ISOLA URSA - Disponibili i materiali delle conferenze

ISOLA URSA 2021
A una settimana dalla conclusione dell'iniziativa ISOLA URSA, il progetto dedicato alla cultura della sostenibilità ambientale svoltosi nel contesto di Klimahouse Digital Edition, diventeranno disponibili online le conferenze realizzate in streaming dal 27 al 29 gennaio a favore degli studenti. Vista la grande adesione da parte degli Istituti Scola...
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Courmayeur Design Week-end dal 6 al 9 febbraio

Courmayeur Design Week-end dal 6 al 9 febbraio

Courmayeur Design Week-end, un fine settimana di cultura ai piedi del Monte Bianco

Una parentesi invernale di design in una cornice di natura e benessere, dal 6 al 9 febbraio in Valle d'Aosta

Il grande design conquista una cornice unica al mondo, quella del Monte Bianco. Infatti, dal 6 al 9 febbraio si terrà a Courmayeur la prima edizione del «Courmayeur Design Week-end».

Prendendo spunto dalle tradizionali Design Week metropolitane, la versione valdostana sarà rivista e aggiornata al contesto e ai nuovi trend. Così il Comune di Courmayeur si trasformerà per un lungo fine settimana in una grande installazione, diffusa nelle vetrine dello shopping e nelle lounge degli hotel che, per l’occasione, apriranno le loro porte alla creatività dell’architettura e del design.

Grazie al sostegno del Comune e del Centro Servizi, Courmayeur sarà una contaminazione inedita e straordinaria immersa nelle tradizioni di montagna, dove gli architetti e designer potranno lavorare, approfondire tematiche culturali e professionali, condividere con colleghi e collaboratori una modalità innovativa di lavoro e benessere.

Già molti i contenuti di questa prima edizione. Ci saranno per esempio uno spazio di co-working, per permettere a tutti di sperimentare il vero concetto di SMART-working e una mostra antologica con i lavori degli studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano, che negli ultimi dieci anni hanno contribuito alla ricerca sul modo e sui luoghi in cui si lavora oggi.

Inoltre si terrà la tradizionale gara di sci “skiCAD”, giunta alla ventesima edizione, che metterà alla prova le capacità sportive di progettisti italiani e stranieri.

Infine, un panel di seminari, talk e interviste, che saranno trasmesse in diretta social sui profili del Design Weekend, per permettere a tutti di fruirne i contenuti.

L’idea, di portare questa originale tradizione della Design Week milanese a più di 1200 metri di altitudine, nasce dalla volontà di coniugare l’attività professionale con il tempo libero e con le caratteristiche di innovazione e creatività tutte italiane. Una parentesi invernale di design e cultura in una cornice di natura e benessere.

Fonte: Vanityfair.it

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Gli architetti di Teramo sulla ricostruzione: “A tre anni dal sisma, poche idee ma confuse”

Gli architetti di Teramo sulla ricostruzione: “A tre anni dal sisma, poche idee ma confuse”

Teramo. “A tre anni dal sisma che ha colpito Marche, Lazio e Molise, e a dieci anni dal terremoto dell’aquilano, ci sono ancora paesi in cui non parte la ricostruzione 2009 e si accumulano ritardi, tant’è che si ipotizzano decenni per il ritorno alla normalità.” E’ quanto sottolinea l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Teramo, tramite il suo presidente, Architetto Raffaele Di Marcello.

“Tra avvicendarsi di commissari (a proposito, il prossimo Governo cosa farà in merito?), ordinanze e leggi, subcommissari, sottosegretari con delega alla ricostruzione, tavoli di lavoro, ecc. si potrebbe pensare il quadro della situazione sia chiaro e, invece, c’è ancora chi si ostina a trovare in presunti errori dei tecnici le cause dei ritardi nella ricostruzione – afferma l’Arch. Di Marcello – Eppure le nostre richieste sono state, fin dall’inizio, chiare, così come totale è stata la disponibilità di Ordini e Collegi professionali. Con l’allora direttore dell’USR D’Alberto avevamo concordato incontri periodici presso le sedi degli Ordini e una faq online proprio per chiarire eventuali criticità nella presentazione delle pratiche. Ma ad oggi leggiamo di presunte inesattezze senza che sia chiaro se siano dovute a singole “incapacità” dei tecnici o a criticità ricorrenti. Gli Ordini sono Enti preposti alla tutela dell’utilità pubblica della professione; gradiremmo che l’USR ci segnalasse se ci sono errori in modo che si possa intervenire, se di nostra competenza. Se invece questi derivano dalla complicata macchina organizzativa che, a tre anni dal sisma, vede ancora la necessità di Ordinanze per disciplinare punti oscuri e, addirittura, di una nuova struttura di “supertecnici”, allora qualcuno si faccia delle domande e si dia, in tempi brevi, le risposte che tutti noi attendiamo”.

“Basterebbe farsi un giro per le nostre montagne – continua il presidente dell’Ordine – per accorgersi che in provincia di Teramo, e in buona parte del cratere aquilano, la ricostruzione post sisma 2009 ancora langue. Se ci aggiungiamo gli effetti del sisma 2016, e i ritardi conseguenti, possiamo immaginare quale futuro hanno le nostre aree interne.”

“Siamo stufi di subire attacchi strumentali – evidenzia Di Marcello – mentre le richieste degli Ordini, a tutti i livelli, vengono ignorate. Architetti, Ingegneri, Geologi, Geometri e tutti i tecnici del territorio hanno sempre dato il loro contributo, nell’emergenza e nella fase di ricostruzione. Ma la loro dignità umana e professionale deve essere rispettata. Il nuovo Governo, qualunque esso sia, deve ideare, subito, una struttura permanente che si occupi del post emergenza, formando i tecnici degli Enti Locali e delle strutture ministeriali in modo che possano operare nelle fasi di ricostruzione, senza, ogni volta,
dover ricorrere a professionalità da reperire a tozzi e bocconi, senza certezze di stabilità e retribuzione (ad oggi, negli USR, operano con le stesse competenze, tecnici con contratti, e retribuzioni, molto diverse tra di loro), spesso prive della necessaria formazione. I nostri territori hanno aspettato anche troppo, e il terremoto non segue i tempi della politica: un’emergenza potrebbe riproporsi a breve… tireremo fuori altre norme e diverse procedure?”

“Nell’anniversario del sisma un pensiero doveroso va alle vittime e ai loro familiari – conclude il presidente dell’Ordine degli Architetti – Anche per loro vogliamo norme e tempi certi, e pretendiamo, da cittadini prima ancora che da tecnici, che ognuno si assuma la propria responsabilità”.



fonte: cityrumors.it

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DimoreDesign 2019, 7 dimore storiche per 7 progetti raccontati da 10 designer e architetti: a Bergamo, Brescia e Bologna

DimoreDesign 2019, 7 dimore storiche per 7 progetti raccontati da 10 designer e architetti: a Bergamo, Brescia e Bologna

Dal 4 al 27 settembre torna con una veste rinnovata DimoreDesign: manifestazione diffusa che, giunta alla sua nona edizione, promuove un ricco calendario di talk e incontri dedicati al design e, per la prima volta, coinvolge tre città: Bergamo, Brescia e Bologna. Nel 2019 DimoreDesign rinnova il proprio format con una formula unica che mette in rete più centri urbani: alle dimore storiche di Bergamo – Palazzo Camozzi, Palazzo Moroni, Palazzo Polli Stoppani e Palazzo UBI Banca – si affiancano i Palazzi Bettoni Cazzago e Cigola Fenaroli di Brescia e, in collaborazione con Bologna Design Week, il Foyer Teatro Comunale del capoluogo emiliano. I Palazzi apriranno eccezionalmente le loro porte al pubblico per visite guidate e incontri serali con i designer, svelando un’identità nuova, in equilibrio tra tradizione e contaminazione.

Designer
A cavallo del tempo, tra stucchi e preziosi affreschi, dieci architetti e designer di fama internazionale – Otto Berselli con Luciano Colantonio, Anna Gili, Paolo Gonzato, Maurizio Navone, Roberto Semprini, Giancarlo Zema e CMP Design – sono invitati a misurarsi in un viaggio nella creatività progettuale, alla ricerca di quel filo rosso che dal Rinascimento arriva al Made in Italy. L’obiettivo è di lasciarsi ispirare dalle mura secolari delle storiche dimore per proporre idee progettuali, affascinanti cortocircuiti creativi legati all’architettura degli spazi. Durante gli incontri serali ciascun designer presenterà un progetto di reinterpretazione dell’antica dimora ospitante, in dialogo con i curatori Giacinto Di Pietrantonio a Bergamo, Chiara Rusconi a Brescia e Jean Blanchaert a Bologna; il pubblico avrà la possibilità di dialogare con i designer protagonisti, ricreando quell’atmosfera di salotto letterario che in passato animava gli antichi palazzi.

Visite guidate alle Dimore Storiche
Prima degli incontri serali le antiche residenze apriranno le porte al pubblico con visite guidate alla scoperta degli splendidi interni e di opere d’arte di celebri artisti come Giovan Battista Moroni, (il celebre “Cavaliere in rosa”), Luini e Tallone. A Bergamo sarà possibile visitare Palazzo Camozzi, Palazzo Moroni, Palazzo Polli Stoppani e Palazzo UBI Banca, a Brescia apriranno le loro porte Palazzo Bettoni Cazzago e Palazzo Cigola Fenaroli, a Bologna il Foyer del Teatro Comunale.

Programma incontri con il design
4 settembre Roberto Semprini a Palazzo Camozzi, Bergamo | 11 settembre Giancarlo Zema a Palazzo Moroni, Bergamo | 12 settembre Paolo Gonzato a Palazzo Bettoni Cazzago, Brescia | 18 settembre CMP Design a Palazzo Polli Stoppani, Bergamo| 19 settembre Otto Berselli con Luciano Colantonio a Palazzo Cigola Fenaroli, Brescia | 25 settembre Maurizio Navone a Palazzo UBI Banca, Bergamo | 27 settembre Anna Gili al Foyer Teatro Comunale, Bologna


DimoreDesign è un progetto che dimostra la possibilità di creare eventi di qualità culturale a misura della dimensione urbana e storica di una città d’arte come Bergamo. Un format culturale che da quest’anno si trasforma e si rinnova approdando anche a Brescia e Bologna con un ciclo di incontri con designer di fama internazionale per sperimentare nuove contaminazioni tra architettura storica e design contemporaneo.

