I Criteri Ambientali Minimi per il vetro in edilizia

Il criteri ambientali minimi per il vetro in edilizia
L'Ente Italiano di Normazione UNI ha recentemente redatto una guida alla normativa vigente sul vetro in edilizia. Nell'architettura contemporanea, infatti, sempre più si denota il ricorso all'utilizzo del vetro, grazie innanzitutto alla sua immagine elegante, leggera e trasparente.Tuttavia, la scelta del vetro come materiale di un complesso archite...
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Come riciclare i rifiuti C&D: le soluzioni di MB Crusher

MB Crusher
Gli scarti C&D contribuiscono a oltre 600 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Se tutti questi rifiuti fossero trasportati su camion, farebbero il giro del mondo tre volte! E' quindi scontato dire che i rifiuti C&D sono davvero troppi. Quindi ognuno dovrebbe fare la sua parte per ridurli. Ma come? La risposta è semplice: riciclandoli...
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Edilizia sostenibile: alcuni dei materiali più innovativi

edilizia sostenibile
Rendere l'edilizia un settore "sostenibile" è diventato ormai l'obiettivo di tutti i professionisti del settore. L'edilizia è considerato uno dei settori industriali a maggior impatto ambientale soprattutto in riferimento al consumo di materie prime; non trascurabili sono poi le emissioni inquinanti prodotte durante tutte le fasi dell'attività edil...
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Riciclare è un dovere! (Ed è pure facile!)

RICICLARE È UN DOVERE ( ED È PURE FACILE!)
  Bastano pochi accorgimenti per migliorare il riciclo e riutilizzare i materiali, anche nei processi più ''strani'' Si legge ovunque dell'importanza del riciclo. Di come sia un nostro dovere. Un atto di consapevolezza verso il pianeta e l'ambiente. Siamo sicuramente tutti d'accordo. Però…(che poi deve sempre esserci un però?) in alcuni casi, ...
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Transizione ecologica: l'importanza del Know-How dell'ingegnere ambientale

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Nello scenario attuale particolarmente carente di strategie capaci di garantire una crescita sostenibile ed inclusiva e in un mercato del lavoro volto totalmente al green, l'ingegneria è chiamata a svolgere un ruolo chiave nella ricerca e nella realizzazione di nuovi modelli che possano sostenere la transizione ecologica ed in particolare la decarb...
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L'alluminio, protagonista sostenibile dell'edilizia moderna

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Vento, pioggia, grandine, neve e ghiaccio, a lungo andare, possono avere effetti deleteri sui materiali costruttivi delle coperture di case, palazzine ed edifici deteriorandole sia da un punto di vista estetico che, soprattutto, funzionale. La differenza può farla il materiale che si utilizza per i rivestimenti e per le facciate. Una soluzione inno...
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ENEA con Enel Green Power nel progetto UE per la produzione pannelli fotovoltaici da riciclo

enea photorama
Sviluppare soluzioni tecnologiche innovative per massimizzare il recupero di materie prime da pannelli fotovoltaici a fine vita e creare una filiera industriale europea per produrne di nuovi in un'ottica di economia circolare. È l'obiettivo del progetto Ue PHOTORAMA, finanziato dal programma Horizon2020 con 8,4 milioni di euro, che vede la partecip...
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SE MANCANO, SI CREANO. Scarsità di materie prime e prezzi alle stelle, la soluzione viene dagli scarti

Macchinari MB Crusher
Il problema sta toccando tutti, dai produttori ai clienti finali: la catena dell'approvvigionamento è in difficoltà. La crisi planetaria dovuta alla difficoltà di reperire in tempi breve le materie prime ha colpito tutti i comparti, meccanica ed edilizia prime fra tutti, e non sembra aver termine nel breve periodo. I prezzi inoltre lievitano di mes...
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Ecoplast Nord: dalla plastica riciclata i sottofondi green e ultralight

Ecoplast Nord: dalla plastica riciclata i sottofondi green e ultralight

Massimo comfort abitativo a impatto zero: è questa l’edilizia di qualità che promuove Ecoplast Nord, azienda bergamasca specializzata nella produzione di miscele termoacustiche dall’anima green per massetti e sottofondi alleggeriti.
Ecoplast Nord recupera materiali plastici e li riutilizza per produrre massetti e sottofondi ad alto contenuto tecnologico ed elevate proprietà termoisolanti e fonoassorbenti, privi di sostanze tossiche o nocive per la salute e l’ambiente (a norma UNI 10667-14).

Il reimpiego di materiali plastici ha ben due valenze positive: una a beneficio dell’ambiente come importante forma di rispetto e di attenzione all’impatto ambientale, e una seconda a favore dell’uomo dal momento che i materiali Ecoplast Nord offrono il massimo comfort abitativo e garantiscono alte prestazioni e risparmio.

