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Gare di progettazione, il 2026 parte in salita: a gennaio crollo del 91% su dicembre

Il 2026 si apre con un brusco rallentamento per il mercato dei servizi tecnici. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio OICE/Informatel, a gennaio il valore complessivo delle gare pubbliche di ingegneria e architettura si ferma a 64,7 milioni di euro, segnando un crollo del 91% rispetto al boom di dicembre e una flessione del 69,5% rispetto a gennaio 2025.

Un dato che fotografa una partenza in salita per il settore e che, al di là della fisiologica contrazione post-fine anno, riaccende le preoccupazioni degli operatori.

I numeri: fine del “boom” di dicembre
Il valore complessivo dei bandi è dato dalla somma tra:
– 53 milioni di euro per servizi di ingegneria e architettura;
– 11,7 milioni di euro per la progettazione esecutiva inclusa negli appalti integrati.

Il presidente di OICE, Giorgio Lupoi, invita alla cautela nell’interpretazione del dato: dicembre aveva registrato un picco straordinario, con amministrazioni che avevano “svuotato i cassetti” pubblicando gare anche di grande entità. Una pausa a gennaio, dunque, era in parte prevedibile.

Tuttavia, il confronto storico dal 2018 al 2026 evidenzia un elemento meno rassicurante: gennaio 2026 si colloca tra i mesi con il valore di bandi più basso dell’intero periodo, e risulta il peggiore se comparato a tutti i mesi del 2025.

Il confronto europeo: Italia in retromarcia
Nel contesto europeo, gennaio segna una flessione generale (-39,7% su dicembre; -17% su gennaio 2025), ma l’Italia mostra una contrazione ben più marcata.
Con 40 bandi pubblicati, il nostro Paese registra:
– -80,8% rispetto al mese precedente;
– un modesto +5,3% rispetto a gennaio 2025.

L’Italia scende così dal quinto all’undicesimo posto in Europa per numero di gare pubblicate.

Servizi puri e accordi quadro: il crollo più netto
Le gare per soli servizi di ingegneria e architettura (esclusi gli appalti integrati) sono state 115, per un valore di 53 milioni di euro. Anche qui il trend è negativo:
– -60,8% rispetto a dicembre 2025;
– -2,5% rispetto a gennaio 2025.

Particolarmente severo il dato sugli accordi quadro: solo 6 bandi, pari al 5,2% del totale, per un valore di 10,3 milioni di euro. Il confronto con dicembre è impietoso:
– -94,7% nel numero;
– -98,2% nel valore.

Anche rispetto a gennaio 2025 il calo è marcato nel valore (-94,3%).

Appalti integrati: meno gare, ma più valore su base annua
Diversa la dinamica degli appalti integrati. A gennaio 2026 si contano 37 gare, con 11,7 milioni di euro di progettazione esecutiva stimata:
– -53,2% nel numero su dicembre;
– -9,8% nel valore dei servizi.

Il confronto con gennaio 2025 mostra però un dato sorprendente:
– -14% nel numero delle gare;
– +460,3% nel valore dei servizi di progettazione;
– +704,5% nel valore dei lavori.

Un segnale che suggerisce la presenza di operazioni di maggiore dimensione economica, pur in un quadro di contrazione quantitativa.

PPP e incertezza normativa: l’ombra della sentenza Ue
Nel 2025 gli interventi in partenariato pubblico-privato (PPP) avevano raggiunto un valore complessivo di 8,9 miliardi di euro. A gennaio 2026 il dato si attesta a 476,3 milioni di euro.
Ma la vera preoccupazione, per OICE, riguarda il futuro del mercato dopo la recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha bocciato il diritto di prelazione previsto dal Codice Appalti italiano.
La norma – in vigore dal 1998 – garantiva al promotore un diritto di prelazione nelle operazioni di finanza di progetto. Secondo OICE, la sua cancellazione rischia di colpire un mercato già fragile, spesso caratterizzato da operazioni di dimensioni contenute.
L’associazione teme un ulteriore rallentamento se non verrà trovata una soluzione giuridica alternativa capace di tutelare gli investitori e garantire certezza delle regole.

Il nodo strutturale: instabilità normativa
Oltre ai dati congiunturali, il settore continua a scontare criticità strutturali:
– frequenti modifiche normative;
– clausole vessatorie nei contratti a corpo;
– squilibri contrattuali;
– interpretazioni difformi dei parametri ministeriali per la stima dei corrispettivi professionali.

Un quadro che, secondo gli operatori, mina la certezza del diritto e scoraggia la programmazione a medio-lungo termine.

Una pausa fisiologica o un segnale d’allarme?
Il crollo del 91% rispetto a dicembre può essere letto come un rimbalzo tecnico dopo un mese eccezionale. Ma il confronto storico e le incognite normative aprono interrogativi più profondi.

Il mercato delle gare di progettazione, dopo gli anni sostenuti dal PNRR e dalla spinta agli investimenti pubblici, sembra entrare in una fase di raffreddamento. Molto dipenderà dall’andamento dei prossimi mesi e dalla capacità del legislatore di ristabilire stabilità e fiducia in un settore che rappresenta l’innesco di tutta la filiera delle opere pubbliche.

Il monitoraggio fino all’estate sarà decisivo per capire se gennaio 2026 resterà un episodio isolato o l’inizio di un nuovo ciclo negativo.

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