Info, orari tariffe
DimoreDesign 2019
Bergamo, Brescia e Bologna dal 4 al 27 settembre.

Visita guidata alla dimora, ore 20
Incontro con il designer, ore 21

Ingresso gratuito* previa registrazione, fino ad esaurimento posti.
*Per la visita a Palazzo Moroni, Palazzo Polli Stoppani e Palazzo Bettoni Cazzago è richiesto un contributo di € 8. L’intero incasso verrà devoluto alla dimora storica.
L’incontro con il designer presso il Foyer Teatro Comunale di Bologna si svolgerà dalle 20.30 alle 21.30.


Fonte: mi-lorenteggio.com

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Mercato immobiliare case vacanza, cosa sta succedendo e quali sono le località più esclusive

Mercato immobiliare case vacanza, cosa sta succedendo e quali sono le località più esclusive

Crescono le compravendite di abitazioni nelle località turistiche – nel 2018 le transazioni registrate a livello complessivo sono aumentate del 6,1% –, mentre sul fronte valori si registra ancora un calo. A dirlo l’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2019 di Fimaa-Confcommercio (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari) con la collaborazione della Società di Studi Economici Nomisma, presentato a Roma dal presidente nazionale Fimaa-Confcommercio, Santino Taverna, dall’ad di Nomisma, Luca Dondi dall’Orologio, e dall’esperto di turismo immobiliare Fimaa-Confcommercio, Fabrizio Savorani.

“Dal contesto di crescita dei flussi turistici in Italia – ha detto il presidente nazionale Fimaa-Confcommercio – il mercato delle case vacanza merita attenzione”. Aggiungendo: “L’incremento delle compravendite è favorito anche dai prezzi convenienti, ma i valori, anche se ancora in diminuzione, stanno trovando stabilità”. Taverna ha poi però posto l’accento sul fatto che il comparto del turismo non è ancora in grado di esprimere al meglio le proprie potenzialità. E ha sottolineato che è necessario intervenire sul fardello fiscale, con una riduzione e con un riordino della fiscalità sugli immobili, ed è necessaria un’azione di contrasto all’abusivismo e una seria lotta al dumping fiscale.

a veniamo ai dati dell’Osservatorio, che ha fotografato l’andamento del mercato 2019 delle case per vacanza in Italia, attraverso l’analisi dei dati delle compravendite e delle locazioni di 205 località di mare e 112 di montagna e lago, e ha mostrato le 13 località per prezzi massimi di compravendita di appartamenti top o nuovi.

E’ Capri, con 12.700 euro a mq, la località turistica dove costa di più acquistare una casa vacanza. Seguono Forte dei Marmi (12.600 €/mq) e Madonna di Campiglio (12.400 €/mq). Le altre località sono Santa Margherita Ligure (12.300 €/mq), Courmayeur (11.000 €/mq), Cortina D’Ampezzo (10.700 €/mq), Selva di Val Gardena (9.900 €/mq), Porto Cervo (9.400 €/mq), Anacapri (8.900 €/mq), Ortisei (8.900 €/mq), Porto Rotondo (8.500 €/mq), Corvara (8.400 €/mq), Sirmione (8.100 €/mq).

Nell’aprire la presentazione dell’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2019 l’ad di Nomisma ha prima illustrato lo scenario generale e poi lo scenario relativo al mercato turistico.

In merito allo scenario generale, Luca Dondi dall’Orologio ha parlato di un contesto difficile. La crescita dell’economia italiana è modesta e lo scenario è di generale stagnazione. Elemento che si riflette su un indicatore importante per il settore immobiliare: il clima di fiducia. Nonostante il deterioramento del clima di fiducia, la domanda è molto forte. C’è un interesse per il settore immobiliare: per gli italiani la proprietà rimane un elemento di grande interesse; quasi l’80% delle famiglie sono interessate all’acquisto se nella possibilità di ottenere un mutuo. C’è poi la componente investimento, dalla quale dipende la liquidità del settore. Per il 2019 si prevede un ulteriore incremento delle compravendite. Mentre per gli anni successivi si prospetta una dinamica di stabilizzazione, se non di deterioramento. Ma l’aumento delle compravendite ancora oggi fatica a tradursi in un aumento dei prezzi. Anche se in alcune città si registra già un segno positivo sul fronte valori.

Parlando idello scenario relativo al mercato turistico, l’ad di Nomisma ha evidenziato un’analogia con lo scenario generale: incremento delle compravendite e calo dei prezzi. Ne emerge un quadro abbastanza coerente con lo scenario nazionale. Il mercato delle località turistiche ha una difficoltà, in quanto è alimentato prevalentemente da una domanda di investimento. E la componente di investimento è attendista, questo in seguito ai segnali che arrivano dall’economia, a causa della redditività contenuta e del carico fiscale. Nonostante questi fattori, i risultati sono tutto sommato incoraggianti.

Nel dettaglio, l’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2019 ha evidenziato una crescita delle compravendite di abitazioni nelle località turistiche. Rispetto al 2017 (+3,5%), nel 2018 le transazioni registrate a livello complessivo sono aumentate del 6,1%, in linea con il dato nazionale (+6,5%): in particolare, le località marine hanno fatto segnare +6,4%, quelle montane +4,0%, mentre quelle lacuali +7,6%.

Sul fronte valori, nel 2019 il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica in Italia si attesta a 2.134 euro al mq commerciale, con un trend dei prezzi di vendita delle case per vacanza ancora in contrazione: il dato medio fa segnare una flessione annua pari a -1,8% (la variazione registrata nel 2018 era -2,5%). Il calo maggiore è stato registrato nel Lazio (-3,5%), a seguire Liguria (-3,1%), Valle d’Aosta, Toscana, Campania e Molise (-2,5%). Il Friuli Venezia-Giulia è l’unica regione a registrare un aumento dei prezzi medi (+1,5).

Nelle località marine, il calo maggiore dei prezzi medi di compravendita di appartamenti nel 2019 si registra nel Lazio (-3,5% annuo) e in Liguria (-3,1%), in particolare si segnalano il -6,8% di Santa Margherita Ligure, il -6,4% di Rapallo, il -5,3% di Sestri Levante e il -5,0% di Fregene; mentre il Friuli Venezia-Giulia segna un +0,8%. Tra le località di montagna o lago la maggiore variazione negativa è in Valle d’Aosta (-2,5%), mentre in Friuli Venezia-Giulia si è rilevato un aumento dei prezzi medi pari a +1,7%. Le località che hanno registrato variazioni positive sono solo una decina: tra di esse, Senigallia, con un aumento del 3,8%, alcune località montane in provincia di Udine (es. Tarvisio, +3,3%), Livigno e Lignano Sabbiadoro, che hanno registrato un aumento dei prezzi medi del 2,0%.

All’interno dei singoli mercati, sono in genere gli immobili usati e localizzati nelle zone periferiche ad evidenziare i segnali di debolezza più accentuati, con cali medi dei prezzi delle abitazioni che vanno dal -2,1% nelle località montane e lacuali al -2,4% nelle località di mare. Tengono maggiormente gli immobili di qualità e nuovi, per i quali si registra una flessione media annuale del -1,1% nelle località lacuali, del -1,3% in montagna e del -1,6% al mare.

Per quanto riguarda il mercato della locazione delle abitazioni, nel 2019 si registra un +1,3% su base annua, in miglioramento rispetto al 2018, beneficiando della crescita dei flussi turistici. L’aumento ha interessato maggiormente le località marittime (+1,9% in media) e le località lacuali (+1,0%), mentre le località di montagna sono in media sugli stessi livelli del 2018. Il mercato della locazione delle località turistiche è caratterizzato da un canone medio settimanale ordinario (valore di massima frequenza per un appartamento con camera matrimoniale, cameretta, cucina e bagno, 4 posti letto spese incluse) di 400 euro per il mese di giugno, 570 euro per luglio e 730 euro per agosto.

Secondo gli operatori del settore, anche quest’anno il mercato residenziale nelle località turistiche è alimentato principalmente dagli acquisti per utilizzo diretto (64%), mentre le quote restanti sono riconducibili a finalità di investimento (17%) o a un misto delle due tipologie (19%).

Sulla distribuzione delle intenzioni di acquisto tra italiani e stranieri, nel complesso la domanda di abitazioni per vacanza proviene da italiani nell’85% dei casi, mentre per il 15% risulta alimentata da soggetti stranieri, in lieve calo rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Per quanta riguarda la locazione, la domanda della componente straniera risulta più elevata e raggiunge il 29%, mentre la componente italiana è pari al 71% (identica distribuzione registrata un anno fa).

Secondo quanto emerso dall’Osservatorio, dunque, nel corso del 2018-2019 si è ulteriormente consolidato il recupero del mercato immobiliare anche nelle località turistiche. Questo però è avvenuto in un contesto congiunturale di fragilità e incertezza, che rende difficile il contagio della ripresa ai valori di mercato ed espone i contesti territoriali ancora poco conosciuti da un punto di vista turistico al rischio di perdurante debolezza e ricadute.

A margine della presentazione dell’Osservatorio, parlando dei valori, il presidente nazionale Fimaa-Confcommercio, Santino Taverna, ha spiegato: “Se guardiamo al pregresso, avevamo dei cali di prezzo molto più consistenti. Oggi si registra ancora una diminuzione dei valori immobiliari, ma stiamo tornando verso una stabilità ed è sicuramente una boccata di ossigeno per il comparto”.

