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Rapporto UNICMI 2026: serramenti e facciate crescono nel non residenziale, recupero residenziale debole

Previsioni prudenziali per il 2026-2027

Il settore dell’involucro edilizio in Italia si trova in una fase di riassestamento, con segnali contrastanti tra residenziale e non residenziale. Secondo il Rapporto UNICMI 2026, mentre il comparto non residenziale, trainato anche dagli investimenti pubblici, continua a mostrare dinamismo e crescita, il mercato del recupero residenziale resta debole e in contrazione.

Crescita nel non residenziale, contrazione nel residenziale
Dopo una brusca frenata registrata nel 2024, il 2025 ha visto un moderato recupero nelle costruzioni, con un incremento complessivo degli investimenti dell’1,9% in termini nominali. Tuttavia, questa ripresa non proviene più dal settore residenziale, che continua a risentire della fine dell’effetto espansivo degli incentivi fiscali, ma dal settore non residenziale e dalle opere infrastrutturali.

Il mercato italiano di serramenti e facciate continue nel 2025 si è attestato poco sopra gli 8 miliardi di euro, con una contrazione contenuta dell’1,2%. Questo dato evidenzia due andamenti distinti: da un lato la debolezza del residenziale, dall’altro la tenuta e crescita del non residenziale, sostenuto da investimenti pubblici e programmi di riqualificazione degli edifici pubblici.

Le previsioni per il 2026 indicano una contrazione del comparto residenziale del 1,9%, mentre il non residenziale dovrebbe crescere del 4,4%. Nel 2027, si prevede un riequilibrio, con il non residenziale che rallenterà la crescita al 2,7% e il residenziale che dovrebbe tornare a crescere del 2%, interrompendo tre anni di ridimensionamento.

Mercato serramenti e facciate: valori e tendenze
Nel 2025, la domanda di serramenti si divide in circa 4,9 miliardi di euro per il residenziale e oltre 3,3 miliardi per il non residenziale. Nel residenziale predominano gli interventi di rinnovo, che rappresentano la maggior parte delle finestre vendute, mentre il nuovo costruito rimane limitato. La frenata del recupero comprime quindi la domanda complessiva.

Nel comparto non residenziale, invece, si registra una crescita sostenuta: il mercato dei serramenti metallici raggiunge 2,703 miliardi di euro, con un aumento del 3% rispetto al 2024. Anche il segmento delle facciate continue mantiene una dinamica positiva, con un valore di 968 milioni di euro nel 2025, segnalando una crescente domanda per interventi complessi su edifici direzionali, commerciali, pubblici e grandi opere di riqualificazione.

Evoluzione dei materiali e influenza degli incentivi
Il Rapporto mette in luce un cambiamento nelle quote di mercato dei materiali utilizzati nei serramenti. Il PVC resta il leader in valore con il 42% nel 2025, ma perde terreno a favore dell’alluminio (37%) e del legno (21%). Per il biennio successivo, è prevista una ulteriore leggera flessione del PVC al 39,5% e una crescita dell’alluminio fino al 38,5%. In volume, però, il PVC rimane predominante.

Un fattore chiave è il ridimensionamento degli incentivi fiscali per la sostituzione degli infissi, che ha ridotto significativamente il loro contributo alla domanda, soprattutto per il PVC. Questo si riflette anche nella diminuzione delle importazioni di serramenti in PVC, scese a circa 216 milioni di euro nel 2025, dopo i livelli più alti tra 2022 e 2024. Il mercato sembra quindi uscire dalla spinta degli incentivi per tornare a dinamiche più selettive, dove contano prestazioni, mercato di riferimento e destinazione d’uso.

Facciate continue: crescita esfide
Il segmento delle facciate continue mostra segnali incoraggianti, con una crescita stimata da 968 milioni di euro nel 2025 a oltre un miliardo nel 2027. Tuttavia, la crescita rallenta man mano che si avvicina la conclusione di importanti opere pubbliche.

Il Rapporto evidenzia anche una pressione sui margini economici delle imprese della filiera. Nel 2024, il ritorno operativo sul venduto (ROS) per i costruttori di serramenti metallici è stato del 10,4%, mentre per le imprese di facciate la redditività è più contenuta, con un ROS del 3,2%. Pur con un portafoglio ordini più stabile nel settore delle facciate, permangono criticità legate alla compressione dei margini e alla fragilità finanziaria di alcune aziende.

Previsioni per il 2026-2027: prudenza e incertezze energetiche
Per il 2026, si prevede un ritorno alla crescita nel mercato dell’involucro edilizio, con un incremento complessivo dello 0,6%, che dovrebbe salire al 2,3% nel 2027. Il non residenziale continuerà a trainare il mercato, mentre il residenziale dovrebbe avviare una lenta ripresa dopo anni di contrazione.

Le previsioni rimangono comunque caute e soggette a revisione, soprattutto a causa delle incertezze legate all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e al conseguente impatto sui costi energetici. Questi fattori rappresentano un rischio significativo, potendo influenzare negativamente sia la domanda sia la redditività del settore.

Il Rapporto UNICMI 2026 disegna un mercato dell’involucro edilizio in transizione, con opportunità di crescita soprattutto nel non residenziale e nei segmenti più complessi come le facciate continue. Tuttavia, la debolezza del recupero residenziale e le pressioni sui margini impongono un approccio prudente, con particolare attenzione al controllo dei costi e alla focalizzazione sui segmenti di mercato più promettenti.

Il 2026 e il 2027 si prospettano quindi come anni di moderata crescita, ma in un contesto internazionale e di mercato che richiedono flessibilità e capacità di adattamento da parte dell’intera filiera.

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