Riscaldamenti, le quattro regole ENEA per risparmiare in bolletta: «Bastano 19 gradi per stare bene in casa»
Con l’arrivo dei primi freddi e l’accensione degli impianti di riscaldamento, ENEA propone quattro linee guida per ridurre i consumi energetici senza rinunciare al comfort domestico. Dalla temperatura ideale alla manutenzione degli impianti, ecco come contenere le spese e limitare gli sprechi. Il risparmio potenziale di gas nel settore residenziale può arrivare a 0,9 miliardi di metri cubi.
Con l’autunno che entra nel vivo e le temperature in progressiva diminuzione, torna per milioni di famiglie italiane il momento di accendere i riscaldamenti. Un appuntamento che quest’anno si accompagna alle preoccupazioni per i costi dell’energia e alle tensioni geopolitiche internazionali, che riportano al centro dell’attenzione il tema dell’efficienza energetica.
Per aiutare i cittadini a contenere le spese senza sacrificare il benessere domestico, ENEA ha individuato quattro linee guida fondamentali: regolare correttamente temperature e orari, limitare le dispersioni di calore, scegliere tecnologie efficienti e assicurare una manutenzione periodica degli impianti.
Piccoli accorgimenti quotidiani che, affiancati a interventi strutturali sugli edifici, possono tradursi in risparmi significativi, sia per le famiglie sia per il sistema energetico nazionale.
Riscaldamenti, con le buone pratiche si possono risparmiare 800 milioni di metri cubi di gas
Secondo uno studio ENEA, riproponendo le misure di contenimento adottate durante la crisi energetica del 2022, il settore residenziale italiano potrebbe ridurre i consumi di gas di 0,8 miliardi di metri cubi standard rispetto al 2025, una quantità sufficiente a riscaldare quasi 700mila abitazioni.
Le misure considerate prevedono una riduzione di 15 giorni del periodo complessivo di riscaldamento, un’ora in meno di accensione quotidiana e l’abbassamento di un grado della temperatura interna.
«Bastano 19°C per avere in casa il comfort necessario. Per ogni grado in meno si risparmia fino al 10% sui consumi di combustibile», spiega Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano.
Il contenimento dei consumi, tuttavia, non può basarsi esclusivamente sulle abitudini quotidiane. Per ottenere risultati duraturi è necessario investire anche nell’ammodernamento degli impianti e nell’isolamento termico degli edifici.
Secondo le stime ENEA, questi interventi potrebbero assicurare un ulteriore risparmio di 0,1 miliardi di metri cubi di gas, portando il beneficio complessivo potenziale a 0,9 miliardi di metri cubi.
«Le ultime tensioni geopolitiche hanno acceso una nuova emergenza energetica che ha riportato al centro dell’attenzione l’efficienza e la necessità di ridurre i consumi di gas», sottolinea Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento ENEA di Efficienza energetica.
Le quattro regole ENEA per ridurre i consumi
La strategia proposta dall’Agenzia punta a combinare comportamenti responsabili e innovazione tecnologica, intervenendo sui principali fattori che incidono sulla spesa per il riscaldamento.
1. Temperatura a 19 gradi e attenzione agli orari
La prima raccomandazione riguarda la regolazione del termostato. ENEA indica nei 19°C una temperatura generalmente adeguata per garantire il comfort domestico, ricordando che anche un solo grado in meno può determinare un risparmio fino al 10% sui consumi di combustibile.
È altrettanto importante rispettare i limiti di accensione previsti per la propria zona climatica, evitando di mantenere gli impianti in funzione quando non è necessario.
La percezione del caldo, inoltre, non dipende soltanto dalla temperatura dell’aria. Entrano in gioco anche l’umidità, idealmente compresa tra il 40% e il 60%, la temperatura delle pareti, la presenza di correnti d’aria e persino l’abbigliamento.
Una casa con muri freddi e finestre poco isolate può risultare poco confortevole anche quando il termostato supera i 20 gradi.
2. Ridurre le dispersioni di calore
La seconda indicazione riguarda la capacità dell’abitazione di trattenere il calore prodotto.
ENEA consiglia di non coprire i termosifoni con tende, mobili o altri ostacoli che impediscano una corretta diffusione dell’aria calda negli ambienti.