Quando si parla di mercato immobiliare delle case vacanza si fa riferimento a una domanda di investimento. Taverna ha sottolineato: “Avendo l’Italia un clima che permette quattro mesi di vacanza, l’acquisto di una casa vacanza può rappresentare anche un contributo per la famiglia che fa questo tipo di investimento e magari poi l’affitta per la stagione estiva. In questo senso, c’è adesso una maggiore attenzione perché c’è un ritorno economico più vantaggioso di quanto possa esserci con gli investimenti finanziari”.

Ma in questo quadro non si può non parlare del carico fiscale. Proprio a tal proposito, il presidente nazionale Fimaa-Confcommercio ha detto: “Il carico fiscale è quello che ci ha penalizzato, perché c’è stato un incremento dal 2010. Imu e Tasi hanno decisamente pesato sul comparto. Questo ha allontanato un po’ gli investitori stranieri. Sarebbe auspicabile una local tax, quantomeno un raggruppamento delle imposte, perché anche il fatto stesso che ci siano scadenze diverse va a complicare soprattutto l’attenzione da parte degli investitori stranieri”.

Taverna ha poi affermato: “Oggi abbiamo una città come Milano che ha una propria vocazione a metropoli europea e che è sicuramente attrattiva. Questa attenzione verso Milano può portare ad investire nel comparto turistico. L’Italia offre una molteplicità di elementi di assoluto interesse. Basti considerare che i 2/3 del patrimonio artistico mondiale si trovano in questo Paese. Senza dimenticare la morfologia, la stessa montagna non è più la località turistica solamente per la stagione invernale, ma lo è anche per la stagione estiva. Sulle Dolomiti il 70% delle presenze turistiche è appannaggio degli stranieri e questo la dice lunga. C’è poi una riscoperta di diverse località marine del Sud, per esempio in Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna, Campania. Località che sicuramente oggi attraggono investitori stranieri anche per una questione di prezzo molto più abbordabile di quanto non possano essere località come Capri o Forte dei Marmi, ma che comunque stanno destando interesse. Questo vuol dire alimentare anche quelle Regioni che hanno avuto sempre qualche difficoltà. Diciamo, quindi, che il comparto turistico può veramente dare una scossa in più per la ripresa dell’economia”.

Fonte: idealista.it


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L’architettura del futuro sostenibile di #SOS5

L’architettura del futuro sostenibile di #SOS5

SOS – School of Sustainability presenta al MuseoNovecento di Firenze i progetti del quinto ciclo.

Bologna 15 Luglio 2019 –  Venerdì 26 luglio 2019, dalle 10:30 alle 13:30 presso il MuseoNovecento di Firenze, i giovani professionisti di SOS – School of Sustainability presenteranno i progetti sviluppati nell’ambito della loro partecipazione al quinto ciclo del programma di studi Post Laurea fondato dall’architetto Mario Cucinella.

Tre grandi sfide del nostro tempo – lo sviluppo del wellbeing delle comunità e dei territori, la lotta all’homelessness, la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente – sono state al centro di tre progetti ambiziosi supervisionati da Alessio Battistella, Andrea Rossi, Irene Giglio, Martina Ruini  svolti in collaborazione con partner istituzionali, del mondo della ricerca e dell’industria.

L’incontro è aperto agli studenti, ai giovani professionisti e in generale al pubblico che s’interroga su quali iniziative concrete possano essere messe in campo per far fronte alle emergenze climatiche e ai temi della rigenerazione del tessuto sociale, economico e ambientale delle città e dei territori.

“L’architettura deve mobilitarsi e intraprendere azioni concrete – dichiara Massimo Imparato, direttore di SOS – per aiutare l’individuo, le comunità e le imprese a prepararsi alle sfide senza precedenti legate al cambiamento climatico”.

Partner 2019 dell’iniziativa il MuseoNovecento di Firenze con cui SOS – School of Sustainability, insieme allo studio MC A – Mario Cucinella Architects, ha collaborato alla creazione di The Wall – Sustainable Thinking Evolution (dal 12 aprile 2019 al xx gennaio 2020). L’installazione, ideata dal direttore del museo Sergio Risaliti e curata da SOS racconta l’evoluzione del pensiero sostenibile visto nella sua interrelazione con i cambiamenti che l’uomo produce nell’ecosistema, e per le influenze che genera nella tecnica, nell’impiego dei materiali e nei processi produttivi. The Wall fa parte del progetto Sustainable Thinking in collaborazione con la Fondazione Ferragamo e il Museo Salvatore Ferragamo.

“Il Museo Novecento – afferma Sergio Risaliti – crede molto nella collaborazione con SOS – School of Sustainability. Con Mario Cucinella, i suoi collaboratori e il direttore di SOS stiamo progettando una serie di eventi che avranno al centro il tema dell’economia circolare e dei cambiamenti climatici in atto. Non vi è dubbio, infatti, che anche in arte l’avanguardia stia da questa parte”.

L’evento vedrà la partecipazione di alcuni ospiti illustri del mondo dell’Università, della Ricerca e dell’Industria tra cui prof. Laura Lee, Architetto, FAIA, Hon FRAIA, ing. Paolo Cresci, Head MEP, Arup Italia, arch. Marc Di Domenico, Direttore, Florence Institute of Design, prof. Laura Andreini, Architetto, Università degli Studi di Firenze. Gli ospiti si uniranno all’architetto Mario Cucinella in un dibattito aperto sui temi portati all’attenzione del pubblico grazie ai progetti sviluppati dalla Scuola.

    Per Informazioni sull’evento e sui corsi
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    +39 051 6313381

    Contatto stampa SOS
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    Ufficio stampa Museo Novecento
    Ludovica Zarrilli – Tabloid coop
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    +39 393.9577255

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Claude Costy, la regina delle bolle che ha portato l'anarchia nell'architettura

Claude Costy, la regina delle bolle che ha portato l'anarchia nell'architettura

Case che sembrano organismi cellulari, sospese come nuvole poetiche e avveniristiche, e nascondono ideali della controcultura degli anni '70

Claude Costy è la regina delle bolle: le sue case avveniristiche, fatte di sfere che si incastrano l’una nell'altra come strani aggregati cellulari, organismi misteriosi eppure profondamente umani, sono un simbolo della controcultura e dell’avanguardia che negli anni '70 scosse dalle fondamenta l’architettura europea.

Nata il 30 giugno 1931 a Ginevra, con doppio passaporto svizzero e francese, Claude studia alla Scuola di Architettura della sua città natale, e qui conosce Pascal Häusermann, con il quale dividerà il lavoro e la vita. Precursori della Blob Architecture, entrambi sono influenzati dalle idee di Frank Lloyd Wright, che nella metà del Novecento conoscono un crescente seguito in Europa. L’architettura organica, che si modula sui bisogni di coloro ai quali è destinata e sulle specificità dell’ambiente che la accoglie, nelle loro mani assume un carattere spiccatamente artistico, concettuale e sperimentale.

Non a caso Claude Costy, prima ancora che un architetto, è una scultrice. Sa lavorare la ceramica, e plasma le case come fossero vasi, con la stessa attitudine tattile, lo stesso gusto per le linee curve che scorrono sotto le dita. Ciò che le interessa è ricercare un legame tra la costruzione e il suo habitat, prestando ascolto al mondo naturale, mimandone le forme in ogni dettaglio.

Le sue “bolle” paiono escrescenze amebiformi espulse dalla terra, fossili futuristici in cui si possono riscoprire le proprie radici, senza infingimenti, senza il diktat delle convenzioni comuni. E infatti anche gli interni assomigliano a caverne, bozzoli primitivi dove i mobili sono scolpiti, scavati nelle pareti di calcestruzzo, in un continuum intimo e avvolgente.

Per costruire le sue poetiche sfere, avulse da ogni geometria tradizionale, Claude, insieme a Pascal, perfezione anche una tecnica costruttiva rivoluzionaria, fino a quel momento inedita in Europa, ossia quella della “cassaforma persa”. Il cemento viene steso a mano in un'armatura metallica (e non più di legno, come era prassi diffusa), che poi resta intrappolata sotto di esso, e così la casa si espande cellula dopo cellula, pietra su pietra, intorno al suo scheletro, proprio come farebbe un corpo vivo.

L’opera che meglio racconta questa visione e la sua trasposizione tecnica è la Bubble House di Minzier, in Alta Savoia, dove tutt’ora Claude Costy risiede. Costruita sulle rovine di un antico presbiterio del XVII secolo di cui ha conservato le fondamenta e alcune pareti, la casa di Claude Costy inizia a prendere forma nel 1968. La coppia di architetti vuole qualcosa di più di un posto in cui vivere. Sogna un manifesto, un lascito artistico e ideologico, che faccia propria la bellezza abbacinante della valle, coi monti sullo sfondo e l’abbraccio dei boschi tutt’intorno, e la traduca in linguaggio architettonico.

Se le facciate sono un intreccio morbido, scomposto e ardito di volumi, con bolle finestrate che sporgono come occhi, la terrazza è uno specchio in cui si tuffa il cielo. Qui si trova infatti una piscina panoramica sorvegliata da un ventaglio di camini, che si tendono come le antenne di un bizzarro insetto. Una cupola sigilla lo studio dove Claude ancora oggi modella le sue creazioni in ceramica. All’interno non c’è nemmeno un angolo retto. Le bolle sono stanze che scivolano l'una nell'altra, scandite da archi sghembi, volte uterine, scale a chiocciola. Per segnalare a quale membro della casa appartiene ciascuna camera, il ritratto del membro della famiglia corrispondente è scolpito sopra la porta.

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Unesco: opere di Lloyd Wright patrimonio mondiale

Unesco: opere di Lloyd Wright patrimonio mondiale

Otto celebri opere architettoniche dell'architetto statunitense Frank Lloyd Wright (1867-1959), uno dei maestri assoluti del Movimento Moderno del Novecento, sono da oggi Patrimonio mondiale dell'Umanità.

Lo ha deciso l'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, durante la riunione a Baku, in Azerbaijan. Nella lista dei siti culturali da preservare sono stati inseriti otto edifici progettati dal famoso architetto, considerato il padre dell’ “architettura organica".

