La tecnologia al plasma freddo, basata sul fenomeno della ionizzazione, riesce ad abbattere il coronavirus negli ambienti chiusi fino al 99,9% in mezz'ora. Lo afferma uno studio, in via di pubblicazione, condotto dall'équipe di Andrea Crisanti dell'Università di Padova.

Un fenomeno fisico generato a temperatura ambiente utilizza l'aria trasformandola in un gas ionizzato (plasma freddo) costituito da varie particelle caricate elettricamente: elettroni, ioni, atomi e molecole che scontrandosi tra loro producono specie ossidanti in grado di disaggregare i composti organici volatili, come batteri e virus. La tecnologia testata dal laboratorio padovano, messa a punto da Jonix, una start up fondata dall'azienda di Padova HiRef Spa e laboratori Archa di Pisa, "presenta un'efficacia attività antivirale nei confronti di SARS-CoV-2, con un abbattimento della carica virale pari al 99,99% dopo solo 30 minuti di esposizione", scrivono gli esperti nello studio. "Conoscevamo la forza del plasma freddo nel combattere virus, batteri e agenti patogeni - afferma Mauro Mantovan, fondatore di HiRef e presidente di Jonix -. Ma avere la validazione scientifica proprio sul Covid-19 era per noi un passaggio fondamentale. L'analisi di un certificatore prestigioso qual è l'ateneo patavino ci permette di continuare a lavorare per pensare prodotti sempre più all'avanguardia, sfruttando tutte le possibilità che la moderna tecnologia ci offre".

Fonte Ansa

 

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Al via il progetto OLEDWIND che vede collaborare ENEA con l’azienda campana Materias S.r.l. per sviluppare innovative sorgenti luminose organiche, gli OLED (Organic Light Emitting Diode), da integrare in finestre per illuminare gli interni degli edifici in assenza di luce naturale. Grazie anche all'impiego di materiali economici e sostenibili, i nuovi dispositivi consentiranno di ridurre il costo per l’illuminazione e di migliorare il benessere abitativo delle persone.

“Questa nuova tecnologia consentirà di realizzare finestre ‘intelligenti’ che di giorno svolgeranno il ‘normale’ compito di far entrare la luce naturale, mentre dal crepuscolo in poi, grazie agli OLED inseriti nel vetro, manterranno il livello desiderato di luminosità negli ambienti”, spiega Maria Grazia Maglione, ricercatrice del Laboratorio Nanomateriali e Dispositivi nel Centro Ricerche ENEA Portici (Napoli).

Le persone passano gran parte del proprio tempo all’interno di edifici nei quali la luce naturale contribuisce solo in minima parte all’illuminazione necessaria. In generale, abitazioni, luoghi di lavoro, uffici pubblici e scuole utilizzano sorgenti luminose artificiali, come lampade a fluorescenza (neon) e LED, che raramente replicano il contenuto spettrale e di intensità della luce naturale. Ciò ha conseguenze sul benessere abitativo e sulla salute degli occupanti, specialmente in caso di presenza prolungata in tali ambienti. “Da qui la necessità di ripensare le modalità di illuminazione degli ambienti di vita, impiegando nuovi tipi di sorgenti luminose che siano più simili alla luce naturale, cioè producano luce diffusa, non siano abbaglianti, abbiano un contenuto spettrale eventualmente regolabile, ma che siano anche efficienti, cioè a basso consumo, costino poco, utilizzino materiali facilmente reperibili e sostenibili, ma anche biodegradabili e che a fine vita siano facilmente gestibili e riciclabili, quindi ecocompatibili”, aggiunge Maglione.

Nella prima fase del progetto, la ricerca sarà focalizzata sullo sviluppo di prototipi OLED semitrasparenti che prevedono l’impiego di materiali e processi a basso impatto ambientale ed ecosostenibili, per il loro possibile utilizzo in finestre intelligenti per l’illuminazione di interni. “Qui la collaborazione con Materias S.r.l. riguarderà l’individuazione dei materiali, il miglioramento di alcune fasi di processo e la valutazione dei risultati raggiunti per pianificare lo sviluppo di OLED con prestazioni migliorate”, sottolinea Maglione.

In una seconda fase saranno incrementate l’area emissiva e le prestazioni generali dei dispositivi, inclusa la stabilità nel tempo. “Questo ci permetterà di interfacciarci con aziende dell’illuminotecnica potenzialmente interessate a nuove soluzioni di illuminazione - settore in cui l’industria italiana è tra le prime al mondo - ma anche con i produttori e gli installatori di infissi e serramenti, che avrebbero la possibilità di presentare finestre innovative con dispositivi OLED integrati”, conclude Maglione.

