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Mobilità urbana del futuro, ENEA lancia Priority: la piattaforma digitale che aiuta le città a diventare più sostenibili

Dai big data all’intelligenza dei modelli di simulazione, il nuovo strumento sviluppato da ENEA punta a rivoluzionare la pianificazione dei trasporti urbani. La sperimentazione nell’area metropolitana di Roma mostra che elettrificare metà del parco auto privato potrebbe ridurre le emissioni di CO₂ di oltre il 30%.

La mobilità urbana del futuro passa attraverso i dati, la tecnologia e una pianificazione sempre più intelligente degli spostamenti. È questa la sfida alla base di Priority, la nuova piattaforma digitale sviluppata da ENEA per aiutare le amministrazioni pubbliche a progettare città più sostenibili, ridurre l’impatto ambientale dei trasporti e accelerare il processo di decarbonizzazione.

In un contesto in cui l’automobile privata continua a rappresentare uno dei principali mezzi di spostamento e la dipendenza dai combustibili fossili rimane elevata, la ricerca tecnologica mette a disposizione delle città strumenti innovativi per affrontare le criticità della mobilità contemporanea.

Priority nasce proprio con questo obiettivo: trasformare grandi quantità di informazioni provenienti da fonti differenti in strumenti concreti di analisi, previsione e supporto alle decisioni pubbliche.

Una piattaforma digitale per comprendere come si muovono le città
Sviluppata nell’ambito dell’Accordo di Programma sulla Ricerca di Sistema Elettrico con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la piattaforma rappresenta un prototipo tecnologico pensato per affiancare amministratori, urbanisti e pianificatori nella definizione delle strategie di mobilità sostenibile.

Il suo elemento distintivo è la capacità di raccogliere, integrare ed elaborare flussi di dati anonimi provenienti da veicoli connessi, dispositivi mobili, sensori del traffico e banche dati pubbliche sui servizi di trasporto collettivo.

Un patrimonio informativo che, attraverso specifici modelli di analisi e simulazione, permette di ricostruire le dinamiche degli spostamenti urbani, individuare le zone maggiormente congestionate e valutare il fabbisogno energetico delle diverse modalità di trasporto.

Il sistema consente inoltre di stimare le emissioni inquinanti e l’impronta carbonica della mobilità, offrendo alle amministrazioni un quadro articolato delle conseguenze ambientali delle scelte infrastrutturali e organizzative.

Il vantaggio è significativo: superare la frammentazione delle informazioni, uno degli ostacoli che spesso rallentano la programmazione degli interventi nelle grandi aree urbane.

Il caso Roma: emissioni di CO₂ ridotte di oltre il 30%
La prima applicazione sperimentale di Priority ha riguardato l’area metropolitana di Roma, scelta come caso di studio per verificare le potenzialità della piattaforma in un contesto caratterizzato da un sistema di mobilità particolarmente complesso.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Sustainability, evidenziano le possibilità offerte dall’integrazione tra analisi dei dati e simulazione degli scenari di transizione energetica.

In particolare, ipotizzando l’elettrificazione del 50% del parco automobilistico privato, e considerando l’attuale mix nazionale di produzione dell’energia elettrica utilizzato nello studio, il modello ha stimato una riduzione superiore al 30% delle emissioni climalteranti di CO₂ calcolate secondo l’approccio well-to-wheel, ovvero dal pozzo alla ruota.

Si tratta di una metodologia che considera non soltanto le emissioni generate durante l’utilizzo dei veicoli, ma anche quelle associate alla produzione e alla distribuzione dell’energia necessaria al loro funzionamento.

Un risultato che mette in evidenza il potenziale della mobilità elettrica nella riduzione dell’impatto climatico dei trasporti, pur trattandosi di una stima modellistica riferita a uno scenario ipotetico e non di una diminuzione delle emissioni già registrata sul territorio.

Dati e simulazioni per orientare le politiche pubbliche
Uno degli aspetti più interessanti della piattaforma riguarda la possibilità di verificare nel tempo gli effetti delle politiche adottate dalle amministrazioni.

Priority non si limita infatti a fotografare la situazione esistente, ma permette di analizzare l’evoluzione della domanda di trasporto e di valutare differenti scenari di intervento.