Alla base del suo metodo progettuale vi è, infatti, una concezione organica dell’architettura da pensare in costante riferimento con la natura. Tra le opere salvaguardate figurano “Fallingwater”, la leggendaria “Casa sulla cascata”, in Pennsylvania, e il Guggenheim Museum di New York.

Nel 2011 era stato il presidente americano Barack Obama a dichiarare l'intenzione degli Stati Uniti di presentare all'Unesco la candidatura delle opere di Frank Lloyd Wright a Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

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NASA , Milioni di finanziamenti per progetti di stampa 3d per la prossima missione sulla Luna

NASA , Milioni di finanziamenti per progetti di stampa 3d per la prossima missione sulla Luna

L’agenzia spaziale americana, la NASA, ha appenafinanziato 18 progetti di stampa 3D in fase iniziale, sviluppando tecnologie di ausilio per la sua prossima missione sulla Luna. Nell’ambito dei programmi seed Small Business Innovation Research (SBIR) e Small Business Technology Transfer (STTR) dell’agenzia 2019, i 18 progetti selezionati fanno parte delle 363 proposte che hanno ricevuto oltre 43 milioni di dollari di finanziamento dalla NASA

I programmi SBIR e STTR della NASA sono progettati per supportare le imprese piccole e innovative che impiegano circa il 55% di tutti i posti di lavoro negli Stati Uniti. Attraverso tali iniziative, l’agenzia intende rimanere all’avanguardia delle nuove tecnologie, dandole la possibilità di scegliere quando si tratta di nuove soluzioni.

Nella FASE I incaricati devono fornire una solida base per la loro idea attraverso il suo sviluppo, dimostrazione e consegna entro 13 mesi.

Nella FASE II, i premiati devono continuare a sviluppare i loro concetti a un livello quasi pronto per la commercializzazione. I progetti selezionati per questa fase ricevono un finanziamento di $ 250 mila e hanno un periodo di 24 mesi per il completamento.

Nell’ultima FASE III, le imprese hanno il compito di realizzare il loro prodotto in modo commerciale. Questa fase riceve finanziamenti da fonti diverse dai fondi SBIR e STTR e viene automaticamente inserita al completamento della Fase II. Inoltre, l’agenzia afferma che “Il lavoro di Fase III può riguardare prodotti, produzione, servizi, R / R e D o qualsiasi combinazione degli stessi derivata da, estende o conclude gli sforzi compiuti in base a precedenti accordi di finanziamento SBIR / STTR. Un’agenzia federale può stipulare un contratto di Fase III in qualsiasi momento con un vincitore di Fase I o Fase II. “Inoltre,” Non vi sono limiti al numero, alla durata, al tipo o al valore in dollari dei premi di Fase III effettuati ad un’azienda”

Incentivato dal presidente Donald Trump, uno degli attuali obiettivi della missione della NASA è quello di riportare gli astronauti sulla superficie della Luna entro il 2024. Conosciuto come approccio da Luna a Marte, l’obiettivo questa volta, 65 anni dopo la missione iniziale di Apollo, è di creare un habitat capace di sostenere la vita sulla Luna, da cui gli astronauti potranno continuare per una esplorazione più profonda. “Questa volta, quando andremo sulla Luna, resteremo“, spiega l’amministratore della NASA Jim Bridenstine, “E poi useremo ciò che apprendiamo sulla Luna per fare il prossimo salto gigante – mandando gli astronauti su Marte.”

Negli ultimi anni, una grande quantità di ricerche nel campo dell’esplorazione spaziale si è occupata di come mantenere gli astronauti nello spazio più a lungo e persino di creare un ambiente abitabile in luoghi come la Luna e Marte. Esperimenti di stampa 3D in regolite lunari e marziane hanno dimostrato il potenziale rudimentale di costruire habitat. Anche il 3D Printed Habitat Challenge della NASA ha cercato idee per aiutare a costruire un rifugio.

Altri progetti si sono concentrati su come utilizzare meglio i rifiuti generati dai satelliti abitabili come la ISS. Nel frattempo, SpaceX fa parte di una collezione di società aerospaziali private che si concentrano in parte sull’infrastruttura di trasporto per Marte.

Molti dei progetti finanziati nell’ambito dei programmi SBIR e STTR hanno il compito di fornire soluzioni che aiuteranno la NASA sul suo obiettivo Luna a Marte, realizzando una delle 22 aree di messa a fuoco tra cui tecnologie di propulsione nello spazio, accumulo di energia ed energia, utilizzo delle risorse in situ.

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Il decreto Crescita è legge: al via il fondo “Salva-Opere”

Il decreto Crescita è legge: al via il fondo “Salva-Opere”


È stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 151 del 29 giugno 2019, la legge 28 giugno 2019, n. 58 recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi” – cd Decreto “ Crescita”.
 
La legge è entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla G.U.R.I, ossia a decorrere dal 30 giugno 2019.
 
Per quanto di interesse, il provvedimento, istituisce anzitutto, presso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Fondo “Salva-Opere”, con l’obiettivo di garantire il rapido completamento delle opere pubbliche e la tutela dei lavoratori (art. 47).
 
Tale fondo è alimentato dal versamento di un contributo pari allo 0,5 per cento del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici di lavori, nel caso di importo a base d’appalto pari o superiore a euro 200.000, e di servizi e forniture, nel caso di importo a base d’appalto pari o superiore a euro 100.000.
 
Detto contributo rientrerà tra gli importi a disposizione della stazione appaltante nel quadro economico predisposto dalla stessa al termine di aggiudicazione definitiva.
 
La stazione appaltante, sia essa amministrazione aggiudicatrice o contraente generale, entro trenta giorni dalla data dell’aggiudicazione definitiva, provvederà al versamento del contributo all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo.
 
Anche grazie all’azione dell’ANCE, tale onere non dovrebbe quindi gravare sull’operatore economico, come, invece, previsto nelle prime formulazioni del provvedimento.
 
Le risorse sono destinate a soddisfare, nella misura massima del 70 per cento, i crediti insoddisfatti dei sub-appaltatori, dei sub-affidatari e dei sub-fornitori nei confronti dell’appaltatore ovvero, nel caso di affidamento a contraente generale, dei suoi affidatari di lavori, quando questi risultino assoggettati a procedura concorsuale, nei limiti della dotazione del Fondo.
 
I “sub-contraenti”, al fine di ottenere il pagamento dei crediti maturati prima della data di apertura della procedura concorsuale, dovranno trasmettere all’amministrazione la documentazione comprovante l’esistenza del credito e il suo ammontare.
 
Questa, svolte le opportune verifiche, certificherà l’esistenza e l’ammontare del credito e tale certificazione, trasmessa al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, costituirà prova del credito nei confronti del Fondo e sarà inopponibile alla massa dei creditori concorsuali.
 
Il MIT, accertata la sussistenza delle condizioni per il pagamento dei crediti, provvederà all’erogazione delle risorse del fondo, surrogandosi nei diritti del subappaltatore, del sub-affidatario o del sub-fornitore verso l’appaltatore o l’affidatario del contraente generale e sarà preferito al sub-appaltatore, al sub-affidatario o al sub-fornitore nei riparti ai creditori effettuati nel corso della procedura concorsuale, fino all’integrale recupero della somma pagata.
 
La norma sancisce l’operatività del fondo con riferimento alle gare effettuate dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL Crescita, ossia a decorrere dal 30 giugno u.s..
 
Si rimanda  comunque ad un decreto del MIT, da adottare di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, l’individuazione dei criteri di assegnazione delle risorse e le modalità operative del fondo stesso, ivi compresa la possibilità di affidare l’istruttoria, anche sulla base di apposita convenzione, a società o enti in possesso dei necessari requisiti tecnici, organizzativi e di terzietà, scelti mediante gara (comma 1-quater).
 
Per i crediti insoddisfatti alla data di entrata in vigore della legge di conversione e relativi a procedure concorsuali aperte a far data dal 1° gennaio 2018, vengono stanziati appositamente, nel fondo medesimo, 12 milioni di euro per l’anno 2019 e 33,5 milioni di euro per l’anno 2020 (comma 1 quinquies).
 
Anche in tale caso, le procedure e le modalità per l’erogazione delle saranno fissate dal sopracitato decreto del MIT.
 
Al riguardo, l’auspicio dell’ANCE è che il decreto venga adottato nel minor tempo possibile e, soprattutto, che lo stesso preveda delle modalità operative del fondo che consentano il pagamento dei crediti in tempi celeri.
 
Le imprese della filiera “a valle” degli appaltatori o contraenti generali colpiti da procedure concorsuali  sono, infatti, in situazione di sofferenza da ormai molti anni e non possono permettersi un’ulteriore dilazione nei tempi di pagamento di quanto loro dovuto per i lavori già svolti.
 
Ad essere a rischio non v’è solo la prosecuzione dei lavori, ma la stessa sopravvivenza sul mercato delle imprese.
 
Al riguardo, si evidenzia altresì che, per espressa disposizione del provvedimento in commento, il fondo non si applica alle gare aggiudicate dai comuni, dalle città metropolitane, dalle province, anche autonome, e dalle regioni (comma 1-sexies).
 
Infine, si segnala che la legge di conversione interviene sull’art. 159 del Codice dei Contratti, in materia di appalti per la difesa e la sicurezza, precisando che, laddove si tratti di contratti ad impegno pluriennale superiore a tre anni, l’importo dell’anticipazione – che, ai sensi dell’art. 35 del Codice dei contratti, è pari al 20 per cento del valore del contratto di appalto - viene calcolato sul valore della prestazioni di ciascuna annualità contabile dei contratti di appalto e corrisposto entro 15 giorni dall’effettivo inizio della prima prestazione utile relativa a ciascuna annualità.

