Villa Gi: un progetto dove memoria e materia trovano un nuovo equilibrio
Affacciata sul paesaggio della Valtellina, con una vista aperta su Sondrio e sulle montagne della Valmalenco, Villa GI è il risultato di un intervento di ristrutturazione concluso nel 2025 che ha trasformato una villa unifamiliare degli anni Sessanta in un’abitazione contemporanea. Il progetto, firmato dall’architetto e proprietario Davide Moroni, non si limita a ripensare un immobile esistente, ma dà nuova forma a quella che era la vecchia casa dei nonni, un luogo carico di storia e ricordi da conservare.
L’intervento ha comportato demolizioni e la successiva ridefinizione degli spazi su due livelli. La nuova organizzazione mette al centro il piano primo, pensato come un grande open space in cui ingresso, soggiorno e cucina si susseguono secondo una logica fluida, mentre al piano superiore si sviluppa una zona notte più raccolta, giocata su proporzioni più intime, soffitti ribassati nei corridoi e aperture verticali in corrispondenza delle camere.
Uno degli aspetti più significativi del progetto è il modo in cui gli elementi del passato vengono mantenuti e rimessi in scena. Non come parentesi decorative, ma come parti attive del nuovo racconto domestico. All’ingresso trova posto il divano di famiglia di fine Ottocento, collocato in una posizione precisamente studiata davanti alla porta blindata d’ingresso. Nella zona giorno compare il pianoforte, insieme all’impianto stereo originale anni Settanta, mentre altri oggetti ereditati, come il baule della nonna e la scala storica, contribuiscono a costruire una continuità emotiva con la storia dell’abitazione. Ogni arredo importante viene trattato come un punto fisso del progetto, non come un elemento da aggiungere in un secondo momento.
L’ingresso è pensato come uno spazio di sospensione, una soglia vera e propria prima dell’apertura del living. Non introduce subito al soggiorno, ma prepara l’esperienza domestica attraverso una definizione cromatica e volumetrica precisa. Il blu petrolio segna la presenza e sottolinea il carattere di volume autonomo, una sorta di scatola interna che organizza il passaggio e stabilisce una relazione con la struttura esistente. È una scelta che ritorna in altri punti strategici della casa e che diventa uno dei fili conduttori dell’intero intervento.
La zona giorno si sviluppa come un ambiente ampio che apre verso il panorama esterno. La vista sulla città sottostante e sulla valle entra nel progetto come parte integrante dell’esperienza spaziale. A caratterizzare l’ambiente non è soltanto la luminosità, ma anche il dialogo tra superfici neutre, materia grezza e segni fortemente espressivi. Pilastri e travi esistenti vengono lasciati in cemento a vista e valorizzati nella loro ruvidità, mentre il camino bifacciale introduce una soglia interna tra zona relax e zona pranzo-cucina senza interrompere il continuum visivo. La separazione funzionale avviene per addizione di elementi architettonici e non per compartimentazione.
La cucina è stata progettata per dialogare con il living. L’isola di generose dimensioni si rapporta direttamente al tavolo da pranzo e mantiene una visione costante sugli altri spazi della casa, così da favorire una relazione continua tra le diverse aree dell’open space. Anche sulla parete sud della cucina ritorna il tema della luce e della scansione regolare delle aperture, con cinque finestre che riprendono il ritmo del lato nord del soggiorno. Ne deriva uno spazio calibrato, in cui il disegno degli elementi su misura e la distribuzione delle funzioni concorrono a creare ordine ed equilibrio.
I prodotti ECLISSE sono stati utilizzati in più punti dell’abitazione. L’esempio più significativo si trova all’interno di un volume compatto, un cubo dello stesso colore dell’ingresso blu petrolio, presenza netta ma perfettamente integrata nel sistema spaziale della casa che contiene al suo interno un bagno di servizio. L’accesso avviene attraverso una porta a battente filomuro a tutta altezza, priva di traverso superiore per eliminare il sopraluce e ottenere un continuum architettonico del corridoio, senza interruzioni nel disegno verticale della parete. La porta non si legge come un corpo aggiunto, ma come parte del volume stesso. All’interno del bagno, il rivestimento in microcemento e gli arredi su misura disegnati dall’architetto rafforzano l’idea di essenzialità compatta e controllata.
La scala viene reinterpretata come parte centrale dell’intervento, un “cubo nel cubo” il cui primo gradino sospeso e retroilluminato ne dichiara immediatamente il carattere. Per amplificarne la presenza, sono state demolite le vecchie pareti e rimossi anche i controsoffitti preesistenti, così da restituire una maggiore apertura verticale agli ambienti. Il cemento grezzo di colonne e travi viene mantenuto anche qui, mentre listelli di legno e ferro delimitano senza chiudere, introducendo un filtro visivo leggero capace di articolare il passaggio senza sottrarre respiro all’insieme.
Al piano superiore, l’atmosfera si fa più raccolta. I corridoi si attestano a 240 cm di altezza e introducono a camere in cui il soffitto si apre nuovamente, rivestito in tavole di abete sbiancato con nodi a vista. È un linguaggio più intimo che dialoga con il pavimento in rovere scuro e crea un contrasto misurato con la matericità più ruvida e minerale del livello inferiore. Anche qui torna il tema del piccolo atrio, dello spazio filtro, della soglia come occasione progettuale e non come semplice passaggio. Di nuovo, le porte a tutta altezza contribuiscono a non spezzare le superfici, dare continuità alle pareti senza introdurre cornici visive superflue. Sempre in ottica di eliminare il superfluo, altre soluzioni filomuro sono state adottate per occultare vani di servizio o per accedere alla cabina armadio.
L’intervento di ristrutturazione è completato da un importante lavoro sulle prestazioni dell’edificio. La villa integra ventilazione meccanica controllata con climatizzazione e deumidificazione, impianto fotovoltaico da 8 kW con batteria di accumulo da 15 kW, colonna per la ricarica dell’auto elettrica, domotica, riscaldamento a pavimento, cappotto da 18 cm e isolamento in copertura da 22 cm in lana di roccia, oltre a serramenti con triplo vetro e monoblocchi. Anche il camino, ad alto rendimento e con mattonelle refrattarie, partecipa a questa visione della casa come luogo in cui qualità architettonica e comfort procedono di pari passo.
Villa GI è il risultato di un delicato equilibrio tra memoria privata e chiarezza contemporanea. La casa non rinuncia alla propria storia, ma la rilegge, facendo convivere strutture lasciate a nudo, cromie profonde, arredi su misura e soluzioni capaci di sostenere la continuità dell’insieme.
Progetto: arch. Davide Moroni
Luogo: Sondrio
Tipologia: ristrutturazione
Anno: 2025
Prodotti: ECLISSE Syntesis Line battente, ECLISSE Syntesis Areo
Foto: Enrico Dal Zotto




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