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Prevenzione Antisismica nelle Aree Interne: al via il Bando da 200 milioni di euro

Online i modelli per presentare domanda di finanziamento per interventi su edifici pubblici, opere stradali ed elisuperfici nei Comuni a rischio sismico

Il Governo rilancia l’impegno per la messa in sicurezza dei territori più fragili d’Italia. Con la pubblicazione dell’Avviso pubblico in Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 gennaio 2026, parte ufficialmente il Bando per la prevenzione antisismica nelle Aree Interne, un intervento da 200 milioni di euro promosso dal Dipartimento Casa Italia e dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud.

Chi può partecipare: destinatari e territori interessati
Il bando è rivolto a Regioni, Province, Comuni, Unioni di Comuni, Città Metropolitane e Comunità montane situati nei territori classificati come intermedi, periferici e ultra-periferici (secondo la mappatura 2021–2027) e collocati in zona sismica 1 e 2. In totale, sono interessati 1.833 Comuni italiani.
L’obiettivo è rafforzare la resilienza sismica di infrastrutture pubbliche strategiche, in territori dove un sisma potrebbe compromettere gravemente servizi essenziali come sanità, istruzione e mobilità.

Interventi ammessi: tre categorie prioritarie
Il bando si articola in tre aree di intervento:
Categoria A – Edifici pubblici: ospedali, scuole, sedi comunali, uffici degli enti territoriali. Ammessi anche interventi di demolizione e ricostruzione, se più economici.
Categoria B – Elisuperfici: infrastrutture fondamentali per il soccorso in emergenza, soprattutto in aree impervie o isolate.
Categoria C – Opere d’arte stradali: ponti, viadotti, gallerie, cavalcavia, muri di sostegno collegati alla rete stradale d’emergenza.

Solo gli immobili di esclusiva titolarità pubblica sono finanziabili; sono esclusi quelli abusivi o in zone con vincoli di inedificabilità assoluta.

Come candidarsi: modelli e scadenze
I modelli ufficiali per la partecipazione sono disponibili online e comprendono:
– Schema di Domanda di Partecipazione (con schede tecniche)
– Atto di delega
– Disciplinare di finanziamento con modelli per le richieste di erogazione

Le domande vanno inoltrate tramite una piattaforma informatica dedicata. La scadenza è fissata al 4 giugno 2026. Entro il 5 maggio sarà pubblicata una nuova comunicazione con le istruzioni operative.

Ogni ente potrà presentare una sola domanda per categoria, per un massimo di tre progetti complessivi.

Risorse disponibili: plafond e massimali
I 200 milioni sono così ripartiti:
100 milioni per la Categoria A, massimo 3 milioni per intervento
10 milioni per la Categoria B, massimo 500.000 euro per intervento
90 milioni per la Categoria C, massimo 1 milione per intervento

Il finanziamento è erogato a stati di avanzamento, e la mancata osservanza del cronoprogramma comporta penalità o revoca delle somme.

Criteri di valutazione: punteggi e priorità
Le graduatorie sono tre (una per ciascuna categoria), con un punteggio massimo di 100 punti per progetto. Tra i principali criteri:
– Categoria A (edifici): zona sismica, vetustà, vulnerabilità, funzione pubblica, altitudine, perifericità
– Categorie A e B: possesso del progetto esecutivo dà punteggio
– Categoria C (opere stradali): ruolo nei percorsi di emergenza, vulnerabilità, livello progettuale, indicatori territoriali

A parità di punteggio, la priorità va ai progetti in zona sismica 1, seguiti da quelli con maggiore popolazione residente o livello di perifericità.

Supporto agli enti: assistenza tecnica e committenza
Per agevolare soprattutto i piccoli Comuni, i Dipartimenti promotori potranno attivare accordi di assistenza tecnica, supporto operativo e centrali di committenza.

Il bando rappresenta una concreta opportunità per migliorare la sicurezza sismica nei territori più fragili d’Italia. Le istituzioni locali sono ora chiamate a una pronta e competente risposta progettuale, per proteggere le comunità e garantire la continuità dei servizi vitali.

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