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DDL “Nuova IMU” : le osservazioni ANCE alla Camera dei Deputati

DDL “Nuova IMU” : le osservazioni ANCE alla Camera dei Deputati

Si è svolta il 3 c.m. l’audizione informale dell’ANCE presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati sui contenuti della proposta di legge recante “Istituzione dell’imposta municipale sugli immobili (nuova IMU)”, (DDL 1429/C).
Il Dott. Marco Dettori, Vice Presidente Economico-fiscale-tributario, che ha guidato la delegazione associativa, ha evidenziato, in premessa, la condivisione dell’intento del provvedimento di semplificare ed unificare il prelievo locale immobiliare che, oggi, vede il sovrapporsi di 2 tributi patrimoniali di pressoché identico ambito soggettivo ed oggettivo: IMU e TASI.
Si tratta di un necessario processo di revisione dei tributi locali non più rinviabile, nell’ottica di conferire un assetto definitivo e stabile ad un settore della fiscalità interessato, nel corso degli ultimi anni, dal succedersi di numerose modifiche normative. La stratificazione degli interventi normativi negli anni ha infatti prodotto un indiscriminato aumento della pressione fiscale sugli immobili (dal 2011 al 2015 il gettito è passato da 9,3 a 24,5 miliardi di euro e, con il venir meno del blocco dell’aumento dei tributi locali, dal 2019, si potrebbe registrare un ulteriore aumento del livello di tassazione territoriale).
Tuttavia una vera e sostanziale riforma in questo ambito, la cui esigenza è avvertita ormai da tutti, cittadini, imprese e istituzioni stesse, non può esaurirsi nella mera unificazione delle due vigenti imposte immobiliari, ma deve tendere a razionalizzare il prelievo eliminando tutte le distorsioni attualmente esistenti.
 
Entrando nel merito, il Vicepresidente si è quindi soffermato sulle proposte ritenute prioritarie da ANCE. Al riguardo, nello specifico, ha evidenziato la necessità di intervenire sul tema delle “definizioni” dei vari immobili assoggettati al prelievo locale e, in particolar modo, sul concetto di “area edificabile”, tutt’oggi ancorato alla disposizione del DL 223/2006 (cd. “decreto Visco-Bersani”, convertito nella legge 248/2006), che considera tale il terreno già con la sola adozione dello strumento urbanistico generale, senza che sia necessario anche il piano attuativo.
In tal modo, pertanto, le aree vengono tassate con imposta massima (in quanto calcolata sul valore commerciale delle stesse) anche se, di fatto, ancora non concretamente utilizzabili a scopo edificatorio, in mancanza dei piani urbanistici attuativi dello strumento generale.
Per questo, occorre intervenire per eliminare questa distorsione, qualificando l’area come “fabbricabile” solo quando effettivamente, su di essa, si può procedere all’edificazione prevista dalla pianificazione urbanistica attuativa. Tra l’altro, l’attuale definizione genera un elevato contenzioso, che verrebbe invece risolto, adottando tale concetto di “area edificabile”.
 
Ulteriore urgenza riguarda il campo d’applicazione dell’imposta patrimoniale che, anche in base alle prescrizioni del PdL in analisi, continuerebbe a colpire i “beni merce” delle imprese edili, ossia le aree e i fabbricati destinati alla vendita.
Il provvedimento, infatti, conferma la misura della TASI attualmente prevista per gli immobili merce delle imprese edili, ossia per i fabbricati costruiti per la successiva vendita, a condizione che non siano locati (esenti, invece, da IMU con effetto dal 2013).
Tale disposizione, tra l’altro, non è coordinata con quanto recentemente previsto dal DL 34/2019 (cd. decreto crescita), convertito con modifiche nella legge 58/2019, che, all’art.7-bis, stabilisce l’esenzione da TASI di tali immobili a decorrere dal 2022.
La nuova imposta, inoltre, continuerebbe ad essere applicata anche sulle aree da edificare per la successiva vendita (oggi assoggettate sia ad IMU che a TASI) ed ai fabbricati in corso di costruzione o ristrutturazione, sempre per la successiva cessione a terzi (che attualmente scontano IMU e TASI sul valore dell’area sottostante, sino all’ultimazione dei lavori).
È pertanto evidente la necessità di riconoscere espressamente l’esclusione da ogni forma di patrimoniale per tutti gli immobili facenti parte del cd. “magazzino” delle imprese edili, ossia dei fabbricati di nuova costruzione o incisivamente ristrutturati per la successiva vendita e le aree edificabili.
Il settore edile è, infatti, l’unico a subire un prelievo di carattere patrimoniale sugli immobili oggetto dell’attività caratteristica e la riforma che s’intende attuare con il presente provvedimento è la sede più consona per eliminare questa enorme distorsione del sistema impositivo immobiliare.
Tra l’altro, il gettito IMU/TASI per le aree edificabili è del tutto risibile e genera un elevato contenzioso in merito alla definizione stessa di area e al valore imponibile.
 
In tema di manovrabilità dell’imposta da parte dei Comuni, ha, altresì, sottolineato l’opportunità di offrire agli Enti locali uno strumento efficace di marketing territoriale, quale può essere quello fiscale. In tal senso, al di là della condivisibile riduzione dell’imposta per le abitazioni affittate a canoni calmierati, che ha l’obiettivo di incentivare la locazione con valenza sociale, occorrerebbe fare uno sforzo ulteriore per favorire, in generale, il mercato residenziale delle seconde case. Ciò consisterebbe, agli Enti locali di disporre di uno strumento fiscale per attrarre capitali privati nel territorio e, a livello nazionale, di vivacizzare il mercato immobiliare residenziale ancora in sofferenza, con effetti benefici per l’Erario, il mercato, gli investitori ed i cittadini.
 
il Vicepresidenteha, quindi, rilevato la necessità di una correzione al provvedimento,per confermare, in futuro, quanto oggi previsto ai fini IMU e TASI, riguardante  le esenzioni previste per gli immobili utilizzati dagli Enti non commerciali e destinati esclusivamente allo svolgimento di determinate attività, tra cui quelle assistenziali, previdenziali, sanitarie e didattiche.
Nell’ambito della “nuova IMU”, infatti, per l’applicabilità del regime di esenzione, si fa rinvio al Codice del Terzo Settore (di cui al DLgs 117/2017) e, quindi, la stessa opera per gli immobili utilizzati nello svolgimento delle suddette attività da parte degli “Enti non commerciali del Terzo settore”. Tale rinvio, tuttavia, rischia di compromettere la spettanza del regime di esclusione dell’imposta patrimoniale per alcuni Enti non commerciali, quali le Casse edili e le Scuole edili, che, seppur utilizzando gli immobili posseduti direttamente nello svolgimento delle attività “tutelate”, non rientrano, in realtà, nel novero e nella disciplina degli Enti del Terzo settore.
Si tratta, infatti, di Enti non commerciali costituiti, in via paritetica, dalla parte datoriale e dalle rappresentanze sindacali del settore edile, che oggi godono dell’esenzione da IMU e TASI con riferimento agli immobili posseduti ed utilizzati direttamente nello svolgimento delle loro attività istituzionali (attività didattica, per le Scuole edili e attività assistenziale e previdenziale, per le Casse edili – cfr. anche Risoluzione del Dipartimento delle Finanze 5 ottobre 2015, n.8/DF).
Il venir meno dell’esenzione creerebbe un’evidente disparità di trattamento a danno di tali soggetti che subirebbero un incremento iniquo della tassazione sugli immobili posseduti, ancorché gli stessi siano direttamente utilizzati nello svolgimento delle attività istituzionali di istruzione, assistenza e previdenza che la norma agevolativa intende evidentemente tutelare.
Per questo, ai fini della suddetta esenzione, è opportuno confermare, anche nell’impianto normativo della nuova imposta municipale, il rinvio a quanto stabilito, ai fini della previgente ICI, dall’art.7, co.1, lett.i), del DLgs 504/1992, eliminando, o integrando, quindi, il riferimento agli Enti del Terzo settore.
 
Ulteriore principio che occorre porre al centro dell’impianto normativo della “nuova IMU” è quello connesso alla sua deducibilità dal reddito imponibile ai fini IRES ed IRPEF.
Sotto questo profilo, il provvedimento non è allineato alle recenti disposizioni contenute nel DL 34/2019, cd “decreto crescita”, convertito con modifiche nella legge 58/2019, che, dal 2019, incrementa progressivamente la percentuale di IMU, applicata sui fabbricati strumentali, deducibile dalle imposte sul reddito, per arrivare, a regime, alla completa deducibilità dell’imposta a decorrere dal 2023.
E’, pertanto, opportuno prevedere quantomeno l’integrale deducibilità anche della “nuova IMU” applicata sugli immobili strumentali delle imprese, in linea con le suddette disposizioni.
Sarebbe, poi, auspicabile un ulteriore passo in avanti che riconosca un principio di generale deducibilità dal reddito imponibile ai fini IRPEF ed IRES della nuova imposta patrimoniale per tutti gli immobili delle imprese, così come oggi previsto per la TASI.
 