La tecnologia OLED si configura come l’evoluzione dei metodi di illuminazione per ambienti chiusi, grazie alle peculiari caratteristiche dei dispositivi, come: grande area di emissione luminosa con generazione di luce diffusa, dispositivi sottili e leggeri, elevata efficienza, ampia possibilità di regolare il colore della luce emessa, dissipazione termica che non necessita di dissipatori di calore aggiuntivi e dunque bassa temperatura di funzionamento, possibilità di essere realizzati con processi a basso costo e su substrati flessibili, trasparenza, con la possibilità di realizzare forme e geometrie qualsiasi. A questo proposito, dal punto di vista del design gli OLED permettono di pensare alla luce come materia e non solo come funzione, e quindi come un elemento architettonico vero e proprio, permettendo una superiore versatilità in termini di design rispetto ai LED, in sintonia con l’approccio alle nuove produzioni industriali del “Made in Italy”.

Il progetto OLEDWIND ha ottenuto un finanziamento di 46.500 euro dal programma “Proof of Concept” messo in campo dall’ ENEA per lo sviluppo e il trasferimento tecnologico all’industria.

 

Fonte: Enea

La rivoluzione digitale dell'ultimo decennio non ha investito soltanto le nostre abitudini e il nostro modo di comunicare riducendo le distanze e facilitando la vita quotidiana, ma ha anche cambiato lo stesso modo di concepire e vivere la casa. Proprio a questo si riferisce la domotica, uno dei campi tecnologici con i più ampi margini di sviluppo. Ma cos'è la domotica? E quali sono i vantaggi di avere una casa intelligente in termini di costi e risparmi energetici?

Il concetto di domotica (“domus”, casa in latino + robotica) nasce intorno agli anni '80 con l'idea di trasferire, grazie allo sviluppo dell'elettronica e dell'informatica, i processi di automazione industriale alla realtà domestica. Ma è con la diffusione globale della rete internet e con la nascita delle interfacce digitali che questa nuova scienza ha trovato, in quest'ultimo decennio, le prospettive di crescita maggiori.

La domotica studia quindi l'adozione delle tecnologie applicate all’ambiente domestico con l’intento di prestare attenzione alle questioni ambientali, in termini di risparmio energetico, e di migliorare la qualità di vita delle persone, rendendo le azioni quotidiane più semplici e confortevoli. Attenzioni che come conseguenza diretta portano all'aumento del valore economico degli stessi immobili.

Oggi le case predisposte per l'accoglienza di impianti di domotica hanno un valore nettamente superiore a quelle di concezione “classica”. Le statistiche sono lì a dimostrarlo. Una recente analisi di CASA24 – Il Sole 24 Ore ha sottolineato come le case con impianti domotici abbiano un prezzo di vendita più alto dell'8-12% rispetto alle altre. Ma non solo. Ha dimostrato che gli italiani siano sempre più alla ricerca di abitazioni con dispostivi smart. Basti pensare che il 30% del campione dello studio ricerca sistemi di videosorveglianza e illuminazione a distanza, il 14% dispositivi per controllare da remoto di cancelli, porte, finestre, tende e velux e il 13% innovazioni per gestire la climatizzazione della casa.

Innovazioni che non riguardano soltanto case di lusso, ma riguarda immobili di ogni valore e dimensione. Un esempio le realtà imprenditoriali che hanno case in costruzione a Roma come Progedil 90 e che le predispongono già per l'installazione dei dispostivi più avanzati di domotica.

E gli stessi capitolati delle nuove abitazioni contengono come parte integrante del progetto innovazioni come il controllo da remoto e da touchscreen di servizi come l’impianto elettrico, la termoregolazione, il sistema antintrusione.

Ma come cambiano le nostre case con l'arrivo della domotica? Proviamo a fare alcuni esempi concreti.

Negli impianti tradizionali le funzioni domestiche e gli elettrodomestici vengono implementati attraverso dispositivi come interruttori o termostati. Con le smart home tutto ciò che riguarda le funzionalità abitative viene gestito tramite un sistema remoto collegato allo smartphone, al tablet e al pc. Una vera e propria rivoluzione che permetterà di controllare a distanza “la vita” delle nostre case garantendo un risparmio energetico notevole.