Durante la notte è utile abbassare le tapparelle o utilizzare tende pesanti per limitare le dispersioni attraverso le finestre.
Attenzione anche al ricambio d’aria: aprire le finestre resta fondamentale per garantire una buona qualità dell’ambiente domestico, ma è preferibile farlo per pochi minuti, possibilmente nelle ore centrali della giornata, evitando di raffreddare eccessivamente le stanze.
3. Puntare su impianti e tecnologie efficienti
La terza linea guida guarda all’innovazione tecnologica.
Sostituire gli impianti obsoleti con sistemi più efficienti, come pompe di calore elettriche di ultima generazione o caldaie a condensazione, dove appropriate, può contribuire a ridurre sensibilmente i consumi energetici.
Secondo ENEA, l’utilizzo di tecnologie efficienti abbinate a valvole termostatiche e sistemi avanzati di regolazione può consentire risparmi fino al 25%, a seconda delle caratteristiche dell’impianto e dell’edificio.
Un ruolo crescente è svolto anche dalla domotica. Cronotermostati, sensori di presenza, regolatori elettronici e contatori intelligenti permettono di monitorare i consumi e adattare automaticamente il riscaldamento alle effettive necessità degli occupanti.
In questo modo diventa possibile evitare sprechi, individuare eventuali anomalie e gestire in maniera più consapevole la spesa energetica.
4. Manutenzione regolare per sicurezza e risparmio
L’ultima raccomandazione riguarda la manutenzione degli impianti, fondamentale non soltanto per contenere i consumi, ma anche per garantire sicurezza ed efficienza.
Controlli periodici, pulizia e verifiche effettuate da tecnici qualificati consentono di prevenire malfunzionamenti e mantenere il sistema nelle migliori condizioni operative.
ENEA evidenzia che un impianto efficiente può consentire, nelle condizioni considerate, riduzioni dei consumi fino al 40% rispetto a situazioni di forte inefficienza.
La manutenzione è inoltre soggetta a precisi obblighi normativi. Il D.P.R. 74/2013 prevede sanzioni amministrative a partire da 500 euro per determinate violazioni degli obblighi di controllo, secondo le disposizioni applicabili.
Quando si accendono i riscaldamenti: il calendario delle zone climatiche
In Italia l’accensione degli impianti centralizzati segue un calendario differenziato in base alle zone climatiche, con possibili deroghe stabilite dalle amministrazioni locali.
Nei territori più freddi, classificati nella zona F, non sono previsti limiti nazionali ordinari al periodo di accensione. Nella zona E, che comprende città come Milano e Torino, la stagione ordinaria va dal 15 ottobre al 15 aprile.
Per la zona D, che include Roma e Firenze, il periodo previsto va dal 1° novembre al 15 aprile. Nella zona C, che interessa diverse località del Mezzogiorno, l’accensione ordinaria parte dal 15 novembre, mentre nelle zone più miti, A e B, il calendario prevede periodi ancora più brevi, con inizio generalmente il 1° dicembre per la zona B.
Le date possono variare in presenza di ordinanze locali o particolari condizioni meteorologiche.
Bollette più leggere e meno emissioni: la sfida dell’efficienza energetica
Il messaggio di ENEA è chiaro: risparmiare sul riscaldamento non significa necessariamente rinunciare al comfort, ma utilizzare meglio l’energia disponibile.
Una corretta gestione della temperatura, la riduzione delle dispersioni e una maggiore attenzione alla manutenzione possono produrre benefici già nel breve periodo. Per risultati più stabili, però, occorre accompagnare questi comportamenti con investimenti nell’efficienza degli edifici e nella modernizzazione degli impianti.
In un contesto internazionale caratterizzato dall’incertezza dei mercati energetici, ridurre il consumo di gas significa non soltanto alleggerire le bollette delle famiglie, ma anche diminuire la dipendenza dalle fonti fossili e contenere le emissioni inquinanti.
La sfida per il prossimo inverno sarà dunque riscaldare meglio, consumando meno: un obiettivo che parte dai gesti quotidiani, ma richiede anche abitazioni sempre più efficienti e tecnologie capaci di coniugare sostenibilità, sicurezza e risparmio.


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