Il Vice presidente ha infine evidenziato, per quanto riguarda, infine, la “clausola di salvaguardia”, che se, da un lato appare essenziale garantire che la “nuova IMU” non comporti un aggravio impositivo per i contribuenti, dall’altro è parimenti essenziale utilizzare, anche a livello locale, la leva fiscale per incentivare determinate iniziative d’interesse pubblico e ciò attraverso un serio riordino del prelievo immobiliare locale che non può non chiamare in causa anche la riforma della base imponibile e, quindi, del catasto.
Si tratta di un tema già affrontato nel 2014, con l’emanazione della legge delega n.23/2014, con la quale si voleva, appunto, rendere più conformi alla realtà i valori catastali dei fabbricati, anche ai fini dell’imposizione fiscale immobiliare.
Il processo, così come pensato all’epoca, ha poi subito un drastico arresto nel giugno 2015, a fronte della presa d’atto da parte dell’allora Governo della mancanza delle necessarie garanzie di invarianza di gettito per i contribuenti e del rischio che, con la riforma, il prelievo sugli immobili potesse subire ulteriori pesanti incrementi.
In particolare, la necessità è quella di adeguare il Catasto alle mutate esigenze ambientali di efficienza energetica e di sicurezza sismica, così da premiare gli immobili più in linea con i moderni standard energetici e antisismici.
Su questo punto, ha illustrato la proposta ideata da ANCE per premiare “catastalmente”, e quindi anche fiscalmente, la produzione, l’acquisto e il possesso di immobili ad alta efficienza energetica.
In particolare, si tratta dell’introduzione di un coefficiente che, tenendo conto della prestazione energetica dell’immobile, agisca in senso inversamente proporzionale sulla rendita e sul valore catastale imponibile, proprio alla luce del minor impatto ambientale (e sociale) del fabbricato.
In tal modo, anche la fiscalità locale potrebbe rappresentare una leva efficace per incentivare i cd. “mercati emergenti”, connessi al perseguimento dell’interesse pubblico della tutela ambientale e della riqualificazione urbana in chiave energetica ed antisismica, con ricadute positive sull’intera collettività, sul benessere sociale e sulle stesse entrate sia erariali che degli Enti locali.
Da uno studio ANCE sull’incidenza fiscale su alcuni progetti effettivi di trasformazione e riqualificazione immobiliare, è risultato che, dall’implementazione dei piani di rigenerazione urbana, lo Stato e gli Enti locali “guadagnano” complessivamente (in termini di IRES, IRPEF, IVA, IRAP, IMU/TASI) quasi il 60% dell’utile ritraibile dall’investimento (a fronte del 40% lasciato all’impresa che realizza il programma).
In tal senso, l’Erario e gli Enti locali assumono, di fatto, il ruolo di soci di maggioranza nelle iniziative di riqualificazione urbana.

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Microcredito per l'housing

Microcredito per l'housing

Finalità:
sostenere l’avvio o lo sviluppo di attività di lavoro autonomo o di microimpresa, ovvero promuovere l’inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro.

Destinatari:

    -soggetti che intendono avviare o sviluppare un’attività di microimpresa o di lavoro autonomo in forma di ditta individuale, società di persone, società a responsabilità limitata semplificata, società cooperativa o associazione;
    -persone fisiche che intendono inserirsi nel mercato del lavoro.

Caratteristiche dei finanziamenti: importo massimo: 25 mila euro. Il finanziamento può essere aumentato - a determinate condizioni - di 10.000 euro.

Garanzie:
non possono essere richieste garanzie reali.

Servizi ausiliari:
il finanziamento è obbligatoriamente accompagnato da servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio all’impresa e/o professionista. In sostanza, il destinatario della misura viene affiancato dal momento precedente il finanziamento fino ai 4 anni successivi all’erogazione del credito, da operatori specializzati chiamati anche Tutor.
Esempi di attività di assistenza e monitoraggio realizzate dai Tutor a beneficio dei destinatari del finanziamento:

    -supporto alla definizione della strategia di sviluppo del progetto finanziato e all’analisi di soluzioni per il miglioramento dello svolgimento dell’attività;
    -formazione sulle tecniche di amministrazione dell’impresa, sotto il profilo della gestione contabile, della gestione finanziaria, della gestione del personale;
    -formazione sull’uso delle tecnologie più avanzate per innalzare la produttività dell’attività;
    -supporto alla definizione dei prezzi e delle strategie di vendita, con l’effettuazione di studi di mercato;
    -supporto per la soluzione di problemi legali, fiscali e amministrativi e informazioni circa i relativi servizi disponibili sul mercato;
    -con riferimento al finanziamento concesso per la partecipazione a corsi di formazione anche di natura universitaria o post-universitaria, supporto alla definizione del percorso di inserimento nel mercato del lavoro;
    -supporto all’individuazione e diagnosi di eventuali criticità dell’implementazione del progetto finanziato.

I Tutor sono personale dell’Ente Nazionale per il Microcredito?
No. I Tutor sono professionisti o lavoratori autonomi (persone fisiche o persone giuridiche) in possesso di specifici requisiti professionali definiti dall’Ente Nazionale per il Microcredito.
Per svolgere la loro attività, i Tutor di microcredito devono essere iscritti nell’ “Elenco nazionale obbligatorio degli operatori in servizi non finanziari ausiliari di assistenza e monitoraggio per il microcredito”, istituito presso l'Ente nazionale per  il  microcredito dalla legge 225/2016 al fine di garantire  un'adeguata  qualità e garantire la verifica qualitativa  e  quantitativa  dei  servizi effettivamente prestati.  http://tutor.microcredito.gov.it/news/ente-nazionale-per-il-microcredito/

L’Ente cura la tenuta e l'aggiornamento dell’Elenco, emana le linee guida e definisce i requisiti minimi di cui devono essere in possesso i soggetti che intendono iscriversi nell’Elenco stesso. I Tutor sono iscritti nell’Elenco dopo aver superato un periodo di formazione gratuita ed un esame presso l’Ente.

Perché gli architetti sono interessati al microcredito?

L’interesse è duplice:


    -Interesse diretto. Oggi la legge equipara l’impresa ai professionisti, e dunque anche agli architetti. Pertanto, le misure riservate all’impresa si considerano estese ai professionisti. Ciò rende possibile agli architetti accedere al microcredito per aprire o capitalizzare la propria attività professionale. Si consideri, a titolo esemplificativo, il supporto che questo nuovo strumento di politica economica potrebbe dare ai giovani architetti per l’avvio dell’attività.
    -Interesse indiretto. Un esempio di interesse indiretto è dato dalla misura “Housing Microfinance per la Microricettività”


Cosa è il Microcredito per l'housing?
Si tratta di un programma pubblico (o misura) di sviluppo del settore microricettivo extra-alberghiero, che fornisce:

    -finanziamenti fino a 35 mila euro;
    -assistenza tecnica, tutoraggio, supporto legale e amministrativo ai piccoli proprietari e/o affittuari che intendono avviare un’attività micro-ricettiva sostenibile, nell’abitazione di proprietà o in quella condotta in locazione.


Perché il Microcredito per l'housing interessa gli architetti?
L’avvio di una struttura micro-ricettiva comporta una serie di interventi e/o adeguamenti mirati alla messa a norma dell’immobile o al fine di renderlo maggiormente confacente al nuovo uso. Per poter realizzare correttamente questi adeguamenti, nel rispetto delle leggi e degli obblighi, è necessario l’intervento di un tecnico abilitato.

All’interno delle spese finanziate (con i 35 mila euro) connesse all'avvio di una struttura microricettiva ricadono anche le parcelle professionali dei progettisti e il costo delle pratiche edilizie.

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Puglia: un 2018 di leggera ripresa per il settore delle costruzioni.

Puglia: un 2018 di leggera ripresa per il settore delle costruzioni.

Aumentano le imprese (+1%) e gli occupati (+1,2%). Bari la città con più imprese e lavoratori, Brindisi si distingue per dinamicità

I dati di Cassa Edile Bari fanno ben sperare, ma la strada è ancora lunga. Per incoraggiare la filiera e premiare le eccellenze ecco i Cassa Edile Awards, protagonisti di SAIE Bari 2019

MILANO – Nel 2018 il settore delle costruzioni in Puglia è in lieve ripresa. Rispetto all’anno precedente è leggermente aumentato il numero di imprese edili (10.563; +1%) e di lavoratori occupati in questo comparto (41.071; +1,2%). Piuttosto stabile, invece, il totale dei salari erogati, che si attesta a quota 323,3 milioni di euro (-0,2%). A mostrarlo sono i dati di Cassa Edile Bari elaborati da Senaf in occasione di SAIE Bari, la nuova edizione della fiera biennale delle tecnologie per l’edilizia e l’ambiente costruito 4.0. In questo contesto ancora debole ma in miglioramento, SAIE Bari, che si terrà dal 24 al 26 ottobre 2019 presso la Nuova Fiera del Levante, diventa la vetrina ideale per stimolare ulteriormente la crescita non solo della Puglia ma di tutto il Centro e Sud Italia e del bacino del Mediterraneo.

In Puglia, a livello provinciale, è Bari la città col maggior numero di imprese (4.034), pari al 38% del totale regionale. Seguono Lecce (2.920), Foggia (1.546), Brindisi (1.093) e Taranto (970). A distinguersi per dinamicità è Brindisi, le cui imprese edili sono aumentate del +14,3% rispetto al 2017, seguita da Bari (+1,5%). In diminuzione, invece, il numero di aziende a Lecce (-1%), Foggia (-2,1%) e Taranto (-2,9%).

Bari la classifica dell’occupazione, con 19.117 lavoratori impiegati nel settore (il 47% del totale regionale). Più indietro Lecce (7.366), Foggia (6.377), Taranto (4.324) e Brindisi (3.887). Brindisi tuttavia è la città che ha visto crescere maggiormente la forza lavoro (+3,8%), poco più di Bari (+3,2%). L’occupazione riporta il segno positivo anche a Lecce (+0,7%), mentre è in calo a Foggia (-0,4%) e Taranto (-5,7%). Per quanto riguarda il livello salariale, il capoluogo è anche l’unica provincia a registrare una crescita (+4,4%), mentre risulta in calo nelle altre province: Brindisi (-0,2%), Foggia (-1,7%), Lecce (-4,9%) e Taranto (-7,9%).

Per supportare il comparto e premiare le eccellenze, all’interno di SAIE Bari, verranno assegnati i Cassa Edile Awards, una serie di premi dedicati ai protagonisti del settore edile che si sono contraddistinti per i loro comportamenti virtuosi. Tre, in particolare, i criteri di assegnazione del riconoscimento: la regolarità contributiva delle imprese, l’impegno e la motivazione nel lavoro mostrata dagli operai e la correttezza degli adempimenti dei consulenti del lavoro. SAIE Bari ospiterà dunque una serata di gala che premierà imprese, operai e tutti loro che quotidianamente contribuiscono allo sviluppo di un sistema imprenditoriale etico e sostenibile.