Ecoplast Nord ha studiato dei materiali che si combinino efficacemente in un sistema integrato per ottenere le migliori prestazioni: una gamma di prodotti per l’edilizia sia residenziale sia civile, con specifiche caratteristiche in funzione del campo d’applicazione.

I SOTTOFONDI ECOSOSTENIBILI ECOPLAST NORD
Unico, originale e brevettato: EcoLight è il sottofondo brevettato, ultra leggero e ad altissima fonoassorbenza, dall’anima green che sostituisce i tappetini anticalpestio ed elimina i rumori più fastidiosi.
EcoMix è invece il massetto leggero portante dalle eccellenti performance termo isolanti, adatto a qualsiasi tipo di pavimento, leggero ed economico, che contribuisce al raggiungimento del Superbonus 110%.
Per i pavimenti radianti, oggi molto diffusi, è stato pensato EcoMix145: una miscela portante per massetti specifica per i sistemi di riscaldamento e raffreddamento a pavimento.

I sottofondi Ecoplast sono disponibili in versione semi pronta (in confezione da 1 o 2 m3) o nella pratica versione pronta (sacchi da 15 a 25 kg) per ogni tipologia di intervento ed esigenza di cantiere.

Le soluzioni all’avanguardia ed ecocompatibili di Ecoplast Nord sono state inoltre certificate da Remade in Italy che attesta l’uso di prodotto riciclato rispettivamente per il 95% (certificazione A+ EcoLight) e il 30% (certificazione B EcoMix).

IL SISTEMA MASSETTO ECOPLAST NORD
Il Sistema Massetto Ecoplast Nord prevede la posa del sottofondo alleggerito EcoLight e si completa con l’applicazione del massetto portante EcoMix posato in contemporanea e/o successivamente al sottofondo in quanto si tratta di due miscele tipo “terra umida”. La superficie finale così ottenuta è idonea per la posa di qualsiasi tipo di pavimento, ceramica, legno, linoleum, cotto, ecc. mentre per i pavimenti radianti si applica EcoMix145.
L’utilizzo di materiali termoisolanti Ecoplast Nord consente di eliminare i ponti termici evitando la dispersione di calore, contribuisce alla massima efficienza dell’impianto di riscaldamento e concorrere sensibilmente al risparmio energetico. Comparato con i comuni prodotti fonoisolanti, infatti, questo sistema offre prestazioni superiori del 40% e costi inferiori del 30% e rispetto al sughero, ad esempio, di cui ha pari prestazioni termoisolanti, ha costi 10 volte inferiori.

 

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Sanificazione dell’aria e prevenzione dal coronavirus

Sanificazione dell’aria e prevenzione dal coronavirus

Il ricambio d’aria e la sua filtrazione sono fondamentali per mantenere aria salubre all’interno degli ambienti che viviamo, soprattutto nelle stagioni in cui si diffondono le allergie. Quest’anno però ci troviamo a combattere una nuova battaglia con un nemico invisibile.
Scopriamo insieme perché la ventilazione meccanica controllata si dimostra un nostro valido alleato nella sanificazione dell’aria.

Quando respiriamo non ce ne rendiamo conto, ma all’interno degli ambienti che viviamo e frequentiamo si nascondono polveri inquinanti e contaminanti chimici, prodotti dagli elettrodomestici o dai solventi usati per detergere. Particelle e molecole che possono compromettere la nostra salute, se non eliminate in modo adeguato.

A tutti questi elementi, negli ultimi mesi si è aggiunto un nuovo nemico invisibile - il Coronavirus - che ci costringe a prestare ancora più attenzione alla qualità dell’aria.

Mai come adesso, la nostra sicurezza passa anche dall’aria che respiriamo!

Scopriamo insieme perché la ventilazione meccanica controllata ci rende più sicuri e permette di farlo in modo efficiente, soprattutto in questo periodo.

 
3 motivi per scegliere la ventilazione meccanica per la prevenzione del coronavirus

1. RICAMBIO D’ARIA CONTINUO
Il ricambio costante dell’aria è essenziale nella prevenzione del virus; rientra infatti tra le indicazioni principali dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità)

Il sistema di ventilazione meccanica garantisce infatti un ricambio continuo di aria, permettendo il lavaggio degli ambienti e l’espulsione dell’aria interna da tutte le fonti interne, incluse quelle patogene.

2. FILTRAZIONE DELL’ARIA
Il virus, infatti, oltre a trasmettersi attraverso il contatto ravvicinato diretto con una persona infetta e tramite le superfici, interessa anche l’inalazione delle goccioline liquide prodotte dalla persona infetta. Si tratta di particelle molto piccole, inferiori a 0.1 micron.