E proprio quello dell'efficienza energetica è uno dei punti di forza della domotica. Autoregolare l'avvio degli elettrodomestici, registrare e risolvere anomalie del sistema, avvisare gli abitanti quando le apparecchiature casalinghe restano in funzione. Tutte azioni che permettono di risparmiare sui costi in bolletta. Ma non sono gli unici risparmi. Oggi la domotica non è costosa come agli albori. Non servono più tempi di installazione lunghi, cavi e impianti ipertecnologici. È diventata sufficiente una semplice connessione wi-fi per mettere in comunicazione tutti gli elettrodomestici e magari utilizzarli nelle ore in cui l'energia elettrica è molto meno cara.

Non sono le uniche innovazioni oggi a disposizione. Con la gestione centralizzata è possibile regolare le tapparelle, decidere da remoto la temperatura dell'ambiente e magari gestire gli impianti di diffusione sonora e home entertainment.

I vantaggi non sono finiti qui. La domotica ha portato su un altro standard il concetto di sicurezza. I nuovi impianti, infatti, possono controllare eventuali fughe di gas o allagamenti chiudendo i rubinetti in automatico e avvertendo i proprietari con un sms di allerta. Oppure possono attivare in autonomia gli impianti antifurto o gestire le chiamate di aiuto in caso di emergenza.

In questi ultimi anni sono stati fatti enormi passi avanti anche a livello “culturale”. Gli impianti intelligenti non sono più visti come un sinonimo di lusso e stanno entrando nella vita quotidiana di persone di ogni estrazione economica. Un cambiamento di prospettiva che, unito all'amore degli italiani per le proprie abitazioni e all'utilizzo massiccio degli smartphone, ha aumentato in maniera esponenziale la richiesta di domotica nel nostro Paese.

Oggi la smart home non è più un optional o uno status symbol. È diventata una necessità per contenere i costi e per preservare l'ambiente che ci circonda.

Oggi più che mai, dotare un edificio - sia esso un ufficio, un negozio, una scuola, un ospedale o un impianto produttivo - di tecnologie innovative per la sicurezza antincendio, oltre ad essere un obbligo di legge, risponde alla crescente necessità di garantire la protezione delle persone, dei beni e la continuità dei processi aziendali, in caso di eventi dannosi.

L’ampia gamma di prodotti per la protezione attiva, firmata Urmet, composta da sistemi convenzionali, digitali e di evacuazione vocale, è concepita proprio allo scopo di fornire ai propri clienti tecnologie all’avanguardia per la rilevazione tempestiva di un principio di incendio o di perdite di gas.

Flessibilità, versatilità, modularità e attenzione all’estetica: questi i principali plus alla base delle linee Urmet, certificate secondo le normative europee più rigide, che si adattano perfettamente a qualsiasi tipologia di impianto, consentendo diversi livelli di personalizzazione in base alle specifiche esigenze progettuali.

In dettaglio, le soluzioni Antincendio Convenzionali Urmet permettono di scegliere tra tre tipologie di centrali dotate di un potente microprocessore, che consentono di gestire da 2 a 20 zone e le cui linee possono essere attivate o disattivate, in modo semplice ed intuitivo, tramite un comando direttamente dal frontale. Ad ogni linea sono collegabili fino a 32 rilevatori di diversa tipologia: di fumo, termico, oppure a doppia tecnologia, ottica e termica, ideale per applicazioni in ambienti critici. Le dimensioni ridotte 340x240x96 mm ed il design lineare delle centrali, ne assicurano la massima discrezione, soprattutto se installate in contesti sensibili come una banca.

Il sistema digitale fire Serie 500 di Urmet, rappresenta una vera e propria evoluzione sul mercato. Conforme alle norme EN54 è, infatti, dotato di una piattaforma di comunicazione che permette di collegare in rete più modelli di centrale, assicurando eccellenti performance. L’elevata modularità e versatilità di queste ultime, consente di realizzare impianti espandibili da 1 a 12 linee loop, in grado di monitorare fino a 480 zone, di impiegare fino a 240 gruppi di sensori di diversa tipologia e di registrare un massimo di 1.000 eventi in memoria: la soluzione ideale, dunque, per tutti i terziari con elevate esigenze di gestione. Infine, ulteriore punto di forza della serie 500 di Urmet è rappresentato dalla possibilità di configurare e gestire l’applicazione anche da remoto, a garanzia di un’installazione semplice e veloce.

Gli innovativi sistemi di evacuazione vocale Urmet sono diventati elementi essenziali nei moderni sistemi antincendio, soprattutto se utilizzati per la messa in sicurezza di ambienti come scuole, supermercati e luoghi di intrattenimento, caratterizzati da una forte affluenza di persone. In caso di incendio, infatti, risulta di fondamentale importanza allertare tempestivamente gli individui presenti negli edifici e convogliarli, nel modo più sicuro possibile, verso le uscite. In tal senso, i sistemi di evacuazione vocale permettono di guidare l’esodo con messaggi vocali preregistrati e studiati specificatamente per ciascuna tipologia di applicazione, al fine di aiutare le persone ad eseguire correttamente tutte le procedure di evacuazione.

