Fotovoltaico, dalla Manovra 2027 arrivano 1,2 miliardi di euro: contributi fino al 40% per i nuovi impianti
Il disegno di legge di Bilancio 2027 introduce nuovi finanziamenti per sostenere la realizzazione di impianti fotovoltaici fino a 1 MW di potenza. Previsti contributi a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili, per una capacità complessiva di 3 GW. Le risorse saranno distribuite tra il 2028 e il 2030 e la gestione sarà affidata al GSE.
Nuove risorse in arrivo per sostenere lo sviluppo dell’energia solare in Italia. Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede uno stanziamento complessivo di 1,2 miliardi di euro per incentivare la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici, attraverso contributi in conto capitale che potranno coprire fino al 40% dei costi di investimento ammissibili.
La misura, contenuta nell’articolo 79 della Manovra, riguarda esclusivamente gli impianti di nuova realizzazione con potenza nominale non superiore a 1 megawatt (MW), entro un contingente massimo di 3 gigawatt (GW) di nuova capacità installata.
L’incentivo sarà gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e si rivolgerà ai soggetti che accedono al sistema di sostegno previsto dal Decreto FER X definitivo del 18 giugno 2026.
L’obiettivo è favorire nuovi investimenti nelle energie rinnovabili, riducendo i costi iniziali sostenuti dagli operatori e affiancando agli incentivi sulla produzione elettrica un contributo economico direttamente collegato alla realizzazione degli impianti.
Fotovoltaico 2027: come funzioneranno i contributi fino al 40%
Il nuovo meccanismo introduce un sostegno economico destinato alla fase di investimento, consentendo ai beneficiari di ottenere un contributo fino al 40% delle spese riconosciute come ammissibili.
A differenza degli incentivi tradizionali, che remunerano l’energia elettrica prodotta nel corso degli anni, il contributo in conto capitale interviene sui costi necessari per costruire l’impianto.
Per comprendere il funzionamento della misura, si può considerare il caso di un impianto fotovoltaico con un investimento ammissibile di 500.000 euro. Applicando la percentuale massima del 40%, il contributo teorico potrebbe raggiungere 200.000 euro, riducendo a 300.000 euro la quota di investimento non coperta dal finanziamento.
Si tratta naturalmente di un esempio indicativo: l’importo effettivamente riconosciuto dipenderà dai criteri che saranno stabiliti dal decreto attuativo.
Il limite del 40% rappresenta infatti la percentuale massima concedibile e non un contributo automaticamente garantito a tutti i richiedenti.
Un elemento centrale della nuova disciplina riguarda il rapporto con il FER X: il finanziamento potrà affiancarsi agli incentivi riconosciuti sulla produzione di energia elettrica, ma comporterà una corrispondente riduzione del prezzo incentivato, secondo le regole previste dal decreto.
Chi potrà richiedere i nuovi incentivi per il fotovoltaico
La misura è destinata ai soggetti che accedono al meccanismo di incentivazione disciplinato dal FER X definitivo, introdotto con il decreto ministeriale del 18 giugno 2026 ed entrato in vigore il 7 agosto dello stesso anno.
Il provvedimento sostiene la produzione di energia elettrica da diverse fonti rinnovabili, tra cui fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione.
Il sistema prevede un contingente complessivo di 37,15 GW, di cui 10 GW riservati agli impianti di potenza fino a 1 MW.
Per questi ultimi è previsto un meccanismo di accesso diretto agli incentivi dopo l’entrata in esercizio, mentre gli impianti di maggiore potenza devono partecipare alle procedure competitive organizzate dal GSE.
Il nuovo contributo introdotto dalla Legge di Bilancio avrà tuttavia un campo di applicazione più ristretto.
Potranno beneficiare del finanziamento soltanto i nuovi impianti fotovoltaici fino a 1 MW, per una capacità complessiva incentivabile di 3 GW.
Restano quindi escluse da questa specifica misura le installazioni alimentate da altre fonti rinnovabili, anche quando ammesse al sistema FER X.
Il testo del disegno di legge non individua ulteriori categorie di beneficiari. Sarà il successivo decreto attuativo a definire nel dettaglio le condizioni di accesso, i requisiti e le procedure per ottenere il contributo.
Come saranno distribuiti gli 1,2 miliardi di euro tra il 2028 e il 2030
La dotazione finanziaria prevista dalla Manovra sarà ripartita nell’arco di tre anni, con una concentrazione delle risorse nel 2028 e una successiva distribuzione nei due esercizi finanziari seguenti.
La quota più consistente, pari a 800 milioni di euro, sarà disponibile nel 2028 e verrà finanziata direttamente attraverso il bilancio dello Stato. Le somme saranno iscritte in un apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), per essere successivamente trasferite al Gestore dei Servizi Energetici, incaricato dell’erogazione dei contributi.
Per il 2029 e il 2030 sono invece previsti 200 milioni di euro all’anno, per un totale di 400 milioni, che saranno coperti attraverso la componente degli oneri generali del sistema elettrico destinata al sostegno delle fonti rinnovabili.
La misura sarà quindi finanziata attraverso due canali distinti: da un lato le risorse pubbliche stanziate nel bilancio del MASE, dall’altro i fondi collegati al sistema elettrico nazionale.