Particelle che si legano tra loro e vengono trasportate dalle polveri sottili. in particolar modo da quelle più fini (le PM1). Proprio per questo è la filtrazione è essenziale e rappresenta uno degli dei maggiori punti di forza dei sistemi di ventilazione meccanica controllata.

Per una massima protezione è fondamentale una filtrazione ad elevata efficienza dei PM1, almeno del 65/70%. Di conseguenza sono indicati i filtri ePM1 65% o 75% - ex F7 - o i filtri elettrostatici.
Queste tipologie di filtri sono in grazio di filtrare, quindi intrappolare, anche le particelle dal diametro più piccolo.

3. ARIA SANA IN TUTTI GLI AMBIENTI
In questo periodo, complice anche la diffusione dello smart working, ci ritroviamo a vivere maggiormente gli ambienti domestici e non.
Uno dei vantaggi della ventilazione meccanica è che può essere installata - anzi deve - in tutti gli ambienti della casa, non solo quelli più umidi (come il bagno e la cucina).
L’ideale sarebbe invece quello di realizzare un sistema integrato che coinvolga tutti gli ambienti dell’abitazione.

Migliorare le prestazioni degli edifici e permettere a tutti di vivere in ambienti salubri è uno dei nostri obiettivi.

Sapevi che in media una persona respira 15.000 litri d’aria al giorno?
È il momento di prenderci cura dell’aria che respiriamo ogni giorno.

Edilizia: nuovi prodotti ecosostenibili con vecchi pneumatici e cavi elettrici

Edilizia: nuovi prodotti ecosostenibili con vecchi pneumatici e cavi elettrici

Nuovi prodotti ecosostenibili per l’edilizia, come piastrelle, intonaci e malte, ricavati da pneumatici fuori utilizzo (PFU in gergo) e cavi elettrici dismessi, saranno realizzati nell’ambito di due progetti del valore complessivo di oltre 1,1 milioni di euro che vedono ENEA collaborare con l’Università della Calabria e due aziende calabresi. Si tratta dei progetti PFU PREDECORE, coordinato dalla società Gatim srl e PVC UpCycling coordinato da R.ED.EL. srl.

Il progetto PFU PREDECORE (PRemiscelati per l’EDilizia ECOcompatibili e a Risparmio Energetico) mira a realizzare intonaci malte e colle con premiscelati a base di PFU in sostituzione di un materiale aggregante tradizionale come la sabbia. Le attività consisteranno nella caratterizzazione fisica, chimica e meccanica dei manufatti, valutazione di durabilità e proprietà isolanti e allestimento di un impianto pilota su scala semi-industriale.
“L’importanza di questo progetto è duplice: da una parte consente di ottenere prodotti a basso impatto ambientale, caratterizzati da una matrice ad elevate prestazioni. Dall’altra offre la possibilità di incrementare notevolmente il valore economico del materiale PFU, aumentando di conseguenza la domanda e, quindi, valorizzando l’intera filiera che si occupa del recupero/trattamento”, sottolinea la responsabile ENEA del progetto Maria Bruna Alba.
Le attività sperimentali condotte presso i laboratori ENEA si sono concentrate sulla definizione della conducibilità termica e dell’isolamento acustico al fine di valutare le proprietà isolanti dei prodotti ottenuti. “Le caratteristiche termoacustiche dei manufatti realizzati con PFU sono risultate ampiamente soddisfacenti. Per quanto riguarda la capacità di isolamento termico, i campioni analizzati sono risultati di pari caratteristiche rispetto ad analoghi intonaci e malte isolanti presenti sul mercato. Dal punto di vista dell’isolamento acustico, invece, i manufatti realizzati con PFU si sono dimostrati più performanti, migliorando l’abbattimento acustico del 9%”, aggiunge Maria Bruna Alba.
Il secondo progetto, denominato PVC UpCycling, prevede di realizzare prodotti edili a basso impatto ambientale con PVC recuperato da cavi elettrici dismessi. Tre i principali ambiti: i rivestimenti per pavimentazioni esterne (piastrelle in PVC su massetto esistente), i piazzali carrabili (massetto armato con malta miscelata con granuli di PVC) e green parking (blocchi a spessore in PVC riciclato e giunti strutturali in PLA stampati in 3D).
L’ENEA ha sviluppato malte cementizie contenenti PVC riciclato studiandone gli aspetti meccanici, termici e di assorbimento dell’acqua. Inoltre ha realizzato prototipi in PVC e resina poliuretanica per il settore edilizio, conducendo test di durabilità, resistenza e tenuta del colore rispetto alla radiazione solare.
“In questo progetto mettiamo in campo le linee programmatiche prioritarie di ENEA, quali la valorizzazione, gestione e salvaguardia dell’ambiente, il recupero e riutilizzo di materiali in processi ecosostenibili e l’efficienza energetica, supportando aziende come R.ED.EL. che si prefiggono il triplice obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema produttivo, ampliare il proprio mercato con nuovi prodotti e potenziare la propria competitività sul lungo periodo”, spiega il ricercatore ENEA Corradino Sposato.