1114-MX3250 è il cuore dell’impianto, che include un’unità master basata su DSP e fino ad un massimo di 6 amplificatori di potenza in classe D+, in grado di fornire fino a 250 W per linee di diffusori a tensione costante. In particolare, questi ultimi a plafoniera, sono provvisti di fondello antifiamma in acciaio e in grado di resistere alle alte temperature che si raggiungono durante un incendio e forniscono una riproduzione particolarmente intelligibile della voce. La soluzione può essere altresì completata con basi microfoniche monitorate per annunci e una pulsantiera addizionale a sei tasti, ciascuno dei quali agisce su una delle zone della centrale.

Enzo Lombardo, Product Manager Sistemi Antincendio del Gruppo Urmet dichiara “La prevenzione incendi sta diventando sempre più una priorità. Gli ultimi dati statistici rilevati pubblicati dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco parlano di 234.675 interventi di cui il 29% richiesti per incendi ed esplosioni, ovvero il +0,3% rispetto all’anno precedente. Un trend poco rassicurante se pensiamo alle normative sempre più stringenti in materia. In tal senso, la nostra volontà è quella di continuare ad investire costantemente nella ricerca e sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate e di mettere il nostro know-how a disposizione del mercato a favore di una superiore salvaguardia dell’incolumità delle persone e dei beni.

In un contesto di mercato, come quello attuale, in continua evoluzione, la rapida diffusione di tecnologie IP, di internet e connessioni wi-fi, ha aperto nuove frontiere anche nel mondo della videocitofonia. L’introduzione di soluzioni e funzionalità avanzate, legate in particolar modo all’uso di dispositivi mobile, permette, infatti, di rispondere in modo puntuale alla crescente richiesta, da parte di un nuovo profilo di utenza, di poter gestire, anche da remoto, l’integrazione dei vari impianti della propria abitazione. Un nuovo modo di intendere le soluzioni abitative, che rispecchia anche i moderni lifestyle e trend del momento.
“In tale scenario, risulta evidente come sia di cruciale importanza, per gli operatori del settore, essere costantemente aggiornati e, nell’ambito della videocitofonia, ciò si manifesta nell’utilizzo sempre più diffuso di sistemi IP di ultima generazione.” commenta Daniele Micheletti, Product Manager di Urmet che aggiunge “Ad oggi sono ancora numerosi gli Installatori che per mancanza di know-how non ne sfruttano appieno le potenzialità, perdendo importanti opportunità di mercato. E’ proprio allo scopo di colmare questo gap e semplificare il loro lavoro che Urmet propone IPercom, un nuovo sistema videocitofonico integrato IP, ideale per ville o edifici multiutenza, che completa l’offerta dell’azienda costituita da 2Voice, IPervoice e CallMe.”
Il punto di forza di IPercom, rispetto agli altri apparati presenti sul mercato, risiede proprio nella sua estrema facilità di installazione, che non necessita di alcuna competenza specifica in quanto può essere agevolmente inserito all’interno di reti IP esistenti, non richiedendo alcuna configurazione IP o di rete.  
Semplicità, flessibilità e sicurezza, sono i tre pilastri su cui si basa il concept di IPercom. In tal senso, l’innovativo impianto citofonico si caratterizza per una rapidità di programmazione che può essere eseguita direttamente dal dispositivo, tramite l’IPercom Configurator presente sui Monitor Max di Urmet e disponibile sia per Android che per Windows, oppure in laboratorio e poi esportata su Max attraverso una microSD card.
Estremamente affidabile, IPercom è, infatti, perfettamente compatibile con la gamma di posti interni ed esterni di Ipervoice. Nello specifico, l’Home Monitor Max, dal design minimal ed elegante, con uno schermo a 7” completamente Touch Screen, rappresenta l’interfaccia ideale che da senso all’intero sistema. Grazie al suo menù ad icone, comodo ed intuitivo, permette di gestire tutte le funzionalità, quali ad esempio il controllo accessi, la videosorveglianza e l’antintrusione, in modo integrato con un tocco direttamente dal display.
Una soluzione flessibile, dunque, che permette di superare i limiti della videocitofonia tradizionale, dando vita ad un vero e proprio impianto di domotica domestica, che rimanda ai più evoluti concetti di abitazione intelligente, in grado di agevolare la vita di tutti i giorni. Con IPercom aumentano le prestazioni: possono essere collegati fino a 1000 dispositivi IP, la comunicazione audio/video, fuori e dentro casa, è sempre efficiente e perfomante in virtù della possibilità di interagire con gli altri utenti del complesso e con la portineria che diventa, così, un vero e proprio centro di controllo. Inoltre, il nuovo IPercom, permette di usufruire di funzionalità avanzate come il rinvio di chiamata su Smartphone e Tablet, pur in assenza di un server, a garanzia della massima soddisfazione degli utenti che possono rispondere al videocitofono, da lavoro come da casa.
Infine, la massima sicurezza dell’intero sistema videocitofonico è garantita da un doppio livello di protezione che permette di configurare profili differenziati (amministratore/installatore) in modo da limitare l’accesso a quest’ultimo, una volta terminati i lavori.
Daniele Micheletti, Product Manager di Urmet, commenta: “IPercom rappresenta per il settore una soluzione per realizzare impianti IP in grado di coniugare innovazione e design. Siamo sicuri che la nostra sensibilità verso le esigenze degli operatori, porterà ad una crescita dell’intero comparto nell’utilizzo delle tecnologie IP, con un conseguente e generale incremento del business e della profittabilità.”

