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Il nuovo Codice dell’edilizia prende forma: sanatorie, stato legittimo e semplificazioni al centro della riforma

Dopo anni di rinvii e interventi frammentati, il Governo accelera sulla riforma del Testo Unico dell’Edilizia. La legge delega per il nuovo “Codice dell’edilizia e delle costruzioni” punta a riscrivere in modo organico il DPR 380/2001, introducendo semplificazioni procedurali, nuove regole sullo stato legittimo e una revisione del sistema delle sanatorie edilizie.

Il progetto di riforma nasce con l’obiettivo di superare un impianto normativo considerato ormai inadeguato rispetto alle trasformazioni urbanistiche, energetiche e tecnologiche degli ultimi vent’anni. Al centro della delega ci sono la digitalizzazione delle procedure, il coordinamento tra Stato e Regioni, la riduzione degli adempimenti burocratici e una maggiore certezza giuridica per cittadini, professionisti e amministrazioni.

Uno dei temi più discussi riguarda lo stato legittimo degli immobili. La riforma punta infatti a chiarire in modo definitivo quali documenti possano attestare la regolarità edilizia di un fabbricato, cercando di ridurre il contenzioso e le difficoltà interpretative che negli ultimi anni hanno bloccato compravendite, accesso ai bonus edilizi e pratiche urbanistiche.

Ampio spazio anche alle sanatorie edilizie. Gli emendamenti presentati in Commissione propongono un ampliamento della cosiddetta “sanatoria semplificata”, già introdotta con il decreto Salva Casa. In particolare, si valuta un’estensione delle ipotesi di regolarizzazione attraverso una revisione della doppia conformità, uno dei principi più restrittivi dell’attuale normativa.

Tra le modifiche più rilevanti emerge anche la volontà di semplificare il rapporto tra disciplina edilizia e urbanistica, riducendo le sovrapposizioni normative che oggi rallentano gli interventi di recupero e rigenerazione urbana. L’obiettivo dichiarato è favorire il riuso del patrimonio esistente, limitando il consumo di suolo e accelerando gli interventi di riqualificazione.

La legge delega prevede inoltre la revisione dei titoli abilitativi edilizi, con un possibile riordino di SCIA, permessi di costruire ed edilizia libera. Il Governo punta a creare un sistema più chiaro e uniforme, anche attraverso piattaforme digitali interoperabili tra enti locali e amministrazioni centrali.

Altro punto centrale della riforma riguarda i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) in materia urbanistica ed edilizia, che dovrebbero garantire standard omogenei su tutto il territorio nazionale, pur nel rispetto delle competenze regionali.

Il percorso parlamentare resta però delicato. Gli emendamenti sulle sanatorie e sulla conformità urbanistica stanno alimentando il confronto politico e tecnico tra professionisti, amministrazioni locali e associazioni di categoria. Da un lato c’è chi considera necessaria una maggiore flessibilità normativa per sbloccare migliaia di immobili con piccole difformità; dall’altro c’è il timore che un eccessivo allargamento delle regolarizzazioni possa trasformarsi in un nuovo condono mascherato.

Se approvata, la delega consentirà al Governo di emanare nei prossimi mesi i decreti legislativi attuativi che ridisegneranno l’intero quadro normativo dell’edilizia italiana. Una riforma che potrebbe incidere profondamente sul lavoro dei tecnici, sul mercato immobiliare e sulla gestione urbanistica delle città.

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