Economia circolare: nuovi metodi per migliorare l'uso degli scarti da costruzione e demolizione

Economia circolare: nuovi metodi per migliorare l'uso degli scarti da costruzione e demolizione

Migliorare il riutilizzo dei materiali di scarto delle costruzioni per rafforzare la transizione verso un’economia circolare. Questo l’obiettivo del progetto CONDEREFF (Construction & demolition waste management policies for improved resource efficiency), che vede coinvolta l’ENEA e altri 8 partner di 7 paesi (Spagna, Grecia, Francia, Repubblica Ceca, Italia, Austria e Germania). Finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, il progetto intende superare le principali criticità che ostacolano la più ampia diffusione dei prodotti derivanti dalla valorizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D), che rappresentano il 40% del totale dei rifiuti speciali prodotti in Europa. In questo modo sarà possibile offrire alternative all’uso di materie prime vergini, consentendo anche ai paesi partecipanti di migliorare gli obiettivi di riciclaggio e l’efficienza   nell’uso delle risorse.
“Dopo aver analizzato le principali criticità di carattere normativo-procedurale, economico, tecnico e culturale metteremo a disposizione dei partner una metodologia per superarle in funzione delle specificità dei diversi paesi, coinvolgendo stakeholder ed esperti del settore. I risultati di questa attività aiuteranno i decisori politici ad adottare misure specifiche utilizzando le migliori pratiche dei paesi partner in cui l’utilizzo dei rifiuti da C&D è ampiamente praticato”, spiega Antonella Luciano, responsabile per ENEA del progetto.
Nella prima fase di attuazione, in tutti i paesi partecipanti sono stati analizzati il quadro normativo, il potenziale economico dei rifiuti da C&D, le capacità di riciclaggio e le best practice.  “Durante tutta la prima fase del progetto, ENEA ha coinvolto nello studio i principali stakeholder. Ci si è poi confrontati su approcci e migliori pratiche anche attraverso workshop internazionali su specifiche tematiche, come ad esempio quello organizzato a Roma dalla Regione Lazio, con il supporto tecnico di ENEA, sull’utilizzo del Green Public Procurement (GPP) come motore per la gestione efficiente dei rifiuti da costruzione e demolizione. Non è un caso che questo workshop sia stato organizzato dai partner italiani, essendo l’Italia l’unico paese europeo ad aver reso obbligatorio il GPP e ad aver attivato un sistema di monitoraggio”, conclude Antonella Luciano.
Oltre alle autorità pubbliche, destinatarie finali dei risultati del progetto, sono attivamente coinvolti tutti gli attori che si occupano di regolamentazione e gestione dei rifiuti da C&D a vari livelli, come le imprese di costruzione e demolizione, le imprese di riciclaggio, le autorità di controllo, i professionisti e i ricercatori.

Da rifiuti industriali lapidei a prodotti di edilizia, il progetto a Sassari

Da rifiuti industriali lapidei a prodotti di edilizia, il progetto a Sassari

I rifiuti industriali lapidei e le ceneri volatili delle centrali termoelettriche si trasformano in nuovi materiali da riutilizzare in edilizia, nell’arredamento e nell’artigianato artistico, diventando così una risorsa economica. È il piccolo miracolo di riciclo che si realizza con “Da scarti di lavorazione a prodotti a elevato valore aggiunto: conglomerati di marmo per la bioedilizia – Progetto Cluster Biomarmo“, promosso e finanziato da Sardegna Ricerche e coordinato dall’Università di Sassari applicando concetti di bioeconomia, chimica verde e bioedilizia per l’utilizzo e la valorizzazione degli scarti industriali.

Il progetto prenderà il via venerdì 13 luglio con la presentazione delle procedure adottate, che saranno illustrate nell’aula magna del complesso didattico di via Vienna da Alberto Mariani, docente dell’Università di Sassari e responsabile scientifico di “Biomarmo”. Il progetto sarà realizzato grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Chimica e Farmacia dell’Università di Sassari e tredici aziende del territorio che operano nel settore lapidei.

Fonte sardiniapost

Pulisco, Riciclo e Vendo

Pulisco, Riciclo e Vendo

Mercoledì 5 novembre 2014 presso la Sala auditorium di Ecoarea (Via Rigardara, 37/39 - 47853 Cerasolo di Coriano) si terrà il convegno Pulisco, Riciclo e Vendo.

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