“Siamo convinti che la filiera delle costruzioni possa giocare un ruolo fondamentale per la ripresa economica” – ha dichiarato Nicola Bonerba, Presidente di Cassa Edile Bari e Presidente di Ance Puglia. “E siamo ancor più convinti che SAIE Bari rappresenti la cornice ideale per esaltare le imprese sane ed in regola e per celebrare i tanti esempi positivi del comparto. È proprio questa la finalità dei Cassa Edile Awards: sostenere il settore premiando le aziende, insieme alle rispettive maestranze e le risorse umane, che rappresentano un autentico fiore all’occhiello per il Paese intero”.

I Cassa Edile Awards sono solo una delle tante iniziative speciali previste per SAIE Bari. La manifestazione, che si articolerà in quattro percorsi (Gestione Edificio e riqualificazione edilizia; Impianti tecnici in edilizia; Trasformazione urbana, Infrastrutture e territorio; Digitalizzazione e BIM), ospiterà alcune aree interamente dedicate alle eccellenze della filiera. Tra queste, la Piazza dei Materiali Costruttivi, dove verranno mostrate le nuove soluzioni costruttive in grado di unire sicurezza, convenienza e sostenibilità, e la Piazza del Serramento Innovativo, incentrata sui temi delle trasparenze, dell’isolamento e della digitalizzazione. Una menzione a parte la merita l’area dedicata al tema dell’Edificio Salubre, in cui saranno mostrati prodotti, tecnologie e sistemi di ultima generazione volti a ottimizzare le prestazioni degli edifici e aumentare il comfort degli ambienti.

“I dati di Cassa Edile Bari devono incoraggiare la filiera a continuare lungo questo percorso di ripresa” – ha dichiarato Emilio Bianchi, Direttore Generale di SAIE Bari. “Per farlo occorre aprirsi al dialogo con esperti, con professionisti e con le altre imprese. SAIE Bari vuole essere il luogo in cui tutti gli operatori del settore delle costruzioni possano esibire il loro know-how e il loro bagaglio d’esperienza, alla costante ricerca di nuovi prodotti, tecnologie e servizi per l’edilizia. Il nostro è un comparto in continua trasformazione e in tutto il Centro-Sud Italia non c’è opportunità migliore di SAIE Bari per capire l’evoluzione del settore, creare nuove occasioni di business e networking e celebrare, come faremo con i Cassa Edile Award, le tante eccellenze di questa terra”

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Ricostruzione, 30 giugno scade termine contributi: migliaia di edifici a rischio senza proroga

Ricostruzione, 30 giugno scade termine contributi: migliaia di edifici a rischio senza proroga

“Occorre, subito, una proroga per la ricostruzione “leggera”, dato che il termine di scadenza al 31 dicembre 2018, per la richiesta di contributo di ricostruzione per gli edifici danneggiati dal sisma e classificati con danni lievi, “esito B”, già previsto dalla L. n. 205 del 27 Dicembre 2017 art. 1 co. 1120, lett. “a”, è stato prorogato alla data del 30 Giugno 2019 con D.L. n. 61 del 25 luglio 2018, art. n. 1, co. 2 bis”. Lo afferma il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Teramo, Raffaele Di Marcello.

“Tale termine è stato indicato come perentorio e, quindi, c’è il rischio che non ci siano proroghe – avverte Di Marcello – ma sono pochissime le pratiche presentate, anche a causa di incertezze normative e, quindi, è necessario portare la scadenza almeno al 31 dicembre prossimo”.

Ma il presidente dell’Ordine lancia un altro appello: “Leggiamo di soggetti che, probabilmente in buona fede, affermano di avere la soluzione per la velocizzazione delle procedure e di altri che continuano ad addossare presunte colpe ai tecnici, che non presenterebbero pratiche corrette o non presenterebbero le integrazioni richieste. Credo che, in questo momento, non ci sia bisogno di estemporanee prese di posizione o ricette improbabili, che dimostrano, tra l’altro, di ignorare il lungo e continuo lavoro che le istituzioni, Ordini e Collegi professionali in primis, hanno svolto e stanno svolgendo a tutti i livelli, partecipando a tavoli di lavoro nazionali, regionali e locali; organizzando, insieme ad ANCE, momenti formativi per i tecnici; avanzando proposte normative ed operative.”

“Siamo vicini – continua l’Arch. Di Marcello – ai sindaci del cratere e a tutte le istituzioni, e continueremo a supportarle, pur nella schiettezza dei rapporti che, ad oggi, ha contraddistinto gli enti ordinistici. Solo uniti si riusciranno a superare le criticità che, da quasi tre anni, caratterizzano la ricostruzione e che, purtroppo, ancora permangono. Invitiamo, quindi, chiunque voglia collaborare a riportare la propria azione nell’ambito istituzionale, evitando spettacolarizzazioni utili solo a dare brevi momenti di notorietà a singoli soggetti.”

“Chiediamo, inoltre, a sindaci, al presidente della Provincia e al Governatore della Regione Abruzzo – conclude il Presidente degli Architetti – pur mantenendo alta l’attenzione sulla ricostruzione, di andare oltre la fase emergenziale portando avanti azioni strutturali per la rinascita dei territori dei crateri sismici 2009/2016, puntando al coordinamento delle attività post sisma e della pianificazione ordinaria. Occorre una strategia non solo per la ricostruzione ma per riportare vita e attività in Abruzzo e, in particolare, in tutti i Comuni della provincia di Teramo. I tecnici sono, come sempre, a disposizione, sia nell’emergenza che nella quotidianità; stà alla politica utilizzare, o meno, le nostre competenze.”

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Sblocca Cantieri: “basta leggi omnibus”

Sblocca Cantieri: “basta leggi omnibus”

“Basta con i provvedimenti legislativi “omnibus” che, inseguendo illusori processi di semplificazione esasperata, rischiano di compromettere la visione globale di norme quadro di settore, come il Codice dei contratti o il Testo unico sull’edilizia”

Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sul decreto Sblocca Cantieri appena convertito in legge dalle Camere.

“Non condividiamo il rilancio dell’appalto integrato - afferma Rino La Mendola - Vicepresidente del Consiglio Nazionale e Coordinatore del Tavolo Lavori Pubblici della Rete delle Professioni Tecniche, in quanto è una procedura che, inseguendo un illusorio processo di semplificazione, relega il progetto ad un ruolo marginale nel processo di esecuzione delle opere pubbliche, alimentando varianti in corso d’opera, contenziosi e nuove opere incompiute sul territorio, finendo così per tracciare percorsi diametralmente opposti al principio di semplificazione a cui si ispira. La volontà del Governo e del Parlamento di sottovalutare l’importanza della centralità del progetto si legge anche da altri dispositivi introdotti dalla legge, come quello che consente l’affidamento dei lavori di manutenzione sulla base di un progetto definitivo. Per questo tipo di lavori, saremmo stati favorevoli ad un alleggerimento della progettazione esecutiva, ma non possiamo di certo condividere il totale taglio di una fase progettuale che contiene elaborati e documenti indispensabili per l’appalto dei lavori”.

Pur non condividendo l’impostazione globale del provvedimento legislativo, gli architetti italiani hanno apprezzato alcune novità, rispetto al testo iniziale del decreto, introdotte dalla legge di conversione, parte delle quali sono state adottate recependo alcuni degli emendamenti proposti dalla Rete delle Professioni Tecniche.

“Riteniamo positiva la reintroduzione della soglia del 30% del punteggio da attribuire all’offerta economica negli affidamenti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; ciò garantisce un maggiore peso all’offerta qualitativa rispetto a quella economica negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria. Positiva l’introduzione, sebbene temporanea, della facoltà delle stazioni appaltanti di acquisire il finanziamento delle risorse, limitatamente a quelle da utilizzare per la progettazione. Ciò di fatto consentirà di fornirsi di un parco progetti, strumento indispensabile per fruire nel migliore dei modi dei flussi finanziari europei, anche se bisognerebbe contestualmente costituire una cabina di regia per indirizzare le amministrazioni ad investire su progettazioni in linea con la programmazione dei fondi comunitari per evitare lo spreco di risorse in opere difficilmente finanziabili.

“Concordiamo anche con l’idea di puntare ad un unico regolamento a supporto del Codice dei contratti, anche se abbiamo quasi sempre condiviso i contenuti delle linee guida emanate dall’ANAC, spesso votate non solo alla trasparenza, ma anche ad una maggiore concorrenza ed alla ricerca della qualità delle prestazioni professionali”.  

Gli architetti italiani, inoltre, preso atto di uno “stop” alle modifiche introdotte all’art.113 dal testo originario del Decreto, in merito agli incentivi per la progettazione interna alla Pubblica amministrazione, auspicano che ciò segni un primo passo per riformulare l’art. 24 del Codice dei contratti, in modo da attribuire prioritariamente la progettazione ai liberi professionisti e valorizzare contestualmente i pubblici dipendenti nel controllo dell’intero processo di esecuzione delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo dei lavori, assegnando loro gli incentivi per tali attività, a prescindere dal ruolo di dirigente o di funzionario.

“Adesso, conclude La Mendola, serve una riforma organica del Codice dei contratti, votata ad una maggiore apertura del mercato dei lavori pubblici alle strutture professionali medio-piccole e, soprattutto, al rilancio della centralità del progetto nei processi di trasformazione del territorio, attraverso la valorizzazione del concorso di progettazione a due gradi, che riteniamo il migliore strumento per promuovere la qualità architettonica nelle nostre città del futuro.”

 

fonte: www.awn.it

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Politecnico di Milano si conferma il top in Italia

Politecnico di Milano si conferma il top in Italia

Nella classifica globale delle università l'Italia è il settimo Paese più rappresentativo al mondo

Il Politecnico di Milano è la prima università in Italia per il quinto anno consecutivo.

Si tratta del proprio miglior risultato e del secondo risultato nazionale in tutte le edizioni.

E’ ciò che stabilisce la sedicesima edizione del QS World University Rankings, la classifica universitaria globale che include 34 università italiane, cinque in più rispetto alla classifica precedente.

