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  • Casa Futuro, il progetto firmato Boeri per il recupero di Amatrice


    Lo studio Stefano Boeri Architetti è ad opera di un nuovo progetto dedito alla ricostruzione del Complesso Don Minozzi di Amatrice. La città, colpita dal sisma nel 2016, vede nel complesso un luogo di grande importanza storica...
    Casa Futuro, il progetto firmato Boeri per il recupero di Amatrice


    Lo studio Stefano Boeri Architetti è ad opera di un nuovo progetto dedito alla ricostruzione del Complesso Don Minozzi di Amatrice. La città, colpita dal sisma nel 2016, vede nel complesso un luogo di grande importanza storica per tutto il territorio.

    Il progetto, volto a recuperare il 60% del volume complessivo delle macerie, creerà a partire dal complesso Casa Futuro, una nuova struttura polifunzionale per l’accoglienza e la ricerca per le nuove generazioni.

    Innanzitutto, il progetto resterà fedele agli elementi caratteristici della struttura originale tra cui i porticati, i disegni sulle facciate e gli spazi aperti in allineamento con la caratteristica Fontana delle Pecore, la Torre Civica di Amatrice e la chiesa di Santa Maria Assunta.

    Per quanto riguarda la strutturazione, Casa Futuro sarà suddivisa in quattro macro aree che presenteranno un impianto a corte.
    A nord sorgerà la Corte Civica, futura sede rettangolare su due piani che ospiterà diverse funzioni amministrative quali la sede comunale, biblioteca pubblica e sale polifunzionali.

    Nella parte centrale sarà istituita la Corte Del Silenzio, dove sarà situata la Casa Madre dell'Opera Nazionale e le residenze dei religiosi. Quest'area su due piani fuori terra fungerà da luogo di accoglienza e sede di case di riposo, ambienti liturgici e museali.

    A ovest, la Corte dell'Accoglienza vedrà diverse sale adibite a mensa, attività ricreative e formative. Verrà inoltre ripristinato il teatro auditorium per poter ospitare convegni, eventi e organizzare spettacoli.

    Infine, sarà istituita su un unico livello fuori terra la Corte delle Arti e dei Mestieri, grazie alla quale verranno implementati laboratori didattici e spazi di trasformazione di prodotti locali.

    Per la realizzazione della struttura verranno presi tutti gli accorgimenti antisismici e il recupero delle acque piovane; verranno inoltre implementati 930 mq di pannelli fotovoltaici in copertura.

    Crediti foto: Stefano Boeri Architetti
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  • Il masterplan di Renzo Piano per il campus Bovisa-Goccia del Politecnico di Milano


    Alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, dell'assessore allo Sviluppo Città metropolitana, Giovani e Comunicazione della Regione Lombardia Stefano Bolognini e del Rettore Ferruccio Resta, si è svolta...
    Il masterplan di Renzo Piano per il campus Bovisa-Goccia del Politecnico di Milano


    Alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, dell'assessore allo Sviluppo Città metropolitana, Giovani e Comunicazione della Regione Lombardia Stefano Bolognini e del Rettore Ferruccio Resta, si è svolta la presentazione da parte del grande architetto Renzo Piano del progetto di rivalutazione del campus del Politecnico di Milano.

    Il progetto, che riguarda l'area di 32 ettari degli ex gasometri, prevede la creazione di campus all'aperto ed ecosostenibile, i cui nuovi edifici verranno digitalizzati per permettere la gestione dei consumi di ogni ambiente. Per la realizzazione degli edifici è inoltre prevista una copertura con pannelli solari: l'obiettivo principale del progetto è infatti quello di creare indipendenza energetica e azzerare le emissioni CO2 del sito, creando una realtà "aperta, verde e permeabile".

    I nuovi edifici comprenderanno aule e laboratori del Politecnico con a fianco due residenze per studenti da 500 posti; verranno poi adibiti dei laboratori di ricerca, strutture dedicate al food e diverse Scuole civiche, oltre che una startup che occuperà un'area di 35.000 metri quadridedicata alle startup.

    Verrà inoltre creato un collegamento con l'esterno tramite un grande ciclo pedonale situato tra i gasometri e il campus Lambruschini.

