4 minuti di lettura (715 parole)

L'importanza di una transizione ecologica per l'efficienza energetica

L'efficienza energetica è ormai un tema centrale per le imprese del nostro Paese che stanno investendo sempre di più in soluzioni energetiche innovative ed avanzate. Le aziende che si dotano di strategie energetiche vengono definite leader dell'energia in quanto registrano risultati superiori a quelli di aziende simili in una serie di indicatori chiave: hanno 2,5 volte più probabilità di ottenere solidi risultati finanziari e di essere più efficienti; 2,3 volte più probabilità di essere un marchio leader nel loro settore, ottenendo la soddisfazione del cliente.

In questo processo imprenditoriale, la transizione ecologica è un elemento chiave, senza la quale l'efficienza energetica non sarebbe possibile. Durante la sessione dedicata al tema "The People Centred Green Transition", al Consiglio dell'OCSE a Parigi, il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha annunicato la strategia italiana e la nuova visione del Mims di assumersi l'impegno di dirottare l'Italia verso la transizione ecologica e digitale, riducendo le disuguaglianze, anche territoriali. Una strategia che mira a creare migliori connessioni tra i territori, riducendo il gap infrastrutturale tra il Nord e il Sud del Paese. Tra gli altri impegni ci sono quello di riqualificare l'edilizia pubblica, di rinnovare i sistemi di mobilità urbana in senso ecologico, di migliorare le connessioni ferroviarie con porti e aeroporti, accelerare e incentivare la decarbonizzazione dei trasporti.

Secondo uno studio, commissionato da Centrica Business Solutions, effettuato su oltre 1.000 aziende, in 6 Paesi (Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania, Stati Uniti e Canada) e finalizzato a identificare i fattori chiave e gli ostacoli dell'efficienza energetica, l'80% delle aziende vuole assumere il controllo della propria energia entro il 2025, generando un quarto dell'energia elettrica in sede. Christian Stella, Managing Director di Centrica Business Solutions Italia, ha commentato i dati spiegando che "È un segnale incoraggiante che le aziende italiane siano così lungimiranti quando si tratta di energia, con una percentuale di aziende che ha compreso l'importanza della generazione on site maggiore rispetto alla media globale (85% vs 79%)".

Potrebbe essere un obiettivo realizzabile entro il 2025 anche grazie la spinta dell'Onu che nella sua Agenda 2030 ha posto, ai Paesi membri, la prerogativa di investire in infrastrutture e mobilità sostenibile per accelerare il percorso verso lo sviluppo sostenibile. In Italia si aggiungono anche le varie opportunità derivanti dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e da altri fondi nazionali ed europei, che consentiranno alle aziende di poter investire in interventi finalizzati all'efficienza energetica e alla transazione ecologica. A tal proposito, il Ministro Giovannini ha precisato che "La grande disponibilità di risorse di cui disporremo nei prossimi dieci anni, ci impongono di programmare gli investimenti seguendo una logica sinergica e integrata, valutando con attenzione l'impatto degli interventi sulle persone e sui territori."

Si tratta di investimenti ammortizzabili nel tempo, in quanto assumere il controllo dell'energia significa per l'azienda anche risparmiare in termini di costi e consumi. Ancor di più in un Paese come l'Italia dove i costi di approvvigionamento sono più elevati rispetto agli altri Paesi dell'UE, con un'incidenza maggiore sulle PMI che pagano il 40% in più rispetto alla media europea.  Il Ministro conclude precisando che "Grazie alle riforme di quest'ultimo anno, compresa quella derivante dalla Direttiva del Presidente Draghi sul funzionamento del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile, che deve valutare gli investimenti pubblici secondo criteri in linea con gli Obiettivi dell'Agenda 2030, non saranno più finanziate opere non sostenibili - ha concluso il Ministro -. Nel corso del 2021 il Ministero ha sviluppato criteri per orientare gli investimenti verso interventi infrastrutturali e di mobilità basate sulle nuove regole. La strada è ancora lunga, ma indietro non si torna: la qualità della vita delle persone, il benessere sociale e la qualità dell'ambiente sono al centro delle nostre politiche e lo sviluppo sostenibile è l'unico modello perseguibile".

La transizione verde è un'opportunità per ripensare il modo di produrre e fare economia in un'ottica ecologica senza precedenti per migliorare la qualità della vita delle persone, per incentivare la competitività delle imprese nel rispetto dell'ambiente, per realizzare le infrastrutture e di progettare sistemi di mobilità sostenibili e, soprattutto, per ottenere la tanto desiderata efficienza energetica.

Copyright

© Edilsocialnetwork

Nemesi Studio tra gli espositori di Edilsocialexpo
Ecco come ottenere l’agevolazione fiscale "Bonus t...

Forse potrebbero interessarti anche questi articoli

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://www.edilsocialnetwork.it/