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Efficientamento energetico ERP, finanziati 124 progetti per 1,57 miliardi

Il GSE pubblica gli esiti della misura M7-I17 del PNRR: 15 istanze rigettate e 147 rimaste senza copertura per esaurimento delle risorse. Gli elenchi potranno servire in caso di un nuovo rifinanziamento

Sono 124 le richieste finanziate per l’efficientamento energetico degli edifici di edilizia residenziale pubblica nell’ambito della misura M7-I17 del PNRR. Le sovvenzioni riconosciute ammontano complessivamente a 1,57 miliardi di euro, a fronte di una spesa ammissibile di circa 2,42 miliardi.

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha reso pubblici gli esiti della misura, suddividendo le domande in tre elenchi: 124 richieste accolte, 15 rigettate e 147 non esitate per esaurimento del contingente finanziario. Complessivamente si tratta di 286 istanze.

La pubblicazione, oltre a rispondere a esigenze di trasparenza, assume particolare rilievo per il futuro della misura. Il GSE ha infatti individuato separatamente le domande che non hanno potuto completare l’iter a causa dell’esaurimento delle risorse, in vista dell’eventuale disponibilità di nuovi fondi.

Sovvenzioni per quasi 1,57 miliardi
Dalla somma degli importi relativi alle 124 richieste accolte emerge una spesa ammissibile di circa 2,42 miliardi di euro, alla quale corrispondono sovvenzioni per 1.569.952.000 euro.

Gli elenchi pubblicati, tuttavia, non consentono ancora di determinare la dimensione materiale dell’operazione. Non sono indicati, infatti, il numero complessivo degli edifici e degli alloggi coinvolti, la localizzazione puntuale dei cantieri o il dettaglio degli interventi programmati.

Ogni progetto può interessare uno o più fabbricati. Di conseguenza, dal numero delle domande finanziate non è possibile ricavare direttamente quanti edifici di edilizia residenziale pubblica saranno effettivamente riqualificati.

Un altro elemento riguarda la consistenza delle risorse assegnate. L’importo complessivo delle sovvenzioni riconosciute, pari a quasi 1,57 miliardi, è superiore ai 1.317,9 milioni di euro disponibili quando, il 28 maggio 2026, il contatore delle richieste aveva raggiunto il limite previsto dalla misura.

Nel giugno 2026 il Governo aveva annunciato, nell’ambito della revisione del PNRR, ulteriori 200 milioni di euro destinati all’efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di finanziare altri interventi e consentire lo scorrimento delle richieste rimaste prive di copertura.

Il dato ora comunicato dal GSE fotografa un totale assegnato di 1.569.952.000 euro, ma non ricostruisce nel dettaglio il passaggio dal precedente contingente alla dotazione utilizzata per le concessioni. Sulla base dei soli elenchi pubblicati non è quindi possibile attribuire integralmente l’incremento ai 200 milioni annunciati a giugno.

Restano senza copertura 147 richieste
Particolare attenzione è riservata alle 147 richieste non esitate per saturazione del contingente.

La loro collocazione in questo elenco non equivale a un rigetto. Per queste domande, infatti, non viene espresso un giudizio negativo sull’ammissibilità tecnica o amministrativa del progetto: l’istruttoria non è stata completata perché le risorse disponibili risultavano esaurite.

Il GSE ha pubblicato l’elenco anche nell’eventualità che vengano reperiti ulteriori finanziamenti per la misura.

Un eventuale rifinanziamento, però, non comporterebbe automaticamente l’ammissione delle 147 istanze. Sarebbe necessario rendere disponibili nuove risorse e procedere alla valutazione delle domande secondo l’ordine cronologico previsto.

Diversa è la situazione delle 15 istanze rigettate, per le quali l’istruttoria del GSE si è invece conclusa con esito negativo. L’elenco pubblicato non riporta nel dettaglio le motivazioni dei singoli rigetti.

Come funziona l’incentivo per gli alloggi pubblici
La misura M7-I17 del PNRR è destinata alla riqualificazione energetica degli edifici di edilizia residenziale a totale proprietà pubblica, dotati di impianti centralizzati di climatizzazione oppure destinati a esserne provvisti al termine degli interventi.

I beneficiari sono gli enti territoriali e i relativi enti strumentali proprietari o gestori degli immobili. Il sostegno finanziario è destinato alle ESCo, le Energy Service Company aggiudicatarie delle procedure a evidenza pubblica per la realizzazione degli interventi.

Il meccanismo prevede una sovvenzione fino al 65% delle spese ammissibili. A questa può aggiungersi, su richiesta della ESCo, un prestito fino al 35%, concesso dalle banche convenzionate a condizioni di mercato.

Ogni progetto deve avere un valore compreso tra 10 e 30 milioni di euro, può comprendere uno o più edifici e deve assicurare un miglioramento dell’efficienza energetica di almeno il 30%.

Il ventaglio degli interventi finanziabili è ampio. Comprende l’isolamento termico dell’involucro edilizio, la sostituzione dei serramenti e degli impianti, le schermature solari e i sistemi di building automation. Sono inoltre ammessi impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo, solare termico, pompe di calore e progetti integrati che combinano più tipologie di lavorazioni.

Avvio dei lavori entro 180 giorni
Per le richieste ammesse al finanziamento, le Regole operative della misura fissano anche precise scadenze.

La ESCo deve comunicare al GSE l’avvio dei lavori entro 180 giorni dalla trasmissione dell’atto di concessione.

Da quel momento decorre il termine per completare l’intervento: la conclusione dei lavori e la relativa richiesta di saldo devono essere comunicate entro 36 mesi dalla dichiarazione di avvio.

Si tratta di un termine perentorio, fatte salve le specifiche possibilità di proroga previste in presenza di eventi calamitosi, cause di forza maggiore o provvedimenti adottati dalla pubblica autorità.

Il nodo del possibile rifinanziamento
Con la pubblicazione degli elenchi si definisce dunque una prima platea di interventi finanziati, ma resta aperta la questione delle domande che non hanno trovato copertura.

Le 147 istanze ferme per esaurimento delle risorse costituiscono un bacino di progetti potenzialmente interessato da un eventuale rifinanziamento. Prima di poter accedere agli incentivi, tuttavia, queste richieste dovrebbero essere sottoposte all’istruttoria prevista dalla misura.

La prossima variabile sarà quindi la disponibilità di ulteriori fondi. Un aumento della dotazione consentirebbe al GSE di proseguire l’esame delle domande secondo l’ordine previsto, ampliando la portata del programma di riqualificazione energetica del patrimonio residenziale pubblico.

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