    Tra le diverse aree verranno piantati grandi alberi e il livello a terra del campus verrà realizzato in modo che sia completamente trasparente: così facendo, per gli studenti e i visitatori sarà possibile immergersi completamente in un paesaggio verde.

    L'area dei gasometri, infine, non verrà completamente eliminata: la prima parte del recupero dell'area, per la quale si stimano 24 mesi di lavori a partire da questa primavera, verterà sulla demolizione controllata del sito per preservare le sue caratteristiche gabbie di metallo. Il completamento dell'opera è previsto invece per l'anno 2026.
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  • Inaugurata la M4, la nuova "linea blu" della metropolitana di Milano

    Il 26 novembre alle ore 11:00, a Milano Linate si è svolta l'inaugurazione del primo tratto della nuova linea metropolitana M4. All'evento, oltre alle autorità e ai lavoratori coinvolti nel progetto, hanno presenziato il...
    Inaugurata la M4, la nuova "linea blu" della metropolitana di Milano

    Il 26 novembre alle ore 11:00, a Milano Linate si è svolta l'inaugurazione del primo tratto della nuova linea metropolitana M4. All'evento, oltre alle autorità e ai lavoratori coinvolti nel progetto, hanno presenziato il sindaco di Milano Beppe Sala assieme al governatore della Lombardia Attilio Fontana e al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini.

    La progettazione della linea, iniziata con il sindaco Letizia Moratti e poi ereditata da Giuliano Pisapia nel 2011, ha visto dieci anni dopo l'apertura delle prime sei fermate durante il secondo mandato del sindaco Giuseppe Sala.

    Passando per il centro storico fino ad arrivare all’aeroporto di Linate, il percorso della linea fungerà da collegamento da Est a Ovest di Milano. Tra i due capolinea, Linate e San Cristoforo, vi è una distanza di 15 chilometri e 21 fermate che verranno percorse in soli 30 minuti.

    Come per la linea lilla M5, la M4 sarà dotata di pilota automatizzato, e i suoi 47 treni potranno trasportare fino a 24.000 passeggeri all’ora in ogni direzione.

    La fine dei lavori è prevista per autunno 2024.
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  • Il nuovo Parco della Giustizia a Bari, il progetto di Alfonso Femia

    Il concorso indetto dall'Agenzia del Demanio per la riqualificazione urbana della zona delle Ex Casermette Milano e Capozzi a Bari, è stato vinto dal progetto di Alfonso Femia, influente architetto nel campo della rigenerazione...
    Il nuovo Parco della Giustizia a Bari, il progetto di Alfonso Femia

    Il concorso indetto dall'Agenzia del Demanio per la riqualificazione urbana della zona delle Ex Casermette Milano e Capozzi a Bari, è stato vinto dal progetto di Alfonso Femia, influente architetto nel campo della rigenerazione urbana con numerose opere in tutta Europa.

    L'architetto Femia è fondatore di Atelier(s) Alfonso Femia, situati nelle città di Genova, Milano e Parigi e i cui team prendono ispirazione dalle variegate esperienze e caratteristiche delle tre città per la realizzazione dei progetti. Gli Atelier(s), infatti, studiano la relazione contemporanea che intercorre tra la città, il territorio e l’architettura per dare forma a soluzioni innovative.

    Il progetto di Atelier(s) Alfonso Femia, in collaborazione con Proger, Magnanimo Ingegneri Associati e Land Italia, prevede su una superficie complessiva di circa 150.000 metri quadrati, 37.000 adibiti a sede del nuovo tribunale e degli edifici giudiziari. Il restante spazio di 105.000 metri quadrati, quindi gran parte del progetto, vedrà la realizzazione di un Parco Verde, volto a incrementare la forestazione urbana e arricchire la biodiversità del territorio fornendo un grande spazio pubblico green all'interno della città di Bari. Quest'area verde, poi, verrà ulteriormente arricchita con circa 7500 metri di lago artificiale.
    L'accesso alle aree funzionali degli edifici della giustizia sarà garantito da percorsi ciclo-pedonali che percorrono il quartiere da nord a sud.

