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Nuovo codice dei Contratti Pubblici: digitalizzazione e BIM

In questo momento è in corso il procedimento di approvazione del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici. Si tratta di un vero e proprio decreto legislativo che permetterà al Governo di regolamentare i Contratti Pubblici: inseriti digitalizzazione e BIM.

La nuova norma ha come obiettivo l'adeguamento dei Contratti Pubblici alle normative europee e ai principi espressi dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e dalle giurisdizioni superiori, interne e sovranazionali; inoltre, si vuole semplificare e riordinare l'attuale normativa vigente ed evitare di incorrere in procedure di infrazione da parte della Commissione europea al fine di giungere alla risoluzione delle procedure avviate.

Lo schema del decreto legislativo è già stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 dicembre 2022, con successiva trasmissione alle Camere lo scorso 5 gennaio 2023. La fase parlamentare è ancora in corso e si protrarrà fino al 9 aprile 2023.
Lo schema trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni competenti è costituito da 5 libri, contenenti 229 articoli e 36 allegati. Di significativa rilevanza sono le sezioni relative proprio ai temi di digitalizzazione e BIM. Partendo dal presupposto che tali sezioni sono oggetto di studio da parte delle Commissioni parlamentari, potrebbero subire modifiche durante tale processo e delle modifiche potrebbero essere apportate.

Al momento però, si prevede che il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici entri in vigore il 1° aprile 2023 con efficacia delle disposizioni a partire dal 1° luglio 2023; l'abrogazione dell'attuale Codice dei Contratti Pubblici partirà dal 1° luglio 2023. Ma, è bene precisare che, nonostante l'abrogazione prevista a partire dalla data sopracitata, le disposizioni dell'ancora tutt'ora vigente Codice dei Contratti Pubblici si riterrà ancora applicabile ai procedimenti in corso.
Attualmente, il Codice dei Contratti Pubblici esistente (D.Lgs. 50/2016) contempla già al suo interno BIM e digitalizzazione: il decreto prevede infatti, l'impiego di metodi e strumenti elettronici specifici di modellazione e rinvia ad un decreto ministeriale la definizione delle modalità e dei tempi per l'introduzione della obbligatorietà nell'utilizzo di questi metodi.

Viene sottolineato che una regola specifica è dettata per le procedure di affidamento e per i contratti riguardanti investimenti pubblici finanziati grazie alle risorse del PNRR e PNC totalmente o anche parzialmente; per tali contratti successivamente si applicheranno le disposizioni di cui al DL 77/2021, così come previsto dall'articolo 225, comma 7, del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici.
Il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici prevede la Parte I del Libro I a regolamentare i principi che riguardano la disciplina dei Contratti Pubblici, andando a declinarli in maniera più o meno articolata per renderne i contenuti più espliciti.

La novità dei Nuovo Codice dei Contratti Pubblici prevede l'introduzione di:
- Principio di risultato;
- Principio della fiducia;
- Principio dell'accesso al mercato.

Nella II parte del Libro I viene trattato il tema della digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti, vera e propria sfida che animerà i prossimi anni il campo della realizzazione della riforma del sistema economico e sociale. L'intero ciclo di vita dell'opera, dalla sua programmazione fino alla sua conclusione dovrà passare attraverso piattaforme telematiche, fino ad arrivare al portale dell'ANAC per consentire un accesso diretto ai dati e alle informazioni.
Con il nuovo Codice, l'articolo 19 "Principi e diritti digitali" mette in evidenza i principi fondamentali per quanto riguarda la digitalizzazione e le Stazioni Appaltanti: si contempla che queste debbano adottare neutralità tecnologica; trasparenza; sicurezza informatica; protezione dei dati personali.

A tal proposito verrà applicato il principio del "once only": a favorire maggiore tutela dei dati sensibili, documenti, informazioni e dati verranno inoltrati una sola volta alle stazioni appaltanti e da un solo sistema informatico. Questo principio troverà applicazione anche nella programmazione, nelle procedure di affidamento dei lavori di contratti pubblici e in ogni occasione venga richiesta come obbligatoria la comunicazione ad una banca dati o ad un sistema informatico, di informazioni. Per questo, la Banca dati nazionale dei contratti pubblici mantenuta da ANAC, dovrà confrontarsi con le piattaforme digitali di e-procurement utilizzate dalle stazioni appaltanti facendo si che da un lato gli operatori economici non ripresentino più volte gli stessi dati; e permetterà alle Committenze di non doverli richiedere.

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