Il portone industriale a libro per una massima protezione del prodotto
Spesso le soluzioni più semplici sono le migliori. Così è anche nel mondo industriale dove praticità, spazi ampi e adattabilità sono le principali caratteristiche che si richiedono. Se ad esse si unisce alta tecnologia e una vasta gamma di accessori, i prodotti made in Italy di Breda sono la risposta. Portoni Industriali a Libro. Il tuo miglore alleato per il tuo business
Nascono proprio a questo scopo i portoni industriali a libro Book Line, ideali per aperture di grandi dimensioni, in grado di inserirsi bene in ogni ambiente e con una sorprendente facilità d’installazione. Di nuova generazione, combinano versatilità d’applicazione, innovazione tecnologica e gusto estetico.
Oggi vi raccontiamo come il nostro cliente tedesco Milag Lackieranlagen, azienda specializzata nella produzione e installazione di cabine di verniciatura in Germania, Svizzera e Austria, ha soddisfatto le esigenze dei suoi acquirenti di massima protezione del prodotto finale, scegliendo i portoni industriali a libro Adone della linea Book Line di Breda.


 
Portoni industriali a libro, adattabili alle diverse esigenze
La particolarità del modello Adone è l’apertura laterale, che gli consente di ripiegarsi su se stesso, creando un ingombro di spazi minimo. Ma la sua adattabilità alle esigenze della clientela non finisce qui.
Nel caso di Milag Lackieranlagen, che produce diversi tipi di prodotto che spaziano dalle più semplici cabine di verniciatura per carrozzerie fino ai tunnel di verniciatura per componenti di motori e trattori agricoli, la principale richiesta era quella di poter sigillare maggiormente la parte superiore del portone industriale a libro per evitare l’ingresso di possibili flussi d’aria in grado di influire sulla qualità e le caratteristiche della verniciatura finale.
Sulla base delle richieste dell’azienda tedesca, Breda si è messa subito all’opera e ha studiato una soluzione apposita. Nel caso delle cabine destinate alla verniciatura dei motori, ha sviluppato un telaio con traverso interrotto nella parte in alto e uno spacco superiore per permettere l’uscita del carrello con il motore appeso.
 
Portoni industriali a libro, ideali per grandi aperture
La particolare struttura a libro di Adone lo rende perfetto in contesti di cantiere: è un portone industriale che è possibile ribaltare a 180° con un impacchettamento dalle due alle quattro ante.  Inoltre, essendo dotato di telaio senza guida a terra, ha il grande vantaggio di richiedere tempi di installazione estremamente ridotti.
Funzionalità e la possibilità di sfruttare al massimo lo spazio si uniscono in un prodotto dal design semplice e lineare dalla massima pulizia estetica.
 
Colori e finiture personalizzabili per portoni industriali
I portoni industriali Adone di Breda, inoltre, sono disponibili in un’ampia varietà di colori e finiture che si adattano al contesto di riferimento in cui si inseriscono. Per un ambiente contemporaneo, la scelta può cadere sul liscio che comprende le tinte bianco grigio, bianco alluminio, marrone o grigio antracite ma anche osare con colori più accesi come il rosso fuoco, il verde muschio o il blu genziana oppure sugli stucchi con bianco ottico, bianco tenue, marrone, verde muschio o alluminio brillante.
Se si preferisce un contesto più ricercato e dalla forte personalità è possibile optare per il corten e le finiture micacee nei colori grigio argento, grigio metallico, grigio graphite, nero fumo, verde pino, rosso antico, rosso terra bruciata.
Una scelta più tradizionale ma dalla massima eleganza, infine, arriva dal Simil Legno in quercia dorata o noce.
 