L’Università di Firenze registra la crescita più importante, guadagnando oltre 53 posizioni. L’Università di Napoli Federico II guadagna 48 posizioni rispetto alla edizione precedente e si classifica al 424mo posto. L’Università di Trento e l’Università di Pisa entrano invece tra le Top 400 al mondo, salendo rispettivamente di 37 e 33 posti. L’Italia inoltre è il settimo paese più rappresentativo al mondo.

Il primato assoluto però è sempre dell’America, che conquista i primi tre posti: sul gradino più alto troviamo il Mit Massachusetts Institute of Technology; a seguire invece la Stanford University e l’Università di Harvard.

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Antonio Maria Michetti: l’ingegnere più amato dagli architetti romani

Antonio Maria Michetti: l’ingegnere più amato dagli architetti romani


Insegnamento e professione. Architettura ed ingegneria. Geometria e costruzione.

In Antonio Maria Michetti, classe 1927, trovano felice connubio queste dicotomie.

Assistente del Prof. Luigi Nervi, ingegnere ed architetto romano, ha preso parte ai più importanti progetti degli ultimi quarant’anni a Roma e non solo.

Università di Roma Tre ad Ostiense, Nuovo Municipio di Fiumicino, consolidamento dell’ex Birra Peroni a Roma, la Piazza Inferiore della Basilica di S.Francesco ad Assisi, Chiesa di Meier a Roma.

Con l’approccio di un vero Maestro, si è dedicato per 50 anni alla docenza della tecnica delle costruzioni, alla Facoltà di Architettura di Roma, riuscendo a snocciolare concetti molto complessi ed a renderli alla portata di molti.

La Casa dell’Architettura ha voluto celebrare l’11 giugno il Prof. Michetti, uno degli ingegneri più apprezzati dagli architetti romani, che amava descriversi come “un muratore che ha avuto la fortuna di studiare un poco di latino”.

Molti i ricordi che emergono durante l’evento, ma un unico comun denominatore. Serietà, umiltà verso la scienza, autonomia in ragione del bene comune, la didattica sopra le logiche accademiche. E’ Christian Rocchi, Vice Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma a trasportare nel presente l’eredità culturale del Prof. Michetti. “La sua serietà professionale è stata d’esempio. Un atteggiamento probo sembra non pagare, invece determina la correttezza della committenza. Architetti ed ingegneri non sono commercianti, legati alle logiche di mercato; piuttosto sono strettamente connessi alla tutela sociale che non può essere mercificata.”

Il Prof. Michetti era anche un grande professionista e forse questa era la sua forza da docente. Riusciva a calare nel reale e nel presente grandi insegnamenti del passato, spesso con piacevole ironia. Del Ponte di Messina ripeteva spesso che sarebbe servito un materiale molto leggero con enorme capacità portante. Quel materiale sarebbe potuto essere la fibra di carbonio, ma, prima di usarlo per un’opera strutturale di quella portata, sarebbe dovuto essere impiegato per un “gallinaro”.

Molto particolare fu la sua capacità di trasporre il rigore matematico del calcolo, anche sdrammatizzandolo, a generazioni di architetti, che, di solito, hanno più facilità nel toccare con mano la progettazione.

Un Maestro silente che ha dato tutto se stesso alla formazione, contribuendo ad oltre 6000 tesi si laurea: un vero patrimonio per tutti gli architetti romani.

 

fonte: ordine.architettiroma.it

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È arrivato il permesso di costruzione per la Sagrada Familia, con 137 anni di ritardo

È arrivato il permesso di costruzione per la Sagrada Familia, con 137 anni di ritardo

La speculazione edilizia è endemica. Persino quando è difficile nascondere alla vista dei lavori sulla pubblica piazza. Non parliamo di chiudere un balcone, erigere un piano in più a caso senza curarsi degli obblighi urbanistici, sforare di metri (di marciapiede) per aver letto male i progetti (sì, è successo). La Sagrada Familia di Antoni Gaudì, uno dei monumenti più celebri del mondo con 4,5 milioni di turisti che lo visitano ogni anno dentro e fuori, è stata per 137 anni un abuso edilizio fatto e (non ancora) finito. Tanto da aver messo in seria difficoltà il municipio di Barcellona sul cui suolo si erige la chiesa. Fino ad oggi, quando è ufficialmente arrivato il permesso per la costruzione nell’area davanti all’omonima piazza.

Il paradosso sarebbe rimasto sepolto negli archivi urbanistici di Barcellona se non fosse stato scoperchiato e discusso nel corso degli anni. A mettere la parola fine è stata Janet Sanz, assessore ai lavori pubblici di Barcellona, che ha pubblicato su Twitter il momento della firma definitiva. Specificando chiaramente che dopo 130 anni (e rotti) di lavori illegali, finalmente la Sagrada Familia ha tutti i documenti in regola per completare la costruzione, prevista nel 2026 in modo da incrociare il centenario della morte del suo architetto. Così che Barcellona non sia più macchiata dall’onta di aver permesso una costruzione illegale tanto famosa.

I lavori per la Sagrada Familia iniziarono nel 1882, come riportano le cronache, e fino ad oggi sono stati ufficialmente illegali. Nessun documento attestava l’effettivo permesso edilizio per la costruzione della monumentale basilica disegnata da Antoni Gaudì, che nel corso degni anni ha dovuto subire anche parecchi stop a causa delle vicissitudini storiche. Dal 1936, anno della guerra civile spagnola, fino al 1952, i lavori sono andati a rilento, complice anche la perdita dei progetti originali disegnati da Gaudì in un’incendio che li ridusse in cenere. Per cercare di sistemare la questione con il municipio di Barcellona, lo scorso ottobre la fondazione che si occupa della costruzione della basilica aveva patteggiato un pagamento di 36 milioni di euro in 10 anni, ridotti con l’arrivo delle autorizzazioni a 4,6 milioni, come riporta Il Post. Mancano ancora 7 anni per vedere i lavori della Sagrada Familia finita. Ma adesso, almeno, è tutto legale.

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Rapporto CEDAM, se riparte l’edilizia ripartono le Marche

Rapporto CEDAM, se riparte l’edilizia ripartono le Marche


Il quinto rapporto della Cassa Edile Artigiana e delle PMI delle Marche, verrà presentato giovedì 13 giugno ad Ancona

La crisi, in edilizia ha colpito forte. Dal 2010 nelle Marche le imprese sono diminuite del 10,7 per cento, passando da 25.531 a 22.531. Gli addetti nel settore delle costruzioni sono 33.295. negli ultimi nove anni l’occupazione del comparto si è ridotta del 29,5 per cento, pari a 12.500 occupati in meno. E se il comparto delle costruzioni è in crisi, l’economia si ferma.

Per agganciare la ripresa nelle Marche deve ripartire l’edilizia. A sostenerlo il “5° Rapporto dell’Osservatorio Cedam”, che verrà presentato giovedì 13 giugno ad Ancona. L’appuntamento è per le ore 10 alla sala Pino Ricci del Consiglio regionale delle Marche, in piazza Cavour.

Dopo i saluti del presidente Cedam Aramis Garbatini e del vicepresidente Massimo De luca, saranno Giovanni Dini del Centro Studi Cna Marche e Fabiana Screpante dell’Ufficio Studi Confartigianato Marche, a illustrare il Rapporto della Cassa Edile Artigiana e delle PMI delle Marche nei suoi diversi aspetti e dati statistici: la congiuntura e l’occupazione nel settore, gli infortuni sul lavoro, le compravendite di immobili, gli appalti pubblici, le ristrutturazioni edilizie. Infine verrà fatto il punto sulla ricostruzione post sisma nell’area del cratere.

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Ecco l'obiettivo di Cantiere 4.0

Ecco l'obiettivo di Cantiere 4.0

12 giugno - il bilancio in Consiglio regionale a Trieste, favorire l’adozione di tecnologie digitali nell’intera filiera delle costruzioni, sia nel settore privato che in quello pubblico.

È questo l’obiettivo di Cantiere 4.0, il filone di attività di Industry Platform 4 FVG, il digital innovation hub regionale, nato in seguito a un protocollo di intesa siglato - lo scorso novembre - da Area Science Park, ente nazionale di ricerca e innovazione, il Distretto delle Tecnologie Digitali FVG (Ditedi), l’Associazione Regionale Comuni del Friuli Venezia Giulia e l’Ance Pordenone Trieste.

Cantiere 4.0 organizza una serie di iniziative dedicate a professionisti, imprese ed enti pubblici, per promuovere l’introduzione della cultura digitale nell’intera filiera delle costruzioni. Il primo ciclo di attività, conclusi lo scorso 6 giugno, ha riscosso grande interesse e partecipazione (circa 350 partecipanti al percorso “BIM e Pubblica Amministrazione”).

Il bilancio delle attività sinora realizzate e le iniziative programmate a partire da ottobre 2019 saranno l’oggetto di una conferenza stampa in programma domani, 12 giugno, alle 9.30 presso la Sala Verde del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia.

Alla conferenza stampa parteciperanno Alessia Rosolen, Assessore al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione; Stefano Casaleggi, Direttore Generale di Area Science Park; Mario Pezzetta, Presidente di Ditedi; Roberto Contessi, Presidente di Ance Fvg; Valerio Pontarolo, Rappresentante di Ance Fvg; Alessandro Fabbro, Segretario Generale di Anci Fvg.

Industry Platform 4 FVG è il digital hub del Friuli Venezia Giulia, aperto e inclusivo, che riunisce 24 partner regionali, con l’obiettivo di supportare la trasformazione digitale delle imprese del territorio. Nata dall’impegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del MISE – Ministero dello sviluppo economico, è uno degli asset strategici di Argo, il sistema industriale basato sull’innovazione di processi e prodotti per aumentare la competitività del territorio. Conta 4 nodi specializzati attivi sul territorio: ad Amaro il Digital Innovation Hub Internet of Things (DIH-IoT), a Udine il Digital Innovation Hub - Data analytics & artificial intelligence, a Trieste il Digital Innovation Hub - Data optimization & simulation, a Pordenone il Digital Innovation Hub - Advanced Manufacturing Solutions.

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