    La presenza della vegetazione costituirà la quasi totalità della superficie del progetto, creando un connubio tra la natura e gli edifici.
    Con questo progetto, verranno infatti soddisfatte non solo le esigenze della giustizia, ma anche della comunità barese grazie alla realizzazione di un innovativo contesto ambientale: oltre al verde esterno, i palazzi saranno costruiti secondo criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, tenendo a mente il risparmio energetico e l'utilizzo di tecnologie di ultima generazione.
    Non si tratta quindi di una semplice nuova sede amministrativa della giustizia, bensì un quartiere innovativo dotato di spazi all'aperto per tutti i cittadini.

    L’intervento di riqualificazione, che si divide per aree funzionali, avverrà per lotti ed annualità successive: la consegna del primo lotto, seguendo il cronoprogramma del Demanio, verrà effettuata nell'anno 2026. La demolizione dei vecchi edifici sarà il primo passo per la realizzazione dell'opera.


    Crediti foto: AF517
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  • Burj Binghatti Jacob & Co Residences: l'edificio residenziale più alto al mondo

    Un'impresa innovativa a livello globale: così è stato annunciato il progetto per un nuovo edificio residenziale che batterà la Torre di Central Park a New York in altezza. L'idea proviene dalla collaborazione di uno...
    Burj Binghatti Jacob & Co Residences: l'edificio residenziale più alto al mondo

    Un'impresa innovativa a livello globale: così è stato annunciato il progetto per un nuovo edificio residenziale che batterà la Torre di Central Park a New York in altezza. L'idea proviene dalla collaborazione di uno dei più grandi progettisti del settore immobiliare, Binghatti, e il brand di gioielleria di lusso Jacob & Co.

    L'edificio di lusso sarà costruito a Business Bay nei pressi di Downtown Dubai e ospiterà più di 100 piani, di cui l'ultimo sarà sede di un esclusivo club privato, dotato di piscine e un'ampia area lounge.

    La punta dell'edificio presenterà una forma che ricorda una corona, incastonata di diamanti che risplenderanno una volta colpiti dalla luce del sole.

    Photo credits: Burj Binghatti Jacob & Co Residences
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  • La Dubai Creek Tower di Calatrava diventerà la torre più alta al mondo

    La città di Dubai, già sede del simbolico Burj Khalifa al primo posto tra i grattacieli più alti esistenti, è pronta a superare il record grazie al nuovo progetto dell'architetto Santiago Calatrava.

    Il progetto, avviato nel...
    La Dubai Creek Tower di Calatrava diventerà la torre più alta al mondo

    La città di Dubai, già sede del simbolico Burj Khalifa al primo posto tra i grattacieli più alti esistenti, è pronta a superare il record grazie al nuovo progetto dell'architetto Santiago Calatrava.

    Il progetto, avviato nel 2016, è partito dagli scavi e dalla costruzione per le fondamenta, che hanno raggiunto i 72 metri di profondità e per cui sono stati impiegati 500.000 metri cubi di calcestruzzo e 18.000 tonnellate di acciaio. Da questi dati si ipotizza quindi che l'edificio potrebbe raggiungere un’altezza finale di circa 1.300 metri, ospitando più di 200 piani adibiti a diverse attività quali hotel, uffici, appartamenti e ristoranti.

    L'aspetto della torre, secondo Calatrava, si ispira alla tradizione architettonica islamica e ne aggiunge degli elementi di design moderni: partendo da una piramide, si estenderà verso l'altro diventando sempre più sottile.

    L'apertura e inaugurazione della Dubai Tower era inizialmente prevista in occasione della fiera internazionale di Dubai del 2020; tuttavia, a causa dell'emergenza mondiale della pandemia, i lavori sono stati momentaneamente sospesi.

    Lo sviluppatore immobiliare del progetto della Dubai Creek Tower
    Emaar Properties afferma però che la torre verrà completata nel 2023, questo anche grazie al suo design semplice e moderno.

    Crediti foto: Calatrava
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  • Il super grattacielo dello studio SOM, 8 Shenton Way

    Progettato da Skidmore, Owings & Merrill (SOM) e da realizzare entro l’anno 2028, la torre alta 305 metri mira a diventare il più alto di Singapore e il più sostenibile dell’Asia.