Adone, il portone industriale che lascia spazio all’immaginazione
Nei due casi delle cabine di verniciatura di automobili di Milag Lackieranlagen la scelta di colore è caduta sulla finitura liscia bianca, contraltare perfetto di un muro dai graffiti supercolorati ma non solo: il bianco è anche lo sfondo perfetto per vivere a pieno l’emozione di un nuovo bolide fiammante tutto tirato a lucido, che esce dai portoni Adone di Breda.

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Portoni Sezionali Breda : sicurezza e benessere

La casa e il lavoro sono tra i valori più improntati per gli italiani. Entrambi rappresentano aspetti fondamentali della vita di ognuno di noi. Significano sicurezza, tranquillità, benessere, successo. Sono fattori, spesso, indissolubilmente collegati e per il mantenimento dei quali l’impegno dedicato ogni giorno è massimo. E Breda con i suoi portoni sezionali è sempre al vostro fianco.

Sono anche gli ambiti in cui lavora Breda, con la propria offerta di portoni sezionali motorizzati per la sicurezza di aziende e abitazioni. Prodotti di qualità 100 per cento made in Italy, belli, solidi e affidabili. Proprio come piace a noi italiani.

E in questo post vi parliamo proprio di come il nostro rivenditore emiliano Dynamic System ha soddisfatto le esigenze di un cliente di Crevalcore, in provincia di Bologna, alla ricerca di una duplice soluzione di chiusura, per la casa e per l’attività professionale, in seguito alla ristrutturazione di un edificio.

 
Portone sezionale motorizzato Dock

Quando casa e azienda sono sotto lo stesso tetto e le esigenze di chiusura si sdoppiano, la risposta è Dock, il portone sezionale motorizzato di casa Breda della linea Steel Line. Un portone più piccolo è stato installato nella parte di edificio dedicato all’abitazione, mentre un portone sezionale motorizzato dalle dimensioni maxi sarà il fedele collaboratore per le attività lavorative.

Ideato per il settore industriale ma perfetto anche in ambito domestico, il portone sezionale Dock della linea Steel Line di Breda è il perfetto mix tra qualità e funzionalità.

Al portone sezionale motorizzato Dock di Breda non manca proprio nulla: sistemi di scorrimento tecnologicamente avanzati, efficienti e facilissimi da usare, grande stabilità e, come vuole la consolidata tradizione Breda, infinite possibilità di personalizzazione con numerosi optional. Accorgimenti all’avanguardia che Breda ha messo a punto per rispondere a qualsiasi esigenza di chiusura, per un utilizzo sempre al top, in qualsiasi ambito professionale o residenziale.

 
Porta pedonale ribassata

La porta pedonale con soglia ribassata, ad esempio, accessorio sempre molto richiesto che agevola il passaggio veloce di persone o cose anche a portone chiuso. E poi, con la serratura a 4 punti di chiusura e le nuove cerniere a scomparsa, la tranquillità anti effrazione è sempre garantita. E che dire delle apprezzatissime sezioni vetrate Visa? Accessori che impreziosiscono il manto e, in più, consentono il passaggio all’interno della luce naturale, accorgimento che permette anche di risparmiare sul consumo dell’elettricità utilizzata per l’illuminazione degli spazi interni. Un bel vantaggio per le nostre tasche, ma anche per il benessere del pianeta.

 
Finiture di qualità per il tuo portone sezionale

Disponibile anche un’ampia gamma di finiture e colori che permettono la totale libertà in fatto di personalizzazione. Per il portone sezionale motorizzato Dock, Breda propone le eleganti finiture stucco in otto raffinate colorazioni: bianco ottico, bianco tenue, marrone, verde, grigio chiaro, grigio ferro, blu e rosso, ai quali si aggiungono cinque tinte per la finitura liscia: bianco, grigio chiaro, grigio antracite, marrone e verde.

Chi ama le superfici più ricercate potrà contare sulla forte personalità del corten e delle finiture micacee. Queste ultime sono realizzate attraverso uno speciale procedimento di verniciatura a base di resine acriliche unite a pigmenti ferromicacei che conferisce un elegante effetto metallizzato, riproduce l’aspetto del ferro battuto anticato e risulta anche molto resistente agli agenti atmosferici.

