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Le nuove proposte per il Superbonus

Il Governo sta ancora tracciando le linee guida per un nuovo Superbonus che consenta di accedere a detrazioni fiscali per lavori di messa in sicurezza antisismica e di efficientamento energetico degli edifici.

Necessarie misure e incentivi economici che consentano al patrimonio edilizio esistente di adeguarsi alle nuove direttive comunitarie in materia di case green. Presentati, al momento, 2 disegni di legge con ipotizzati nuovi scenari per le detrazioni. Il primo disegno è stato presentato dalla Lega; il secondo invece è stato presentato dal Movimento 5 stelle. Entrambi però sono fermi in Parlamento da diversi mesi e il loro iter non è ancora stato avviato.

La revisione del sistema di incentivi per riqualificare gli edifici è presente all'interno del disegno di legge delega fiscale; viene inserita anche in quella che è una revisione generale del sistema di tassazione personale. Il ddl per cui proprio in questi giorni si attende l'approvazione definitiva, vede una modifica alle deduzioni della base imponibile, delle detrazioni dall'imposta lorda e dei crediti di imposta rispetto agli obiettivi di efficientamento energetico e di sistemi antisismici.

Il disegno di legge targato Lega ipotizza una detrazione del 60%, dal 2024 fino al 2035: inclusi, gli interventi per i lavori antisismici e gli interventi di efficientamento energetico finalizzati al raggiungimento quantomeno della classe energetica E per gli edifici, entro il 2035 e della classe energetica D entro il 2040. Secondo il ddl viene prevista una detrazione per un valore massimo di 100.000 euro, ripartita nel corso di 10 anni.

Si ipotizza una detrazione fiscale del 100% nei casi di interventi realizzati per l'abitazione principale, per gli interventi realizzati da contribuenti con un reddito inferiore ai 15.000 euro e per quei lavori eseguiti su edifici in classe G, che hanno l'obbligo di raggiungere la classe E entro il 2035. Se tutti e tre questi criteri vengono raggiunti, è possibile ottenere la detrazione del 100%.

Questo primo ddl è conforme alla Direttiva Case Green: obiettivo è incentivare i lavori di ristrutturazione e di riduzione del consumo energetico, nonché per la riduzione delle emissioni provenienti dal settore edilizio. Secondo la Direttiva gli edifici ad uso residenziale devono raggiungere almeno la classe energetica E entro il 2030 e la classe D entro il 2033. Per gli edifici non ad uso residenziale invece, occorrerà raggiungere la classe energetica E entro il 2027 e la classe D entro il 2030.

Nel secondo disegno di legge, targato invece M5S, ci sarebbe una detrazione inizialmente più bassa anziché del 60%, del 40% per un totale massimo di 96.000 euro per tutti gli interventi che rientrano nel bonus ristrutturazioni.

Contemplate altre percentuali per lavori antisismici e per il miglioramento della classe energetica, nonché nei casi di impiego di materiali riciclati. In questi ultimi casi, si andrebbe ad ottenere una detrazione del 100% per installare impianti eolici di piccola taglia o pannelli solari, fotovoltaici termici, per l'installazione di infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli e per l'eliminazione di barriere architettoniche. Questo ddl prevede anche la possibilità di scegliere la cessione del credito corrispondente alla detrazione.

La necessità di attuare politiche che incentivino lavori di efficientamento energetico si rende necessaria visto il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC): questo documento viene inviato dai Paesi membri all'UE, per definire le politiche utili ad attuare gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti.

Nella bozza di giugno 2023, viene previsto l'aumento dei lavori di ristrutturazione degli edifici, l'incremento della tecnologia per l'elettrificazione dei consumi e la loro automazione e controllo, nonché l'incremento degli interventi per isolare termicamente le superfici disperdenti.

Per quanto concerne il riscaldamento degli edifici, il PNIEC vuole incentivare l'utilizzo delle pompe di calore per ridurre i consumi. Incentivata anche la dotazione di impianti fotovoltaici domestici. Il PNIEC mira ad ottenere una riforma degli incentivi fiscali che incrementi il rapporto fra beneficio e costo per lo Stato. Gli incentivi previsti daranno priorità agli edifici meno performanti e a situazioni di povertà energetica.

Si attendono sviluppi per quanto riguarda le proposte di ddl e quelle che saranno le strade perseguite dal Governo in materia.

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