    Si ispira alla struttura delle foreste di bambù, materiale...
    Il super grattacielo dello studio SOM, 8 Shenton Way

    Progettato da Skidmore, Owings & Merrill (SOM) e da realizzare entro l’anno 2028, la torre alta 305 metri mira a diventare il più alto di Singapore e il più sostenibile dell’Asia.

    Si ispira alla struttura delle foreste di bambù, materiale che lo studio ha affermato di voler utilizzare nella costruzione di alcune strutture del complesso; verranno utilizzati inoltre terracotta, vetri, cemento ad alta efficienza e diversi aggregati riciclabili.

    Il complesso comprende 10.000 metri quadrati di spazio verde pubblico elevato, e il suo grattacielo avrà sette terrazze per gli ospiti dell'hotel e per i residenti degli appartamenti previsti all’interno della struttura.

    La struttura esterna si presenterà con delle alette orizzontali e verticali volte a deviare la luce del sole, per contrastare il clima tropicale di Singapore.
    La torre sarà inoltre collegata a una rete sotterranea di tubazioni che immettono acqua refrigerata nelle unità di climatizzazione degli edifici, riducendo il consumo elettrico fino al 55% rispetto ad edifici di simile portata.

    Vi è infine un aspetto “post-pandemico” che è stato preso in considerazione: con la volontà di rendere l’edificio un posto sicuro per la salute dei suoi residenti, sono state implementate delle tecnologie apposite tra cui materiali antibatterici, ventilazione e tecnologia contactless.

    Questo edificio sarà una delle prime torri ad uso misto post-pandemia al mondo, con salute e benessere tra i punti fondamentali di progettazione come anche la sua ecosostenibilità.

    Crediti foto: SOM
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  • Palazzo Sistema di Park Associati, il nuovo complesso di uffici green a Milano

    Il progetto architettonico è stato presentato in conferenza stampa davanti al Presidente della Regione Attilio Fontana con Rosario Cirrelli, responsabile per le Infrastrutture Civili, il direttore generale di Aria...
    Palazzo Sistema di Park Associati, il nuovo complesso di uffici green a Milano

    Il progetto architettonico è stato presentato in conferenza stampa davanti al Presidente della Regione Attilio Fontana con Rosario Cirrelli, responsabile per le Infrastrutture Civili, il direttore generale di Aria Spa Lorenzo Gubian e gli architetti Michele Rossi e Filippo Pagliani, soci fondatori di Park Associati. Il palazzo verrà implementato assieme ad altri cinque edifici, anch'essi destinati a ospitare enti e società della regione Lombardia.

    Situato tra via Pola, via Rosellini, via Taramelli e via Abbadesse, il palazzo sarà circondato da un giardino pubblico per i visitatori esterni mentre ospiterà diversi terrazzi coperti, ventilati e ricchi di verde ad ogni piano per i dipendenti. Sui tetti degli edifici, inoltre, verrà installata una copertura fotovoltaica, rendendo la struttura green ed ecosostenibile. La struttura culminerà una torre alta 122,50 metri e suddivisa in 26 piani.


    Crediti foto: Park Associati
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  • Lo studio londinese Norman Foster and Partners, insieme a Ove Arup, progetterà la nuova stazione di Firenze per l’alta velocità.

    La stazione ferroviaria del capoluogo toscano rientra in un più vasto piano di investimenti approntato dalle Ferrovie dello Stato.
    Una stazione sotterranea che...
    Lo studio londinese Norman Foster and Partners, insieme a Ove Arup, progetterà la nuova stazione di Firenze per l’alta velocità.

    La stazione ferroviaria del capoluogo toscano rientra in un più vasto piano di investimenti approntato dalle Ferrovie dello Stato.
    Una stazione sotterranea che trasformerà e migliorerà il traffico ferroviario.

    Il progetto, come scrive Rfi, prevede la costruzione di una struttura delle dimensioni di circa 450 x 50 metri, con un’estensione di circa 45mila metri quadrati, posta fino a 25 metri sotto il livello stradale, mentre la copertura si eleverà per circa 18 metri in altezza.