 
Dock il portone sezionale sicuro e di stile

In questo caso la scelta è ricaduta sulla tinta verde RAL 6005, discreta e originale al contempo, che si integra perfettamente nel contesto rurale e conferisce eleganza e stile all’edificio. Il risultato finale è sicuramente di grande impatto estetico che, unito alla massima facilità di utilizzo e all’assoluta sicurezza, fanno del portone sezionale motorizzato Dock di Breda la soluzione perfetta per la casa e il lavoro.  Ancora una volta, Breda, insieme al suo rivenditore Dynamic System per l’Emilia Romagna, ha dimostrato la propria capacità di fornire ai propri clienti la chiusura ideale, progettata sempre ad hoc, che risponde in modo puntuale e preciso a qualsiasi esigenza di utilizzo pubblico o privato.

 

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Nuovi oblò per portoni sezionali Breda, via libera all’originalità.


Chi ama viaggiare lo sa bene: lo stile italiano è universalmente riconosciuto e apprezzato.
E gli stranieri dicono che, spesso, basta un'occhiata per capire se si trovano di fronte a un italiano. Tutto il mondo apprezza la nostra personalità, il gusto estetico, la capacità di distinguerci e la cura per ogni singolo dettaglio. Sono peculiarità che esprimiamo soprattutto attraverso il nostro abbigliamento, ma anche con le scelte che facciamo per la nostra casa, per l'arredo così come per le finiture esterne.


Accessori di alta qualità

Anche la scelta del portone per il garage è importante. Infatti, il portone sezionale, oltre a essere funzionale e sicuro, deve inserirsi perfettamente nel contesto architettonico e impreziosire l'insieme. Breda questo lo sa bene, perciò ha ideato una serie di accessori che rendono ogni portone sezionale un modello davvero speciale. Come ad esempio i nuovi oblò, disponibili per i portoni sezionali e per i portoni basculanti.

 
I nuovi oblò Breda per i portoni per il box auto

Per rispondere alle molteplici esigenze provenienti del mercato, che sempre di più è alla ricerca di soluzioni esteticamente al top, tecnologicamente avanzate e che permettano la massima personalizzazione, Breda ha ideato una nuova linea di oblò, dedicata ai suoi portoni per box auto. Così, chiunque sceglierà un modello tra i portoni sezionali della linea Domus Line, Side Line oppure un portone basculante della collezione Bascu Line, potrà contare anche sulla classe insuperabile dei nuovi oblò in vetro; si tratta di accessori eleganti che possono essere inseriti a piacimento per creare infinite combinazioni e che conferiscono eleganza al portone per il garage permettendo anche di illuminare il vano auto con luce naturale.
Materiali e finiture personalizzabili
Infatti, i nuovi oblò vengono proposti con vetro minerale temperato stratificato o vetrocamera. Il telaio è realizzato in acciaio inox satinato. Una finitura discreta che si sposa perfettamente con qualsiasi colore o materiale scelto per i pannelli del portone.

 
Il portone per il garage è sempre più sicuro

La scelta di Breda di utilizzare acciaio inox, vetro temperato stratificato e vetrocamera non è casuale. Essa infatti risponde alla volontà di rendere i portoni sezionali sempre più sicuri ed efficienti. Infatti, il vetro temperato risulta più resistente agli urti e alla flessione rispetto al vetro comune. Il vantaggio è evidente: per essere danneggiato deve essere colpito con molta più forza del normale e questo si traduce in un importante deterrente per i malintenzionati. Buone notizie anche se il vetro si rompe a causa di un urto accidentale, perché la lastra si frantuma in tanti piccoli pezzi poco taglienti e quindi molto meno pericolosi per le persone.
Sicurezza garantita e certificata
Inoltre, la stratificazione prevede l'interposizione di uno speciale film plastico tra due lastre di vetro. In caso di rottura, il film interno mantiene uniti i frammenti, in modo che - fino alla sostituzione - l'oblò del portone per il box auto continua a svolgere la sua funzione.
La soluzione con vetrocamera, invece, prevede l'utilizzo di due lastre di vetro sigillate e separate da un'intercapedine: un accorgimento che permette il migliore isolamento acustico e soprattutto termico, aspetto fondamentale per i portoni sezionali Breda, i cui pannelli presentano uno spessore costante di 42 millimetri a garanzia dell'ottimale coibentazione.