«La piattaforma consente di monitorare nel tempo l’evoluzione della domanda e delle prestazioni del sistema di mobilità e gli effetti delle politiche adottate nei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS)», spiega Francesco Vellucci, responsabile del Laboratorio ENEA di Mobilità sostenibile e trasporti presso il Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili.

Una funzione particolarmente importante per le città impegnate nella riorganizzazione dei servizi di trasporto pubblico, nella diffusione della mobilità elettrica e nella definizione di strategie per ridurre il traffico e l’inquinamento atmosferico.

Attraverso le simulazioni, i decisori pubblici possono disporre di elementi quantitativi per confrontare le possibili conseguenze delle diverse politiche, migliorando la capacità di programmare interventi coerenti con gli obiettivi ambientali.

Un sistema modulare con mappe e visualizzazioni interattive
Dal punto di vista tecnologico, Priority si basa su un’architettura composta da moduli funzionali indipendenti, collegati attraverso un geo-database centralizzato.

Questa struttura consente di organizzare le informazioni territoriali, gestire i risultati delle elaborazioni e integrare progressivamente nuove funzionalità.

La piattaforma dispone anche di un’interfaccia di visualizzazione interattiva, attraverso la quale è possibile consultare mappe, esplorare i dati e interpretare i risultati delle simulazioni.

L’obiettivo è rendere accessibili informazioni complesse anche nell’ambito dei processi decisionali delle amministrazioni, favorendo una pianificazione basata su evidenze quantitative anziché esclusivamente su valutazioni generali.

La disponibilità di strumenti di questo tipo può contribuire a migliorare la qualità delle politiche urbane, soprattutto nei territori in cui la crescita della domanda di mobilità richiede soluzioni sempre più coordinate tra trasporto pubblico, infrastrutture energetiche e servizi digitali.

Dalla sperimentazione romana a una possibile applicazione nazionale
Il progetto ENEA guarda già oltre la prima fase di sperimentazione. Tra gli obiettivi dei ricercatori figura infatti l’estensione delle funzionalità della piattaforma e l’ampliamento del suo campo di applicazione su scala nazionale.

Particolare attenzione sarà dedicata allo studio dei comportamenti di mobilità dei cittadini, alle modalità di ricarica dei veicoli elettrici e all’utilizzo dei nuovi servizi di trasporto condiviso.

«Stiamo lavorando a nuovi sviluppi per consolidare ed estendere le funzionalità di Priority, attraverso l’ampliamento del campo di applicazione su scala nazionale e la messa a punto di metodologie e modelli in grado di caratterizzare i comportamenti di mobilità, le modalità di ricarica dei veicoli elettrici e l’utilizzo dei nuovi servizi di mobilità in sharing», conclude Vellucci.

L’evoluzione del progetto potrebbe quindi offrire un contributo importante alla pianificazione dei trasporti anche in altre realtà urbane italiane, dalle grandi aree metropolitane ai centri di dimensioni più contenute.

La sfida delle smart city passa dalla mobilità intelligente
L’esperienza di Priority si inserisce nel più ampio processo di trasformazione delle città in sistemi urbani intelligenti, nei quali le tecnologie digitali diventano strumenti per migliorare la gestione delle risorse, l’efficienza dei servizi e la qualità della vita.

La transizione verso una mobilità sostenibile, tuttavia, non dipende soltanto dalla sostituzione dei veicoli tradizionali con quelli elettrici. Richiede anche un rafforzamento del trasporto pubblico, una migliore integrazione tra le diverse modalità di spostamento e una pianificazione capace di rispondere alle esigenze effettive dei cittadini.

In questo scenario, la disponibilità di dati affidabili e strumenti di simulazione può rappresentare un fattore decisivo per individuare le priorità e valutare l’efficacia degli investimenti.

Priority dimostra come la ricerca pubblica e l’innovazione digitale possano contribuire a costruire una mobilità urbana più efficiente, connessa e sostenibile. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste potenzialità tecnologiche in strumenti operativi diffusi, capaci di accompagnare concretamente le città italiane verso un futuro a minore impatto ambientale.

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