    I livelli previsti sono 4: i marciapiedi per l'accesso ai treni, il piano mezzanino che servirà per smistare i passeggeri, il piano terra e il primo piano.
    Quella di Firenze è una tipologia di stazione completamente nuova per l’Italia. Si tratta di una struttura interrata, in cui anche i livelli inferiori godono di illuminazione naturale, grazie alla configurazione verticale dell’opera, facilitando così l’orientamento dei viaggiatori.

    Nel progetto sono state adottate soluzioni tecnologiche che prevedono l’impiego di materiali rinnovabili e la riduzione del fabbisogno di energia e delle emissioni di sostanze inquinanti.
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  • MoLo Milano, il progetto di MAD Architects con l'architetto Andrea Nonni, Open Project e Progeca

    MoLo è l'acronimo di "Mobility and Logistic hub", un complesso multifunzionale che diventerà la porta di ingresso al nuovo quartiere MIND per chi proviene da Rho.

    Il complesso sarà alto 28,5 metri,...
    MoLo Milano, il progetto di MAD Architects con l'architetto Andrea Nonni, Open Project e Progeca

    MoLo è l'acronimo di "Mobility and Logistic hub", un complesso multifunzionale che diventerà la porta di ingresso al nuovo quartiere MIND per chi proviene da Rho.

    Il complesso sarà alto 28,5 metri, lungo 170 m e largo 50 m e riunirà diverse funzioni; sarà un ingresso accogliente per il nuovo quartiere e offrirà spazi educativi in tema di mobilità. Diventerà un vero e proprio hub, dove i visitatori potranno lasciare le proprie auto per proseguire a piedi alla scoperta del quartiere e delle tecnologie di trasporto innovative che saranno qui utilizzate.
    Importante sarà proprio il parcheggio centrale che si svilupperà su cinque degli otto piani complessivi della costruzione e avrà una capienza totale di 1500 autovetture. Il sito prescelto per la realizzazione del MoLo, lungo il confine occidentale del nuovo quartiere, corrisponde anche al confine tra due diversi comuni, gli architetti hanno deciso di risolvere architettonicamente questa “separazione” progettando un tunnel pubblico di interscambio coronato da una serie di scale scultoree in metallo. Vicino al tunnel sarà realizzata una galleria aperta che taglierà diagonalmente il pianoterra e collegherà fisicamente il MoLo al vicino parco di Rho-Arese.
    La vegetazione verticale rivestirà le facciate; l'uso del verde come elemento di design per le facciate principali rientra infatti nel modus operandi di MAD Architects.

    Il complesso sarà inoltre dotato di impianto fotovoltaico e costruito, nel rispetto della certificazione LEED, in modo innovativo secondo il metodo Design for Manufacturing and Assembly (DfMA).

    Photo credits: MAD Architects
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    Pavimenti sopraelevati
    https://www.petral.it/
  • CapitaSpring è la torre-oasi verde progettata dallo studio danese BIG e Carlo Ratti Associati a Singapore

    Fedele ai principi fondanti della Biofilia, la nuova opera verticale con i suoi 280 metri di altezza e 51 piani, è conclusa dopo quattro anni di intenso lavoro e un bando internazionale che...
    CapitaSpring è la torre-oasi verde progettata dallo studio danese BIG e Carlo Ratti Associati a Singapore

    Fedele ai principi fondanti della Biofilia, la nuova opera verticale con i suoi 280 metri di altezza e 51 piani, è conclusa dopo quattro anni di intenso lavoro e un bando internazionale che ha permesso a Bjarke Ingels e Carlo Ratti la costruzione.

    Un complesso residenziale che comprende spazi di lavoro e commerciali, ristoranti e aree pubbliche resi più belli e vivibili grazie alla co-esistenza con piante tropicali e alberi dal diverso fogliame (a seconda della posizione rispetto alla luce naturale che filtra dall’esterno).
    Una vegetazione progettata ad arte che ossigena lo spazio urbano, donando bellezza e serenità.

