
– giustifica le scelte progettuali;
– esplicita eventuali deroghe motivate;
– individua requisiti e mezzi di prova;
– coinvolge imprese e operatori di cantiere.

Ogni fase deve essere rendicontata. In particolare nei casi di demolizione e ricostruzione, il controllo documentale diventa elemento centrale del processo.

Formazione e qualificazione: l’accordo INBAR–ASACERT
In questo scenario si inserisce il recente accordo tra INBAR – Istituto Nazionale di Bioarchitettura e ASACERT, che attribuisce a INBAR il ruolo di Centro di Esami Qualificato per la certificazione degli Esperti CAM.

La collaborazione punta a:
– diffondere competenze certificate;
– elevare gli standard professionali;
– offrire percorsi formativi aggiornati e mirati.

Una nuova qualità del progetto pubblico
Il Decreto CAM Edilizia 2025 non si limita ad aggiornare criteri tecnici: introduce un cambio culturale. La sostenibilità diventa competenza misurabile, certificata e premiata.

Per i progettisti si apre una stagione di maggiore responsabilità, ma anche di riconoscimento professionale. Per la pubblica amministrazione, una sfida organizzativa che può tradursi in una nuova qualità del costruire pubblico.

Dal 2 febbraio 2026, la sostenibilità non è solo un obiettivo dichiarato, ma un requisito strutturato, verificabile e fondato su competenze certificate.

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