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Energia: l’intelligenza artificiale di ENEA apre la strada al teleriscaldamento smart

Cos’è il teleriscaldamento e perché è strategico
Nel percorso verso la decarbonizzazione, il teleriscaldamento si sta affermando come una delle infrastrutture più rilevanti per ridurre l’uso dei combustibili fossili. Si tratta di sistemi che distribuiscono calore prodotto centralmente – sempre più spesso da fonti rinnovabili o da recupero energetico – verso abitazioni, uffici e industrie.

In Europa queste reti sono già diffuse e servono decine di milioni di cittadini, ma il settore del riscaldamento e raffrescamento continua a pesare enormemente sui consumi energetici complessivi. La quota di energia rinnovabile impiegata resta ancora limitata, rendendo evidente la necessità di innovazione tecnologica. È in questo scenario che si inserisce il lavoro di ENEA.

Il modello IA: prevedere il calore per gestire meglio la rete
I ricercatori del Dipartimento Efficienza Energetica hanno sviluppato un modello di intelligenza artificiale basato su reti neurali LSTM, progettate per interpretare dati che evolvono nel tempo. Il sistema riesce a stimare con circa sei ore di anticipo quanta energia termica potrà essere immessa nella rete da un prosumer, cioè un utente che produce e consuma energia.

Per ottenere queste previsioni, il modello analizza una grande quantità di informazioni raccolte in oltre un decennio, tra cui dati meteorologici e simulazioni energetiche. Variabili come la temperatura esterna e l’irraggiamento solare risultano determinanti, perché influenzano direttamente la quantità di calore disponibile. Anche il momento della giornata e la stagionalità entrano nel calcolo, permettendo alla rete neurale di riconoscere pattern ricorrenti e adattare le previsioni.

Secondo i ricercatori, il sistema mostra già una buona affidabilità nel breve periodo e rappresenta una base solida per sviluppi futuri più avanzati.

Prosumer e reti sempre più intelligenti
Uno degli elementi più innovativi è il ruolo crescente dei cosiddetti thermal prosumer. Non sono più semplici utenti passivi, ma soggetti attivi in grado di produrre calore – ad esempio attraverso pannelli solari termici o recupero di energia di scarto – e condividerlo con la rete.

Questo scambio è reso possibile da sottostazioni bidirezionali, che consentono al calore di fluire in entrambe le direzioni. Ne deriva un sistema energetico più dinamico e distribuito, simile alle smart grid elettriche, dove produzione e consumo si influenzano reciprocamente in tempo reale.

Il quadro europeo e le prospettive
Il lavoro si inserisce nel solco della Direttiva (UE) 2023/1791 sull’efficienza energetica, che riconosce il teleriscaldamento come uno strumento fondamentale per la transizione energetica, soprattutto nei contesti urbani. L’obiettivo è favorire sistemi sempre più efficienti, capaci di integrare fonti rinnovabili e recuperare calore altrimenti disperso.

Finora, l’intelligenza artificiale è stata utilizzata soprattutto per prevedere la domanda di energia. Il contributo di ENEA segna invece un cambio di prospettiva, concentrandosi sulla previsione dell’offerta distribuita, in particolare quella proveniente da fonti rinnovabili locali.

Se queste tecnologie continueranno a evolversi, il teleriscaldamento potrebbe trasformarsi profondamente, diventando una rete intelligente in grado di adattarsi in tempo reale, ridurre gli sprechi e coinvolgere attivamente cittadini e imprese. Un passo concreto verso città più sostenibili e sistemi energetici realmente integrati.

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