Convention INBAR ETS 2026: progettare il futuro della bioarchitetura tra innovazione e tradizione
Si è svolta a Rimini, presso l’HOTEL SPORTING, la CONVENTION INBAR ETS 2026, in occasione del 35° anniversario della fondazione dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura. L’evento ha avuto come tema centrale per il 2026: “BIOARCHITETTURA: Innovare la Tradizione, Progettare il Futuro”, con la moderazione dell’architetto Elisabetta Dominijanni, membro dell’Ufficio di Presidenza.
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali, con la partecipazione dell’assessore Mattia Mario Morolli, delegato ai Lavori Pubblici e alle Politiche per la Mobilità del Comune di Rimini, del rappresentante della sezione provinciale CNA e dell’Ing. Domenico Bordoni, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Rimini.
Successivamente, hanno preso la parola la Presidente INBAR ETS, Arch. Anna Carulli, e l’Arch. Gio Dardano, delegato agli Affari Istituzionali INBAR ETS, insieme all’Arch. Giovanni Sasso, già Presidente Nazionale e componente del Comitato Scientifico INBAR ETS.
La prima parte dei lavori ha visto due interventi di rilievo: l’Arch. Giorgio Origlia ha illustrato la “Visione Olistica e Bioarchitettura”, mentre l’Arch. Massimiliano Pardi ha presentato “La progettazione olistica come risposta climatica: Bioarchitettura, paesaggio e responsabilità del progetto”.
Nella seconda parte si è svolto un dibattito attraverso una tavola rotonda intitolata “Esperienze
a confronto tra istituzioni e territorio nazionale”, organizzata dal Consiglio Direttivo INBAR ETS. Tra gli ospiti intervenuti: il Prof. Roberto Castelluccio dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, il Dott. Sergio Saporetti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MISE), il Dott. Fabrizio Capaccioli, Presidente di Green Building Council Italia e AD di ASACERT | SB, e il Dott. Alberto Rui, Presidente di Confrestauro.
A seguire, la presentazione di ASACERT è stata curata dal Dott. Cesare Auberti, Head of Sales Certification, e dalla Dott.ssa Cristina Norcia, Referente Tecnico per le Figure Professionali.
Hanno concluso la sessione le relazioni delle Commissioni e dei Gruppi di Lavoro INBAR ETS, tra cui spiccava l’intervento dell’Arch. Francesco Parisi, Coordinatore della Sezione di Roma e Presidente della Commissione dei Biodistretti.
Il tema della progettazione nei contesti fragili, affrontato attraverso la progettazione olistica come risposta climatica, ha stimolato riflessioni approfondite e un importante confronto sul ruolo dell’architettura in territori delicati. Qui, il progetto deve andare oltre la semplice forma, diventando strumento di rigenerazione ambientale, energetica e sociale.
Durante l’incontro è stato inoltre presentato il Caso Studio Lipari, un progetto di rigenerazione urbana e paesaggistica della storica cava di pomice, reinterpretata come nuovo polo di benessere e innovazione ambientale. Questo progetto, sviluppato in coprogettazione con la partecipazione, tra gli altri, della Presidente Anna Carulli, mira a trasformare la memoria industriale del sito in una infrastruttura sostenibile per l’isola.
Il progetto prevede l’integrazione di tecnologie quali:
– energia geotermica,
– energia solare,
– utilizzo di acqua marina,
– sistemi di talassoterapia,
– processi di desalinizzazione MED,
con l’obiettivo di creare un centro in grado di autoprodurre energia termica ed elettrica, potabilizzare l’acqua di mare per il proprio fabbisogno e generare un surplus energetico da destinare alla comunità locale.
Questo approccio pone al centro la relazione tra paesaggio, memoria dei luoghi, gestione delle risorse, autonomia energetica e responsabilità collettiva. Nei territori fragili, la sostenibilità non rappresenta un elemento accessorio, ma la base fondante di ogni progetto.





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