 
Il portone per il garage diventa unico

Con i nuovi oblò per i portoni sezionali Breda ci si può davvero sbizzarrire. Essi sono disponibili in quattro diverse forme che permettono di realizzare numerose combinazioni: il modello tondo è proposto con diametro da 330 mm, il modello quadrato è disponibile con lato da 230 mm, posizionabile anche a rombo, oppure nella versione big, da 310 mm. Quattro nuove soluzioni che arricchiscono l'ampia offerta di oblò che Breda propone per i suoi portoni per garage che comprende le versioni da 525x350 mm in ABS trasparente oppure opalino e con griglia di ventilazione.
Soluzioni e design personalizzato
Chi desidera un effetto più ricercato potrà scegliere tra il motivo "a sole" nelle varianti a due o quattro moduli, oppure optare per la classica "inglesina", dall'eleganza senza tempo. Via libera alla creatività anche per le cornici proposte nelle finiture bianco, nero, dorato, cromato o bronzato.
Non mancano, poi, le varianti con sezione Visa con griglia in acciaio o alettata, con lamiera stirata, con acrilico trasparente, satinato o bronzato.
Infine, a chi desidera sfruttare appieno la luce naturale per illuminare l'interno del box auto, Breda ha dedicato il modello ovale da 609x 203 centimetri e quello rettangolare da 700x 370.

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Molto spesso, la forza dell’abitudine ci porta a dare per scontate alcune informazioni.

E a volte accade pure qui, nel nostro blog, dove ci sono tantissimi fedeli follower, ma anche nuovi utenti: a loro e a tutte le persone che amano acquistare con cognizione di causa, dedichiamo il post di oggi. Per rispondere alla domanda più frequente che ci viene posta, alla quale – modestamente – nessuno meglio di noi può rispondere: meglio un portone sezionale o un basculante?

Partiamo con i sezionali. I portoni sezionali sono portoni “speciali” perché scorrono sul soffitto. La loro movimentazione – manuale o motorizzata – è semplice e pratica. Essa è studiata per rendere molto più agevoli l’entrata e l’uscita e per sfruttare al meglio lo spazio sia interno, sia esterno del box auto. A tutti gli effetti, l’ingombro di un portone sezionale è minimo.

Essi, infatti, si aprono verticalmente, scorrendo lungo la parete sopra il vano e si posizionano paralleli al soffitto. Sfruttano, quindi, uno spazio normalmente non utilizzato, lasciando libera tutta l’area utile attorno alla porta.
Sono composti da pannelli in acciaio, legno o alluminio che scorrono su apposite guide laterali, grazie al sostegno di un gruppo molle di bilanciamento poste in architrave o in coda e alle speciali rotelle di scorrimento.

Un concetto elementare, quindi, attorno al quale noi di Breda abbiamo costruito un mondo: il nostro mondo. Abbiamo ideato infinite possibilità di personalizzazione: materiali, colori, finiture, accessori e, ovviamente, misure. Tutto questo per rispondere a qualsiasi esigenza di chiusura fornendo sempre la soluzione perfetta per qualità, sicurezza, design, tecnologia.

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Sap Società attiva da quarant'anni nel campo delle chiusure industriali sempre attenta nelle tecnologie del mercato di riferimento propone oggi i nuovi sistemi di chiusura biometrici.
Per avere un livello di comfort e sicurezza elevato nelle abitazioni, ci si può affidare a controlli di apertura innovativi e pratici.
Finora i sistemi di accesso hanno definito un utente autorizzato in base al “possesso” o alla “conoscenza”. Se si possedeva una chiave o una scheda, si poteva azionare una serratura, se si era a conoscenza di un codice o di una password, la porta si apriva. Moderni sistemi biometrici di accesso definiscono un utente autorizzato in base al suo “essere”, vale a dire che unicamente la persona in questione potrà avere accesso. Da qui deriva il vantaggio che l' utente deve solo essere presente per aprire la sua porta con l'aiuto di un sistema biometrico. Dimenticare, perdere o rubare chiavi non è possibile.
L'espressione biometrica deriva dal greco e contiene le parole “bios” (vita) e “metron” (misura). La biometria è quindi la scienza che si occupa dell'applicazione di metodi matematico-statistici per la rilevazione di tratti peculiari fisici e comportamentali degli esseri viventi. Nella prassi, l'impronta digitale e la scansione dell'iride si sono dimostrate le caratteristiche più adatte ai sistemi biometrici.
A tale scopo, l'utente registra dapprima nel lettore la caratteristica biometrica, che viene poi trasformata in un codice binario e salvata. E' possibile fin da subito l'uso del lettore, il quale mette a confronto la caratteristica biometrica e il campione.
Se questi coincidono, viene consentito l'accesso. Se il proprietario dell'apparecchiatura vuole vietare l'accesso a un utente, cancella semplicemente il suo codice e questo non può più entrare.
Il vantaggio più evidente è il comfort unico nel suo genere. I sistemi biometrici eliminano definitivamente il pesante mezzo di chiavi.


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