    Le facciate, caratterizzate da linee ortogonali, interrotte dall’innesto di plastiche dismorfie somiglianti a finestre ogivali all’altezza del tetto, del core e della base, permettono di scorgere la ricca vegetazione presente all’interno dell’edificio: ben 80.000 piante di 150 diverse specie, con una percentuale di copertura verde del 140% della superficie totale di ben 93.000 metri quadrati.
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  • Ranghetti Art Proget è entrato nel gruppo Infrastrutture
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  • Ranghetti Art Proget è entrato nel gruppo Recupero Ristrutturazione Restauro
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  • Nasce Amaranta a Bari, nella ex villa dei Capriati una casa per le vittime di tratta

    In una villa confiscata al clan Capriati, sul litorale di San Giorgio, è stata inaugurata la prima drop house destinata alle donne vittime di tratta: un centro diurno che sarà luogo di ascolto, aggregazione,...
    Nasce Amaranta a Bari, nella ex villa dei Capriati una casa per le vittime di tratta

    In una villa confiscata al clan Capriati, sul litorale di San Giorgio, è stata inaugurata la prima drop house destinata alle donne vittime di tratta: un centro diurno che sarà luogo di ascolto, aggregazione, formazione e inclusione lavorativa, promosso dalla cooperativa sociale C.A.P.S. e dall'associazione Micaela onlus in partenariato con la cooperativa sociale ARTES, l'associazione culturale Origens e con il sostegno del Comune di Bari.

    La struttura, affacciata sul mare ed estesa su una superficie di circa 600 mq (di cui 180 mq coperti e 420 mq scoperti, tra porticato e giardino), era stata concessa dal Comune di Bari nel 2009 al C.A.P.S., con il fine di riconvertirla a fini sociali.

    L'immobile è stato oggetto di importanti lavori di ristrutturazione e di un progetto di riconversione funzionale, finanziato dalla Fondazione Con il Sud nell'ambito del Bando "Iniziativa Immigrazione 2017".
    Gli interventi hanno riguardato l'intero complesso e le aree esterne, trasformando la villa in un centro accogliente e moderno, dotato di due uffici, una sala polifunzionale, servizi igienici, magazzino e porticato esterno, con affaccio su un'ampia area a verde impreziosita da prato calpestabile.

    L'idea del progetto Amaranta, è quella di proporre azioni di emersione, presa in carico, formazione e inserimento lavorativo delle vittime nel campo della ristorazione e dell'ospitalità turistica.
    Le risorse per la ristrutturazione del bene confiscato e lo start-up delle attività ammontano a circa 500.000 euro, di cui 380.000 finanziati dalla Fondazione Con il Sud, 100.000 di cofinanziamento da parte dei soggetti del partenariato e 20.000 finanziati dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell'ambito dei progetti di assistenza alle vittime di tratta, di cui la Regione Puglia è capofila.
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  • Nuova diga foranea - porto di Gneova

    L’appalto per la progettazione e la costruzione della Nuova Diga Foranea del Porto di Genova commissionata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale è stato aggiudicato al costituendo Consorzio con capogruppo Webuild, FINCOSIT, Fincantieri...
    Nuova diga foranea - porto di Gneova

    L’appalto per la progettazione e la costruzione della Nuova Diga Foranea del Porto di Genova commissionata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale è stato aggiudicato al costituendo Consorzio con capogruppo Webuild, FINCOSIT, Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, Sidra.

    F&M Ingegneria SpA , insieme a Ramboll UK , si occuperà della progettazione definitiva ed esecutiva.

    Verranno utilizzate 7 milioni di tonnellate di materiale lapideo con una quantità di mezzi impegnata nei lavori imponente e mai vista in Italia.

    La profondità del fondale (50 metri, anche se il sindaco Marco Bucci ha smentito in conferenza dicendo che al massimo saranno 45 e non per tutta la lunghezza della diga) è la prima sfida, visto che nel mondo non esistono precedenti.

    La scadenza imposta dal Pnrr, che finanzia gran parte della diga, è fissata al 2026.

    Un progetto degno di nota per l’Europa, che fa parte del Programma Straordinario per la ripresa del Porto di Genova.

    Si tratta del più grande intervento di rinnovamento dell’area portuale ligure degli ultimi 25 anni: un’opera ingegneristica unica al mondo.
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