Questa distinzione assume particolare rilevanza anche sotto il profilo economico. Il disegno di legge, infatti, non specifica se i 400 milioni previsti per il biennio 2029-2030 saranno reperiti attraverso una rimodulazione degli oneri già esistenti oppure mediante un loro eventuale incremento.
Non vengono inoltre quantificati possibili effetti sulle bollette dell’energia elettrica.
Un altro aspetto ancora da chiarire riguarda la tempistica di utilizzo delle risorse. Gli stanziamenti indicati nella Manovra individuano gli anni nei quali saranno autorizzati i finanziamenti, ma non stabiliscono automaticamente le date di apertura delle domande, i termini per completare gli interventi o la ripartizione annuale dei 3 GW di nuova capacità finanziabile.
Questi elementi saranno definiti dalle successive disposizioni attuative.
Incentivi FER X e contributi a fondo perduto: è possibile cumularli?
Uno degli aspetti più importanti della nuova misura riguarda la possibilità di combinare il contributo in conto capitale con il sostegno economico già previsto dal FER X.
Il decreto del 18 giugno 2026 riconosce infatti incentivi legati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
L’articolo 15 dello stesso provvedimento consente, per gli impianti di nuova costruzione, il cumulo con contributi in conto capitale fino al 40% dei costi di investimento, prevedendo però una riduzione del prezzo incentivato.
La Manovra 2027 interviene proprio su questo meccanismo, mettendo a disposizione le risorse necessarie per finanziare i contributi destinati ai nuovi impianti fotovoltaici di piccola e media taglia.
In sostanza, il sostegno pubblico viene in parte anticipato nella fase di costruzione dell’impianto, riducendo l’importo degli incentivi da riconoscere successivamente sulla produzione energetica.
Secondo le valutazioni riportate nella Relazione tecnica, il nuovo sistema potrebbe determinare una riduzione di circa il 35% del livello di sostegno richiesto, con un minor fabbisogno di incentivazione stimato in 89 milioni di euro all’anno.
Si tratta di proiezioni basate sulle ipotesi economiche utilizzate per il FER X, che non rappresentano necessariamente il risparmio applicabile a ciascun impianto.
Resta inoltre da valutare se la riduzione dei futuri incentivi sarà sufficiente a compensare le risorse pubbliche impiegate inizialmente.
Quali opportunità per imprese e operatori del settore energetico
Il nuovo contributo potrebbe rappresentare un’opportunità per gli operatori interessati a investire nella produzione di energia fotovoltaica, soprattutto per i progetti nei quali il costo iniziale costituisce uno dei principali ostacoli alla realizzazione.
La possibilità di ottenere una copertura parziale delle spese di investimento potrebbe ridurre il fabbisogno di capitale e facilitare la sostenibilità finanziaria delle iniziative.
Per imprese, sviluppatori e soggetti interessati alla realizzazione di nuovi impianti, sarà tuttavia fondamentale valutare con attenzione l’equilibrio economico tra il contributo iniziale e la riduzione dell’incentivo sulla produzione elettrica.
La convenienza dell’operazione dipenderà infatti da diversi fattori, tra cui il costo dell’impianto, la produzione energetica prevista, le modalità di finanziamento e le condizioni di accesso al FER X.
Il nuovo sostegno non deve quindi essere considerato come un finanziamento aggiuntivo privo di effetti sugli altri incentivi, ma come una diversa distribuzione temporale del beneficio economico.
Quando partiranno le domande per ottenere il contributo fotovoltaico
Nonostante lo stanziamento previsto dal disegno di legge, i nuovi contributi non sono ancora operativi.
L’articolo 79 stabilisce che le modalità di attuazione dovranno essere definite attraverso un decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze per gli aspetti finanziari.
Il provvedimento dovrà essere emanato entro 120 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2027.
Il decreto attuativo dovrà chiarire i criteri di concessione dei contributi, le spese ammissibili, le modalità operative, il monitoraggio delle risorse e il coordinamento con il meccanismo FER X.
Soltanto dopo la definizione di queste regole sarà possibile conoscere le procedure e le tempistiche per accedere al finanziamento.
Fotovoltaico, un nuovo sostegno agli investimenti nelle rinnovabili
Con la previsione di 1,2 miliardi di euro per il triennio 2028-2030, la Manovra punta a introdurre un ulteriore strumento di sostegno alla diffusione del fotovoltaico in Italia.
Il finanziamento si concentra sui nuovi impianti fino a 1 MW e su una capacità complessiva di 3 GW, affiancando il sistema di incentivazione della produzione elettrica già disciplinato dal FER X.
La principale novità è rappresentata dalla possibilità di ricevere una parte del sostegno economico nella fase iniziale dell’investimento, anziché esclusivamente durante la vita produttiva dell’impianto.
Per imprese e operatori del settore, la misura potrebbe contribuire a rendere più accessibili nuovi investimenti nel solare, pur richiedendo un’attenta valutazione della riduzione degli incentivi futuri.
Il quadro normativo resta comunque in evoluzione. Il contributo fino al 40% è attualmente una proposta contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2027 e la sua effettiva applicazione dipenderà dall’approvazione definitiva della Manovra e dall’emanazione del decreto attuativo.
Solo allora saranno definiti i requisiti, le modalità di accesso e le scadenze per beneficiare dei nuovi finanziamenti destinati al fotovoltaico.


Risposte